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Vin Diesel voleva essere Annibale: il folle progetto da 200 milioni (e in latino) che Hollywood ha bocciato

Vin Diesel a Cannes 2026 per i 25 anni dall'uscita del primo Fast and Furious, ma nella sua carriera non è sempre andato tutto per il meglio.

I motori di Fast and Furious fanno vibrare la seconda giornata del Festival del Cinema di Cannes 2026 con Vin Diesel e Michelle Rodriguez presenti sulla Croisette. Era il 2001, quando nelle sale cinematografiche, uscì per la prima volta un film che oltre a fare incassi record al box office, ha dato il via a una saga diventata cult negli anni 2000. A Cannes 2026 verrà celebrato il 25° anniversario del film Fast & Furious.

A prendere parte alla proiezione speciale del primo capitolo della saga, che si terrà questa sera, mercoledì 13 maggio alle 23.45 al Grand Théâtre Lumière, ci saranno Vin Diesel, Michelle Rodriguez e Meadow Walker, figlia di Paul Walker. Un’occasione che sta già richiamando l’attenzione dei fan di tutto il mondo, che sono cresciuti con questi film ambientati in vari luoghi del mondo, famosi per le scene d’azione e la presenza di auto da corsa, tanto belle quanto distrutte nel giro di pochi minuti.

I ruoli mancati di Vin Diesel

Per Vin Diesel, noto per il personaggio di Dominic Toretto, sarà un modo per celebrare questa saga e anche gran parte della sua carriera. Un successo mondiale che in questi anni si è alternato a grandi delusioni e progetti sfumati, a un passo dal primo ciak. A quanto pare, sono ben tre i film che avrebbero dovuto vederlo coinvolto nel ruolo di protagonista. O almeno, questi sono i film resi noti dalle cronache del tempo.

Hannibal the Conqueror (Annibale)

Il primo film si tratta di un progetto al quale stava molto a cuore a Vin Diesel. Inizialmente era stato concepito come una trilogia, incentrata sulla vita del generale cartaginese Annibale Barca. Un personaggio che avrebbe voluto interpretare Vin Diesel, seduto anche dietro la macchina da presa, come regista del film.

Ambientato durante le Guerre Puniche, il film avrebbe affrontato in primis i legami familiari di Amilcare Barca, padre di Annibale e il rapporto con il figlio. Poi, si sarebbe concentrato sulla leggendaria traversata delle Alpi con gli elefanti ed infine, avrebbe mostrato la marcia contro la Repubblica Romana.

Tra i suoi desideri, anche di emulare Mel Gibson ne La Passione di Cristo, recitando nella lingua originale dell’epoca, ovvero in antico punico e latino. Un lavoro incredibile, che avrebbe richiesto anche uno studio accurato per poter recitare in queste lingue antiche. Sempre sulla scia dei sogni, Diesel avrebbe voluto Denzel Washington nel ruolo di Amilcare.

Perché è sfumato il progetto: Trattandosi di un kolossal storico, gli studios all’epoca non si sentirono all’altezza di affrontare cifre come 200 milioni di dollari, per un primo film. Di conseguenza, uniti all’impegno costante di Vin Diesel nei film del franchise di Fast & Furious, il progetto, dal 2012, è stato definitivamente messo nel cassetto dei desideri dell’attore.

Vin Diesel sul set di Fast 5
Vin Diesel sul set di Fast 5 (Foto: Wikimedia Commons/Jack Zalium) – Newscinema.it

Niente Kojak per Vin Diesel

Era il 2012, quando il remake cinematografico Kojak, ormai ufficializzato, venne cancellato. Per Vin Diesel era molto più che un lavoro. Si trattava di un progetto personale al quale teneva tantissimo, al punto da considerarlo un sogno che si stava avverando. Il famoso tenente della polizia, noto per la sua testa rasata e il cuore tenero, era esattamente il personaggio che Diesel avrebbe voluto interpretare, più di ogni altra cosa al mondo.

Una delusione ancora oggi inspiegabile, dato che la Universal Pictures aveva incaricato agli sceneggiatori Neal Purvis e Robert Wade di occuparsi della sceneggiatura del film. Un team specializzato in film d’azione, essendo i fautori di film come Casino Royale e Skyfall della saga di 007. Per Kojak, era stato richiesto un lavoro di insieme, che avesse potuto trasformare il film in un action-thriller e il protagonista in un personaggio ironico, determinato e grintoso.

Nel 2015, dopo l’ennesima sceneggiatura bocciata, la Universal decise di cambiare gli sceneggiatori con Philip Gawthorne, con la speranza che la sua scrittura potesse dare una connotazione più realistica al film. Intanto Vin Diesel, nelle varie interviste, dichiarava di voler il regista Premio Oscar, Ang Lee, nel ruolo di regista del film.

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Perché è sfumato il progetto: Dopo anni di lavori, soprattutto nella fase delle sceneggiatura, la Universal senza rilasciare dichiarazioni, non si è più dedicata alla realizzazione del film. Tra la realizzazione dei vari film di Fast & Furious che riempivano costantemente l’agende di Vin Diesel e la produzione non particolarmente propensa ad affrontare una spesa del genere, alla fine Kojak è rimasto solo l’ennesimo sogno nel cassetto dell’attore.

The Machine

La prima parola parlando di questo film è: confusione. Inizialmente, era stato ideato come un lungometraggio sulla scia di Missione Tata. Un action comedy, incentrato su un robot umanoide, che avrebbe dovuto interagire con gli umani. Annunciato ufficialmente nel 2011 e prodotto dalla MGM, la sceneggiatura era stata affidata a Thomas Lennon e Robert Ben Garant, noti per il successo Una notte al museo.

Il ruolo di protagonista, sarebbe andato a Vin Diesel, chiamato per interpretare un robot dalle sembianze umane, creato dal Pentagono, con l’intento di diventare l’arma più potente al mondo. Vent’anni dopo, il progetto viene ritrovato da un ragazzo che si dimostra essere suo amico. Quando il Governo viene a sapere che The Machine (Vin Diesel) cerca di disattivarlo, andando dalla famiglia del ragazzo. Ma sarà proprio il robot a proteggere, le persone che per tutto quel tempo, si sono prese cura di lui.

Un progetto molto ambizioso, che avrebbe funzionato, almeno sulla carta. Con il tempo però, qualcosa non è andato come avrebbe dovuto. A partire dalla fase di scrittura, che venne poi affidata ad Alfred Gough e Miles Millar, creatori della serie tv Smallville. Come se non bastasse, anche le trattative per il regista non andarono al meglio. Quando la casa di produzione iniziò a interessarsi ad Adam Shankman, nel 2012, il suo nome venne sostituito con quello di Peter Segal.

Perché è sfumato il progetto: Per ovvie ragioni, mentre si cercavano sceneggiatori e registi, Vin Diesel si è dedicato completamente alla saga di Fast & Furious e al successo mondiale che lo ha travolto improvvisamente.

 

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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