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01 Distribution - NewsCinema

01 Distribution

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La 01 Distribution è una casa di distribuzione cinematografica italiana, direzione di Rai Cinema S.p.A. Venne fondata nel 2001 ed è proprio dall’anno di fondazione che prende il suo nome. La fusione con Rai Cinema è avvenuta nell’aprile 2011, prima come divisione e successivamente come direzione a giugno 2015. È specializzata nella distribuzione di film italiani ed internazionali e nell’home entertainment.

Speciali

Dawson’s Creek sbarca su Netflix | 10 scene per rinfrescare la memoria

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Tra i teen drama più amati e seguiti di sempre, Dawson’s Creek sbarca su Netflix il 15 gennaio 2021, con tutti e 128 i suoi episodi (distribuiti in sei stagioni).

Era il lontano 1998 quando per la prima volta abbiamo fatto la conoscenza di Dawson Leery (interpretato da James Van Der Beek), fan sfegatato di Steven Spielberg. Nella ridente Capeside, il giovane trascorre le sue giornate in compagnia degli amici Josephine detta Joey (Katie Holmes) e Pacey (Joshua Jackson). Completa il quadretto Jen (Michelle Williams), giunta dalla Grande Mela e ben presto coinvolta nelle vicende del terzetto.

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Joey e Dawson in una scena della serie

Dawson’s Creek | Una scala a pioli come simbolo di una generazione

Indelebile, epica e rappresentativa di tutta una generazione, la scena di Joey che raggiunge la stanza di Dawson, il suo amico, la sua anima gemella, salendo da una scala a pioli poggiata sul davanzale, è ben impressa nell’immaginario di chi con Dawson’s Creek ci è cresciuto. Ricorrente in diversi momenti, nel corso delle stagioni, apre e chiude la serie, lasciando per sempre un nostalgico ricordo.

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Emozioni in movimento – Ep. 1×01

L’ingresso in scena di Jen, colei che in qualche modo sconvolgerà gli equilibri del piccolo gruppetto composto da Dawson, Joey e Pacey, sembra elaborato nello stesso modo in cui Raoul Bova usciva dall’acqua in Piccolo grande amore.

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L’arrivo di Jen a Capeside

Una visione paradisiaca, che manda in visibilio i due giovanotti, mentre instilla le prime scintille di gelosia in Joey, fino a quel momento unica figura femminile di riferimento nell’esistenza di Dawson. Non a caso il rapporto tra le due sarà sempre piuttosto conflittuale.

Sulla scia di Breakfast Club | Convivenza forzata – Ep. 1×07

Il primo bacio nasce da una sfida, un semplice gioco tra teenager che rischia però di incrinare i rapporti, di complicarli in un modo difficile da sbrogliare. Truth or dare, verità o penitenza (da noi): Joey – e Pacey prima di lei – cade nel tranello di Abby (Monica Keena), ritrovandosi in una situazione alquanto delicata, seppur agognata.

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Ma chi la conosce, sa bene che non è da lei tirarsi indietro. I 15 secondi in cui le sue labbra sono incollate a quelle di Dawson si riveleranno un incubo o un sogno “ad occhi chiusi”?

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Il primo bacio tra Dawson e Joey

On my own | Concorso di bellezza – Ep. 1×12

La performance di B, che intona On my own da I Miserabili – in una delle interpretazioni più emozionanti e concrete di Eponine – risveglia Dawson da quella sorta di incantesimo in cui lo aveva gettato l’arrivo di Jen, e gli mostra la sua migliore amica sotto una luce nuova, diversa, romantica. Il testo della canzone è perfetto a rappresentare i sentimenti che turbano l’anima di Joey. Chapeau!

French kiss, second kiss, rational one | Il bacio – Ep.2×01

Sebbene sia il secondo bacio, quello “razionale”, quello che si scambiano Dawson e Joey, seduti sulle altalene, segna uno dei punti più alti in termini di romanticismo e suggestioni di Dawson’s Creek. Sarà la vista di una Capeside notturna, rischiarata da fili di luci che giocano con i riflessi dell’acqua. Sarà la calda voce di John Hiatt che sembra accompagnare il dondolio con la sua Have a little faith in me.

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Dawson e Joey si scambiano il loro secondo bacio

E i DJer vanno in brodo di giuggiole.

Un bacio è solo un bacio | L’ora della verità – Ep. 3×17

Joey e Pacey si sono sempre odiati, ma si sa: chi disprezza compra. Quando quindi arriva il fatidico momento, tanto atteso dai PJer, non c’è grossa sorpresa. Ma tanta emozione, quella sì.

Se con Dawson era avvenuto come in una favola, con Pacey è un’altra storia. Non c’è la luna a illuminare i volti dei giovani, nessun riferimento romantico o riflessioni personali. Il bacio tra Joey e Pacey travolge come un fiume in piena e mette tutti a tacere… Almeno per il tempo necessario.

La risposta a quella domanda non ti ucciderebbe – La resa dei conti – Ep. 4×01

Un mattone proveniente dalla casa di Ernest Hemingway, che vorrebbe simboleggiare l’inizio di una nuova amicizia, ma che fa invece tanto pensare al peso che Dawson si porta nello stomaco da mesi. Il momento in cui Joey lo richiama, davanti all’uscio di casa, rispondendo a una domanda mai fatta ma costantemente sospesa tra loro, provoca nel ragazzo un sospiro di sollievo così tangibile e liberatorio da graffiare il cuore. Le note di This Year’s Love di David Gray fanno il resto.

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Il mio cuore non ha mai lasciato la barca. Non ha mai lasciato te.

Nella stessa puntata si gode anche di uno dei momenti più dolci, belli e romantici tra Pacey e Joey. Quando la ragazza lo raggiunge, a bordo del loro nido d’amore, la True Love, gli parla amorevolmente, lo rassicura e si accoccola tra le sue braccia, prima di chiedergli di fare quella cosa che a loro “piace tanto fare”…

Scenata con rissa – Ep. 5×20

L’amicizia tra Joey e Audrey (Busy Philipps) ha riservato vari momenti degni di nota. Uno di questi non può che essere la finta lite che mettono in piedi al pub, durante una doppia uscita, quando volano appellativi poco signorili e una raffica di schiaffi, molti dei quali sul povero Pacey che cerca di separarle.

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Joey e Audrey in una scena della serie

La scena è alquanto esilarante, soprattutto perché le due non sono minimamente credibili e lo si evince anche dalle espressioni di Charlie (Michael Chad Murray), per il quale è stato architettato il tutto.

Una vita piena di cose inaspettate | Per sempre (Parte 2) – Ep. 6×24

Il discorso che Jen registra alla figlia Amy nell’ultima puntata di Dawson’s Creek è al tempo stesso straziante ma pieno di speranza. Speranza per un futuro al quale lei non potrà assistere. Un messaggio che arriva dritto al cuore e avvolge come un abbraccio tutti coloro che lo ascoltano. Il degno commiato da parte di una delle protagoniste della serie, negli anni cresciuta e maturata sino a vestire il ruolo di madre.

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Speciali

Nostalgia anni ’90? Ecco quali serie meriterebbero un reboot

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A distanza di nove anni esatti dall’ultima messa in onda, Dawson’s Creek torna disponibile in italia. Con tutte le sei stagioni, il telefilm che è entrato nell’immaginario collettivo di tutti i nati degli anni 80 arriva oggi in streaming su Netflix.

Ma Dawson’s Creek non è la sola serie degli anni Novanta che meriterebbe di essere rivista oggi e, magari, adattata alla contemporaneità (o al gusto moderno degli spettatori). Ecco quali telefilm (alcuni dei quali ormai dimenticati) potrebbero tornare in auge grazie ad un appropriato revival.

Xena – Principessa guerriera

Se ne parlava ormai da qualche anno: la rete americana Nbc aveva intenzione di mettere nuovamente le mani sulla serie Xena – La principessa guerriera, tanto che di recente erano stati realizzati dei test per dare il via alla produzione. Sembra però che il materiale prodotto non abbiano convinto del tutto il network che, dopo aver allontanato lo sceneggiatore che doveva occuparsene, Javier Grillo-Marxuach, ha deciso di mettere definitivamente nel cassetto questo eventuale reboot. Gli episodi sulla principessa guerriera erano andati in onda fra il settembre 1995 e il giugno 2001, nati come uno spin-off della serie mitologica Hercules in cui Xena era comparsa brevemente, suscitando però l’attenzione del pubblico. Attenzione viva ancora oggi tanto che, appunto, la Nbc non si sente di escludere ulteriori ipotesi future: “Abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci proponga un punto di vista preciso”, ha dichiarato Salke. Speriamo che quel “qualcuno” arrivi presto.

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La relazione messa in scena tra la protagonista Xena e Olimpia suggeriva, all’epoca, senza mai esplicitarlo, un sentimento romantico tra le due donne. Un reboot potrebbe finalmente proporre al pubblico una storia d’amore pienamente realizzata e credibile.

Sliders – I Viaggiatori

Come la contemporanea Quantum Leap, la serie Sliders (da noi I Viaggiatori) si reggeva su di un format altamente flessibile, basato sui diversi viaggi che conducevano ogni settimana i protagonisti in versioni sempre diverse del pianeta Terra. Un reboot dalla sensibilità moderna potrebbe sfruttare il pretesto degli universi paralleli per offrire uno sguardo diverso e alternativo sugli attuali avvenimenti storici, politici e sociali. John Rhys-Davies e Jerry O’Connell si sono già detti disponibili e si sono messi in contatto con la NBC per un possibile revival della serie.

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La semplicità alla base de I Viaggiatori è anche la chiave del suo fascino. Alcuni membri del cast della più recente Community potrebbero essere reclutati come nuovi “sliders” per sfruttare la buona chimica creatasi tra loro: suggeriamo Donald Glover come Quinn, Alison Brie come Wade, Joel McHale come Rembrandt e Yvette Nicole Brown come Arturo (genderswap). Il successo clamoroso di The Mandalorian, inoltre, ha dimostrato come non sia essenziale avere necessariamente un intreccio narrativo particolarmente ingarbugliato ed esteso per attirare il pubblico.

Le avventure di Brisco County Jr.

A metà strada tra il western e lo steampunk, The Adventures of Brisco County Jr. è durata purtroppo solo una stagione, ma continua ad avere un seguito anche trent’anni dopo la sua cancellazione. La serie, che vedeva Bruce Campbell nei panni dell’eroe, era ambientata nel 1893 e seguiva le avventure di Brisco County Jr, un avvocato di Harvard diventato cacciatore di taglie che si trovava improvvisamente coinvolto nella ricerca dell’Orb, un potente dispositivo del futuro.

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Se sostituire un attore iconico come Bruce Campbell nel ruolo di protagonista potrebbe rivelarsi difficile, il versatile (e instancabile) interprete potrebbe comunque svolgere un ruolo importante in un reboot assumendo il ruolo del professor Wickwire, lo scienziato che crea i gadget che Brisco utilizza.

Sister, Sister

L’amata sitcom degli anni ’90 di Tia e Tamera Mowry -la cui trama è stata ripresa poi in The Parent Trap – segue la storia di due gemelle separate alla nascita, una cresciuta da una madre single, l’altra da un padre single, che si riuniscono da adolescenti e si trasferiscono con i loro genitori a vivere sotto lo stesso tetto. Tia e Tamera sono interessate a riportare in vita il telefilm. La trama è già servita: due sorelle ormai adulte che si affidano l’una all’altra mentre fanno si occupano della loro coppia di gemelli, con Jackée Harry che di tanto in tanto fa la sua comparsa per interpretare la nonna (ma non chiamatela nonna!).

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Netflix ha acquistato tutte le stagioni dello show lo scorso luglio. Oltre a Sister, Sister, altri sei telefilm classici con interpreti di colore nei ruoli principali sono successivamente arrivati in streaming sulla piattaforma come parte della programmazione Strong Black Lead.

Clarissa Explains It All

Se vi siete chiesti perché la vostra vita sia andata improvvisamente fuori controllo dopo gli anni ’90, la colpa è di Clarissa, che ha smesso, ad un certo punto, di spiegare a tutti come funziona il mondo. Abbiamo nuovamente bisogno di lei, perché l’età adulta arriva senza istruzioni. Un reboot moderno incentrato su Clarissa che cerca di trovare l’equilibrio tra carriera, relazioni personali e famiglia interesserebbe sicuramente molti spettatori dell’originale.

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Negli ultimi anni le possibilità di un ritorno televisivo di Clarissa sono aumentate: il reboot vedrebbe l’ex star Melissa Joan Hart riprendere il suo ruolo di Clarissa Darling, ormai diventata mamma (la Hart si occperebbe anche della produzione esecutiva tramite la sua Hartbreak Films, che gestisce con sua madre, la produttrice televisiva Paula Hart). Anche il creatore della serie originale, Mitchell Kriegman, sarebbe in trattative per tornare a scrivere e produrre.

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Biografie

Jake Gyllenhaal | Biografia di un eccezionale trasformista

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Indimenticabile protagonista di Donnie Darko – che celebre un ventennio nel 2021 – Jake Gyllenhaal è uno di quegli attori che ci hanno regalato emozioni in tutte le salse e che trovano ancora strade per sorprenderci…

Jake Gyllenhaal | Il cinema come pane quotidiano

Battezzato con il nome di Jacob Benjamin, soprannominato Jake, nasce a Los Angeles il 19 dicembre 1980. In famiglia la settima arte è pane quotidiano, non a caso la sorella maggiore Maggie diventa un’attrice famosa anche lei. Fatto sta che il debutto arriva già in tenera età: Jake ha 11 anni quando appare nella commedia con Billy Crystal (del cui figlio veste i panni), Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, diretto da Ron Underwood.

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Un giovanissimo Jake Gyllenhaal in Scappo dalla città

Sebbene l’anno dopo i genitori gli impediscano di partecipare al film Disney Stoffa da campioni di Stephen Herek, a causa della lontananza del set da casa – ricordiamo che ha appena 12 anni – la carriera del giovane non subisce particolari batute di arresto.

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Successivamente sono tante le audizioni a cui si presenta, accumulando così molta esperienza, ma le uniche pellicole a cui gli viene permesso di prendere parte sono quelle dirette dal padre Stephen, come Una donna pericolosa, basato su una sceneggiatura della madre Naomi, e Homegrown – I piantasoldi.

Il richiamo della recitazione conduce alle stelle

Nel 1998 ottiene il diploma presso la Harvard-Westlake High School di Los Angeles, quindi si iscrive alla Columbia University di New York, alla facoltà di religioni orientali e filosofia. Passano un paio di anni e la recitazione lo richiama a sè.

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Jake Gyllenhaal in Cielo d’ottobre

Il delicato ed emozionante Cielo d’ottobre di Joe Johnston rappresenta il vero e proprio esordio nel cinema. La pellicola incassa 32 milioni di dollari e Jake viene apprezzato per la sua prova attoriale. Ma è nel 2001, con il suddetto Donnie Darko, cult generazionale diretto da Richard Kelly e presentato al Sundance Film festival, che il suo nome entra a pieno diritto nel firmamento di Hollywood. Il risultato di simile successo si deve esclusivamente a quei fan che enfatizzarono la peculiarità del progetto, e non invece al box office, alquanto deludente.

Il debutto sul palcoscenico e l’amicizia con Heath Ledger

Calca di nuovo il red carpet della kermesse ideata da Robert Redford con la commedia The Good Girl, al fianco di Jennifer Aniston. Nello stesso anno (2002) debutta sul palcoscenico del Warrick Theater di Londra, con This Is Our Youth di Kenneth Lonergan, dividendosi gli applausi con Hayden Christensen e Anna Paquin. La piece, già molto apprezzata a Broadway, rimane in cartellone nel West End per ben otto settimane. Il London Evening Standard Theatre Award come Miglior attore esordiente è suo.

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I successivi importanti riconoscimenti provengono dall’intenso e struggente I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, dove recita al fianco del compianto Heath Ledger – i due avevano stretto una forte amicizia durante i provini di Moulin Rouge!, andati a vuoto per entrambi dal momento che l’ha spuntata Ewan McGregor. La coppia si aggiudica anche un MTV Movie Award per il Miglior bacio.

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Jake Gyllenhaal e Heath Ledger ne I segreti di Brokeback Mountain

Oltre alle varie discussioni sollevate dal tema dell’omosessualità, centrale all’interno della storia, iniziano a circolare chiacchiericci circa l’orientamento di Jake, per nulla spaventato o intimidito dalla situazione.

Jake Gyllenhaal, che trasformista!

Tra i tantissimi grandi nomi con cui l’attore losangelino lavora, citiamo Sam Mendes (Jarhead), John Madden (Proof – La prova), David Fincher (Zodiac), Jim Sheridan (Brothers), Edward Zwick (Amore e altri rimedi), Denis Villeneuve (Prisoners ed Enemy). Nel frattempo non mancano titoli per il grande pubblico, dal blockbuster The day after tomorrow all’adattamento del videogame Prince of Persia – per il quale si è allenato duramente, così da impiegare il meno possibile la controfigura.

Che Jake Gyllenhaal sia un reale trasformista, mettendo sempre anima e corpo nei suoi progetti, è evidente scorrendo la lunghissima filmografia: per Lo sciacallo- Nightcrawler ha perso 10 kg, per Southpaw – L’ultima sfida si è allenato 5 ore al giorno tutti i giorni per 6 mesi, per Everest ha scalato le Santa Monica Mountains, per Stronger – Io sono più forte ha trascorso mesi in un centro di riabilitazione.

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Jake Gyllenhaal in Southpaw

Titoli imperdibili ce ne sono a sufficienza – Animali notturni di Tom Ford, Okja di Bong Joon-ho, I fratelli Sisters di Jacques Audiard, giusto per citarne alcuni – e lo conducono spesso a partecipare a importanti manifestazioni, quali la Mostra del Cinema di Venezia, il Festival di Cannes e quello di Toronto. Senza tralasciare anche l’ingresso nel Marvel Cinematic Universe con il ruolo del villain in Spider-Man: Far From Home.

Altri progetti e vita privata

Gli impegni di Jake Gyllenhaal spaziano dal cortometraggio d’animazione, The Man Who Walked between the Towers di Michael Sporn, a cui presta la voce commentando l’incredibile impresa di Philippe Petit, funambolo tra le Torri gemelle del World Trade Center, alla creazione della sua casa di produzione, la Nine Stories.

Durante il Saturday Night Live, dove partecipa in veste di presentatore, si esibisce in una parodia di Beyoncé assolutamente degna di nota. Dal 2006 entra a far parte dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, con diritto di voto per le assegnazioni degli Oscar.

Testimonial del profumo Eternity di Calvin Klein, più volte inserito nelle classifiche degli uomini più sexy, Jake è molto attivo a livello umanitario e politico. Ciò lo si deve anche alla sua famiglia, alla quale è particolarmente legato. Di quest’ultima fa in qualche modo parte anche Matilda Rose, figlia di Ledger e di Michelle Williams: insieme a Busy Phillips, è infatti il padrino della bimba.

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Fan dei Boston Red Sox e dei Pittsburgh Steelers, ha alle spalle storie d’amore alquanto appetitose, da Kirsten Dunst a Taylor Swift, passando per Reese Whiterspoon. Molto amico di Natalie Portman e di Bryce Dallas Howard, ha due cani di nome Atticus e Boo, in omaggio al suo libro preferito, Il buio oltre la siepe.

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