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Jennifer Aniston, 10 cose da sapere sulla star ospite al Giffoni 2016

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Occhi azzurri, capelli biondi (possibilmente con le meches) e un fisico che non ha nulla da invidiare alle ragazzine, anzi, consapevole del fatto che l’età di una signora non andrebbe mai rivelata, per Jennifer Aniston ammettere di avere 47 anni è solo un pregio, un motivo di invidia per le più giovani. Definire la bellissima Jennifer Aniston in una frase? “Tenace al punto giusto“. Ripercorrendo la sua gavetta si evince che la Rachel Green della sit-com più amata di tutti i tempi, Friends, se è arrivata a questi livelli, deve ringraziare solo se stessa e la sua caparbietà, nel perseguire una strada tutta in salita.

Per celebrare l’arrivo in Italia dell’attrice, che sarà ospite alla 46^ edizione del Giffoni Film Festival, precisamente il 23 Luglio, vogliamo svelarvi dieci curiosità su una delle attrici più apprezzate dalla critica e dal pubblico in questi ultimi 20 anni, recentemente al cinema con la commedia Mother’s Day, insieme a Julia Roberts e Kate Hudson.

Sapete tutto di Jennifer Aniston?

L’arte scorre nel suo sangue
La bellissima Jennifer, nata in California, è cresciuta in ambiente dove l’arte della recitazione era di casa, grazie al padre di origine greca John Anastassakis (americanizzato in Aniston) e la madre Nancy Aniston, attrice ed ex modella. A dimostrazione che l’arte le scorre nelle vene, il fatto che a soli 11 anni è riuscita a far esporre un suo quadro, niente di meno che al Metropolitan Museom of Arts.

Saranno Famosi, era destino?
Divenuta grande, Jennifer si è diplomata al New York’s High School For The Performing. Ma forse non tutti sanno che ha frequentato una scuola particolarmente amata da milioni di ragazzi per il mondo. Sto parlando della scuola conosciuta da tutti come quella di Saranno Famosi, resa celebre dal grande attore e ballerino Lee Roy.

Jennifer si è fermata a Broadway
Tutti gli attori, ad un certo punto della loro carriera, individuano il momento in cui c’è stata l’illuminazione verso il cammino da intraprendere, dal punto di vista professionale. Alla nostra Jennifer Aniston è accaduto durante la rappresentazione del musical Figli di un Dio minore visto in uno dei teatri di Broadway.

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L’umiltà ripaga sempre
Tutti la vedete sempre perfetta, vestita con capi firmati dalla testa ai piedi e sempre in ordine con trucco e capelli, ma forse non sapete che Jennifer ha lavorato come cameriera per la catena di fast food Jackson Hole. Proprio come tantissimi ragazzi, per mantenersi da sola a Los Angeles, città in cui viveva con altri colleghi attori (rimasti i suoi migliori amici) in attesa di spiccare il volo verso il successo.

Il sale della vita sono i “Friends”
Tra i tanti provini ai quali partecipa, tra un turno e l’altro nel fast food, avviene il miracolo. Inizialmente era stata scelta per interpretare il ruolo di Monica Geller, ma in seconda battuta, addetti ai lavori e non, si sono resi conto che il personaggio di Rachel Green era costruito su di lei, dentro e fuori. Dal 1994 è entrata nelle case degli americani e successivamente in quelle di tutte le persone del mondo, con la sitcom Friends, spopolando grazie alla sua comicità e bellezza, tanto da diventare un’icona di stile, merito del suo look studiato ed elaborato. Il successo con questa serie tv è talmente senza precedenti, che nel 2003 la Aniston è riuscita a guadagnare ben 1 milione di dollari a puntata e a vincere il Golden Globe per il ruolo di Rachel.

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L’amore con la “B” maiuscola
Ad una ragazza che mangia pane e popolarità, cosa manca? Magari una persona con la quale condividere tutto ciò. Detto Fatto. Ecco che arriva un sex symbol senza tempo, anche lui biondo con gli occhi azzurri. Brad Pitt è riuscito a far breccia nel cuore della dolce Jennifer, tanto da convolare a nozze nel 2002 a Malibù, alla quale non prese parte la madre Nancy, accusata di aver parlato troppo con i paparazzi.

