Connect with us

Serie tv

The Walking Dead, 10 cose da sapere sul folle Negan

Published

on

L’arrivo di Negan nella serie The Walking Dead è previsto già da molto tempo, e finalmente il momento è arrivato. Il leader dei Salvatori è diverso da qualsiasi altro personaggio che il pubblico abbia conosciuto in tutte le sei stagioni, e se assomiglia alla sua controparte a fumetti, sarà un turbine di emozioni per il futuro della serie. Riguardo la versione televisiva del suo personaggio, ancora si conosce molto poco, ma lo scopriremo presto; pochi giorni fa i fan di The Walking Dead hanno avuto il loro primo assaggio del folle antagonista di Rick e il gruppo di sopravvissuti nel finale di stagione della sesta stagione, ma il momento è stato molto breve. Quindi proviamo ad analizzare 10 cose che è necessario sapere su questo Negan. SPOILER
LUCILLE
Thor ha Mjolnir, Re Artù ha Excalibur, e Negan ha Lucille, una mazza da baseball coperta di filo spinato che è la sua arma preferita. Proprio come la spada di Michonne, è un’arma che richiede una certa vicinanza al bersaglio. Se c’è qualcosa che Negan ama al mondo, è Lucille. Nel corso di un confronto, Carl spara e danneggia la cima della mazza dalle mura di Alessandria. Negan ordina di farlo gettare giù dal muro per quello che ha fatto. Usa quest’arma infame per rompere il cranio di Glenn durante una rappresaglia per l’uccisione del gruppo di Salvatori – anche se qualcun altro potrebbe prendere il suo posto nel finale di stagione – così come i teschi di innumerevoli altri vivi e morti. Negan parla regolarmente e prega Lucille, ma poco si sa circa il motivo per cui ha un tale attaccamento a quella mazza. Già icona nel fumetto di The Walking Dead, lo è diventata ancora di più quando Negan la immerge nelle budella di un Walker. Questa sua mazza/arma è diventata una macchina che genera infezioni che ha trasformato in zombie chiunque fosse entrato in contatto con lei. E’ veramente una delle armi più terrificanti nella storia del fumetto, e pensare che si tratta di un semplice pezzo di legno.

JEFFREY DEAD MORGAN 
I fan di Supernatural della CW senza dubbio non faranno fatica a riconoscere Jeffrey Dean Morgan come il padre di Sam e Dean Winchester, mentre altri lo ricorderanno come Il Comico in Watchmen. I produttori avevano annunciato a novembre che Morgan era stato ingaggiato per interpretare il ruolo di Negan, battendo gli altri contendenti, come Matt Dillon, Timothy Olyphant e Garret Dillahunt. Morgan ha una robustezza che traspare in qualunque personaggio interpreta, con un abbinato senso dell’umorismo. Chiunque abbia visto Watchmen sa che non ha problemi a tirare fuori un personaggio con un talento per la violenza, ma ha anche avuto parti comiche, tra cui il film cult Dead & Breakfast, dove ha a che fare con zombie danzanti, e Un marito di troppo. Una curiosità: ha rinunciato quasi del tutto alla recitazione a causa di una brutta esperienza in Star Trek: Enterprise, ma ha cambiato idea dopo aver avuto la parte in Supernatural. Meno male perché gli ha dato la possibilità di diventare il miglior cattivo della tv.

