The Life of Chuck, adattamento dell’omonimo racconto di Stephen King, sbarca nelle sale italiane giovedì 18 settembre, distribuito da Eagle Pictures. Tom Hiddleston interpreta lo spettacolare protagonista, mentre Mike Flanagan ne firma la regia.
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Dopo una lunga gestazione, che ha origine nel lontano 2020, The Life of Chuck vede finalmente la luce. La data prescelta per la release italiana, curata da Eagle Pictures, è giovedì 18 settembre.
In cabina di regia siede Mike Flanagan, ormai esperto in tema Stephen King – sul cui racconto è basata la pellicola – dopo aver diretto Il gioco di Gerald e Doctor Sleep. A prestare il volto al protagonista, un meraviglioso Tom Hiddleston, affiancato dagli altrettanto bravi Chiwetel Ejiofor e Karen Gillan.
Adattamento dell’omonimo racconto di King (pubblicato nella raccolta Se scorre il sangue, edita in Italia da Sperling & Kupfer), The Life of Chuck ha una struttura narrativa alquanto originale, che se da un lato ne determina l’identità e lo differenzia dalla media del genere, dall’altro ne penalizza in un certo senso la fruizione.
La pellicola è stata presentata, in anteprima mondiale, al Toronto International Film Festival, dove si è aggiudicato il People Choice Award.
The Life of Chuck: la trama del film ispirato da Stephen King
Chuck Krantz (Hiddleston) è un abile commercialista, orfano sin da bambino e cresciuto insieme ai nonni (Mark Hamill e Mia Sara). All’età di soli 39 anni gli viene diagnosticato un terribile male, che lo consuma in poco tempo.
La sua vita, piena di incontri e di scoperte, viene ripercorsa dalla fine all’inizio. In questo modo facciamo la conoscenza del professor Marty Anderson (Ejiofor) e della moglie Felicia (Gillan), ma anche della sua insegnante Miss Richards (l’immancabile, nei lavori di Flanagan, Kate Siegel, sua moglie).

Proprio quest’ultima insegnerà a un Chuck ragazzino ciò che lo rende la persona che è. Come sostiene Walt Whitman, ognuno di noi “contiene moltitudini”, e sono tutte conservate all’interno della nostra mente. Il concetto diviene la chiave di volta della storia.
Più di una semplice opera di intrattenimento
Narrato a ritroso, a partire dall’atto terzo e sino ad arrivare all’atto primo, The Life of Chuck fa vanto dell’esperienza di Flanagan in materia horror. Ma attenzione, perché siamo dinanzi a qualcosa di, paradossalmente, simile e differente al tempo stesso.
L’atmosfera di alcuni particolari momenti gode di quelle suggestioni prettamente legate al genere, che vengono però rielaborate al fine del racconto. L’incipit della pellicola va subito a lavorare a livello di sensazioni, coinvolgendo il pubblico e portandolo a brancolare nel buio.
Man mano che la narrazione prosegue, le domande aumentano, ma ci si affeziona al protagonista, grazie anche alla splendida performance di Hiddleston. L’attore britannico gioca sul fascino e sulla simpatia, arricchendo il suo Chuck con grande mestiere.
Attraverso la sua storia, vengono sollevate riflessioni universali, a tratti dolorose ma profondamente umane. Dalla paura della morte e della sparizione alla questione ambientale, dal peso della conoscenza al valore e all’importanza della matematica. Lungi dall’essere una semplice opera di intrattenimento, The Life of Chuck invita al confronto e solletica le coscienze.


