Se diamo uno sguardo al panorama delle serie tv di oggi, sicuramente ci accorgiamo che poche, se non pochissime, sono le produzioni originali realizzate dai grandi network (satellitari e non). Soprattutto nell’anno appena trascorso, ma anche in quello che si è schierato di fronte a noi, sembra quasi che l’intera fucina televisiva americana sia ferma, caduta in un’empasse senza fine. Delle oltre 400 serie proposte, realizzate e in cantiere nei prossimi mesi, la maggior parte sono reboot, sequel e remake di produzione televisive del passato. Simbolo di una scarsità di idee oppure, alla radice di tutto questo, c’è un problema ben più grosso?

Sicuramente se si fotografa e si guarda con attenzione il panorama televisivo di oggi, molte sono le problematiche e i meccanismi che hanno spinto le major a guardare al passato e non al futuro. Dal reboot di Dynasty (messo in cantiere dai creatori di Gossip Girl) al sequel di Will & Grace (ordinato dalla NBC solo qualche settimana fa), fino al revival di Twin Peaks che tornerà il prossimo mese di maggio con 18 nuovi episodi  a distanza di ben 25 anni dalla sua apparizione in tv (e questo forse rappresenta l’esempio più lampante della situazione che sta vivendo il mondo televisivo americano), senza dimenticare tutti gli esperimenti realizzati negli scorsi anni, come il ritorno dei Visitors, il riadattamento in chiave moderna della gioventù di Dallas e tanti altri ancora, si nota il fatto che proprio l’intero substrato televisivo di oggi, nonostante si voglia puntare a temi di grande impatto, non si dimenticano le tradizioni. Queste tradizioni che si rincorrono fin dalla ‘notte dei tempi’, fin da quando la tv negli anni ’60 si è imposta come il medium per eccellenza, possono essere un’arma a doppio taglio.

Will & Grace

Se da una parte riproporre storie e situazioni già ampliamente sfruttate in passato può innescare un effetto nostalgia in una buona parte del pubblico, le nuove generazioni (dati alla mano) non reagiscono molto bene a questa strategia di mercato (anche se nel 2016 si è vista in’inversione di marcia). Le serie tv (ed i suoi produttori) hanno paura di guardare al futuro oppure semplicemente il passato è un’ancora di salvezza?

I reboot ed i remake: una ‘scuola’ per le nuove generazioni

In un contesto sociale in continua evoluzione e, soprattutto, dove si sono persi certi valori (come la famiglia e la vera amicizia), riproporre in tv ed in chiave moderna alcuni cult del passato, sembra essere la strategia indispensabile. Così facendo il raggio di azione si estende a ben 2 generazioni di telespettatori, quelli di vecchia data che in tv cercano una serie dal sapore old fashion, e la nuova generazione sempre in cerca di un prodotto coinvolgente e che ‘crei’ dipendenza.

Sulla carta  questa strategia potrebbe essere la più grande idea mai realizzata, eppure nonostante i roboot ed i remake possono essere importanti per le nuove generazioni, non hanno lo stesso impatto che hanno avuto in passato. Esperimenti come 90210, Melrose Place 2.0 ad esempio, si sono rivelati fuori tempo massimo e, in sostanza, non hanno appassionato né il pubblico giovane né tanto meno quello di mezza età.

Twin Peaks

Idee brillanti cercasi

I remake, i reboot ed i newequel in tv sono dei fallimenti non solo perché risultano dei prodotti fuori moda, ma perché vengono costruiti senza nessuna cognizione di causa. Riportare in vita un marchio che in passato ha avuto successo (e che ha influenzato la pop culture) non è facile, e a volte se il plot potrebbe essere di ampio respiro, la release non supera quasi mai le aspettative. Sì, perché a scarseggiare sono le idee originarie e rivoluzionare, questo è il vero problema.

La golden age delle serie tv è terminata una decade fa (gli ultimi sperimenti di stile erano serie come Lost e Breaking Bad), eppure anche se i network satellitari e telematici mantengono il loro primato (l’esempio di Westword è lampante), a morire sono i network generalisti. In questo ha influito il web ed i canali tematici che, senza vincoli, riescono a tenere alta la bandiera delle serie tv.

Ma i remake aumentano in maniera sconsiderata, pochi sono degni di nota e pochissimi funzionano in termini di gradimento. Non è il fatto di non saper guardare al futuro e di essere attaccati passati, il vero problema è non il saper leggere la nostra modernità.