negan

IMPRECA COME UN MARINAIO 
Quando si tratta delle leggi dell’uomo, Negan non le segue per la maggior parte del tempo. Non ha alcun problema ad uccidere, mutilare o torturare, ma le sue gaffe sociali preferite sono le maledizioni. Nei fumetti Negan trasforma un linguaggio volgare in una forma d’arte, incorporandolo in ogni conversazione. La sua bocca da marinaio è quanto di più estremo è presente in un personaggio dei fumetti . C’è stata preoccupazione su come AMC gestirà il suo modo di esprimersi. Se lo show va in onda su un canale come HBO o Showtime, non dovrebbero esserci problemi, ma ovviamente la fronte si aggrotta in base all’uso di certe parole composte da quattro lettere. Morgan ha detto che i confini della AMC si spingeranno oltre quando si tratterà del linguaggio, e mentre ci sono stati casi in cui serie come Breaking Bad sono riuscite a cavarsela con conversazioni più colorite, per il modo di comunicare di Negan sarà necessario avere una grande museruola. I creatori di The Walking Dead presumibilmente hanno lavorato con la Commissione Federale per le Comunicazioni per vedere esattamente quanto potevano spingersi lontano.

UN CONTORTO SENSO DELL’UMORISMO 
Negan è uno psicopatico dal cuore di ghiaccio con uno spiccato senso dell’umorismo. Nel corso dei fumetti, il suo giro di parole sfocia sempre in commedia, a tratti volgare. Scherza regolarmente con il peso delle persone, le deformità e tutte le differenze fisiche e non, come farebbe un bullo per eccellenza. Ciò che viene fuori è la dominazione di Negan su di loro. Il suo linguaggio semplice e gli insulti possono sembrare stupidi, ma questo nasconde una mente calcolatrice. Le persone tendono a sottovalutare le persone divertenti, e Negan utilizza questo aspetto a suo vantaggio.

SENSO PSICOTICO DI GIUSTIZIA
Negan è un sociopatico con un debole per le uccisioni, ma ha sempre un motivo. Lui è il leader di un gruppo organizzato pieno di seguaci che hanno una devozione verso di lui. Mentre gran parte della sua violenza è gratuita, c’è un motivo per questa sua follia. Ad esempio la morte di Glenn era una vendetta per l’uccisione dei suoi uomini. In un altro momento i Salvatori hanno fatto un accordo con la colonia di Hilltop per uccidere gli escursionisti vicino in cambio di forniture. Ha solo ucciso e ha colpito la gente perché pensava che le forniture non fossero abbastanza o perché qualcuno cospirava contro di lui. Negan ha anche una strana morale. Disprezza e non perdona la violenza sessuale e uccide chiunque tenti di fare questo. In un caso un Salvatore tenta di violentare un prigioniero e Negan lo uccide chiedendo scusa e dicendo al prigioniero “non siamo dei mostri.” La violenza fatta da Negan di solito si tratta di un castigo per qualche torto o per qualche gioco di potere – dal suo punto di vista.

RAPPORTO CON CARL
La prima interazione reale di Negan con il figlio di Rick, Carl, si è verificato quando quest’ultimo, intrufolato nel campo di Negan, ha ucciso molti dei suoi uomini. Carl viene catturato, ma invece di ucciderlo, si mostra composto e parla con il lui. Vuole conoscerlo e gli fa anche tenere Lucille. In molti modi Negan vede molto se stesso nel ragazzo e lo tratta come un figlio. Forse ha anche paura che questo ragazzo non abbia alcun problema ad uccidere. Pasticcia e lo insulta, come fa con tutti. Quando Negan venne imprigionato più avanti nella serie a fumetti, Carl andrà regolarmente a fargli visita e gli chiede consigli su tutto, dalla vita alle ragazze, a tipi di conversazioni che può avere nel mondo reale, come fa un bambino con uno zio figo, parlando con lui di cose che non potrebbe condividere con suo padre. La dinamica tra i due è strana, e mentre Negan si mostra ancora un killer a sangue freddo, non è del tutto senza cuore.

