Abbiamo seguito in occasione della 71° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la conferenza stampa di Cymbeline, adattamento in chiave moderna dell’opera teatrale di William Shakespeare. Diretto da Michael Almereyda e interpretato da Ethan Hawke, Milla Jovovich, John Leguizamo, Penn Badgley, Dakota Johnson e Anton Yelchin Cymbeline racconta la storia della giovane figlia di un boss mafioso che, decisa a sposare l’uomo che ama nonostante il parere contrario del padre e della matrigna, inizia un vortice infinito di situazioni dalle conseguenze tragiche. Potete trovare qui sotto le dichiarazioni rilasciate dal regista Michael Almereyda e dagli interpreti Milla Jovovich, John Leguizamo e Anton Yelchin.

Come è stato lavorare a questo film?

Michael Almereyda: Cymbeline è un film americano, abbiamo lavorato in modo molto diretto, volevo che la storia fosse più intima, meno rumorosa e rivolta all’esterno rispetto alle altre interpretazioni di Shakespeare. Ho avuto un cast fantastico, disposto ad essere coinvolto in questa impresa a basso budget.

milla2Come avete lavorato sul linguaggio di Shakespeare senza essere teatrali?

Anton Yelchin: Abbiamo studiato i dialoghi cercando di capirli. Si tratta di una tradizione britannica così precisa, e conoscendo i personaggi si assume maggiore libertà. Bisogna accettare l’opera e portarla oltre.

Milla Jovovich: La lingua mi ha intimorita, ma anche interessata. Ho cercato di tradurre i dialoghi nel linguaggio della regina. Mi ricordo il primo giorno di riprese in cui ho chiesto al regista se potevo rifare la scena perché interpretando la parte ho capito e compreso veramente il personaggio. L’ho fatto mio per poi interpretarlo per il pubblico.

John Leguizamo: Ho già fatto Shakespeare diverse volte, ma ogni volta è una sfida. Mi piace lo sguardo di Almereyda di Shakespeare, una visione più naturale e più comprensibile anche per i giovani. Per esempio io quando ho visto la versione di Zeffirelli da ragazzo ho capito veramente Shakespeare. Come attore ho lavorato per dare un aspetto più colloquiale a Shakespeare, soprattutto per noi americani che cerchiamo di rendere i suoi scritti più accessibili.

Michael Almereyda: L’emozione data da Shakespeare è radicalizzata nella lingua. Penso che il testo sia importante come punto di partenza per il film. Bisogna distillare la lingua, non distruggerla.

Shakespeare è uno degli scrittori più rivisitati, come mai?

Michael Almereyda: Non ci sono altri come lui, per rilevanza e per i valori di cui parla. E’ difficile realizzare un film dalle opere Shakespeare, ma fa parte di una tradizione netta, la tradizione degli adattamenti, e io sono contento di farne parte. Questo è un dramma poetico, cercavo di trovare una vitalità per dare anche agli attori la libertà di esprimere le loro emozioni. E’ la storia di una famiglia disfunzionale.

Perchè ha scelto Cymbeline che è una delle opere meno note di Shakespeare?

Michael Almereyda: E’ una storia molto forte, la mancanza di fiducia crea gli uomini e le donne. E avere gli attori giusti era la cosa importante. Per esempio quando ho fatto Hamlet con Ethan Hawke, lui ha accettato di fare il più cattivo del mondo, ha consultato l’opera e ha aggiunto qualcosa al testo. E’ sempre un’avventura, ma anche un grande piacere farlo.

cymb

Quale è stata la cosa più piacevole del lavorare con il testo di Shakespeare?

Milla Jovovich: Per me il linguaggio era bello e divertente. Una persona mi ha spiegato una citazione che non capivo ed è stato bello lavorare con persone meravigliose e capire fino in fondo quest’opera, semplificando le parole. Come attrice trovo una magia nel giocare con le parole, scovando il sottotesto. Shakespeare è pieno di parole ed è stato così bello trovare questo sottotesto.

anton2Anton Yelchin: Mi piace tanto il mio personaggio, pieno di tessuto. Con Michael abbiamo parlato di molte altre interpretazioni fatte del mio personaggio per avere l’idea giusta di come renderlo in scena.

John Leguizamo: Volevo lavorare con Michael, mi piace il suo approccio a Shakespeare. Volevo raggiungere i giovani e questo mi ha permesso di farlo. ‘Siamo i migliori, siamo la dream team’ dicevo ogni giorno. Mi piaceva poi la passione di tutti, non si parlava mai di soldi.

Michael Almeryeda: Ci sono parti che non hanno dialogo ma servono per abbellire il tutto. Ho cercato un linguaggio visivo per chiarire i temi della storia. C’è un sottotesto visivo e uno del dialogo.

Perché mescola nel suo lavoro testi di cultura elevata e cultura pop?

Michael Almereyda: Shakespeare è a livello della cultura pop e indica un mondo nel quale si vive. Si fa riferimento ad idee come fortuna, impero e ribellione sempre con cinismo, ironia e un desiderio di chiarire le storie anche a quelle persone che non hanno letto Shakespeare.

Milla Jovovich: Molti mi hanno chiesto cosa crea la correlazione con il pubblico in questa opera di Shakespeare. Chiunque abbia scritto cose del genere a quel tempo, rimarrebbe scioccato nell’apprendere che queste storie non sono adatte al pubblico.