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Downton Abbey, 10 verità non dette sulla serie tv inglese

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Per sei stagioni il mondo si è riunito ogni settimana per immergersi nella bellezza e nella grazia nostalgica tipica del capolavoro della PBS, Downtown Abbey. Lo show ha offerto al mondo una tregua alle anime stanche di ascoltare sempre i guai e le disgrazie del nostro mondo moderno, permettendoci di immergerci nell’ inizio del XX secolo. Ci siamo innamorati della famiglia Crawley e dei loro devoti servitori, senza avere la minima consapevolezza di sapere cosa potesse accadere in un futuro davvero prossimo, fatto di lutti e di sviluppi amorosi insieme a sentimenti di odio per molti dei personaggi, proprio come se fossero accaduti realmente nel mondo.

Downtown Abbey è diventato lo show con l’audience più alto di tutti i tempi della PBS, e con 69 candidature agli Emmy e 15 vittorie, era ovvio che la serie fosse un successo indiscutibile. È stato un giorno triste quando circolava la voce dell’ultimo episodio, ma se siete come me, riprenderei il discorso di Downtown Abbey, passo dopo passo,  macerando nell’opulenza e nel rivivere i momenti migliori dello show. Prima di tornare indietro qui ci sono un paio di cose che potreste non sapere circa la realizzazione della serie.

La famiglia reale vive nella residenza dove è stato girato Downtown Abbey

Gran parte della serie è girato ad Highclere Castle, una residenza nell’ Hampshire, Inghilterra che è anche la vera casa di una famiglia reale con a capo il conte e la contessa di Carnarvon. Naturalmente noi tutti siamo abituati a vedere gli scatti della sua parte esterna nel film, ma molte scene sono ambientate nel pianterreno del castello, tra cui la biblioteca, sala da pranzo, camera da disegno e il grande corridoio.

La maggior parte delle scene nelle quali è presente il quartetto dei servi, tuttavia, è girata nei London Studios. Oltre ad essere aperto al pubblico, Highclere Castle può essere affittato per matrimoni e feste. Ci sono anche alcuni splendidi cottage da poter affittare nella proprietà.

È una produzione costosa

Raffigurare tutta l’opulenza degli anni ’20, in particolare dell’aristocrazia britannica non è una cosa che si può ottenere a buon mercato. A partire dai costumi dell’epoca – alcuni dei quali pezzi originali – fino ad arrivare alle bellezze del set, ai personaggi interpretati da un cast stellare, in sostanza tutto lo show costa parecchio come produzione. Jessica Fellowes, autore de Il mondo di Downtown Abbey, ha scritto che la società di produzione ha speso più di 1 milione di dollari per ogni episodio.

Le strutture di Downtown Abbey sono ispirate ad una serie tv americana

Sorprendentemente la struttura di Downtown Abbey è ispirata da diverse serie tv americane, tra cui Mad Men, Glee e Sex and the City.“Ci sono un sacco di show americani che ammiro” ha detto il creatore Julian Fellowes al New York Times in un’ intervista del 2013. “La serie americane hanno una enorme energia che io ammiro e spero di essere stato in grado di emularla in Downtown Abbey. In qualche modo è una fiction e ha tutte queste storie concatenate tra loro. Credo che abbia molto più a che fare con la tradizione della televisione americana più di quella britannica, effettivamente. A volte queste distinzioni sono prive di significato perché vengono assorbite all’interno della cultura. Ma credo che gli americani, tra NYPD e E.R. e Chicago Hope –  tremendamente eccitati dai multi-racconti, con show composti da multi-livelli – credo che sia stata una reinvenzione della televisione che ha colpito tutti noi”.

Il cibo usato nello show è reale

Uno degli pseudo-personaggi dello show è il cibo. Ad un certo punto in ciascun episodio appare la sig.ra Patmore, Daisy e la banda di cuochi con i loro deliziosi piatti. Seguiamo il cibo su per le scale con il Sig. Carson e gli altri camerieri, e guardiamo con invidia come la Crawley gusti il proprio pasto, spesso in compagnia della Contessa Dowager o altri ospiti. Un altro aspetto che ha fatto “impazzire” il team della produzione lavorando in maniera instancabile, è stato ricreare fedelmente e in maniera realistica i prodotti alimentari utilizzati nel film.

