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Notorious, su ABC la nuova serie tv con Piper Perabo

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Dal prossimo 22 settembre in America è previsto il debutto di Notorious, nuovo drama tutto al femminile che troverà in Piper Perabo la sua iconica protagonista. La biondissima e carismatica attrice, dopo il successo di Covert Affair, torna in grande stile in tv (e questa volta sulla ABC), per prendere parte ad una fra le nuove produzioni che animeranno la stagione 2016/17 dell’Alphabet Network. Il pilot di Notorious – che abbiamo visto per voi in super anteprima – per la rete che trasmette Grey’s Anatomy, segna il ritorno ad un racconto in bilico fra soap-opera e satira sociale, un mix che al giorno d’oggi sembra essere un coefficiente necessario per il funzionamento della serie stessa.

Certo Notorious non nasconde la sua convenzionalità e soprattutto non ha un futuro roseo di fronte a se – dato che per affermarsi nel mondo delle serie tv dovrà combattere con le unghie e con i denti- ma il primo episodio ha tutte le carte in regola per trasformare questo show televisivo in un intrigante e delizioso guilty pleasure.  

Scena dalla serie tv Notorious

Scena dalla serie tv Notorious

A caccia di scoop

Protagonista è Julia George (Piper Perabo, appunto), produttrice di uno fra i canali d’informazione giornalista più celebri e spregiudicati d’America. Sempre a caccia dell’ultimo scoop, la caparbia Julia, può contare sull’aiuto di Jake Gregorian (Daniel Sunjata). Lui è un brillante avvocato, oltre ad essere fascinoso ed ammiccante, e l’uomo quando intuisce che i suoi clienti (con annessi casi) potrebbero cadere sotto i riflettori, grazie alle tecniche di Julia, sfrutta i media a suo vantaggio. Tutto fila liscio fino a quando la morte di un ragazzino avvenuta in circostanza poco chiare, apre un pericoloso Vaso di Pandore che finirà per sconvolgere la vita e le relazioni pubbliche di Julia e Jake.

Shonda Rhimes insegna…

La ABC prova a vincere facile con Notorious, realizzando una serie convenzionale e che piacerà soprattutto al pubblico femminile; è decisamente patinata, ha una regia calma e pacata dai colori forti, i protagonisti sono belli da mozzare in fiato (come se fossero usciti da una rivista di moda), e inoltre è una serie dalle grandi pretese che osa ma non troppo e, soprattutto, Notorious ha dei richiami vividissimi con la poetica di Shonda Rhimes. Riesce a mixare audacemente le battute graffianti di Scandal, le situazioni al limite dell’assurdo di The Catch e How To Get Away With Murder e tutto il romanticismo più puro e semplice di Grey’s Anatomy. Non è una serie prodotta dalla Regina dei drama di oggi, eppure Notorious fin dalle prime battute, vuole a tutti costi trovare una sua dimensione per far breccia in quella fetta di pubblico che è in cerca di un prodotto convenzionale ma di grande impatto. Non è una serie che passerà agli annales e soprattutto non sarà una serie che macinerà molti consensi – alla luce di pilot sgargiante ma non vibrante come un pugno nello stomaco – ma convince comunque perché rappresenta nella sua interezza, la voglia di osare da parte dei network generalisti.

Piper Perabo nella serie tv Notorious

Piper Perabo nella serie tv Notorious

Funziona dunque per ritmo e perspicacia, piace l’alchimia che c’è fra i due protagonisti, convince il ritratto dell’universo giornalistico all’epoca dei social e dei click bait, è affascinante il ritratto della società di oggi, colpisce ancora per un’ottima release scenica e per la  prestanza fisica del cast. Come Piper Perabo che è sempre raggiante e divertente, Daniel Sunjata – in tv dopo Graceland – che interpreta un personaggio pieno di sfumature; spunta poi seppur fugacemente Marc Blucas, volto storico di Buffy, The Vampire Slayer e Ryan Guzman, nelle vesti uno stagista che vuole sgambettare nel mondo giornalistico. Promossa dunque con riserva la serie della ABC.  Il nuovo percorso del network – più procedurale e meno drama soapperizato – per ora convince per caratteristiche tecniche e di stile, ma per i contenuti si deve aspirare al meglio.

SPOT NOTORIOUS

Carlo è un trent’enne con un cuore che batte per il cinema, le serie TV, i romanzi fantasy e la musica anni ’90. È un Maveliano D.O.C. ed è #TeamCap per scelta. Si è laureato in Giurisprudenza ma non è un avvocato, sogna di vivere a Londra e di intervistare David Tennant.

