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Cinema

Cannes 75 | Broker, il cinema di Hirokazu Kore’eda fa ancora un passo in avanti

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Cannes 75 | Broker, il cinema di Hirokazu Kore’eda fa ancora un passo in avanti
4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Il nuovo film di Hirokazu Kore’eda, il primo ad essere ambientato in Corea, sembra uno stress test del suo stesso cinema, un esperimento per capire fino a che punto lo spettatore è in grado di simpatizzare per personaggi che si muovono completamente al di fuori della legge, che compiono le scelte più deprecabili anche se mossi da sentimenti cristallini. È lo stesso modello di Shoplifters, in cui una famiglia (che tale effettivamente non era) decideva di rapire una bambina per “accudirla” all’insaputa dei suoi veri genitori e di avviarla al loro modo di vivere, fatto di espedienti, truffe e rapine. In Broker, però,il contesto non è più quello della piccola criminalità sporadica, contingente, ma invece quello di una illegalità sistemica e organizzata.

I due protagonisti gestiscono infatti un’attività clandestina ben avviata di contrabbando di bambini, per i quali cercano i genitori giusti, nonché i migliori offerenti, in tutto il Paese. Cominciano così un viaggio per trovare una coppia disposta a prendersi cura del piccolo Woo-sun (e a pagare per averlo!) assieme alla madre biologica del neonato, prostituta con le mani sporche di sangue. Se prima lo spettatore era chiamato ad empatizzare (in alcuni casi a tifare) per piccoli furfanti di strada, adesso Kore’eda alza l’asticella, chiedendo a chi guarda di solidarizzare con trafficanti di bambini e assassini, fino ad immaginare che questa ennesima famiglia “sbagliata” e utopica, composta de gente che si è trovata insieme per le ragioni meno nobili, condannabili secondo tutti i criteri morali abituali, possa comunque diventare un modello per tutte le altre.

Cannes 75 | Il cinema empatico di Kore’eda

Come spesso avviene nel cinema di Kore’eda, la manipolazione del ritmo cinematografico – la sua accelerazione o la sua estrema dilatazione – serve per indicare la relazione che i personaggi hanno con il tempo della loro vita, la percezione che hanno della durata degli eventi che stanno vivendo. In questo caso Broker è meno sfuggente, ad esempio, di Ritratto di famiglia con tempesta, in cuiogni scena sembrava durare meno del dovuto, riflettendo il desiderio inappagato del padre del film, che avrebbe voluto passare più tempo con suo figlio rispetto a quello che gli veniva effettivamente concesso.

Kore’eda sembra qui invece voler accordare ai propri personaggi – e soprattutto alla madre del bambino – il tempo giusto per riflettere sulle decisioni da assumere, quello necessario a prendere coscienza di ciò che è nelle proprie possibilità e ad accantonare le idee che invece potrebbero rivelarsi controproducenti. Man mano che il film andrà avanti, sarà ovviamente sempre meno salda la volontà di vendere il bambino, a cui ormai si saranno affezionati tutti. Ciò nonostante, i personaggi si renderanno conto, a quel punto della loro avventura, di non poter tornare indietro come se nulla fosse accaduto. È in quel momento che in un film chiaramente idealista, che racconta il mondo meno per quello che è e più per come vorrebbe che fosse, la realtà emergerà come il medio proporzionale tra il necessario e l’ottimale.

Cannes 75 | Al di là delle leggi e della biologia

Broker trova la grazia, il dramma, l’umorismo, in una famiglia allargata come non se n’erano mai viste prima, che si sottrae alla genetica e in cui avrà posto persino la polizia che voleva inizialmente dividerla. Ancora una volta Kore’eda, attraverso un linguaggio cinematografico sofisticato, riesce a convincere lo spettatore che oltre alla legge e alla biologia c’è di più e di meglio. La forza del suo cinema sta nella scelta di non costringere mai lo spettatore ad aderire alle azioni dei personaggi che osserva, ma di permettergli di arrivare gradualmente e naturalmente a comprenderne il punto di vista. Non mette in discussione la legge, ma racconta quanto sia difficile giudicare qualcosa che non si conosce fino in fondo, come sia troppo facile (e ingiusto) condannare qualcuno senza aver ascoltato le motivazioni che lo hanno spinto ad agire in un determinato modo.