“Il cibo è stato abbastanza buono per la storyline” ha dichiarato Lisa Heathcote, responsabile di tutte le cose commestibili della serie tv. “Un sacco di colloqui importanti avvengono davanti ad un piatto, in quasi tutte le scene. Trovare collezioni private di menu e andare fuori alla ricerca di alberghi e altre cose è divertente”. Purtroppo per gli attori e la troupe, alcuni dei piatti, in particolare specialità culinarie come aragoste e granchio, alla fine di una lunga giornata sul set non hanno però un aspetto particolarmente succulento.

Maggie Smith non ha mai visto un episodio

Maggie Smith, che ha ricevuto cinque nomination Emmy per il suo ruolo come la vedova benestante Contessa di Grantham, ha confessato che non ha mai guardato un episodio di Downtown Abbey. L’ attrice ottantunenne ha detto che non poteva sopportare di guardare la serie, perché lo vedrebbe fatto in maniera ossessiva e con il pensiero di dover migliorare la sua performance. “Non l’ho mai vista” ha detto la Smith al programma 60 Minuti della CBS nel 2013, com’è stato riportato dal Telegraph. “Io non mi sono mai seduta a guardarla. No, non l’ho mai guardata.” La signora Smith ha detto al momento che con la fine dello show, potrebbe effettivamente sedersi e guardarla magari in maniera meno ossessiva. “La guarderò quando è tutto finito, perché è frustrante accorgersi che avrei potuto fare delle cose diversamente”.

Jessica Brown Findlay (Lady Sybil) è stata una ballerina

Jessica Brown Findlay a rubare il cuore dei fan di Downtown Abbey come Lady Sybil Grantham, l’attrice è stata anche una ballerina. Il suo amore per la danza cominciò quando aveva 3 anni. Ha anche ballato con la Kirov Ballet prima di lesionarsi una caviglia che purtroppo la portò a concludere la sua carriera come ballerina. Sebbene con il cuore spezzato, la Findlay ha continuato a coltivare il suo amore per le arti dello spettacolo prendendo iniziando la carriera di attrice. Inoltre Jessica ha dichiarato che i suoi anni di formazione come ballerina continuano ad influenzare il suo presente. “Ho ancora una mentalità da ballerina, che può avere a che fare anche con la formazione,” la Findlay ha detto al Telegraph. La Findlay è anche una pittrice di talento.

Lo scandalo del diplomatico turco si è basato su fatti realmente accaduti

La trama di una stagione che avrebbe tormentato Lady Mary successivamente è stata la parentesi romantica con il personaggio del Sig. Pamuk, il diplomatico turco morto nel suo letto. È diventato quasi buffo come le donne della casa inclusa la madre Mary, Cora, abbiano riportato il corpo nel suo letto nel bel mezzo della notte. Secondo il creatore dello show, Julian Fellowes, la trama è stata ispirata da un racconto del diario scritto dalla zia di uno dei suoi amici, che ha narrato una storia simile – ovvero di un diplomatico che segretamente entrò nella stanza di una donna single per un appuntamento romantico, per poi morire solo nel mezzo della notte ed essere trasportato indietro nella sua camera da letto dalle donne di casa.

Il cane Isis non venne ucciso per via del suo nome

È stato un giorno triste quando Isis, il fedele compagno di Lord Grantham, è passato a miglior vita nella stagione 5. A causa delle notizie del giorno riguardanti il gruppo terroristico estremista dello stesso nome, è stata fatta una certa speculazione sul cane che è stato tagliato fuori dal film a causa del suo nome. Ma i rumor sono stati messi a tacere quando Hugh Bonneville, colui che interpreta il Signore Grantham, ha posto l’attenzione su questa questione.

“Per chiarire le recenti illazioni, il labrador che è comparso nella prima serie (1912-14) era un cane di nome Faraone” ha scritto Bonneville sul suo sito web. “Dalla serie numero due (1916-1920) in poi, il Labrador era una femmina con un nome che fosse in sintonia con il tema egiziano – Isis. Chiunque crede che nella storyline della quinta serie (1924) nella quale è coinvolto l’animale ci fosse una relazione con le recenti notizie dal mondo è un completo idiota.”

Gillian Anderson rifiutò il ruolo di Cora

All’ex agente di X-Files Gillian Anderson è stato inizialmente offerto il ruolo di Cora, la contessa di Grantham, anche se da quanto è stato riportato, ha rifiutato la proposta. Attualmente è protagonista della serie originale Netflix, The Fall, ambientata in Inghilterra. Invece della Anderson, il ruolo è andato all’ attrice americana Elizabeth McGovern.

