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The Walking Dead, recensione 6×06 e anticipazioni 6×07

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Il sesto episodio di The Walking DeadAlways Accountable, scorre via abbastanza anonimamente fino a pochi minuti dai titoli di coda, ma prima analizziamo quanto è successo.

SPLIT SCREEN

Finalmente gli autori tornano a puntare i riflettori su quei poveri tre disgraziati di Daryl, Abraham e SashaLi avevamo lasciati così: Daryl in sella alla sua moto, sempre più randagio, e la “strana coppia” formata dal fulvo omone e dalla ragazza inguaribilmente tendente all’autolesionismo a bordo della loro station wagon – tutti e tre mossi dal vano tentativo di allontanare l’orda di zombie che si sta dirigendo verso Alexandria, attratta dal famoso clacson.  Come se non bastasse la minaccia di erranti e Lupi, eccone una nuova: un commando di uomini attacca il trio e lo costringe a dividersi. Piccolo inciso: è possibile che a capo di questo nuovo gruppo ci sia Negan, il miglior villain del fumetto a cui non è stato ancora dato un volto nella serie. Così, Daryl brancola nella foresta – che ha più le sembianze di una steppa bruciacchiata (Glenn è riuscito ad appiccare il fuoco?) – mentre i due si rifugiano in un appartamento, dove si intratterranno in articolate conversazioni nonsense,  in attesa che il loro compagno li ritrovi.

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L’ANIMO GENTILE DI DARYL DIXON 

Ritrovatosi solo nella foresta, Daryl stupisce in maniera inedita, dimostrandosi goffo e sprovveduto di fronte ai pericoli reali che gli si presentano: forse fin troppo assuefatto a nemici barcollanti, dall’aspetto cereo e sanguinolento. L’arciere viene sorpreso da tre sopravvissuti che lo colpiscono e lo legano – convinti che sia un esponente dei temibili Wolves. Per fortuna il bel tenebroso riesce a liberarsi e fuggire … finché non si rende conto che nel borsone rubato ai tre assalitori, ci sono dei flaconi di insulina. Ed ecco che torniamo al solito punto: ogni atto di compassione, umanità, gentilezza compiuto in questa saga, provoca sempre l’effetto opposto. Il dogma Fai del bene e riceverai bene non è mai stato così inesatto. Com’era facilmente intuibile, il buon Daryl torna dai suoi assalitori e riporta il borsone con le medicine necessarie alla sopravvivenza della ragazza diabetica, che ne fa parte. Risultato? Cornuto e mazziato – non solo lo abbandonano al suo destino nel bosco, ma gli rubano anche moto e balestra, sancendo la fine di un’icona.

HELP

Mentre Abraham e Sasha sono impegnati in un inconcludente flirt, ecco apparire Daryl-dalle-mille-risorse a bordo di un camioncino di benzina. Il trio, finalmente riunito, si dirige ora verso Alexandria: Daryl impugna il walkie talkie e prova a contattare Rick. Una voce risponde, non è Rick – chiede Aiuto. Sei tu Glenn? Io ho visto l’episodio in lingua italiana e, personalmente, non mi è parso di riconoscere il tono di Glenn – tuttavia, vulture.com ha isolato quel Help e l’ha messo a confronto con un’estrapolazione della voce di Glenn che pronuncia quella parola: per sentirlo, cliccate quiNonostante Norman Reedus continui a smentire che quella voce appartiene al nostro eroe coreano, non possiamo fare a meno di aggrapparci a questa speranza – nella consapevolezza che nel prossimo episodio, finalmente, sapremo la verità.

EPISODIO 6×07 – Heads Up

Mancano solo due episodi al mid season finale e la tensione cresce. Dal promo dedicato al prossimo Heads Up, vediamo con piacere che – dopo sette episodi – finalmente il gruppo è riuscito a riunirsi sotto lo stesso grande “tetto” di Alexandria. Nonostante questo sembra che non sia ancora arrivato il momento di tirare il fiato: dalle poche immagini contenute nel video promo, comprendiamo subito che faremo ancora incetta di zombie e panico. Purtroppo, il destino Glenn sembra ancora destinato a rimanere fuori campo. In totale antitesi rispetto ad un promo all’ultimo respiro, lo sneak peek vede Rick, Morgan e Michonne seduti intorno al tavolo, immersi in una discussione animata. Lo spirito pacifista di Morgan inizia a fare a pugni con l’anima irruenta di Rick: questo faccia a faccia potrebbe essere il primo sintomo di una guerra civile?

Il cinema è la mia più grande passione, e spogliare ogni film per arrivare all’essenza di ogni dettaglio che genera più o meno consciamente un’emozione, mi entusiasma. Dalla maraviglia dei suoi albori, agli stupefacenti effetti speciali di oggi, il cinema è una macchina che fabbrica sogni su misura per ogni spettatore ed ogni epoca. Perciò, ogni settimana entro in sala e mi faccio raccontare una favola: indosso il pigiama a righe del bambino ebreo, mi lascio invadere dalle ossessioni del filantropo miliardario con un passato misterioso, corro al fianco della ragazza che sorride davanti alle telecamere, indossa abiti di fuoco ed un paio di occhi tristi che non sanno fingere. Questa sono io, con un libro su Tim Burton e Johnny Depp che voglio pubblicare, un fiume di parole scritte ed emozioni sparse, e tanti progetti da realizzare.