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Jupiter’s Legacy | Supereroi alle prese con un’eredità ingombrante

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Jupiter's Legacy

Disponibile dal 7 maggio su Netflix, Jupiter’s Legacy è la nuova serie di supereroi, con Josh Duhamel, Leslie Bibb, Matt Lanter e Ben Daniels. Ideatore del progetto – nonché produttore esecutivo – è Steven S. DeKnight (showrunner della serie Daredevil e regista di Pacific Rim – La rivolta).

Jupiter’s Legacy | La trama della nuova serie targata Netflix

Basata sull’omonimo fumetto, creato da Mark Millar e Frank Quitely, Jupiter’s Legacy narra le vicende della famiglia Sampson, composta dal padre Sheldon (Duhamel), dalla madre Grace (Bibb) e da due figli, Chloe (Elena Kampouris) e Brandon (Andrew Horton). Particolarità di questo piccolo nucleo è l’avere dei poteri – quali per esempio la vista laser, il volo, la superforza – che si tramandano di generazione in generazione.

Una scena di Jupiter’s Legacy

Le vicende prendono avvio negli anni Trenta, quando Sheldon e il fratello maggiore Walt (Daniels) devono affrontare la perdita del padre, gettatosi dal tetto di un edificio, e la bancarotta della loro azienda di famiglia. Deciso a intraprendere un viaggio tanto misterioso quanto pregno di possibilità, Sheldon mette su un gruppo di avventurieri, di cui fanno parte Walt, il migliore amico George (Lanter) e la giornalista Grace.

Leggi anche: Avengers, 10 errori dei supereroi che li rendono umani

Una volta raggiunta la meta e appianati i malumori, il gruppo viene insignito di poteri straordinari. Sheldon organizza così un vero e proprio team di supereroi, dando loro delle linee guida da seguire e delle regole da rispettare. Su tutte, quella di non togliere la vita a nessun criminale, e di consegnarlo invece alle forze dell’ordine.

L’avvento dei figli rimette tutto in discussione

Ovviamente la faccenda si complicherà nel futuro, con la nascita dei figli e con l’inevitabile ribellione che l’adolescenza comporta. Il rapporto tra Chloe e Sheldon appare più che complicato: i due non riescono infatti a trovare un terreno comune su cui comunicare e costruire. Il fatto che in passato Sheldon non sia stato presente nella vita dei figli è qualcosa che la giovane non riesce a perdonargli.

Dal canto suo invece Brandon fa di tutto per compiacere il genitore, per essere all’altezza del testimone che gli verrà lasciato. Ma quando teme per la vita di quest’ultimo, prende una decisione azzardata e infrange il regolamento imposto anni prima da Sheldon e accettato dal team.

Andrew Horton nei panni di Brandon

I tempi cambiano… E così le serie sui supereroi!

Jupiter’s Legacy affronta in tal modo un altro interessante (e poco sfruttato) aspetto dell’esistenza di un supereroe. Se “da grandi poteri derivano sempre grandi responsabilità”, quando i tempi cambiano, per forza di cose, devono farlo anche gli insegnamenti.

Se prima vigeva forse un codice morale anche tra i villains, oggi sembra essere stato completamente abbandonato. Per giocare quindi ad armi pari, i “buoni” devono accettare di sporcarsi le mani, oltre che la coscienza.

Leggi anche: Them | Nella nuova serie Amazon l’orrore del razzismo

Dopo il “politicamente scorretto” di The Boys e Doom Patrol, ecco allora una nuova variante sul tema. Il realismo consentito dalla trama permea all’interno di essa, sollevando riflessioni semplici ma mai banali. Soprattutto se si considera lo spunto di partenza.

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Them | Nella nuova serie Amazon l’orrore del razzismo

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Them

Disponibile su Prime Video dal 9 aprile, la serie antologica Them prende luogo in un piccolo quartiere della contea di Los Angeles, chiamato East Compton, durante gli anni della Grande Migrazione.

La Grande Migrazione al centro della nuova serie Amazon Prime Video

Tra il 1910 e il 1970 infatti, milioni di afroamericani decisero di trasferirsi dagli Stati del Sud a quelli del Nord e dell’Ovest, nel tentativo di fuggire dal razzismo imperante all’epoca. Purtroppo, per molti di loro le situazioni che trovarono al loro arrivo non furono delle migliori, anzi.

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Sebbene il sistema industriale e quello scolastico sembrassero più sviluppati, non c’era spazio per persone di colore al loro interno. Almeno non come queste ultime speravano. L’intolleranza, la discriminazione, l’odio erano sin troppo radicati per far sì che le cose andassero in maniera differente.

