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Cinema

James Cameron | I 5 migliori protagonisti (e 5 migliori cattivi) dei suoi film

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Tra i registi considerati “Re Mida” di Hollywood, senza dubbio James Cameron ricopre un ruolo di primo ordine. La chiave per rendere un film memorabile oltre a una trama avvincente ha bisogno anche di personaggi memorabili e bisogna ammettere che il cineasta ha molto di cui parlare. Non riuscendo a decidere quali ruoli scegliere per questa lista e quali lasciare fuori, abbiamo pensato di scegliere 5 protagonisti ‘buoni’ e 5 personaggi definiti villain, ovvero cattivi.

ellen ripley in aliens

Protagonista: Ellen Ripley

James Cameron non ha creato Ellen Ripley, ma ha portato molto del suo essere e del suo talento al personaggio, quando ha scritto e diretto Aliens . Ripley è stata scritta come un essere unisex in Alien, come del resto lo erano anche tutti gli altri personaggi. Tematicamente, Cameron ha messo in gioco gli istinti materni di Ripley in Aliens . Dopo aver perso sua figlia, trova una specie di figlio surrogato con Newt e non si fermerà davanti a nulla per proteggerlo.

the queen in aliens

Villain: La Regina

Gli istinti materni di Ripley sono perfettamente in contrasto con quelli del cattivo. Quando i Colonial Marines arrivano alla colonia degli xenomorfi e iniziano a ucciderli, la Regina cerca di eliminarli. Nonostante il fatto che la Regina sia un mostro assetato di sangue senza volto, è facile vedere che vuole proteggere i suoi figli, proprio come Ripley vuole proteggere Newt.

arnold schwarzenegger in true lies 1

Protagonista: Harry Tasker

Il thriller di spionaggio di Cameron, True Lies è uno dei suoi film più sottovalutati. Ha una commedia sciocca e un’azione spettacolare in egual misura, per un’esperienza cinematografica divertente. Arnold Schwarzenegger interpreta Harry Tasker, un uomo di famiglia di periferia apparentemente regolare che conduce una doppia vita come agente segreto, tipo James Bond.

Leggi anche: True Lies diventa una serie tv con James Cameron

arnold schwarzenegger in the terminator

Cattivo: T-800

Mentre il T-800 è stato riprogrammato per essere un protagonista in Terminator 2 , il fisico imponente di Arnold Schwarzenegger e la capacità di interpretare la totale assenza di emozioni hanno reso il T-800 una convincente macchina per uccidere cibernetica. Come lo squalo in Lo squalo o l’alieno assetato di sangue in Predator , il T-800 è un assassino implacabile che non si fermerà davanti a nulla finché il protagonista non sarà morto, ma ancora più ossessionante, sembra umano.

kyle reese in the terminator

Protagonista: Kyle Reese

Quando i Terminator inviano un T-800 indietro nel tempo per uccidere la madre del leader della Resistenza contro di loro, la Resistenza rimanda Kyle Reese indietro nel tempo per proteggerla. Come contrappunto da uomo qualunque al muscolo sovrumano di Arnold Schwarzenegger, Michael Biehn è stato un protagonista facile per cui tifare.

stephen lang in avatar

Cattivo: Il Colonnello Miles Quaritch

Sebbene Jake Sully fosse un protagonista piuttosto generico in Avatar , il colonnello Miles Quaritch, il cattivo guerrafondaio interpretato da Stephen Lang, è stato indimenticabile. Dal suo comportamento burbero alle sue battute meschine, al suo cieco desiderio di estrarre una civiltà sofisticata per le sue risorse naturali, Quaritch ruba ogni scena in cui si trova. Sarà emozionante vedere dove andrà la sua cattiveria e il suo cinismo nei sequel.

Leggi anche: Avatar | i nuovi mech subacquei utilizzati nel sequel di James Cameron

kate winslet as rose in titanic

Protagonista: Rose DeWitt Bukater

Come storia d’amore, Titanic ha due protagonisti, Jack e Rose, ma dal momento che il primo si sacrifica per il secondo e la seconda fornisce la narrazione di tutta la vicenda, ripercorrendo il tragico naufragio della nave, possiamo dire che la vera eroina della storia è Rose. In tutta la storia, c’è una connessione tangibile tra lo spirito frizzante della giovane Rose di Kate Winslet e il romanticismo più riservato della Rose più anziana di Gloria Stuart.

carter burke in aliens

Cattivo: Carter J. Burke

Mentre la Regina è il cattivo principale in Aliens , Carter J. Burke è il secondo in comando. Lui fa una delle cose più atroci che chiunque abbia mai fatto in un film. Nel tentativo di creare e catturare uno xenomorfo che può riportare sulla Terra, blocca un facehugger in una stanza con Ripley e Newt addormentati. Burke ha solo un ruolo minore nel film, ma è estremamente odioso!

sarah connor in terminator 2

Protagonista: Sarah Connor

Dopo la morte del suo protettore Kyle Reese e aver ucciso il T-800 inseguendola senza pietà con una battuta scherzosa nel primo film di Terminator , Sarah Connor è sbocciata, diventando una combattente davvero tosta in Terminator 2 .

Linda Hamilton è stata la scelta perfetta per interpretare questo personaggio. La scena in cui John pensa che sua madre lo stia abbracciando quando lei lo sta effettivamente controllando per le ferite da arma da fuoco incapsula perfettamente sia i personaggi che la loro relazione.

Leggi anche: Terminator 6 prodotto da James Cameron

robert patrick in terminator 2

Cattivo: T-1000

Cameron ha sapientemente alzato la posta in gioco con Terminator 2 . Il modello Terminator che terrorizzava Sarah Connor nel primo film è stato riprogrammato per proteggere lei e suo figlio da un modello Terminator ancora più potente, il T-1000, che può trasformarsi nel pavimento, resistere a quasi ogni quantità di forza e impersonare chiunque voglia perfettamente.

Robert Patrick ha interpretato in modo spettacolare la fredda mancanza di emozioni del cyborg, mentre il fisico snello del T-1000 e i movimenti calcolati compensano più che bene la forza che gli manca in T-800.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto

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Run segna il ritorno dietro la macchina da presa di Aneesh Chaganty, che già nel 2018 aveva stupito tutti grazie al successo del piccolissimo Searching, lungometraggio d’esordio capace di incassare oltre 75 milioni a fronte di un costo di produzione inferiore al milione di dollari. Ancora una volta al fianco di Chaganty nello scrivere la sceneggiatura c’è Sev Ohanian, che co-firmava con lui il precedente film.

Stavolta Chaganty preme il pulsante sull’acceleratore e abbandona fin da subito le velleità di complicare la trama con enigmi e meccanismi da spiegare allo spettatore, riducendo all’osso il film e limitandosi all’essenziale.  

Run | il lato morboso di Sarah Paulson

Diane (Sarah Paulson) è una madre dedita ad accudire la figlia Chloe (Kiera Allen), una adolescente disabile. Il comportamento morboso, inquietante ed invadente della donna induce però Chloe a porsi degli interrogativi che la portano a mettere in discussione il suo rapporto con la madre. La loro relazione si trasforma sempre più in una prigione, svelando tetri segreti.

Il passaggio verso l’emancipazione individuale della giovane Chloe è l’inizio di un incubo hitchcockiano, dove l’unica persona che dovrebbe proteggerla e amarla si rivela invece un’aguzzina folle, capace delle peggiori crudeltà pur di tenerla assoggettata al proprio cuore malato. La povera Chloe, ridotta su una sedia a rotelle, costretta a fare colazione con i farmaci e condannata ad una vita di infermità apparentemente senza uscita, ha un solo lieto fine possibile nel quale sperare: che quella sua vita così limitata sia in realtà tutta un’illusione da cui si possa ancora fuggire. Il film vero comincia dopo una decina di minuti, quando l’unico colpo di scena (si fa per dire) è smaltito e può iniziare la corsa a cui allude il titolo.

Il piede sull’acceleratore

Costruito come un thriller, Run – che pone ovviamente l’enfasi sull’azione, quella di scappare, che è negata alla protagonista – è un prodotto di maniera, di cui si intuiscono presto gli sviluppi e i retroscena e che fallisce nel tentativo di rappresentare il terrore di chi si trova nella condizione di dover dipendere in tutto e per tutto da una persona di cui ci si fida ciecamente e di cui invece si scopre presto la completa insincerità. In un’ora e mezzo scarsa di durata, pochissimo tempo viene utilizzato per approfondire la vicenda di cui racconta il film e per esplorare le motivazioni che possono spingere una madre a fare ciò che fa Sarah Paulson nei confronti della figlia.

La scelta dell’attrice di American Horror Story nel ruolo della aguzzina non permette ad una interprete che già altrove aveva espresso con efficacia tutte le sfumature del terrore, di aggiungere un tassello significativo alla sua performance. Run non lascia infatti il minimo dubbio, fin dall’inizio, sul fatto che questa madre tanto amorevole e preoccupata sia in realtà bugiarda e cattiva. Non lo fa lo sceneggiatura, che elimina qualsiasi forma di ambiguità, e non lo fa la Paulson, le cui espressioni mettono subito in chiaro le intenzioni tutt’altro che positive del suo personaggio.

Un thriller di regia e montaggio

In un film che non si pone mai l’obiettivo di sorprendere lo spettatore (a differenza del precedente Searching), tutto è affidato al montaggio e alla regia, che qui riescono a tenere in piedi la baracca e a dare il giusto ritmo ad un thriller che, in mano ad altri, probabilmente avrebbe esaurito tutto il suo potenziale interesse nei primi quindici minuti. Run non è mai un film sbagliato o disonesto, ma uno che deliberatamente sceglie di fare il minimo sindacale che gli viene richiesto, senza approfondire le tematiche che emergono dal racconto. In alcuni momenti, grazie alla mano ferma di Aneesh Chaganty, questo sembra anche poter bastare.

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto
3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
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Cinema

Cannes 2021 | svelata la line-up ufficiale del festival

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È il grande giorno. Il Festival di Cannes ha annunciato la line-up dei film protagonisti di quella che si preannuncia come una edizione storica, che segna il ritorno della kermesse francese dopo la decisione di non organizzare l’edizione 2020 a causa della situazione pandemica. Tante le conferme (Nanni Moretti, Leos Carax, Wes Anderson), ma anche qualche sorpresa sul fronte dei film in concorso, con molti titoli che non erano stati pronosticati nelle scorse settimane.

Jodie Foster, due Oscar tra i tantissimi premi e una laurea a Yale, sarà l’ospite d’onore della cerimonia che aprirà il 74esimo Festival di Cannes il prossimo 6 luglio. La regista, attrice e produttrice americana, 58 anni, riceverà anche la Palma d’oro onoraria alla carriera. Nel maggio 1976, a soli 13 anni, la talentuosa interprete salì le scale del Palais Croisette per la presentazione di Taxi Driver di Scorsese, premiato con la Palma d’oro. Quarantacinque anni dopo torna ancora una volta per ricevere una Palma, questa volta per la sua carriera.

Festival di Cannes | tutti i film in Concorso

  • Annette (Leos Carax)
  • The French Dispatch (Wes Anderson)
  • Benedetta (Paul Verhoeven)
  • A Hero (Asghar Farhadi)
  • Flag Day (Sean Penn)
  • Tout S’est Bien Passe (Francois Ozon)
  • Tre Piani (Nanni Moretti)
  • Titane (Julia Ducournau)
  • Red Rocket (Sean Baker)
  • Petrov’s Flu (Kirill Serebrennikov)
  • France (Bruno Dumont)
  • Nitram (Justin Kurzel)
  • Memoria (Apichatpong Weerasethakul)
  • Lingui (Mahamat-Saleh Haroun)
  • Paris 13th District (Jacques Audiard)
  • The Restless (Joachim Lafosse)
  • La Fracture (Catherine Corsini)
  • The Worst Person in the World (Joachim Trier)
  • Compartment No. 6 (Juho Kuosmanen)
  • Casablanca Beats (Nabil Ayouch)
  • Ahed’s Knee (Nadav Lapid)
  • Drive My Car (Ryusuke Hamaguchi)
  • Bergman Island (Mia Hansen-Løve)
  • The Story of My Wife (Ildikó Enyedi)

Fuori Concorso

  • De Son Vivant (Emmanuelle Bercot) 
  • Bac Nord (Cédric Jimenez) 
  • Aline, the Voice of Love (Valerie Lemercier) 
  • Emergency Declaration (Han Jae-Rim) 
  • The Velvet Underground (Todd Haynes) 
  • Stillwater (Tom McCarthy)

Cannes Premiere (nuova sezione)

  • Evolution (Kornél Mundruczo)
  • Deception (Arnuad Desplechin)
  • Cow (Andrea Arnold)
  • Love Songs for Tough Guys (Samuel Benchetrit)
  • Mothering Sunday (Eva Husson)
  • JFK Revisited: Through the Looking Glass (Oliver Stone)
  • Hold Me Tight (Mathieu Amalric)
  • In Front of Your Face (Hong Sang-soo)
  • Jane Par Charlotte (Charlotte Gainsbourg)
  • Val (Ting Poo e Leo Scott)

Un Certain Regard

  • Un Monde (Laura Wandel)
  • The Innocents (Eskil Vogt)
  • After Yang (Kogonada)
  • Commitment Hasan (Hasan Semih)
  • Lamb (Valdimar Jóhannsson)
  • Bonne Mère (Hafsia Herzi)
  • Delo (House Arrest) (Alexey German Jr.)
  • La Civil (Teodara Ana Mihai)
  • Noche de Fuego (Tatiana Huezo)
  • Blue Bayou (Justin Chon)
  • Moneyboys (C.B Yi)
  • Freda (Gessica Géneus)

Proiezioni Speciali

  • H6 (Yé Yé)
  • Cahiers Noirs (Black Notebooks) (Shlomi Elkabetz)
  • Mariner of the Mountains (Karim Aïnouz)
  • Babi Yar (Sergei Loznitsa) 
  • The Year of the Everlasting Storm (collettivo)
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Cinema

The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo | La recensione

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the conjuring 3 recensione

Finalmente al cinema The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo, il nuovo capitolo della saga horror sulle inquietante vicende dei coniugi Warren che ha vissuto alti e bassi con i vari spin-off come Annabelle e The Nun.

Ed e Lorraine, interpretati ancora una volta da Vera Farmiga e Patrick Wilson, questa volta devono affrontare un caso di omicidio oscuro in cui il male è palpabile e non tutto è come sembra. L’anima di un ragazzo è in pericolo nel primo caso in cui negli Stati Uniti un sospetto assassino ha reclamato la possessione demoniaca come difesa in tribunale.

Leggi anche: The Conjuring – Il Caso Enfield, quando il sequel batte l’originale

Dopo i primi due The Conjuring diretti da James Wan, la regia qui è affidata a Michael Chaves (La llorona) ma non si nota molto la differenza. Chaves deve aver studiato bene le linee guida dell’universo horror creato da Wan, trattandolo con rispetto e professionalità. Pertanto la regia è ambiziosa e creativa e realizza un film elettrizzante, inquietante e di intrattenimento senza ricorrere a scontati jumpscare (che sono molto pochi e funzionali), ma creando la tensione scena per scena con attenzione e originalità.

The Conjuring 3: Possessioni e stregoneria

Si parla sempre di possessioni, anche se a un certo punto la trama vira sulla stregoneria con i suoi affascinanti rituali e regole. Numerose le creature disarticolate stile L’Esorcista, che un ottimo lavoro sul sonoro rende concrete e da pelle d’oca per il rumore delle ossa che si contorcono a ogni passo.

Tuttavia si potevano limitare alcune scelte un po’ troppo commerciali come gli occhi vitrei per coloro che sono posseduti o la presenza di un “morto vivente” che sembra il fratello della ciccia sorridente di Scary Stories to Tell in the Dark (non fate finta di non ricordarla perchè lascia il segno!).

Leggi anche: Il set maledetto di The Conjuring

The Conjuring 3 rivitalizza la saga horror

Quindi torna il paranormale, il misticismo e la religione, ma non si ha l’effetto di dejavu o di minestrone riscaldato. The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo rivitalizza il franchise tornando a far vibrare le corde del terrore con stile e consapevolezza. Vera Farmiga e Patrick Wilson si confermano ancora una volta una coppia che funziona sulla scena, hanno una buona alchimia nei panni dei coniugi Warren, anche se in questo film Lorraine diventa un po’ troppo supereroe per un eccessivo sfruttamento delle sue capacità di medium da parte della sceneggiatura.

Nei primi due film lei è preda di visioni e suggestioni, ma in modo discreto e quasi misterioso, mentre qui veste spesso i panni di altri personaggi e compie gesta un po’ sopra le righe, un po’ troppo cinematografiche.

The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo | La recensione
4.3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Il cinema di James Wan

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