MOMENTI DI DECENZA
Negan è un personaggio complesso. E’ il prodotto di un mondo post-apocalittico, e anche se uccide senza rimorso, ha ancora un lato dolce. Usa spesso insulti per dimostrare la sua superiorità, ma a volte può andare troppo lontano, ma quando riconosce di aver fatto qualcosa di sbagliato, lo ammette. Quando ad Alexandria insulta in privato il peso di una donna, e lei lo sente e comincia a piangere, lui cerca di scusarsi con lei, ma lei preferisce schiaffeggiarlo. I suoi uomini subito la circondano con le pistole spianate pronta a porre fine alla sua vita, ma Negan li ferma. Invece di ucciderla, la lascia andare. In un altro caso, sta parlando di Carl e chiede dell’infortunio al suo occhio, costringendo il ragazzo a fargli vedere la ferita. Negan è disgustato e tuttavia affascinato dal buco. Lo insulta e si prende gioco di Carl al punto tale da indurre il ragazzo indurito dall’apocalisse a scoppiare in lacrime. Negan si vergogna e cerca di scusarsi con lui, qualcosa di insolito nel suo personaggio.

UN SAGGIO STRATEGA
Il suo esercito è buono perché ha il suo generale, Negan, che si è dimostrato di essere un ottimo tattico. Prima di andare ad Alexandria per raccogliere materiali di consumo, egli manda una squadra ad esploratore in anticipo il territorio per assicurarsi che non ci siano sorprese. Quando Rick li attacca con un cecchino, i ragazzi di Negan sono pronti. In un altro caso Negan lancia una granata oltre il muro di Alexandria per ottenere l’attenzione del gruppo. Si dice che Rick volesse parlare e, come segno di buona fede, si offre di liberare un prigioniero. Rick si impegna nella conversazione, ma solo dopo che il prigioniero è tornato dentro le mura. Ci sono molti casi in cui i fumetti prendono il sopravvento, non solo con la violenza, ma attraverso un’attenta pianificazione. Lui è il cattivo più pericoloso che Rick e il suo gruppo abbiano mai affrontato, e la sua mente è il suo bene più grande.

RICK E NEGAN NON TROPPO DIVERSI
Rick è il leader del gruppo di Alexandria e il punto focale di tutta la serie televisiva. Nel corso delle stagioni ha guidato una giostra, moralmente ed eticamente, e si trova sempre sulla linea tra il bene e il male. Se Rick non fosse stato salvato dal baratro da persone come Carl, Morgan e Michonne, avrebbe potuto diventare facilmente come Negan. Entrambi i personaggi sono disposti a fare tutto il necessario per mantenere i loro gruppi in vita. Rick ha ucciso e giustificato persone in tutta la serie, come atto necessario per la sopravvivenza della sua “famiglia”. Negan non vede quello che fa come una cosa immorale, e spesso si lamenta che si sta facendo in quattro per far funzionare le cose. Lui è più che disposto a negoziare, ma distribuisce dure punizioni per il fallimento. Quando Rick ha fatto risultare come bandita Carol per bruciare i corpi infetti, lo ha fatto per il bene del gruppo. Negan l’avrebbe uccisa per il bene del gruppo.

NON è COMPLETAMENTE PAZZO
Quando i fan incontrano per la prima volta Negan, istintivamente lo confrontano con il Governatore. Finora il cattivo con un occhio solo è stato il più grande male ad aver colpito la serie, ma mentre sono entrambi assassini sadici, Negan in realtà non è del tutto folle. Il Governatore è apparso calmo e raccolto la maggior parte del tempo, ma segretamente ha tenuto sua figlia zombie incatenata nella sua casa mentre i Walker erano nell’acquario. Negan è un killer e ha conversazioni con Lucille, ma non ha completamente perso la sua testa come era accaduto al Governatore. E’ un uomo che non solo ama una battaglia di volontà, ma si crogiola in essa. Ciò che potrebbe essere considerato come un comportamento folle è in realtà un atteggiamento di godimento per aver capito quello che sta succedendo. La dinamica tra Rick e Negan non è di odio e repulsione come con il Governatore, ma (eventualmente) di rispetto. Mentre Negan è imprigionato ad Alexandria, Rick cerca il suo consiglio di fronte ad una decisione difficile. Questo non è qualcosa che il nostro eroe senza paura farebbe se Negan fosse veramente solo un folle.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News

Vita da Carlo | conferenza stampa della serie Amazon con Carlo Verdone

Published

on

L’anteprima dei primi quattro episodi della serie Vita da Carlo scritta e diretta con Carlo Verdone è stata seguita da un’interessante conferenza stampa alla presenza di tutto il cast e dei produttori De Laurentiis. Tra gli argomenti principali, la linea sottile tra finzione e realtà e la possibilità di avere come Sindaco di Roma, l’attore romano. La serie sarà disponibile dal 5 novembre su Amazon Prime Video.