Kore’eda mette in scena vicende immediatamente stigmatizzabili se analizzate superficialmente, ma con una benevolenza ed una complicità tali da far dubitare chi guarda delle proprie sentenze preventive. È un trucco cinematografico che il cineasta giapponese consiglia di applicare anche nella vita reale (come emergeva esplicitamente nell’incursione europea de La Vérité). Ed è per questo che gli stessi personaggi del film, anche quelli che avrebbero come unico compito quello di far rispettare le leggi di uno Stato, non si limitano alle evidenze probatorie, a mettere in fila i fatti, ma si lasciano coinvolgere emotivamente. E le emozioni, secondo Kore’eda, non sono quasi mai impulsi irrazionali che sovrastano la logica, bensì fenomeni che stimolano una forma di valutazione delle cose che ha il vantaggio di essere profondamente radicata nel corpo. Broker apre alla possibilità di integrare le valutazioni emotive con quelle razionali, in modo che si potenzino le une con le altre, e suggerisce che spesso ciò che proviamo dentro di noi è più razionale delle leggi che regolano ciò che sta fuori.

Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

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Improvvisamente Natale: video intervista a Diego Abatantuono, Violante Placido e Sara Ciocca

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Questa mattina è stato presentato in anteprima a Milano, il film Improvvisamente Natale diretto da Francesco Patierno e interpretato da Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Sara Ciocca, Michele Foresta, Gloria Guida, Paolo Hendel e con la partecipazione straordinaria di Nino Frassica. Adatto a tutta la famiglia, questa commedia natalizia sarà disponibile dal 1° dicembre su Prime Video.

La video intervista con il cast

A un mese dal Natale, questo pomeriggio abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Diego Abatantuono, Violante Placido e la giovane attrice Sara Ciocca. Se volete ascoltare i loro aneddoti personali legati al Natale e in che modo considerano la famiglia raccontata nel film, cliccate nel player in basso.

Leggi anche: Diego Abatantuono presenta Belli di papà: “Chiedete ai miei figli se sono stato un bravo padre”

Leggi anche: McMafia: la recensione d’autore di Francesco Patierno in esclusiva per NewsCinema

Improvvisamente Natale | La sinossi ufficiale

Per Chiara (Sara Ciocca) il Natale è un momento speciale, ancor più di quanto lo sia per ogni bambino. Ogni anno, infatti, il Natale è anche l’occasione per rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego Abatantuono), proprietario del delizioso alberghetto d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia.

Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta (Violante Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi), hanno deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente d’agosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola soffrirebbe meno…

Il nonno, già in crisi perché rischia di dover vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo Natale felice… a Ferragosto!

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Avatar 2: il trailer finale mostra l’epico assalto al clan Metkayina

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È arrivato online il terzo e ultimo trailer di Avatar: La Via dell’Acqua, che mostra in anteprima l’epico assalto della RDA al clan Metkayina.

Avatar: La Via dell’Acqua è il sequel del film con il maggior incasso di tutti i tempi, ed è scritto e diretto ancora una volta da James Cameron, ambientato più di un decennio dopo l’originale Avatar. Segue la famiglia Na’vi di Jake e Neytiri mentre si proteggono dai vari pericoli su Pandora. Avatar 2 ha già ricevuto due trailer che anticipano la straordinaria azione subacquea del sequel. Ora è arrivato il terzo e ultimo trailer che potete vedere qui sotto.

