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Festa del Cinema di Roma

Festa del Cinema di Roma 2017: Detroit, l’intenso film di Kathryn Bigelow

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Presentato in anteprima alla 12° edizione della Festa del Cinema di Roma Detroit conferma nuovamente il talento di Kathryn Bigelow dietro la macchina da presa. Dopo The Hurt Locker e Zero Dark Thirty, la regista americana torna a raccontare una storia in prima linea, spostando l’azione dalle zone di guerra al quartiere afroamericano della città di Detroit che, per cinque giorni nel Luglio del 1967, è stata il principale scenario di una violenta guerriglia urbana.

Scene di guerriglia urbana

Negozi incendiati, saccheggi, sparatorie e scontri corpo a corpo, hanno riempito ore piene di sangue, dolore e violenza, in seguito alle tensioni razziali che hanno incoraggiato l’abuso di potere da parte della polizia del Near West Side. Detroit, nelle sale italiane dal 26 Novembre distribuito da Eagle Pictures, racconta quello che è accaduto in quel preciso momento storico, attraverso l’intreccio di diverse linee narrative che seguono i personaggi coinvolti. Melvin Dismukes, interpretato da John Boyega, è una guardia privata impegnata nel garantire la sicurezza di un negozio di alimentari, mentre Larry Reed è un cantante dei Dramatics, un gruppo musicale emergente che si ferma in un motel per rispettare il coprifuoco.

La prima parte del film si limita a descrivere il clima teso di una città sempre in costante bilico tra crisi e rinascita, con scene realistiche che sembrano riprese da un documentario. I movimenti di camera sono veloci e serrati, la regia dinamica prepara il terreno per quello che sta per accadere.

La rivolta di Detroit

Il violento abuso di potere al motel Algier

Una notte come tante la polizia e l’esercito sono in strada per il giro di pattuglia, sulle tracce di eventuali sciacalli che seminano il terrore in quella parte della città. Quando si avvertono degli spari, le forze dell’ordine pensano subito ad un cecchino appostato in un palazzo nelle vicinanze, e finiscono con l’irrompere nel motel Algier, dove si consuma la tragedia. La polizia prende in ostaggio un gruppo di afroamericani e due ragazze bianche, e, tenendoli faccia al muro, li interroga sull’ubicazione di una ipotetica arma che ha sparato i colpi poco prima nella loro direzione.

La situazione in breve tempo degenera, in particolare per il temperamento dell’agente Philip Kraus, interpretato da un bravissimo Will Poulter. Razzista e dal grilletto facile, quest’ultimo utilizza metodi poco ortodossi per avere le informazioni dai ragazzi, calpestando i loro diritti di fronte agli occhi di tutti. Persino la Guardia Nazionale e l’esercito non vogliono prendersi la responsabilità di fermare la polizia locale prima che sia troppo tardi. E la seconda parte del film resta prigioniera di queste quattro mura opprimenti e claustrofobiche, coinvolgendo lo spettatore che si sente faccia al muro come gli sfortunati protagonisti.

Anthony Mackie e Will Poulter in Detroit

Un film corale potente e realistico

La sceneggiatura scritta da Mark Boal aiuta a costruire una storia corale con diversi punti di vista, dando il giusto spazio ad ogni personaggio, ognuno con la sua storia, i suoi sentimenti e le sue paure. La tensione guida l’azione, anche grazie ad un montaggio preciso e attento ad ogni dettaglio. Detroit è un film emozionante e coinvolgente che lascia l’amaro in bocca e sferra un pugno nello stomaco, lasciando da parte la speranza. Non è stato facile per la Bigelow reperire materiale e testimonianze di quelle buie giornate della storia americana, ma è riuscita comunque a portare sullo schermo una storia verosimile, precisa ed emotivamente potente, con un ritmo perfetto che non fa avvertire i 143 minuti di durata.