Le origini della serie Vita da Carlo

Ad aprire le danze, la prima domanda inerente a come sia nata l’idea di creare una serie come questa e alla scelta di una cifra stilistica differente rispetto ai lavori del passato.

“Devo ringraziare lo sceneggiatore Pasquale Plastino per avermi convinto a farlo. Era una nuova opportunità, una nuova strada da percorrere. È stato un lavoro molto impegnativo come attore e regista e per questo ho chiesto aiuto ad Arnaldo Cantinari come co-regista. Mi sono detto ‘proviamoci’, magari ho più libertà rispetto a quando faccio film. Ho notato che tutto è più dilatato, non soffi l’ansia di interpretare momenti in cui devi far ridere e subito dopo far piangere.

Ci sono voluti due mesi per scrivere 10 episodi, avevamo le idee molto chiare. C’è molto della mia vita privata e mi sono trovato a recitare in maniera differente, rispetto al passato. Ho vissuto tutto con maggiore naturalezza. Mi sono accorto inoltre, che non assomiglia a nessun altra serie italiana interpretata fino a oggi. Ho potuto contare anche su un cast pronto, che non mi ha fatto perdere tempo a spiegare cosa fare. A parte Anita (Caprioli) con la quale ho fatto già tre film; con Max che si è rivelato perfetto nei panni del mio migliore amico con il quale avevo già recitato una volta, ad esempio i tre giovani attori, avevano già la parte dentro di loro. Aiutarli è stato un lavoro davvero gratificante.”

Leggi anche: Vita da Carlo | i primi quattro episodi della serie scritta e diretta da Verdone

Leggi anche: Crazy For Football | la recensione del toccante film con Sergio Castellitto

Carlo Verdone a un passo dal diventare Sindaco di Roma

Una delle domande che tutti i presenti avrebbero voluto porre all’attore romano riguardava la sua candidatura come Sindaco di Roma. Ma nella realtà, questo proposta è avvenuta? E cosa ne pensa del neo eletto sindaco Roberto Gualtieri.

“Considerate che il 35-40% delle cose che vedrete nella serie è vera. Si, la proposta mi venne fatta molto tempo fa. Sono venuti anche con dei sondaggi alla mano. Mi ci sono voluti 30 minuti per rispondere che nella vita bisogna saper far bene una sola cosa e io so fare solo il cinema. Per riuscire nelle cose, bisogna avere passione e preparazione e io non ho la seconda. Ma poi, perché avrei dovuto abbondare il mio lavoro nel cinema?

“Quanto a Gualtieri, non lo conosco. Fare il Sindaco vuol dire fare squadra con persone che siano oneste, rapide e che sappiano snellire la burocrazia di questa città. Si deve partire dalla periferia che è ridotta malissimo.”

Basta al politicamente corretto!

Un argomento che tiene banco in tutto il mondo è l’estremizzazione (in alcuni casi) del politicamente corretto. L’inserimento di un personaggio ebreo interpretato da Alessandro Haber, ha portato Carlo Verdone a rispondere su questo argomento.

“Posso dire una cosa? Non se ne può più di questo politicamente corretto. C’è il terrore di scrivere. Ogni volta stavamo dieci minuti a pensare cosa avrebbe potuto provocare una frase piuttosto che un’altra. Il pezzo che fa Haber si avvicina a Il Mercante di Venezia di Shakespeare, al monologo di Shylock. Non c’è alcuna stoccata al politicamente corretto. Anzi, da un punto di vista di un personaggio ebreo, per me può aver detto anche la verità.”