Netflix

Luna Nera, le prime immagini della serie originale italiana su Netflix nel 2020

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Sono appena terminate le riprese di Luna Nera, la terza serie originale italiana Netflix (una produzione Fandango), che sarà disponibile da inizio 2020 su Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. I protagonisti della serie sono: Antonia Fotaras (Ade), Giada Gagliardi (Valente), Adalgisa Manfrida (Persepolis), Manuela Mandracchia (Tebe), Lucrezia Guidone (Leptis), Federica Fracassi (Janara), Barbara Ronchi (Antalia), Giorgio Belli (Pietro), Gloria Carovana (Cesaria); Giandomenico Cupaiolo (Sante), Filippo Scotti (Spirto), Gianmarco Vettori (Nicola), Aliosha Massine (Benedetto), Nathan Macchioni (Adriano), Roberto De Francesco (Marzio Oreggi), Emili Mastrantoni (Ade bambina), Astrid Meloni (Amelia), Daniele Amendola (Giambattista), Marilena Anniballi (Agnese) e Mariano Pirrello (Professore romano) .

Dietro la macchina da presa troviamo Francesca Comencini (Amori che non sanno stare al mondo; Gomorra – La serie), Susanna Nicchiarelli (Nico, 1988) e Paola Randi (Tito e gli Alieni). La serie è basata sul romanzo “Le città Perdute. Luna Nera” di Tiziana Triana, che verrà pubblicato a novembre 2019 da Sonzogno Editore. La scrittrice ha contribuito alla sceneggiatura degli episodi insieme a Francesca Manieri (Il Miracolo), Laura Paolucci (L’Amica Geniale) e Vanessa Picciarelli (Bangla).

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Luna Nera è ambientata in Italia nel XVII secolo. In seguito alla morte di un neonato, Ade, una levatrice di 16 anni, viene accusata di stregoneria. Trovato rifugio in una misteriosa comunità di donne al limitare del bosco, la ragazza è costretta a fare una scelta: l’amore impossibile per Pietro – figlio del capo dei Benandanti, i cacciatori di streghe – o l’adempimento del suo vero destino, una minaccia per il mondo in cui vive, diviso tra ragione e misticismo.

Tra le curiosità trapelate, possiamo dirvi che le riprese sono durate 16 settimane, sono state realizzate negli studi di Cinecittàdove sono state ricostruite le scenografie del XVII secolo – e in diverse altre location del Lazio, tra cui la magica cornice di Canale Monterano, l’incantevole borgo di Celleno, e il meraviglioso castello di Montecalvello appartenuto negli anni ‘60 al celebre artista parigino Balthus. Le riprese si sono svolte anche nella Selva del Lamone, a Sorano, Sutri e all’interno del Parco degli Acquedotti di Roma.

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Documentario

Anna Foglietta vestirà i panni di Nilde Iotti nella docufiction su Rai1

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Anna Foglietta sarà Nilde Iotti nella docufiction Storia di Nilde prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci, in onda prossimamente su RAI1. Intrecciando ricostruzioni in fiction, materiali di repertorio e testimonianze illustri – tra cui quella dell’ex Presidente della Repubblica e Senatore a vita Giorgio Napolitano – il racconto ripercorre la storia umana e politica di Nilde Iotti, una delle ventuno donne che parteciparono all’Assemblea Costituente nel 1946 e prima donna ad essere eletta Presidente della Camera dei Deputati, carica che ricoprirà ininterrottamente dal 1979 al 1992.

Attraverso l’intensa interpretazione di Anna Foglietta il racconto segue Nilde Iotti mentre compie i suoi primi passi nella politica: dall’adesione alla Resistenza alla partecipazione all’Assemblea Costituente, dove fece valere alcune importanti istanze progressiste che caratterizzeranno la sua identità politica come la proposta di far accedere le donne alla Magistratura. L’inizio dell’attività parlamentare corrisponde con l’avvio della sua relazione sentimentale con Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista Italiano. Una storia d’amore complicata dalle circostanze, perché Togliatti è sposato e l’opinione pubblica, anche quella apparentemente più progressista, mostra forti resistenze moralistiche nell’accettare un sentimento nato al di fuori dal matrimonio.

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Nilde Iotti e Anna Foglietta

Con la convivenza e poi l’adozione della piccola Marisa Malagoli, sorella di un operaio morto durante una manifestazione – preziosa testimone della docu-fiction – Nilde Iotti e Palmiro Togliatti costituiscono la loro famiglia. Ma è dopo la morte di Togliatti, avvenuta nel 1964, che si collocano le battaglie più significative dell’azione politica di Nilde Iotti. Nel 1974, motivata da una spiccata sensibilità per gli umori e le idee che circolano nel Paese e dal suo coraggioso progressismo, la Iotti ha il merito di convincere un perplesso Enrico Berlinguer a schierare il Partito Comunista per il no al referendum abrogativo della Legge sul divorzio. Lo stesso Berlinguer le chiederà, pochi anni più tardi, di diventare la prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente della Camera: elezione che sancisce una tappa fondamentale nella trasformazione sociale del Paese per cui hanno lottato e lottano tante straordinarie donne italiane.

Storia di Nilde è una docufiction da 90’ prodotta da Gloria Giorgianni con Tore Sansonetti e Carlotta Schininà per Anele in collaborazione con Rai Fiction Scritta da Salvatore De Mola con la collaborazione di Marco Dell’Omo e di Emanuele Imbucci. Regia di Emanuele Imbucci.

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News

L’amica geniale – Storia del nuovo cognome: la prima immagine della seconda stagione

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L’Amica Geniale è una serie HBO-RAI FICTION, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment, in coproduzione con Umedia. Regia di Saverio Costanzo (6 episodi) e Alice Rohrwacher (2 episodi). Soggetto e sceneggiature di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo.

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L’amica geniale – Storia del nuovo cognome una serie di Saverio Costanzo tratta dal secondo volume della quadrilogia di Elena Ferrante edita in Italia da Edizioni E/O. Una produzione HBO-RAI FICTION; prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango. In collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e in coproduzione con Umedia.

Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle sarà il distributore internazionale in associazione con Rai Com.

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