John Boyega in Detroit

Nel cast anche Anthony Mackie e Jason Mitchell, che insieme a Poulter e Boyega, regalano interpretazioni misurate e convincenti di questi giovani destini incrociati, vittime di un’epoca in fermento e di un tumulto politico e sociale spietato. La Bigelow non si preoccupa di rassicurare il pubblico, ma vuole scuoterlo bruscamente, per far aprire gli occhi su quello che gli esseri umani sono in grado di fare. Detroit è un film di denuncia e rivoluzione che punta tutto sul dramma e una inquietudine emotiva, da non perdere.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Cinema

RFF14, John Travolta Premio Speciale per The Fanatic di Fred Durst

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La quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma celebrerà John Travolta assegnandogli il Premio Speciale per la sua interpretazione in The Fanatic di Fred Durst prodotto da Oscar Generale p.g.a. L’attore, due volte nominato all’Oscar®, vincitore del Golden Globe e del premio Emmy, riceverà il riconoscimento martedì 22 ottobre presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica in occasione dell’Incontro Ravvicinato che terrà con il pubblico della Festa.

“Sono felice e onorato di premiare John Travolta per l’interpretazione in The Fanatic – ha detto il Direttore Artistico Antonio MondaUna performance sorprendente e struggente che riesce a mostrare come a Hollywood i sogni si trasformano spesso in incubi”. Nel corso dell’Incontro Ravvicinato, Travolta presenterà The Fanatic, il thriller che lo vede protagonista e che sarà proiettato domenica 27 ottobre alle ore 18 presso il cinema My Cityplex Savoy: nel film, Travolta interpreta Moose, un patito di cinema ossessionato dal suo attore preferito Hunter Dunbar. Per incontrarlo, il protagonista si affida a una fotografa che sa come trovare le case delle celebrità: Moose comincia così a perseguitare l’attore per ottenere l’incontro che pensa di meritare. Le intenzioni di Moose, dapprima innocue, prendono gradualmente una piega oscura.

Durante l’Incontro Ravvicinato, Travolta ripercorrerà inoltre le tappe principali della sua carriera che attraversa quasi cinquanta anni di cinema, teatro e televisione. Fra gli attori più versatili e apprezzati della sua generazione, Travolta raggiunge nel 1977 il successo planetario nei panni di Tony Manero ne La febbre del sabato sera: per la sua interpretazione riceve una nomination agli Oscar® e una ai Golden Globe come Miglior attore. Il successo è ribadito da Grease di Randal Kleiser. Nel 1994, è protagonista di Pulp Fiction di Quentin Tarantino: il memorabile ruolo di Vince Vega gli vale la seconda nomination all’Oscar®. Nel corso dei decenni, Travolta ha lavorato con alcuni dei maggiori registi contemporanei fra i quali Oliver Stone, Terrence Malick, Brian De Palma, Mike Nichols e John Woo.

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Cinema

RFF14: i numerosi premi alla carriera 2019

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L’attrice statunitense Viola Davis riceverà il Premio alla Carriera nel corso della quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (17-27 ottobre 2019). Lo annunciano il Direttore Artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, Direttore Generale. In quell’ occasione, la straordinaria interprete, uno dei volti più intensi e celebrati del cinema mondiale, sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato con il pubblico in cui ripercorrerà il percorso artistico che l’ha vista eccellere fra cinema, televisione e teatro.“Viola Davis è una attrice straordinaria, che è riuscita a trasformare la sincerità e la dignità in sublime arte recitativa – ha detto Antonio MondaÈ un grande onore per me, e per tutta la Festa, celebrarne il formidabile talento e la sua profonda umanità”.

Viola Davis è stata la prima attrice afroamericana ad aggiudicarsi i premi Oscar®, Emmy e Tony. Candidata per tre volte agli Academy Award, ha vinto nel 2017 il riconoscimento come Miglior attrice non protagonista per Barriere. Ha inoltre ricevuto due Tony Award per il suo lavoro nelle opere teatrali Barriere e King Hedley II, mentre nel 2015 è stata la prima interprete afroamericana a ottenere il premio come Miglior attrice protagonista in una serie drammatica per Le regole del delitto perfetto, per cui ha ricevuto altre due candidature nel 2016 e nel 2019.

Come lo scorso anno, la Festa del Cinema assegnerà due Premi alla Carriera: già annunciato quello a Bill Murray che sarà consegnato da Wes Anderson.

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Tornare di Cristina Comencini è il film di chiusura della Festa del Cinema 2019. Il nuovo atteso film della cineasta romana, nominata all’Oscar® per il Miglior film straniero (La bestia nel cuore), vincitrice di due Nastri d’argento, uno per la Miglior sceneggiatura con Il più bel giorno della mia vita e uno Speciale per Latin Lover, è ambientato negli anni novanta a Napoli. La protagonista è Alice, una donna di quarant’anni al suo rientro dall’America dopo una lunga assenza, a seguito della morte del padre. Alice e la sorella decidono di vendere la casa di famiglia, ma occorre svuotarla dagli oggetti di una vita. Inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima. Con lei inizia un dialogo intenso e promettente, come il legame che si crea con Marc, un uomo affascinante e gentile incontrato alla commemorazione del padre. Intorno ad Alice prende forma un mondo nuovo, intrigante e pericoloso, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza.

Tornare vede come interpreti principali Giovanna Mezzogiorno, che aveva già collaborato con Cristina Comencini ne La bestia nel cuore, affiancata da Vincenzo Amato (Respiro e Nuovomondo di Emanuele Crialese). Il film è una produzione Lumière & Co. con Rai Cinema ed è distribuito da Vision Distribution. “Sono onorato di chiudere la Festa del Cinema con il film di Cristina Comencini – ha detto Antonio MondaAmmiro il coraggio e l’onestà con cui riesce a raccontare il dolore in una splendida Napoli assolutamente inedita nel cinema italiano”.

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Cinema

RomaFF14: l’atteso The Irishman di Martin Scorsese alla Festa del cinema

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The Irishman di Martin Scorsese sarà presentato lunedì 21 ottobre alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Lo annunciano il Direttore Artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, Direttore Generale.

“La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma di The Irishman rappresenta un grandissimo onore per me e per tutti coloro che lavorano alla Festa – ha dichiarato il Direttore Artistico Antonio MondaÈ il film più atteso dell’anno e con un cast eccezionale: il fatto che questo gigante del cinema abbia scelto Roma segna ulteriormente quanto sia cresciuta la Festa in questi ultimi anni”.

Con il suo nuovo film il maestro statunitense, autore di una straordinaria serie di capolavori, porta sul grande schermo un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’ America del dopoguerra: la storia è raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran, veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione e sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo. The Irishman racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

Eccezionale il cast dei protagonisti: a fianco di due leggende della storia del cinema come Robert De Niro e Al Pacino, rispettivamente nei ruoli di Frank Sheeran e Jimmy Hoffa, spiccano altri straordinari interpreti come Joe Pesci e Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham. Il film è tratto dal libro di Charles Brandt “L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa” (Fazi Editore), mentre la sceneggiatura è firmata da Steven Zaillian, che aveva già collaborato con Scorsese in Gangs of New York.

The Irishman uscirà in cinema selezionati e su Netflix in autunno.

Vi ricordiamo i numerosi gli eventi già annunciati della prossima edizione della Festa del Cinema tra i quali il premio alla Carriera a Bill Murray consegnato da Wes Anderson e gli Incontri Ravvicinati con Bret Easton Ellis, Ron Howard, che presenterà il documentario su Pavarotti, Oliver Assayas, che parlerà della Nouvelle Vague, e Bertrand Tavernier, che analizzerà il cinema di Renoir, Bresson e Clouzot.

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