Jennifer, l’ex moglie dal cuore grande
Sebbene il matrimonio tra Jennifer Aniston e Brad Pitt sia stato uno dei più chiacchierati e ammirati del mondo di Hollywood, il loro rapporto interrotto nel 2005 ha dimostrato che separasi non significa necessariamente farsi la guerra. Lasciata per la collega Angelina Jolie conosciuta sul set di Mr. e Mrs. Smith, la Aniston ha fatto recapitare un mazzo di rose alla nuova compagna dell’ex marito, per complimentarsi di un film da lei diretto.

Social Network? No, grazie
A differenza di alcuni suoi colleghi di Hollywood, è totalmente assente sui social network, perchè non ama mettere in mostra la sua vita privata, in virtù del fatto che nel corso degli anni ha fatto in modo che si parlasse poco di chi le sta intorno e molto dei progetti professionali. La privay per lei è tutto ma quando incontra i suoi fan, sebbene sia impacciata, nell’arte dei selfie (a detta sua) è sempre molto dispobile.

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Friends per sempre
Quest’anno un evento che in molti stavano aspettando, finalmente si è concretizzato e sto parlando della reunion della sitcom Friends, alla quale hanno partecipato tutti, compreso Mattew Perry anche se tramite un video, per impegni a teatro. Jennifer Aniston visibilmente emozionata, è scoppiata a piangere ringraziando Jimmy Burrows per averle regalato l’opportunità di una vita e i suoi 10 anni più belli, reputandolo come un secondo papà. L’amicizia creata sul set della serie tv con il resto del cast è talmente forte, che è la madrina di battesimo di Coco Riley Arquette, figlia di Courteney Cox e David Arquette.

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Una nuova vita in tutto e per tutto
Gli anni che vanno dal 2004 al 2015 (esclusa la separazione con Brad Pitt) è stato il periodo più florido in termini di riconoscimenti mondiali per Jennifer Aniston. Basti pensare al 2004 quando è stata eletta da People la donna più bella del mondo. Al 2007 quando è stata eletta come l’11^ donna più ricca del mondo dello spettacolo ed infine nel 2011 come la donna più sexy di tutti i tempi. Dulcis in fundo, dal 2012 ad Hollywood ha la sua stella sulla Walk of Fame e dal 2015 è legata sentimentalmente e legalmente con l’affascinante Justin Theroux.

Una vita davvero piena quella di Jennifer Aniston ed una carriera che verte all’assoluto successo. In attesa di vedere lei e il suo splendido sorriso il prossimo 23 Luglio al Giffoni Film Festival, vi ricordiamo di rimanere aggiornati con le ultime novità su NewsCinema.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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5 film con un trucco prostetico da Oscar

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Christian Bale- trucco prostetico- newscinema.it

Trucco prostetico- newscinema.it

C’è ancora una parte di Hollywood che piuttosto che spendere milioni in VFX, preferisce ancora i bei vecchi metodi tradizionali. Ecco 5 film che hanno portato nelle sale il miglior trucco prostetico.

Il trucco prostetico ha un ruolo importantissimo all’interno della produzione di un film, è vitale quasi quanto gli attori stessi perché se fatto male, tutto quello che si cercava di esprimere attraverso il film, cade e nemmeno la post produzione può salvarlo.

Ha l’importantissimo compito di trasformare gli attori in personaggi che spesso diventano iconici: si serve, come dice anche il nome, di protesi scolpite o stampate, spesso in lattice o plastilina che i make-up artist usano per realizzare maschere e costumi strabilianti.

In attesa di The Whale

Spesso vengono realizzate al momento sul corpo dell’attore o attrice stesso/a. Ecco perché quando viene il momento di andare in camerino a prepararsi, l’attore potrebbe svegliarsi 6 o 10 ore prima delle riprese per poter essere truccato.

In attesa di vedere al cinema dal 23 Febbraio The Whale con un ottimo trucco fatto a Brendan Fraser per interpretare il protagonista del film di Darren Aronofsky vi ricordiamo alcuni dei miglior trucchi prostetici nei film.