La Regina Elisabetta è fan della serie ma ama tener conto degli errori

Alcuni membri della famiglia reale, tra cui il Duca e la Duchessa di Cambridge, sono grandi appassionati di Downtown Abbey. Anche la regina Elisabetta ha confessato di essere una fan dello show, sebbene sembra avere un sacco di errori da segnalare con soddisfazione all’interno dello show. “Ama sottolineare gli errori” ha detto l’autore At Home with the Queen, Brian Hoey alla rivista People. Nonostante il fatto che la produzione abbia assunto un consulente storico per assicurare la veridicità dell’aristocrazia britannica del 1920, la regina apparentemente gode nell’ individuare all’interno degli episodi, anche se raramente, i vari errori.

La regina ha fatto notare che in un episodio vi era un giovane ufficiale britannico che indossava medaglie che non erano state attribuite quando egli era ancora in vita. Era stato un combattente durante la Prima Guerra Mondiale e le medaglie sul suo petto non vennero inserite fino alla Seconda Guerra Mondiale.”

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Kerem Bürsin | chi è il protagonista della serie turca Love is in the air?

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È ufficiale: la televisione italiana non può più far a meno delle serie turche e dei suoi protagonisti. Dall’esordio nel 2016 con la serie Cherry Season – La stagione dell’amore con Serkan Çayoğlu e Özge Gürel, è scoppiata quella che viene ormai definita da molte fan la “turco mania”. Una passione diventata sempre più forte con l’arrivo sul piccolo schermo dell’amatissimo Can Yaman in coppia con la Gürel nella serie drammatica Bitter Sweet – Ingredienti d’amore e l’anno successivo con Demet Özdemir nella rom-com Daydreamer- Le ali del sogno. Sicura del suo pubblico, per questa estate Mediaset ha voluto puntare su ben 3 cavalli di razza Made in Turkiye, a partire da Mr. Wrong con Can Yaman e Özge Gürel; Love is in the air con Kerem Bürsin e Hande Erçel e da circa una settimana, con Brave and Beautiful interpretata da Kıvanç Tatlıtuğ e Tuba Büyüküstün.

Dopo aver scoperto alcune curiosità riguardanti i protagonisti della serie Daydreamer – Le ali del sogno, è arrivato il momento di conoscere anche gli altri attori che stanno infiammando il pomeriggio di Canale5. Oggi andremo a scoprire tutto ciò che riguarda la vita professionale e privata di Kerem Bürsin, il protagonista della serie Love is in the air in onda dal lunedì al venerdì alle 15.30 su Canale5.

Kerem Bürsin, cittadino del mondo

Nato a Istanbul il 4 giugno 1987, proviene da una famiglia molto unita composta dai genitori e dalla sorella maggiore di nome Melis. A causa del lavoro del padre (ingegnere e dirigente di una compagnia petrolifera) ha praticamente girato tutto il mondo, spostandosi ogni quattro anni in Scozia, Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Malesia e negli Stati Uniti (4 anni in Texas; 3 anni a Boston e 3 anni a Los Angeles).

All’età di 12 anni giunto in Texas con la famiglia, inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo, come leader di una rock band formata con alcuni compagni di liceo. Scrivere canzoni ed esibirsi ogni weekend, con il desiderio di andare in tournée con i suoi amici in giro per l’America, era l’unico pensiero del giovane Kerem. Un sogno rimasto nel cassetto, come dichiarato da lui stesso, in una recente intervista al talk show di Ibrahim Selim. Contrario a questa decisione, il padre soprattutto dopo avergli confessato che la sua intenzione non era di andare all’università, ma di diventare un musicista.

Senza abbandonare il sogno di lavorare nel mondo dello spettacolo, alla fine consegue la laurea all’Università di Boston in Marketing dell’intrattenimento, così da avere un’assicurazione per il futuro nel caso in cui, la sua carriera di attore si fosse rivelata un grande buco nell’acqua.

Kerem Bürsin sul set del film Sharktopus

Un turco Made in USA

Conseguito il titolo accademico in un ramo specifico del marketing, molto affine allo spettacolo, Kerem decide di intraprendere seriamente la sua carriera di attore. Durante il primo anno di college, inizia a prendere lezioni di recitazione all’Emerson College, nel quale muove i primi passi come attore in uno spettacolo teatrale ispirato al romanzo The Mariner incentrato sul personaggio di Cristoforo Colombo. Interpretazione che lo portò a vincere alcuni premi per la sua performance e a far brillare il suo nome.

Terminati gli studi accademici, Kerem vola a Los Angeles, lavorando come cameriere e autista per mantenersi. L’arrivo nella città degli angeli era stato dettato dalla sua caparbietà nel diventare un attore di successo, affinando il suo talento sotto la preziosa guida di insegnanti di alto livello di Hollywood. Per citarne alcuni, l’insegnante e produttrice americana Ivana Chubbuck, dell’insegnante Carolyn Pickman e del noto insegnante e attore americano Erik Morris.

Tra i momenti più importanti (e divertenti) della sua carriera, va sicuramente citato l’incontro con il produttore Roger Corman. Quando la famiglia Bürsin si trovava in Malesia e lui era a Los Angeles, Kerem condivise con la madre il desiderio di diventare attore, ottenendo un sofferto benestare e con un’unica raccomandazione: non fare film stupidi e senza senso.

Una promessa che sicuramente Kerem avrebbe voluto portato avanti, se non avesse ricevuto il primo copione sei mesi dopo, per il film Blood Coast. Un titolo che inizialmente non fece insospettire la mamma, fin quando non venne cambiato con Sharktopus. Un film incentrato su uno squalo unito a un polpo gigante, che uccideva in maniera splatter chiunque incontrasse sul suo cammino. Per farla breve, Kerem aveva accettato di prendere parte a quel genere di film che la madre si era tanto raccomandata di non interpretare.

Per quanto fosse difficile da digerire, in realtà per il giovane e inesperto Bürsin questa era un’occasione da prendere al volo, visto che Roger Corman – molto apprezzato nel mondo del cinema americano – era noto per aver avuto sotto la sua ala protettiva attori e registi del calibro di Quentin Tarantino, James Cameron, Jack Nicholson e Ron Howard.

Tre anni dopo l’uscita del primo film, mentre Kerem era in procinto di concludere la leva militare obbligatoria in Turchia, venne chiamato nuovamente da Corman per farlo volare in Cina per girare il film Shen gong yuan ling. Una decisione che lo portò a prendere una saggia decisione: tornare a Istanbul.

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Güneşi Beklerken

Casa dolce casa

L’esperienza in Cina durata qualche mese, porta Kerem a voler lasciare gli Stati Uniti per trasferirsi nella sua città natale, Istanbul, con l’intento di farsi conoscere al pubblico della sua terra. Di fatti, non passa tanto tempo prima che viene scelto per la serie tv intitolata Güneşi Beklerken (Waiting for the Sun – 2013/2014) in coppia con Hande Doğandemir. Un progetto che lo entusiasmò – trattandosi del primo lavoro in Turchia – al punto tale da dare tutto sé stesso, anche fisicamente. Tanto che alla fine del 40° episodio, come ricorda nell’intervista al talk show prima citato, era praticamente distrutto da quella serie: accettare qualsiasi tipo di richiesta, lo aveva portato ad avere un occhio più piccolo dell’altro e non riusciva a sentire benissimo dal suo orecchio, a causa dello stress.

Scelto dal regista turco Cagan Irman, prende parte al film Unutursan Fisilda (Whisper if I forget – 2014), prima di interpretare uno dei titoli più famosi della sua carriera: Şeref Meselesi (2014/2015).Una serie drammatica ispirata alla serie italiana L’onore e il rispetto, nella quale Bürsin interpreta il ruolo del malavitoso Yigit, nella versione originale interpretato da Gabriel Garko come Tonio Fortebracci; mentre il collega Şükrü Özyıldız interpreta il ruolo dell’uomo di giustizia Emir, portato al successo da Giuseppe Zeno nel ruolo di Santi Fortebracci.

La conferma che la popolarità di Bürsin, è in continua crescita lo dimostra la creazione della sua statua di cera, esposta nel museo delle cere di Madame Tussauds di Istanbul dal 2016.

Senza sosta continua l’ascesa di Mr. Bürsin, interpretando il ruolo dell’operaio navale Ali Smith nella serie Bu şehir arkandan gelecek (Heart of the city – 2017) con Leyla Lydia Tuğutlu. Un personaggio fortemente voluto dall’attore, tanto da aver rifiutato per due anni qualsiasi altro copione, in attesa di realizzare questa serie. Per impiegare il tempo, in attesa che fosse pronta la sceneggiatura di Erce Yorenc, l’attore decise di prepararsi fisicamente e psicologicamente, iniziando a prendere lezioni di boxe e sottoponendo il suo fisico a un allenamento intensivo. Volti noti del mondo dello sport quali Tony Jeffries, pugile olimpico americano e il pugile turco Burak Ugur lo aiutarono della preparazione in vista del primo ciak. Un’interpretazione che oltre ad aver attirato l’interesse del pubblico femminile per il fisico scolpito, gli è valso il premio Seoul International Drama Awards come miglior attore.