Durante il Monday Night Football è stato rilasciato il terzo e ultimo trailer di Avatar: La via dell’acqua che offre un ultimo sguardo completo all’attesissimo sequel prima che uscirà nei cinema il mese prossimo il 16 dicembre.

Mentre l’Avatar originale ha seguito l’introduzione di Jake al clan Omaticaya che vive nella foresta, il sequel sposta l’attenzione sul popolo acquatico di Pandora. All’inizio del trailer finale, Jake si rivolge alla tribù dell’acqua, il clan Metkayina, per cercare di mantenere la sua famiglia al sicuro. Sembra che la famiglia Sully stia cercando rifugio lontano dall’Amministrazione per lo sviluppo delle risorse. L’operazione mineraria è stata introdotta nel primo Avatar ed è tornata di nuovo nel sequel con le sue forze di sicurezza guidate ancora una volta dal colonnello Miles Quaritch (Stephen Lang).

Nonostante sia stato ucciso da Neytiri nel primo Avatar, Quaritch è stato riportato in vita dalla RDA diventando un Recombinant, un avatar incorporato nei ricordi di un soldato umano. Pertanto, Quaritch ricorda che Jake si è schierato con i Na’vi nel primo film e cercherà vendetta contro lui e la sua famiglia nel sequel. Il trailer finale di Avatar: La Via dell’acqua rivela solo un piccolo assaggio dell’assalto totale della RDA al clan Metkayina.

Fin dai primi giorni della campagna di marketing di Avatar: La via dell’acqua, era chiaro che il sequel di Cameron era incentrato su due concetti principali: acqua e famiglia. La straordinaria azione sottomarina del sequel, per la quale Cameron e la sua compagnia hanno dedicato molto tempo allo sviluppo di nuove tecnologie, è completamente visibile nel trailer finale, così come i temi familiari del film, che saranno la forza trainante del conflitto.

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Anya Taylor-Joy vittima di bullismo

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L’attrice Anya Taylor-Joy ha rivelato di essere stata vittima di bullismo ai tempi della scuola: “mi chiudevo in bagno e piangevo”.

L’attrice protagonista di The Menu ora al cinema, si è aperta durante un’intervista per Daily Mail, raccontando alcuni momenti difficili vissuti al liceo a causa del bullismo nei suoi confronti da parte di alcuni compagni. “Mi chiudevano negli armadietti” ha detto.

Anya Taylor-Joy sta vivendo un successo crescente a Hollywood ed è una delle attrici più richieste tra le giovani rivelazioni. Prossimamente la vedremo in Furiosa, spin-off di Mad Max Fury Road, e l’abbiamo conosciuta con il thriller Split al fianco di James McAvoy, per poi ritrovarla in The Witch, The Northman e altri film degni di nota. Senza dimenticare la serie tv La Regina degli Scacchi che ha conquistato in breve tempo pubblico e critica.

Sono stata molto fortunata con i miei genitori perché quando ero vittima di bullismo per il mio aspetto mia madre mi ha sempre ricordato quanto fosse più importante dare importanza a cosa si ha dentro di sé e non all’esterioritàDevo davvero ringraziare mia madre per il consiglio, perché mi è stato molto utile.

Anya Taylor-Joy in La Regina degli Scacchi

La sua famiglia è inglese, ma Anya è cresciuta in Argentina fino ai sei anni, per poi trasferirsi da adolescente in Inghilterra e poi a 14 anni a New York. Quindi non deve essere stato facile cambiare spesso scuola e amici.

La mia era una famiglia itinerante, all’improvviso ero in una grande città e non parlavo la lingua. Non mi sentivo adatta a nessun posto. Ero troppo inglese per essere argentina, troppo argentina per essere inglese e troppo americana per essere qualsiasi cosa. I bambini semplicemente non mi capivano in nessuna forma e spesso mi chiudevo negli armadietti.

Oggi è una star di Hollywood affermata e amata, ma un po’ di insicurezza è rimasta a farle compagnia, anche a causa di questo passato scomodo.

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