Per la famiglia Emory, è la California la meta da raggiungere. Ma finiranno per incontrare una comunità di bigotti, chiusi e gelosi della loro agiatezza, disposti a tutti pur di cacciare i nuovi vicini.

Them | Il razzismo sotto forma di orrore

Chiaro come il tema del razzismo sia il fulcro del progetto, vicino ad alcuni precedenti quali per esempio His House (disponibile su Netflix), Lovecraft Country (su Sky) o Antebellum (su Prime Video e in home video). Rispetto al primo dei titoli citati, Them esibisce una similarità accentuata, dal momento che le abitazioni dei protagonisti sono colpite da apparizioni sovrannaturali e malefiche.

Una scena di Them con la famiglia Emroy al completo

La casa assume così un ruolo importante, simboleggiando tutta una serie di questioni che hanno a che fare con l’appartenenza, il passato, la paura. Il genere horror interviene poi a mettere simili suggestioni in scena, giocando con il buio, i rumori, le allucinazioni e quant’altro.

Da questo punto di vista il nuovo show targato Amazon Original è perfetto. Non un dettaglio fuori posto, una battuta di troppo. Ogni elemento è stato studiato per dare il massimo dell’effetto. Al tempo stesso non viene tradito lo spirito dell’epoca.

Il diavolo si nasconde nei dettagli

I bianchi – non tutti, è bene precisarlo – sono delle creature spregevoli, cattive, spietate. Con le loro villette a schiera, i giardini verdeggianti, gli abiti pastello e le acconciature impeccabili. E dietro la facciata angelica, un animo diabolico.

Dall’altra parte della staccionata, metaforicamente parlando, la famiglia Emory deve affrontare il male fuori e dentro casa. Nel corso dei 10 episodi emergeranno infatti le ferite, mai rimarginate e ancora pulsanti, che affligono i coniugi Henry (Ashley Thomas) e Lucky (Deborah Ayorinde).

Ashley Thomas e Deborah Ayanide in una scena della serie

Lo spettatore si ritrova completamente intrigato e avvinto da quanto accade sullo schermo, ansioso e felice di farsi spaventare nel momento più opportuno e talvolta meno atteso. Intanto si fanno strada nella sua mente le riflessioni legate al tema fondamentale, riaccendendo il fuoco della rabbia e dell’afflizione.

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A livello stilistico e registico Them si dimostra una spanna sopra a tanti prodotti del genere. Grazie alla sua fotografia patinata, all’utilizzo mirato di split screen e di cambi di formato. Un tocco di classe lo porta infine la colonna sonora.

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La serie ispirata alla vita di Audrey Hepburn sarà scritta da Jaqueline Hyot

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Nel corso degli anni se c’è una diva del cinema che è riuscita a influenzare con la sua eleganza, vari mondi come quello della moda, è sicuramente Audrey Hepburn. Il suo tubino nero e la pettinatura elegante mentre si trova a fare colazione di fronte la vetrina del negozio di Tiffany è entrata nella storia. Una storia che presto rivivrà in una serie che verrà scritta dalla sceneggiatrice Jaqueline Hoyt.

Cosa sappiamo sulla serie dedicata a Audrey Hepburn?

La sceneggiatrice di serie di successo come The Good Wife, The Leftovers, CSI e di The Underground Railroad e la nuova serie di Barry Jenkins si occuperà della sceneggiatura incentrata sulla vita dell’iconica attrice Audrey Hepburn. La penna di Jacqueline Hoyt avrà come riferimento il soggetto scritto da figlio di Audrey, Luca Dotti, con Luigi Spinola della Wildside, società del gruppo Fremantle, sta sviluppando.

Ad aver ispirato questo progetto, il bestseller Audrey At Home firmato da Luca e Luigi nel quale hanno parlato di vari aspetti inediti della personalità e della vita della grande attrice andando oltre l’interprete, madre e filantropa.

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Chi produrrà la serie?

I produttori esecutivi della serie dedicata a Audrey Hepburn sono Mario Gianani, CEO di Wildside, del gruppo Fremantle; Lorenzo Gangarossa con Ludovica Damiani; Luca Dotti e Luigi Spinola. A tal proposito, Andrea Scrosati, COO di Fremantle ha dichiarato: “Per Audrey il nostro obiettivo sarà ancora una volta quello di produrre un contenuto nato a livello locale ma rivolto a una platea mondiale. Credo che il team creativo riunito dalla Wildside e il progetto stesso abbiano le caratteristiche ideali perché questo accada”.

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