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Sempre dalla parte dei più deboli

Insieme agli impegni lavorativi, per Kerem è di fondamentale importanza, non chinare la testa e sostenere sempre cause umanitarie riguardanti la violenza contro le donne, organizzazioni che sostegno i bambini e iniziative a favore della salvaguardia del pianeta. Dopo aver preso parte a diversi eventi organizzati dall’ Unicef , l’attore è diventato anche uno dei testimonial più attivi dell’iniziativa HeForShe, ideata da UN Womes, per far sì che ci possa essere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile nelle Nazioni Unite.

Ultimamente, attraverso il suo profilo Instagram ha speso un pensiero per la collega Melisa Döngel (l’avvocato Ceren in Love is in the air) al centro di una vicenda giudiziaria contro il padre, reo di aver abusato di lei da piccola. L’attrice di soli 21 anni, sta lottando strenuamente per ottenere la custodia della sorella minorenne, prima che l’uomo torni in libertà così da non farle correre il rischio di vivere quel trauma vissuto da lei. Kerem Bürsin dopo le ultime notizie che hanno visto protagonista la Döngel ha voluto dedicarle un pensiero: “Mia cara Melisa, sono sempre con te. Sono sempre qui per te!”

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Recitazione e produzione: i suoi due mondi

Alla luce di questi risultati, la scommessa di lasciare gli Stati Uniti per la Turchia, è da considerarsi più che vinta. Tanto da aver prodotto non solo un cortometraggio, ma anche una serie incentrata sulla storia di vampiri. Nella duplice veste di produttore e attore, Kerem approda inizialmente sulla piattaforma a pagamento Blu Tv con la serie Immortals (Yaşamayanlar – 2018) e successivamente nella piattaforma streaming Netflix. Composta da 8 episodi, Bürsin interpreta il ruolo dell’affascinante e impietoso vampiro Dmitry in una lotta all’ultimo sangue contro il genere umano per impossessarsi di un pugnale che gli garantirà l’immortalità. In realtà, mentre Dmitry è impegnato in questa missione, la sua nemica numero uno sarà la vampira Mia, desiderosa di vendicarsi per alcuni discorsi accaduti centinaia di anni prima.

A cavallo tra il 2018 e 2019, viene scelto per interpretare il ruolo del poliziotto della narcotici, Mustafa Kerim Can in coppia con Ibrahim Çelikkol, nella serie Muhteşem İkili. L’impeccabile e precisino agente Can, avrà il suo bel da fare quando conoscerà il suo partner, Mert Barca, completamente opposto al suo modo di essere e di vivere. Intenti a far incriminare il boss della droga della città, il potere di quest’uomo li porta a essere accusati di aver ucciso un uomo. Finiti in prigione e poi usciti, la loro unica missione sarà quella di riabilitare le loro vite e di dimostrare la verità.

Sempre nel 2019 e ancora in corso, il buon Kerem entra a far parte di Aynen Aynen, una divertente serie tv in onda sul canale a pagamento turco Blu Tv. In questo lavoro interpreta il ruolo di Deniz, un ragazzo affascinante e deciso a non volere alcun tipo di relazione. Tutto cambierà quando arriverà nell’appartamento della giovane e sfortunata in amore, Nilperi (Nilperi Sahinkaya), triste per aver scoperto di essere stata tradita e lasciata dal fidanzato. La convivenza con questo nuovo inquilino li porterà a vivere tanti momenti insieme all’insegna del divertimento. Particolarmente consigliata per chi vuole ridere e vedere gli attori turchi comportarsi nella massima libertà, senza alcun tipo di censura.

E poi, forte e potente come un tornado, nella vita di Kerem arriva una proposta di lavoro che lo porterà a cambiare i piani della sua vita. Nonostante il periodo particolarmente complesso a causa della pandemia, Fox Turkiye decide di produrre una nuova commedia romantica intitolata Sen Çal Kapımı con protagonisti Kerem Bürsin e la bellissima e bravissima Hande Erçel. Volto noto alle fan delle dizi turche, soprattutto per la serie Aşk Laftan Anlamaz in coppia con l’attore Burak Deniz, in questi giorni a Roma per girare la serie Le Fate Ignoranti del regista Ferzan Ozpetek.

La vita dell’architetto di fama internazionale, Serkan Bolat viene stravolta quando la fioraia e futuro architetto del paesaggio Eda Yildiz, decide di ammanettarlo al suo polso, per vendicarsi a causa di un grave torto subito ai suoi danni. Da questo incontro scontro, i due decidono di stipulare un finto accordo di fidanzamento per far lasciare la ex di Serkan ed evitarle di sposare il rivale in amore e in affari Ferit. Un piano perfetto su carta, che ben presto si rivelerà complicato, quando Eda e Serkan inizieranno a provare un sentimento forte, l’uno per l’altro.

 Un successo mondiale senza precedenti per la carriera di Bürsin, attualmente impegnato a girare gli episodi della seconda stagione, per un totale di 52 puntate, che andranno in onda in Italia fino al 2022.

Leggi anche: Le Fate Ignoranti | l’attore turco Burak Deniz nel cast della serie di Ozpetek

Attore ma anche cantante…

Leggendo la carriera di Kerem Bursin sorge spontanea una domanda: c’è qualcosa che non sappia fare? Sicuramente ‘si’ per chi lo conosce approfonditamente, ma agli occhi delle fan appare come Mister Perfezione, dimostrandosi abile nello sport quanto nel canto. A testimoniare questo talento, le IGstory postate da Kerem e Hande, nelle quali il bell’attore interpretava con sentimento alcuni brani dell’immortale Elvis Presley.

Come se non bastasse, ad accrescere l’entusiasmo delle sue sostenitrici, è bastata la partecipazione alla puntata speciale di Capodanno del talent show O Ses Turkiye (The Voice). In quell’occasione, vestito di tutto punto, mostra una sicurezza e padronanza del palco cantando in un inglese impeccabile il celebre brano Santa Claus Is Coming To Town. Una performance perfetta, fin quando la poltrona sulla quale era seduta la collega Hande non si gira, lasciandolo letteralmente senza fiato e a tal punto da farlo restare senza voce per l’emozione…

Leggi anche: Daydreamer | Intervista in esclusiva al cantautore turco Ufuk Beydemir

Un amore alla luce del sole…delle Maldive

La discrezione e riservatezza dimostrate da Kerem Bürsin per quanto concerne la vita privata è uno dei motivi che lo portano ancora oggi, a essere tra gli attori più amati dal pubblico. Archiviata la storia con la collega Yagmur Tanrisevsin nel 2014, dopo aver preso parte alla pubblicità per un noto marchio di jeans, insieme all’attrice Serenay Sarikaya, i due iniziando a frequentarsi, confermando poco dopo la relazione davanti alla stampa turca. Un fidanzamento durato solo 3 anni, quando nel 2019 Serenay e Kerem decidono di separare per sempre le loro vite, senza specificare le motivazioni della rottura.

E ora la domanda jolly. Il cuore del bel Kerem è libero o c’è qualcuno di speciale nella sua vita?
Per le poche persone che non lo sanno, prenderò in prestito una battuta che Serkan Bolat confida al collega e amico Engin, parlando del finto fidanzamento con Eda: “A dire il vero non riesco più distinguere la realtà dalla finzione”.

Trascorsi alcuni mesi nella riservatezza più assoluta, la coppia scenica Kerem BürsinHande Erçel decidono di mostrare al mondo intero il loro amore, con alcuni post e storie realizzate durante la loro prima vacanza alle Maldive, avvenuta lo scorso aprile. Nonostante siano due degli attori turchi più popolari a livello mondiale (lei con oltre 22 milioni di follower e lui con oltre 8 milioni di follower su Instagram) la loro semplicità e solarità nell’esprimere il forte sentimento che li lega, li rende due ragazzi normalissimi.
Due attori che hanno bussato alle rispettive porte del loro cuore, per prendere in esempio la traduzione della loro serie, e che hanno deciso di aprirle vicendevolmente, con una parola d’ordine: Amanim.

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Sweet Tooth | Un nuovo capolavoro fantasy targato Netflix

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Sweet Tooth

Disponibile dal 4 giugno su Netflix, Sweet Tooth è una serie fantasy basata sull’omonimo fumetto del canadese Jeff Lemire. Ed è, senza dubbio, tra i migliori titoli offerti dalla piattaforma in questi ultimi anni. Tra i produttori esecutivi compare il nome niente meno che di Robert Downey Jr.

Sweet Tooth | La trama

Un’epidemia mondiale, chiamata l’afflizione, si diffonde tra gli adulti, decimando la popolazione e creando una spaccatura tra gli esseri umani, ormai inabili a fidarsi l’uno dell’altro. Durante questo periodo un altro strano fenomeno si verifica: la nascita dei cosiddetti ibridi, ossia bambini con elementi animali.

Il piccolo Christian Convery nei panni di Gus

Gus (Christian Convery) è uno di loro. Il piccolo cresce insieme al papà (Will Forte) nella foresta, lontano dagli occhi degli ultimi uomini che cacciano e uccidono la razza a cui appartiene. Quando però la malattia raggiunge anche lui, Gus sarà costretto a cavarsela da solo.

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L’incontro con Tommy Jepperd (Nonso Anozie), rinominato l’uomo grande, gli darà una nuova speranza. Nel frattempo, il dottor Aditya Singh (Adeel Akhtar) tenta di trovare un rimedio all’afflizione per salvare la moglie (Aliza Vellani), e la giovane Aimee (Dania Ramirez) organizza un rifugio per gli ibridi.

Un fantasy di altissimo livello

La bellezza di un prodotto come Sweet Tooth è contenuta in tantissimi diversi elementi. L’appartenenza al genere fantasy gli permette di giocare con effetti speciali e suggestioni altrimenti inconcepibili. Ma l’asticella si alza nel momento in cui vengono trovate ed esibite soluzioni semplicemente magiche.

Un esempio lampante di tale discorso è rappresentato da un paio di sequenze (nel quinto episodio), durante le quali il passato dei personaggi si sovrappone al presente. Il rugby diventa in qualche modo una metafora dell’esistenza, con i suoi fondamentali e la sua etica.

Una scena di Sweet Tooth

A ciò si aggiunga l’ammirevole lavoro effettuato sulla scelta dei brani musicali, capaci di esaltare ogni singola sfumatura emotiva. Sweet Tooth fa l’effetto di una girandola e di un libro di avventure messi insieme: le sensazione che si ha dopo i primi minuti è qualcosa che ricorda l’essere bambini.

Il punto di vista infantile è cruciale per il racconto

Non a caso questi ultimi sono una parte essenziale della storia. Non solo Gus e Bear (Stefania LaVie Owen), ma anche i piccoli ibridi salvati da Aimee e Rusty, il figlio della coppia incontrata nel secondo episodio. Attraverso i loro sguardi, i loro gesti e le vicende si tratta di famiglia, di amicizia, di coraggio, di perdita.

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Ma dietro tutto ciò, non manca nemmeno una velata critica a ciò che l’umanità sta facendo al nostro pianeta. La natura, in sofferenza, reagisce per non soccombere. E lo fa a modo suo, totalmente inaspettato e incredibile.

Un po’ Jumanji, un po’ Hook, la serie si sviluppa come una sorta di on the road. Di tappa in tappa, Gus impara cose nuove, sperimenta emozioni a lui ignote, cresce. Ma il percorso compiuto dal bambino, cambia anche l’adulto al suo fianco: Jepperd riprova sentimenti che aveva scelto di accantonare, ritrovando un’importante parte di se stesso.

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Friends torna in tv dopo 17 anni: è stata una mossa vincente?

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Adesso che è finalmente visibile a tutti (in Italia su Sky, in America su HBO Max), è chiaro perché la tanto attesa reunion di Friends abbia deciso di abbandonare il canone della sit-com per scegliere un format in grado di contenerne tanti altri, diversi e spesso contrastanti. La puntata che segna il ritorno dello show dopo 17 anni dalla sua conclusione contiene clip del passato, interviste, “talking heads” di fama mondiale, momenti sceneggiati e quiz tra gli attori. Ma, come è lecito aspettarsi da un format così variegato (e confuso), alcune scelte funzionano meglio di altre.

Per ogni momento che riesce ad essere sinceramente toccante, ce n’è un altro in cui sembra che tutti stiano semplicemente aspettando che termini la puntata per tornarsene a casa. Questo perché Friends – The Reunion si colloca a metà strada fra la rimpatriata scolastica e lo show televisivo, con tanti ex membri del cast a fare la loro carrambata e tanti ospiti superstar che ricordano i leggendari cammei della sitcom, da Brad Pitt a Julia Roberts, da Danny De Vito a Isabella Rossellini.

Friends |tra sit-com e rimpatriata

Non c’è dubbio che i momenti migliori dello speciale siano quelli in cui i sei amici si ritrovano nuovamente sul set dove hanno trascorso dieci anni della loro vita (forse i più importanti della loro carriera). Gli abbracci e le lacrime sono reali, così come lo è la calca nel backstage, la bonaria presa in giro di LeBlanc a scapito dei suoi ex co-protagonisti, la risata fragorosa di Jennifer Aniston. È grazie a quesa sincerità di fondo che persino la decisione di far leggere agli attori di oggi alcuni dei momenti più iconici della serie (cosa che sarebbe apparsa forzata in qualsiasi altro contesto), alla fine emerge come un modo utile per legare il passato con gli occhi del presente, un tuffo profondo in ciò che ha reso Friends una capsula del tempo televisiva, per cui ancora oggi milioni di spettatori si possono commuovere guardando i cinquantenni Schwimmer e Aniston rifare la scena del primo bacio di Ross e Rachel.