Vita da Carlo | La linea sottile tra realtà e finzione

I diretti interessati alla domanda inerente alla realtà e la finzione spesso uniti nel corso degli episodi, sono stati Max Tortora, Monica Guerritore e Anita Caprioli.

Tortora: ” Mai come in questo caso, realtà e finzione sono presenti. Questa serie ha un taglio internazionale e per me è stato un vero onore farne parte. Ogni giorno che passavo a leggere la sceneggiatura mi rendevo conto che avevano scritto cose vere su di me, pur non sapendolo. Mi sono detto ‘ ma questi sanno più cose di me, che manco io conosco’. E poi, anche il fatto che la gente mi scambia per De Sica, lui non lo sapeva (riferendosi a Verdone) ma una volta una maestra insieme ai suoi bambini, li rimproverò dicendogli ‘bambini lasciate in pace il signor De Sica’.

Guerritore: ” Interpretare il ruolo di Gianna, l’ex moglie amata e presente nella vita di Carlo è stato un grande piacere per me. Tutti questi legami che vediamo nella serie aiutano a raccontare la storia di un italiano compiuto. Dopo aver fatto la madre di Francesco Totti, il re di Roma, non potevo non interpretare l’ex moglie dell’Imperatore di Roma.”

Caprioli: ” La cosa bella del rapporto tra la farmacista e Carlo è il fatto che lei sia affascinata da questo uomo, che la fa divertire e non dal personaggio. Lavorare con Carlo è sempre bello, anche perché tutta la serie è basata sull’ascolto e su ciò che la gente gli dice”.

Ed infine, citando la serie A casa tutti bene diretta da Gabriele Muccino e presentata ieri sempre a Roma, è stato chiesto a Verdone se questo passaggio dal cinema alle serie sia ‘obbligatorio’ visto il periodo delicato che sta passando la settimana arte da circa due anni.

“Se va bene questa serie non escludo che possa esserci una seconda. L’idea della serie è arrivata prima della pandemia. Io ho i miei anni e volevo fare la mia prima serie, cimentarmi in qualcosa di nuovo. Il pubblico giovane segue molto questi prodotti e spero che le sale possano tornare piene molto presto. Lo auguro a me e ai miei colleghi.”

Continue Reading

News

Vita da Carlo | i primi quattro episodi della serie scritta e diretta da Verdone

Published

on

Questa mattina sono stati presentati i primi quattro episodi della serie Vita da Carlo alla Festa del Cinema di Roma. Scritta da Carlo Verdone insieme a Nicola Guaglianone, Menotti, Pasquale Plastino, Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni è stata diretta da Verdone in collaborazione con Arnaldo Cantinari. La serie Vita da Carlo sarà disponibile nei prossimi mesi su Amazon Prime, Sky Q e Now Smart Stick.

Carlo Verdone, l’uomo giusto per Roma

La serie Vita da Carlo è uno dei titoli più attesi di quest’anno nel catalogo di Amazon Prime Video. Durante i dieci episodi della durata di trenta minuti ognuno, della serie di e con Carlo Verdone verranno mostrati alcuni spaccati della sua vita. Non si parlerà solo della sua carriera, ma verrà mostrato Verdone come cittadino di Roma. O meglio, come l’uomo giusto per risollevare le sorti della città di Roma.
Questo aspetto non toglierà sarà spazio alle risate, alla commozione, nel ricordare (o scoprire) aneddoti narrati nei suoi libri, come la storia della signora Erminia.

Tra gli amici intervenuti in questi primi episodi, oltre alla presenza di Anita Caprioli nel ruolo della farmacista di fiducia di Verdone, appaiono anche l’attore Alessandro Haber e il cantante Antonello Venditi. Nel ruolo della ex moglie Gianna c’è Monica Guerritore, mentre i figli Giovanni e Maddalena, sono interpretati rispettivamente dall’attore Filippo Contri e Caterina De Angelis, figlia di Margherita Buy e del medico Renato De Angelis.

