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Horror Mania

PPZ – Pride and Prejudice and Zombies, le video interviste a regista e cast

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Lily James, Matt Smith e il regista del film Burr Steers raccontano la loro esperienza sul set di PPZ – PRIDE AND PREJUDICE AND ZOMBIES in tre videointerviste, sottotitolate in italiano, rilasciate durante il Comic-Con di San Diego. I tre hanno rivelato come, attraverso combattimenti in costume, un’apocalisse zombie e un pizzico di humor nero, sia stato possibile fondere insieme generi diversi per creare qualcosa di unico e offrire la possibilità di gustare un grande classico come Orgoglio e Pregiudizio in una chiave diversa.

INTERVISTA LILY JAMES

INTERVISTA MATT SMITH

INTERVISTA AL REGISTA BURR STEERS

A completare il cast di PPZ – Pride and Prejudice and Zombies troviamo Sam Riley (Maleficent) nel ruolo di Mr. Darcy, Douglas Booth (Posh e Jupiter – Il destino dell’universo) nella parte di Mr. Bingley, Bella Heathcote (Dark Shadows) in quella di Jane Bennet e Jack Huston (American Hustle – L’apparenza inganna) nel ruolo di Mr. Wickham. Il film è tratto dal romanzo cult di Seth Grahame-Smith, edito in Italia da Nord con il titolo Orgoglio e pregiudizio e zombie. Il libro ha suscitato l’entusiasmo sia dei neofiti sia dei più fanatici ammiratori della Austen, scalando in breve tempo tutte le classifiche di vendita e imponendosi come fenomeno editoriale in oltre venti Paesi.

Il motivo di un successo tanto clamoroso risiede nell’unicità della vicenda narrata, in cui al fascino di una storia d’amore senza tempo, si aggiunge il divertimento di una lotta senza esclusione di colpi contro l’orribile flagello zombie che si è abbattuto sull’Inghilterra del XIX secolo. Senza tralasciare tematiche care all’universo femminile, di cui la Austen è stata una delle prime e più convinte paladine, questa versione moderna e sensuale di Elizabeth Bennet e delle sue sorelle trasforma le cinque amabili ragazze nelle donne forti e combattive che in fondo sono sempre state.

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Cinema

Man in the Dark 2 | Stephen Lang annuncia la fine delle riprese

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man in the dark lang

Le riprese del sequel di Man in the Dark sono ufficialmente terminate. Erano ormai passati diversi mesi dall’annuncio del progetto senza avere ulteriori informazioni a riguardo. Sembra che la produzione sia riuscita a proseguire nella più completa riservatezza in quel di Belgrado, nonostante l’emergenza Covid. La fine dei lavori è stata annunciata da Stephen Lang, tornato ad interpretare il ruolo di Norman Nordstrom, il letale protagonista cieco visto nel primo film.

Man in The Dark 2 | di cosa parlerà

La storia di Man in the Dark 2 sarà ambientata alcuni anni dopo i fatti narrati nell’originale. Nonostante si sappia pochissimo sulla trama del film, è certo che ritroveremo il personaggio di Lang, ritiratosi ormai in tranquilla e completa solitudine, lontano dai ricordi di un passato violento e difficile. La quiete dell’uomo sarà però destinata ad interrompersi e i suoi peccati, tenuti volutamente nascosti, torneranno a bussare alla sua porta e dovranno essere definitivamente affrontati.

Cambio in regia

Quando arrivò nelle sale di tutto il mondo nel 2016, nessuno si sarebbe aspettato che Man in the Dark, horror a medio budget diretto da un regista che si era fatto un nome grazie al riuscito (e potenzialmente disastroso) remake de La Casa, si sarebbe rivelato un tale successo di pubblico. Non ci sarà più Alvarez alla regia, che ha invece deciso di fare un passo di lato e dedicarsi solo alla scrittura della sceneggiatura e alla produzione. Al posto del 41enne cineasta uruguaiano, ci sarà invece l’esordiente Rodo Sayagues, fedele collaboratore dello stesso Alvarez. Sayagues è infatti stato il co-sceneggiatore proprio del primo Man in the Dark e del remake de La Casa del 2013. Il progetto, quindi, si trova in buone mani. Alvarez produrrà il film insieme a Sam Raimi e Rob Tapert della Ghost House Pictures.

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Horror Mania

Chucky | Il primissimo teaser trailer della serie tv horror

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Dopo aver offerto alcuni dettagli sulla trama mesi fa, Don Mancini (La Bambola Assassina) ha pubblicato su Twitter per rivelare il primo teaser trailer di Chucky, l’attesissimo sequel del suo iconico franchise horror, oltre a rivelare una premiere del 2021 e una trasmissione su SYFY e la rete USA. Il teaser può essere visualizzato qui sotto.

