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La Teoria del Tutto in anteprima al Torino Film Festival

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In anteprima la Festival di Torino The Theory of Everything – La teoria del tutto, di James Marsh. La vita del grande scienziato Stephen Hawking, l’autore delle teorie sul tempo, i buchi neri e l’origine dell’universo, è qualcosa di così straordinario che oltrepassa ogni definizione, e questo bellissimo film basato sulle memorie di Jane, prima moglie di Stephen, coinvolge gli spettatori catturandoli fino all’ultimo fotogramma.

Hawking (Eddie Redmayne) è un giovane, brillante, goffo studente del prestigioso college di Cambridge nel 1963, quando conosce Jane Wilde (Felicity Jones), studentessa di lingue dall’intelligenza acuta e dalla fede incrollabile. Il loro amore nasce mentre Stephen riceve la terribile sentenza sulla sua malattia, che stravolge la sua esistenza: soffre di una malattia degenerativa dei motoneuroni, e nell’Inghilterra degli anni Sessanta gli comunicano un’aspettativa di vita di due anni soltanto. L’ostinato amore di Jane lo strappa alla depressione in cui era precipitato, si sposano, Stephen ottiene il dottorato ed inizia a stupire il mondo scientifico con le sue teorie. Nascono tre figli, mentre la malattia costringe Stephen sulla sedia a rotelle, privandolo lentamente dei movimenti, ma senza riuscire a strapparlo alla vita: negli anni Ottanta una tracheotomia lo priverà della parola, e sarà un tecnico di Cambridge ad inventare per lui un sintetizzatore vocale. La relazione con Jane, incrollabile e coraggiosa nell’affrontare per anni da sola la fatica fisica ed emotiva della vita con il marito, subirà inevitabilmente delle trasformazioni, ma è con lei che Hawking si presenterà alla regina d’Inghilterra per ricevere la sua prima onorificenza.

eddie2L’interpretazione di Eddie Redmayne è straordinaria, una performance che inizia con le prime impercettibili difficoltà del corpo di Hawking, e lo segue nella sua trasformazione fino alla contrazione sulla sedia a rotelle di un corpo che non risponde più, alla smorfia di un viso trasfigurato che affida agli occhi ed alla minima mimica facciale (che lo scienziato ha straordinariamente conservato) una grandissima forza di comunicazione: ironia, dolore, intelligenza che non conosce confine, traspaiono intatti attraverso il volto contratto di questo giovane attore che certamente otterrà molti riconoscimenti per questo ruolo. Bravissima anche Felicity Jones, che trasforma il suo personaggio negli anni, da ragazzina che coltiva il suo sogno impossibile a donna sofferta, piena di sfumature, sorretta da una grande forza interiore. Intorno a loro, un cast di attori di alto livello, dal sensibile Charlie Cox che interpreta  Jonathan, che entrerà con delicata passione nella vita della coppia, all’ottimo Simon McBurney, il padre di Hawking (al TFF anche nel film di Woody Allen, Magic in the Moolight).

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James Marsh, regista britannico noto soprattutto per i suoi film documentari (ricordiamo Man of Wire, Un uomo fra le Torri, sull’impresa del funambolo Philippe Petit) intreccia indissolubilmente la vicenda personale di Hawking con le sue teorie astrofisiche: l’esistenza di Dio, la ragione dell’uomo, la nascita dell’universo, la natura del tempo. Teorie che sfidano la ragione umana, e che Stephen e Jane sembrano incarnare con le loro vite, creando un tempo che si arrotola su stesso (bellissima e significativa la sequenza finale) e mantiene intatto nel presente l’amore del passato, anche quando le esistenze si separano. Marsh riesce nell’impresa di rendere appassionante, ironica, piena di speranza questa vicenda più vera e più straordinaria di qualunque fiction, dove la ricerca della meravigliosa, perfetta, semplice equazione che dia una ragione del tutto, sembra infine attuarsi nello svolgersi di esistenze umane straordinarie, dove un elemento misterioso pare piegare e risolvere ogni dolorosa contraddizione.

Autrice per Newscinema della rubrica Fuoriscena, insieme con l’illustratore Giovanni Manna, scrivo racconti per ragazzi dove immagini e testo si intrecciano indissolubilmente… non assomiglia al cinema? Vedere un bel film, o una mostra d’arte, è un piacere che va assolutamente raccontato, ovviamente su Newscinema!

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Cinema

RomaFF14: l’atteso The Irishman di Martin Scorsese alla Festa del cinema

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The Irishman di Martin Scorsese sarà presentato lunedì 21 ottobre alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Lo annunciano il Direttore Artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, Direttore Generale.

“La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma di The Irishman rappresenta un grandissimo onore per me e per tutti coloro che lavorano alla Festa – ha dichiarato il Direttore Artistico Antonio MondaÈ il film più atteso dell’anno e con un cast eccezionale: il fatto che questo gigante del cinema abbia scelto Roma segna ulteriormente quanto sia cresciuta la Festa in questi ultimi anni”.

Con il suo nuovo film il maestro statunitense, autore di una straordinaria serie di capolavori, porta sul grande schermo un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’ America del dopoguerra: la storia è raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran, veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione e sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo. The Irishman racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

Eccezionale il cast dei protagonisti: a fianco di due leggende della storia del cinema come Robert De Niro e Al Pacino, rispettivamente nei ruoli di Frank Sheeran e Jimmy Hoffa, spiccano altri straordinari interpreti come Joe Pesci e Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham. Il film è tratto dal libro di Charles Brandt “L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa” (Fazi Editore), mentre la sceneggiatura è firmata da Steven Zaillian, che aveva già collaborato con Scorsese in Gangs of New York.

The Irishman uscirà in cinema selezionati e su Netflix in autunno.

Vi ricordiamo i numerosi gli eventi già annunciati della prossima edizione della Festa del Cinema tra i quali il premio alla Carriera a Bill Murray consegnato da Wes Anderson e gli Incontri Ravvicinati con Bret Easton Ellis, Ron Howard, che presenterà il documentario su Pavarotti, Oliver Assayas, che parlerà della Nouvelle Vague, e Bertrand Tavernier, che analizzerà il cinema di Renoir, Bresson e Clouzot.

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Cinema

A Roma le Giornate dedicate alla violenza e indifferenza nel Cinema, dal 19 al 21 Settembre

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Lo spazio Apollo11 presenta “Le giornate dedicate alla Violenza e Indifferenza nel Cinema”. Il 19, 20 e 21 Settembre saranno proiettate alcune opere che affrontano da vicino la violenza e l’indifferenza, tematiche sempre più attuali in una società ormai incline alla sorda frenesia e all’individualismo cieco. Tre sere per tre film, preceduti dal cortometraggio EYESdi Maria Laura Moraci, vincitore ai Corti D’Argento 2019 nella sezione “Società e Solidarietà”.

L’evento ha inizio ogni giorno alle ore 20:30.

19 SETTEMBRE 2019:

– NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari. Premiato come Film dell’anno nei Nastri D’Argento 2016.

20 SETTEMBRE 2019:

– SOLE CUORE AMORE di Daniele Vicari. Candidato per la migliore attrice protagonista ai David di Donatello 2018.

21 SETTEMBRE 2019:

– SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini. Premiato come Film dell’anno nei Nastri D’Argento 2019.

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Nella prima serata modera il dibattito/incontro con il pubblico Alessandro De Simone, mentre le ultime due serate a moderare le interviste è il critico Boris Sollazzo. Tra gli ospiti, oltre ai registi Daniele Vicari, Alessio Cremonini, Maria Laura Moraci, saranno presenti anche Eva Grieco, Roberta Mattei, Davide Zurolo, casting director di Non essere cattivoe Simone Isola,produttore diNon Essere Cattivo. La riflessione poi toccherà anche la scelta delle location e le varie analogie di queste quattro opere, prima fra tutte, l’ambientare molte scene all’interno di bus, metro, mezzi di trasporto, come metafora di attesa e di viaggio a cui siamo destinati in eterno. La vita oscilla tra la scelta di rimanere fermi e di muoversi e agire. Ci auspichiamo di percorrere un percorso, anche di crescita per cambiare, e ritrovare quell’umanità che ci sta scivolando dalle mani, ma che insieme, attraverso il ritrovarsi a parlare, discutere, emozionarci, possiamo ancora non perdere del tutto.

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Cinema

Ravenna Nightmare Film Fest 2019: ospite d’onore la regista Liliana Cavani

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Liliana Cavani ha confermato la sua presenza alla XVIIa edizione del Ravenna Nightmare Film Fest, lo storico festival della città di Ravenna dedicato al lato oscuro del cinema. La regista sarà al Palazzo dei Congressi sabato 2 novembre, poco prima della conclusione del Festival (30 ottobre-3 novembre), per incontrare il pubblico e presentare il suo film più famoso, Il Portiere di Notte, nella copia restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, in lingua originale con sottotitoli in italiano. Una copia preziosissima in quanto il restauro è stato realizzato nel 2018 da CSC-Cineteca Nazionale e Istituto Luce-Cinecittà a partire dal negativo originale 35 mm, con la supervisione della regista Liliana Cavani. Questo film s’inserisce a pieno nel nuovo percorso di inclusione che abbiamo intrapreso, che abbraccia il cinema in tutte le sue declinazioni con la barra ben diretta verso il lato oscuro del cinema. Questa libertà di azione ci ha aperto infinite porte, ci ha mostrato infiniti scenari ed è in questo percorso che s’inserisce la presenza di una delle registe più autorevoli, che ha lavorato negli anni con una coerenza ammirevole e che ha sondato, indagato, scandagliato, investigato, analizzato, il lato oscuro del cinema, ma forse ancor più il lato oscuro del vivere umano. Le sarà consegnato un riconoscimento al valore del lavoro svolto e a lei sarà anche dedicato il manifesto ufficiale del Festival.

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Liliana Cavani, conosciuta in tutto il mondo anche per le sue regie teatrali, ha scandagliato l’animo umano attraverso la sua intera produzione senza risparmiarsi. Ha infatti creato maschere e feticci che ancora oggi ritroviamo nella moda e nel sociale, ma, ancora di più, ha indagato tematiche scomode come il razzismo, il sadomaso, l’omosessualità, il fanatismo e la violenza, portando alla luce la natura umana di tabù che si credevano indecifrabili. “Ci sono tante cose belle e tante tremende nell’individuo. Ignorarle sarebbe da sciocchi, ci sono tutte e due. Eppure l’uomo ha potenzialmente tutto in sé dall’alfa all’omega, intendo l’uomo che pensa, che immagina, che approfondisce, che cerca…”. Liliana Cavani mantiene la sua verve incontenibile e continua a muoversi in vari campi artistici: nel 2019 infatti ha firmato la regia de La Traviata a Milano e ha presenziato al Festival di Berlino per consegnare l’Orso d’oro alla carriera all’attrice Charlotte Rampling.

Con Il Portiere di Notte (1973), Liliana Cavani scardina lo schema tradizionale del racconto cinematografico, scegliendo come protagonista un “eroe del male”: un ex nazista, diventato portiere d’albergo, che ritrova casualmente una donna sopravvissuta all’olocausto, con la quale aveva avuto una relazione sadomasochista. II rapporto riprende, ma la donna nel frattempo è diventata una testimone pericolosa della quale altri nazisti vogliono liberarsi. Il film ha provocato polemiche infinite in Francia, per la scelta di un nazista come protagonista, mentre in Italia il motivo dello scandalo è stato incentrato su17 questioni sessuali, nonostante il film avesse ricevuto il plauso della critica. Il Portiere di Notte indaga l’ambiguità della natura umana e in particolare il misterioso rapporto tra vittima e carnefice. Nel cast spiccano Dirk Bogarde, Charlotte Rampling, Philippe Leroy e Gabriele Ferzetti.

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