Leggi anche: Festival di Roma: Carlo!, la recensione

Leggi anche: Oscar 2014, Carlo Verdone commenta la vittoria di Sorrentino

La recensione dei primi quattro episodi della serie Vita da Carlo

Se amate Carlo Verdone non potete perdervi questa serie. Dopo aver iniziato come attore, sceneggiatore e regista cinematografico, questa volta il suo campo di battaglia è la serie. Una scommessa – che almeno a vedere i primi 4 episodi – risulta essere assolutamente vinta. Cosa lo rende speciale e semplice allo stesso momento? La genuinità nel raccontare alcuni aspetti della sua vita. Così come viene mostrato in Vita da Carlo, quando si incontra Verdone per strada è impossibile non fermarsi per chiedere un selfie, un autografo o – per i più audaci – una battuta di uno dei suoi personaggi più famosi. Rendere partecipe il pubblico, facendolo sentire parte integrante della storia, non è un aspetto comune a molti altri artisti.

In particolar modo, il discorso incentrato su tutti gli aspetti negativi di Roma, come l’immondizia e la mancanza di cariche politiche adatte a governare una città del genere, colpiranno sicuramente il pubblico romano. Se il primo episodio fosse andato in onda prima delle elezioni del nuovo sindaco di Roma, è probabile che alcuni cittadini avrebbero segnato il nome di Verdone sulle schede.
Un altro esempio di genuinità e veridicità è facilmente riscontrabile nelle parole utilizzate dall’attore di fronte alla sua farmacia di fiducia, a seguito di un incidente causato da una delle migliaia buche di Roma.

Dai primi quattro episodi (su 10 totali) si percepisce l’attenzione di Verdone per tutto il suo mondo.
La farmacia di quartiere, che sembra frequentare come se fosse il bar della piazza, unita alla nota ipocondria, sono parte del cuore di questa serie. L’altro pezzo di cuore sono la famiglia e gli amici che ricoprono un ruolo fondamentale nella sua vita. Le risate provocate dal duo Carlo Verdone e Max Tortora insieme alla passione sfegatata per la Roma, porteranno ben più di una risata.

I silenzi e gli sguardi di ‘Carlo’ come amano chiamarlo i romani quando lo incontrano, come se fosse uno di famiglia, mostrano non solo la stanchezza e la confusione, ma anche la fragilità di un uomo che sembra avere tutta Roma ai suoi piedi ma che in realtà, ogni giorno sente il peso delle responsabilità come padre e come artista. Se a preoccuparlo inizialmente è l’idea di realizzare un film drammatico, ci penseranno due persone a distoglierlo da questo pensiero.

Il primo sarà il produttore Ovidio, fissato con l’idea che il pubblico vuole solo ridere con Verdone, chiedendogli di fare un film con una versione più “matura” dei suoi storici personaggi. Mentre dall’altra parte c’è il presidente della Regione Signoretti, che vuole candidare Carlo Verdone come Sindaco di Roma. Queste proposte che non lo convincono per nulla, lo metteranno di fronte a un bivio: iniziare un nuovo cammino in politica o continuare a fare cinema ma scendendo a compromessi?

Continue Reading

News

Sandokan e le prossime serie Lux Vide | le dichiarazioni di Barbara Pavone

Published

on

Grandi novità alla Lux Vide in tema di serie tv destinate al mercato nazionale e internazionale.
Negli ultimi mesi, la casa di produzione guidata dal CEO Luca Bernabei, ha fatto parlare di sé per le diverse produzioni seriali in fase di sviluppo, in attesa del primo ciak. Intanto, serie tv come i Medici e Leonardo, stanno conquistando il mercato degli Stati Uniti e mondiale.
A confermare queste parole, l’ex dirigente senior della Warner Bros. Italia Barbara Pavone come chief marketing and sales officer.