Come spiega Kudrow durante l’intervista con James Corden (che prende il posto di Conan O’Brien nello special del 2001), i creatori dello show hanno scritto il lieto fine perfetto per tutti i personaggi della serie tanti anni fa. Smantellare il finale di Friends (che è stato visto da circa cinquanta milioni di persone) per fare qualcosa di nuovo, vorrebbe dire rischiare di perdere tutto ciò che in questi decenni la serie, anche dopo la sua conclusione, ha capitalizzato. Per questa ragione, Friends – The Reunion non poteva che optare per una operazione nostalgia dalle bassissime ambizioni.

Le affinità elettive

In uno dei momenti meno riusciti dello speciale, i fan di Friends (famosi e meno famosi) da tutto il mondo spiegano come lo show li abbia aiutati a superare dei momenti peggiori della loro vita. “Erano i miei amici quando non ne avevo neanche uno”, dice una giovane donna dal Messico, piangendo. E così grandissimi testimonial come Malala Yousafzai (premio Nobel per la Pace) e la sua migliore amica discutono davanti alla telecamera i motivi per cui la serie ha conquistato il loro cuore. Nonostante tutto questo, è chiaro però che le persone che tutti vogliono ascoltare, quelle che davvero possono spiegare come quel piccolo show abbia letteralmente stravolto la loro esistenza, siano le sei star della sit-com: Jennifer Aniston, Courteney Cox, Matthew Perry, Lisa Kudrow, David Schwimmer e Matt LeBlanc. Sono loro il motivo principale per cui gli spettatori attendevano questo avvenimento e sono loro a poter rivelare ciò che fino ad oggi non si sapeva.

Tutti hanno avuto una carriera in ascesa (chi più, chi meno, ovviamente) dopo il successo della serie. C’è qualcosa di dolce nel vederli tutti e sei nella stessa stanza insieme per la prima volta da anni: il loro affetto reciproco è ovvio, essendo tutti ben consapevoli di quanto debbano della loro vita attuale a quello show e a quel gruppo di lavoro. I friends degli anni ’90 sono diventati migliori amici nella vita reale perché stavano tutti vivendo lo stesso enorme aumento di fama nello stesso periodo. Eppure la puntata speciale fa pochissimo per trarre il massimo dal loro racconto.

La genesi dello show

Considerato tutto questo, è comunque strano che, parlando di un fenomeno divenuto globale e cross-generazionale, si sia sempre prestata così tanta attenzione al cast e mai alle persone che lo show lo hanno effettivamente ideato e realizzato. La reunion chiama quindi direttamente in causa David Crane e Marta Kauffman, che appaiono in piccoli segmenti in apertura di puntata per spiegare la genesi dello show, le sfide affrontate nella fase di casting e in quella della produzione. Ed è forse questo il segmento più interessante (e ricco di sorprese) della lunga puntata speciale.

David Schwimmer è stato il primo attore del gruppo ad essere scelto. I due autori della serie tv sapevano di volerlo, anche perché la sua faccia da “cucciolo” li aveva conquistati da subito: era perfetto per il ruolo di Ross. L’unico problema era che Schwimmer aveva già avuto una pessima esperienza con le serie tv e aveva deciso di lasciare il piccolo schermo per tornare a fare teatro. Quindi furono necessari diversi tentativi di convincimento. Jennifer Aniston, al contrario, è stata l’ultima ad essere scelta, perché il ruolo di Rachel era quello più difficile da assegnare. Il rischio, hanno spiegato gli autori, era che potesse apparire come eccessivamente egoista. Altra difficoltà: la Aniston all’epoca recitava già in un’altra serie, Mudding Through. Insomma, era un rischio proporre agli spettatori la stessa attrice in due ruoli diversi, anche perché non si poteva ancora prevedere quanto sarebbe durata l’altra serie. All’epoca, un produttore televisivo sconsigliò a Jennifer Aniston di accettare il ruolo di Rachel in Friends perché sicuramente non l’avrebbe mai resa una star. Sappiamo tutti come è andata finire. 

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