Chucky | La trama

Nella serie Chucky, dopo che una bambola Chucky vintage viene messa in vendita in un sobborgo suburbano, un’idilliaca città americana viene gettata nel caos mentre una serie di orribili omicidi iniziano a rivelare le ipocrisie e i segreti della città. Nel frattempo, l’arrivo di nemici – e alleati – dal suo passato minaccia di rivelare la verità dietro le uccisioni, così come le origini non raccontate della bambola demoniaca come un bambino apparentemente normale che in qualche modo è diventato questo famigerato mostro.

Nel 1988 Chucky si è fatto strada nello zeitgeist della cultura pop con il primo La Bambola Assassina diretto e co-scritto da Tom Holland. La sensazione internazionale ha generato sei sequel, tutti scritti da Don Mancini e prodotti da David Kirschner. L’anno scorso Orion Pictures aveva realizzato un remake horror del film del 1988 che presentava Mark Hamill come la voce di Chucky.

Mancini (Hannibal) e Kirschner (Hocus Pocus) saranno i produttori esecutivi a fianco di Nick Antoscia (The Act) attraverso il suo Eat the Cat. Questo progetto sarà la seconda collaborazione di Mancini con Syfy, che ha lavorato alla serie antologica horror Channel Zero.

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Cinema

Gremlins dal 1° Giugno su Netflix | Perchè è diventato un cult

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Nel 1984 il cinema per famiglie subisce uno scossone imprevisto grazie all’estro e all’inventiva del mai troppo celebrato Joe Dante, che col primo capitolo di Gremlins innesca i germi archetipici di una comedy/horror raffinata e dannatamente cinefila. Per festeggiare l’arrivo del cult nel catalogo di Netflix andiamo dunque a ripercorrerne i motivi di un successo che ha conquistato diverse generazioni fino ad oggi, attraversando appieno le atmosfere e i toni di quella magica e irripetibile epoca che tanto ha dato non solo al mondo del cinema.

La base narrativa, incredibile a dirsi, vide la luce già nei primi anni ’40 per mano di Roald Dahl, scrittore di libri per bambini – tra i tanti i romanzi La fabbrica di cioccolato, James e la pesca gigante e Il GGG – Il grande gigante gentile – che ne adattò una sceneggiatura per Disney, poi mai realizzata. Chris Columbus l’ha ripresa e connotata in un contesto molto più dark, poi smussato per intervento dei produttori e incanalato nella forma che tutti conosciamo.

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Gremlins | Paura e risate

zach galligan e gizmo

Zach Galligan e Gizmo

Gran parte del successo dell’operazione, almeno agli occhi delle masse, è stata merito della pucciosa caratterizzazione di Gizmo, il mogwai protagonista: un animaletto buffo e peloso entrato sin da subito nell’immaginario collettivo e nel cuore dei più piccoli. Fu di Steven Spielberg, in veste di produttore, l’idea di renderlo una sorta di “eroe” della storia in compagnia dell’amico umano Billy e le sue espressioni e movenze, unite all’iconico versetto, suscitano tenerezza ed ironia in egual misura.

Allo stesso modo un plauso va fatto all’altrettanto eccelso character design dei Gremlin, effettivi villain della storia, al centro della componente più citazionista del progetto: molte delle scene in cui sono protagonisti nascondono infatti molteplici omaggi a classici della storia della Settima Arte, sia di genere che non, in un gioco metacinematografico raffinato e dedicato anche e soprattutto a platee più smaliziate.

Leggi anche: Gremlins 3, pronta la sceneggiatura firmata da Chris Columbus

Gremlins | Un equilibrio perfetto

i gremlins

I Gremlins

L’umorismo nero a prova di grandi e piccini, quell’atmosfera disincantata e dark al contempo e la varietà di gag e battute hanno fatto superare Gremlins alla prova del tempo con semplicità e nonostante più di trent’anni sul groppone risulta fresco e accattivante ancora oggi. Definito come la versione “horror” di un altro immortale capolavoro del periodo quale E.T. l’extraterrestre (1982), il film di Dante non teme di scadere nel politicamente scorretto e anzi proprio nella sua consapevole irriverenza mette in gioco una personalità inedita e scattante, a cominciare proprio da quell’ambientazione natalizia apparentemente stonante con le coordinate base del racconto, intenzionato a distruggere le fondamenta di quell’illusorio “sogno americano” in questi giorni più che mai destinato allo sfacelo.

Leggi anche: 10 film horror di Natale da veri intenditori

Gli ottimi effetti speciali e il sapiente uso degli animatromics (quanto mancano ai blockbuster contemporanei) ne hanno mantenuto intatto il fascino anche dal punto di vista spettacolare, così come per il sequel – solitamente meno considerato ma altrettanto ricco di spunti e divertimento. Da tempo si parla di un ulteriore terzo episodio, che secondo le parole di Columbus dovrebbe essere una sorta di reboot, ma se dovesse mai vedere la luce sarà ben difficile mantenere la magia del prototipo e replicare l’impatto che questi ebbe alla sua uscita.

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