Le dichiarazioni di Barbara Pavone della Lux Vide

Barbara Pavone, volto noto dei Mipcom, e responsabile delle coproduzioni e delle partnership internazionali di Lux, ha dichiarato: «È un privilegio lavorare con piattaforme di streaming globali. Per Lux è una priorità agire davvero come una società di media e conservare il più possibile dei diritti”». Parole ricche di soddisfazione e giunte dopo la notizia di un grande accordo tra la Lux Vide e un importante streamer, i cui dettagli sono ancora segreti.

A tal proposito, in tema di diritti che sono il punto forte di ogni accordo di questo genere, la Pavone ha aggiunto: «La Lux Vide è riuscita a mantenere una quota importante dei diritti e mantenere anche la proprietà dell’IP, che è davvero importante» ha affermato.

Alla luce di questo grande accordo, la prospettiva che la Lux sia di proprietà del colosso della distribuzione Fremantle – con cui Lux ha già avviato trattative esclusive per una possibile vendita – potrebbe essere un aspetto assolutamente positivo dando modo alla Lux di avviare trattative più ampie.

Leggi anche: Can Yaman | protagonista della serie Viola come il mare per la Lux Vide

Barbara Pavone, chief marketing and sales officer della Lux Vide

Leggi anche: Can Yaman sarà Sandokan nel progetto internazionale della Lux Vide

Sandokan | grandi progetti previsti per la serie tv

Dalla sua esperienza precedente alla Warner Bros. la Pavone ha dichiarato di aver capito quanto sia importante trattare gli show come IP, continuando a coltivarli, a difenderli e a sfruttarli appieno. 
Questo è ciò che sta avvenendo con la produzione della prossima serie TV Sandokan. Riprendendo la dichiarazione di intenti rilasciata a Todo Tv News lo scorso 18 agosto, per questo progetto internazionale c’è la volontà di produrre tre o cinque stagioni, lo sviluppo di un format musicale, un fumetto, e molto probabilmente la produzione di videogiochi a livello mondiale.

Questo reboot della serie tv cult degli anni ’70, è incentrata sulla figura del celebre pirata e della sua variegata ciurma, pronto a combattere contro il potere coloniale degli imperi olandese e britannico nel sud-est asiatico. Sviluppato dalla Lux con il produttore americano e l’ ex chief content officer di Hasbro Stephen J. Davis (Transformers) con il produttore esecutivo di The Shield, Scott Rosenbaum a nel ruolo di showrunner.

A ricoprire il ruolo di protagonista, l’attore turco Can Yaman (“Daydreamer – Le ali del sogno”, “Bitter Sweet – Ingredienti d’amore”) il quale farà parte di un progetto incentrato sulla storia dei pirati ma con una forte connotazione femminile. Ad occuparsi della messa in onda, sarà la RAI, come principale partner italiano. Per un progetto onoroso e oneroso come questo, continuano le ricerche per trovare altri potenziali partner statunitensi e internazionali. 

Il team della produzione della serie tv The Rising

Leggi anche: Can Yaman | l’attore turco e i suoi ‘amatissimi’ impegni di settembre

Le altre produzioni internazionali della Lux Vide

The Rising: Dopo aver collaborato anche con Stephen J. Davis in questo dramma storico in lingua inglese descritto come la “storia umana e secolare” di Gesù Cristo, Lux inizierà presto a presentarlo a potenziali partner statunitensi. Nel frattempo stanno lavorando all’episodio pilota per la serie che è “una delle nostre priorità”, come ha affermato la Pavone. Daniel Knauf, il creatore e showrunner di Carnivàle della HBO, è stato nominato showrunner di The Rising.

Michelangelo e Caravaggio: Dopo Leonardo, la Lux sta lavorando alle primissime fasi delle due serie incentrare su questi due geni del Rinascimento.

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari