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Festival

Lucca Comics & Games 2016, Frank Miller: “Il mio film preferito? Mezzogiorno di Fuoco”

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Il maestro Frank Miller, tra i più importanti scrittori di fumetti viventi e papà di opere rivoluzionarie come Il ritorno del Cavaliere Oscuro e Sin City, è sicuramente il più atteso e rinomato ospite di questo Lucca Comics & Games 2016. Nel pomeriggio di oggi, venerdì 28 ottobre, Miller ha incontrato la stampa per una breve conferenza a cui ha risposto alle numerose domande dei presenti, raccontando la sua concezione di fumetto e non tirandosi indietro anche davanti a qualche commento di attualità politica.

Un candidato con i capelli arancioni

Il maestro americano, incalzato da alcune domande che gli chiedevano conto dello scenario elettorale del suo Paese, ha riservato parole di veleno nei confronti del candidato repubblicano Donald Trump. “Io sono un fumettista e ho la necessità di prendere in giro ciò che mi sembra assurdo“, ha spiegato lo scrittore. “E poi, diciamoci la verità, abbiamo come candidato una persona con i capelli arancioni e questo è semplicemente patetico“. A chi invece chiedeva spiegazioni su di un ardito parallelismo tra la violenza di alcune pagine da lui scritte e la ferocia di alcune affermazioni di Trump, Miller ha risposto piccato: “La smettiamo di parlare di Trump ? Io sono americano e state cercando di umiliarmi. Quando si parla di Trump non capisco più niente. Batman è un personaggio di fantasia, che va in giro per la città per sconfiggere nemici. Trump è un pagliaccio pericoloso“.

Sin City

Sin City

Il mio film preferito? Mezzogiorno di Fuoco

Ma durante la conferenza il fumettista ha anche espresso il suo parere sul panorama cinematografico contemporaneo, di cui è stato parte integrante con il suo film da regista The spirit (un omaggio al fumetto che più di tutti lo ha ispirato) e le trasposizioni per il grande schermo delle sue opere letterarie, da Sin City di Robert Rodriguez a 300 di Zack Snyder. “Tutte le trasposizioni dal fumetto al cinema devono necessariamente cambiare il materiale di origine: alcune volte il risultato è cattivo, altre volte i film possono essere addirittura migliori del fumetto da cui sono tratti. Buoni esempi sono sicuramente 300 di Snyder e il primo lungometraggio su Superman, che ancora oggi rimane il mio cinecomic preferito“. Alla curiosità su quale fosse “il suo film preferito“, Miller ha invece risposto con sicurezza: “Mezzogiorno di fuoco con Gary Cooper“.

Polemiche sul fumetto Holy Terror

Domande sono state poste anche sul suo recente quanto controverso fumetto “Sacro Terrore”, opera sul terrorismo accusata da alcuni di antisemitismo e propaganda destrorsa. “Io credo che i fumetti possano essere letti e interpretati nel modo che si vuole. Holy Terror è stata una risposta diretta al feroce attacco nei confronti di una città che amo (11 settembre, ndr). È un lavoro molto emotivo, e il tono è molto serio proprio perché ho cercato di registrare ciò che accadeva in quel momento e il clima che si stava vivendo. Non è mio compito dire al lettore cosa deve pensare, cosa deve fare, o chi deve votare, nonostante spesso si capisca qual è la mia idea. Il mio lavoro è quello di raccontare buone storie, e di ridicolizzare ciò che mi sembra stupido e incoerente. Le mie storie contengono tanta violenza perché sono storie di avventura, e ho la necessità di rappresentare visivamente lo scontro tra bene e male attraverso i combattimenti. La violenza esiste e bisogna prenderne atto, altrimenti non esisterebbe il corpo di polizia o quello dei militari“.

Batman in Master Race di Frank Miller

Batman – Master Race di Frank Miller

Il Batman di Frank Miller

In conclusione Frank Miller ha risposto alle curiosità sul personaggio che più di tutti ha contribuito alla sua notorietà: Batman. Il maestro ha infatti parlato del suo recente lavoro Master Race, scritto con la collaborazione del fumettista Brian Azzarello. “Il Batman di Azzarello è sicuramente più intelligente del mio in tante occasioni, ma i miei personaggi sono più emotivi. Brian è una delle persone più brillanti che io conosca e lavorare con lui è sempre divertente e facile. Ho fatto parte di un periodo di cambiamenti nel mondo del fumetto, ma non si può negare che gran parte di questo merito sia stato anche di Alan Moore. Abbiamo creato storie intelligenti e divertenti, ma abbiamo anche ispirato opere parecchio pretenziose“.

Frank Miller ha incontrato il pubblico di lettori questa mattina al Batman Village di Lucca per firmare le copie della ristampa italiana de Il ritorno del Cavaliere Oscuro. I prossimi appuntamenti sono per domenica 30, sempre al Batman Village, e per martedì 1 novembre per uno speciale incontro con il maestro italiano Milo Manara. Restate con noi per nuovi aggiornamenti!

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

Cinema

I film Warner Bros. in uscita nel 2021 e 2022

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Le giornate di Cinema di Riccione hanno chiuso i battenti venerdì 23 luglio 2021, ma l’hanno fatto alla grande con un listino colmo di titoli targati Warner Bros. Italia.

Dopo tre giorni intensi passati a snocciolare anticipazioni, trailer e date d’uscita di prodotti che vedremo #soloalcinema nei prossimi mesi, il succoso listino di Warner ha terminato in bellezza la 10° edizione di Ciné.

Una chiusura arrivata nelle ore successive al nuovo decreto che stabilisce l’obbligatorietà del green pass per accedere alle sale ed è su queste note amare che riservano una ulteriore batosta al settore degli esercenti e del cinema tutto, che Thomas J. Ciampa ( Senior Vice President Theatrical Distribution Warner ) ha voluto iniziare la presentazione, riassumendo: “sul medio e lungo termine ci aiuterà a uscire, nel breve abbiamo un problema, piuttosto grande“.

Passando però al fulcro della questione, la loro accattivante proposta parte già da agosto con imminenti blockbuster del calibro di The Suicide Squad – Missione Suicida il nuovo cinecomic firmato James Gunn in sala dal 5, per passare poi ad un prodotto sempre di puro intrattenimento ma riservato ad un target decisamente diverso, ossia Me contro Te – Il film: Il mistero della scuola incantata che troveremo pronto ad attenderci in sala dal 18 Agosto e per finire Hotel Transylvania: Uno scambio mostruoso dal 2 settembre.

Quest’ultima data però porterà al cinema anche un horror sempre di loro proprietà intitolato Malignant, che vedrà la genialità dell’affermato James Wan tornare ad avviare una nuova saga orrorifica dopo icone significative come Saw, Insidious e The Conjuring. Spaziando tra i generi Warner è pronta a deliziarci anche con titoli più corposi per arricchire il proprio listino in totale varietà, e proprio in quest’ottica aprirà il Festival di Venezia Edizione 78 con Pedro Almodovar e il suo nuovo lavoro Madres Paralelas, di cui sono stati mostrati alcuni estratti dal backstage durante il panel e che ritroveremo al cinema dal 28 ottobre.

Sempre in anteprima mondiale porterà al Lido veneziano l’attesissimo Dune (in sala dal 16 settembre), remake e adattamento diretto da Denis Villeneuve che coinvolge un cast strabordante di star Hollywoodiane. 

Continuando all’insegna del cinema di promettente qualità e di un autunno pieno di titoli di richiamo, si procede con Space Jam: New Legends (il 23 settembre), seguito da La scuola cattolica di Stefano Mordini tratto dal romanzo di Edoardo Albinati che farà la sua apparizione in primis a Venezia per poi lasciarsi guardare dal grande pubblico il 7 ottobre.

Leggi anche: Tutto quello che sappiamo su Space Jam: New Legends

Il 14 ottobre invece sarà la volta del sequel Venom: La furia di Carnage che ci accompagnerà verso un novembre targato Sony con Ghostbusters: Legacy (11), Resident Evil: Welcome to Raccoon City (25), giungendo infine al periodo pre-natalizio con Cry Macho nuova fatica di Clint Eastwood e Spider-Man: No Way Home (il 16 dicembre).

Nel concludere la conferenza, Ciampa ha voluto lasciare un messaggio di sostegno agli esercenti dicendo: “Sono orgoglioso di rappresentare una grande azienda che vi supporterà”. Ci aspettano dunque mesi pregni di uscite, ce n’è per tutti i palati, per ogni genere di pubblico e per qualunque tipologia d’intrattenimento.

Le regole, giuste o esagerate che siano, ci restringono ancora una volta, ma rimane essenziale il piccolo passo di ognuno di noi cinefili e non, per giungere ad una cavalcata enorme della Settima Arte in supporto dell’esperienza cinematografica. 

Chiudo citando un motto condiviso da Cinè nei ringraziamenti  “Viva il cinema al cinema!” , continuando a credere fermamente che la sala sia un mondo da esplorare differente da qualsiasi altra visione.

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Berlinale

Berlinale 71: Natural Light, la recensione del film premiato per la regia

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natural light berlinale

Pellicola che ha debuttato il 2 marzo 2021 in World Premiere alla Berlinale 71, Natural Light è diretto da Dénes Nagy. Durata 103 minuti. Una produzione realizzata con la collaborazione di Ungheria, Francia, Germania e Lettonia, che ha vinto l’Orso d’Argento per la Miglior Regia.

Natural Light: sinossi

Il caporale István Semetka, prima semplice contadino ungherese, si trova in una situazione più grande di lui e contro la sua volontà. Facente parte di un’unità speciale il cui scopo è cacciare partigiani nell’Unione Sovietica ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, dovrà fare i conti con il susseguirsi degli eventi, in una morsa che procede per inerzia, tra paure ed impotenza.

Natural Light: recensione

Un war movie che basa la sua funzione primaria non tanto nello scontro, quanto nell’elaborazione personale di un semplice uomo. Il regista ungherese vince meritatamente l’Orso d’Argento proprio per la sua precisa e maniacale direzione. Scenografie accurate, location immersive ed un’attenzione alla ricostruzione storica con l’ausilio esemplare di costumi d’epoca, collaborano all’unisono per dipanare una vicenda che si imprime negli occhi dello spettatore principalmente per goduria visiva. Tecnicamente grandioso, forte di un’estetica calamitica, vive di luci naturali proprio come il titolo suggerisce.

natural light film recensione

Quasi unicamente girato senza l’aiuto di artificiosità, fa della fotografia un enorme punto di forza, spesso sono i focolai, gli incendi, il fuoco stesso l’unica fonte di luce ed è inutile sottolineare la magia che si crea nell’infrangersi sui volti e su ogni superficie, rispecchiando colori impossibili da replicare in modo costruito. Perfetto nel creare un’atmosfera quasi disturbante nella sua sensazionale bellezza, disegna ambientazioni naturali, panoramiche, albe, tramonti che sono quasi un vero e proprio personaggio.

In tutto questo troviamo un dramma, fatto di paure, del superamento di esse e talvolta di immagini qua e là inquietanti, utili a rafforzare ciò che già è potente di suo. Silenzi, sospiri, l’ampio spazio ceduto agli sguardi e ai primissimi piani, che identificano una struttura quasi in sottrazione, in cui la narrazione risulta una rincorsa a vivere il film invece che osservarlo.

Il sonoro in generale è bilanciato accuratamente ed accompagna questi volti consumati, stanchi, sporchi, privati di qualcosa in un percorso visivo cupo e desaturato, in cui la tavolozza sembra avere solo tonalità verdastre, giallognole e marroni. Sbalorditivo dunque principalmente a livello tecnico e per l’essenza che trasmette grazie alla maestria scrupolosa, nel catturare lo spettatore senza alcuna riserva, inutile dire che sul grande schermo ovviamente sarebbe stato superlativo.

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Berlinale

Berlinale 71: Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy) la recensione

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Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy) è stato presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 71 il 4 marzo 2021. Diretto e scritto da Ryusuke Hamaguchi, il film giapponese della durata di 121 minuti ha vinto l’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria.

Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy) Sinossi

Diviso in tre differenti archi narrativi autonomi, il film racconta personaggi femminili in diverse circostanze: il primo Magic si basa su un triangolo amoroso, il secondo Door Wide Open si incentra su una seduzione fallita ed infine il terzo, Once Again, narra di un incontro inaspettato. 

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Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy), la recensione

Interessante e ben delineato, il film di Ryusuke Hamaguchi tende a farci assaporare diversi sentimenti, dettati da personalità femminili, ma allo stesso tempo caratteristici di un’identità singola. Queste tre storie partono tutte con la stessa idea di base: raccontare il punto di vista femminile in situazioni totalmente divergenti.

Con questi presupposti però, ciò che si può notare è appunto come tre donne che non condividono alcuna circostanza e calate in contesti differenti, risultino allo stesso modo delicate e riservate nell’elaborazione del caso. Il tempo poi è ben scandito in ognuna delle vicende, è presente una parte introduttiva per poi metterci di fronte ad un doveroso sbalzo temporale ed infine riagganciarsi dopo mesi o anni, con le conseguenze che tutto ciò ha comportato.

Uno scorrere del tempo dunque per valutare gli effetti delle scelte fatte in precedenza. Compromessi, false illusioni, rimpianti, tutti aspetti che sono oltre che femminili, propri di ogni essere umano, perciò è come se il regista avesse voluto metterci davanti semplicemente alla vita stessa, a ciò che può accadere a tutti noi.

Se ci si fa caso ogni mini storia concepisce gli attimi inaspettati, ossia getta le sue fondamenta sul concetto di qualcosa che è involontario, non programmato, succede e basta. Degna di merito la scelta di voler dettare delle linee guida similari per poi ramificarsi in elaborazioni singole, si percepisce in maniera chiara l’intento e questo grazie ad una narrazione fluida e corposa.

Inquadrature spesso statiche, senza bisogno di grandi evoluzioni, riescono a farti empatizzare con i personaggi, la macchina da presa scompare quasi nella totalità del minutaggio, un grande pregio per un genere di film che fa del suo vanto l’immersione dello spettatore nel racconto. Concludendo ciò che si può trovare in questa pellicola è poesia, stupore, sensibilità e tutto questo espresso ai nostri occhi con una morbidezza che non è affatto da tutti.

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