Charlize Theron- Monster

Charlize Theron- Monster- newscinema.it

Charlize Theron- newscinema.it

Monster è un film ispirato alla vera storia della prostituta statunitense Aileen Wuornos che uccise ben 7 uomini prima di essere giustiziata.

Nel film, l’attrice Charlize Theron ha ottenuto diversi riconoscimenti come l’Oscar come Miglior Attrice, anche perché per il ruolo ha dovuto perdere 15 chili e sottoporti ad un trucco speciali che le ha bruciato i capelli e le sopracciglia. Ha indossato anche una protesi dentale.

Gary Oldman- L’ora più buia

Gary Oldman- trucco- newscinema.it

Gary Oldman- newscinema.it

Per il ruolo del primo ministro inglese, Winston Churchill, l’attore premio oscar Gary Oldman si è dovuto sottoporre a 200 ore totali di lavoro: per invecchiare il volto dell’attore infatti, sono state utilizzate dal make-up artist, Kazuhiro Tsuji, delle protesi facciali sul collo, guance, naso e mento.

Oldman ha perfino indossato una parrucca lavorata per riprodurre al meglio il volto del primo ministro britannico. Il risultato penso sia uno dei migliori nella storia del cinema. Oscar al miglior Trucco meritatissimo.

John Hurt- The Elephant Man

The Elephant Man è un film del regista David Lynch del 1980 e racconta la storia di Joseph Merrick colpito dalla sindrome di Proteo e morto nel 1890.

Il lavoro della zona trucco che c’è sopra è strabiliante: per trasformare l’attore infatti, furono utilizzati e studiati i calchi originali della testa, del braccio e del piede di Merrick. Questi infatti vengono conservati ancora presso il London Hospital. Per l’attore anche fu un’impresa ammirevole: doveva sottoporti a oltre sette ore di trucco per indossare la protesi.

Colin Farrell- The Batman

Come non menzionare lo splendido lavoro fatto nel film di Matt Reeves, The Batman, per quanto riguarda il trucco di Colin Farrell nei panni del ‘Pinguino’ .

Il trucco era così fatto bene che l’attore, vagando per il set non veniva riconosciuto nemmeno dai propri colleghi che subito dopo avrebbero dovuto girare uno stock di scene con lui. Per questo ruolo, Farrell ha dovuto subirsi più di 7 ore in sala trucco: la protesi è in lattice ed è stata creata da Mike Marino.

Jacob Tremblay- Wonder

Questo film commuove fino all’inverosimile: Jacob Tremblay infatti, interpreta un ragazzino che convive con la sindrome di Treacher Collins e che ha dovuto sottoporsi a moltissimi interventi per poter riacquisire la vista, l’udito e la parola, causandogli però la malformazione della faccia.

L’interprete di Augey ha solo nove anni e al tempo, indossava una protesi facciale creata da Arjen Tuiten conosciuta anche per il make up del film Il labirinto del Fauno e Maleficent.Nel breackdown del film, si può vedere come l’attore ha dovuto indossare un elmetto meccanico che è stato applicato sulla testa per poter simulare le espressioni delle sopracciglia.

 

 

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Il Sanremo dei cinefili 2023: un film per ognuna delle 28 canzoni in gara

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Sanremo 2023 canzoni film

Sanremo 2023 per cinefili – NewsCinema.it

(in collaborazione con Letizia Rogolino)

Dal 7 all’11 Febbraio 2023 si svolge Sanremo 2023 su Rai 1 e, da inguaribili cinefili, abbiamo pensato di abbinare un film a ognuna delle 28 canzoni in gara. Potete annotarvi i titoli e recuperarli durante o a fine festival se vi va.

Il festival della canzone italiana promette grandi emozioni e tanta musica anche quest’anno. Condotto da Amadeus in compagnia di Chiara Ferragni, Francesca Fagnani, Paola Enogu e Chiara Francini, Sanremo 2023 andrà in onda dal 7 all’11 Febbraio in prima serata su Rai 1.

28 le canzoni in gara che il pubblico e la stampa non vedono l’ora di ascoltare, ma noi amanti del cinema – che della musica in fondo non può fare a meno – abbiamo deciso di vivere Sanremo a modo nostro. In questo articolo, pertanto, abbiamo provato ad abbinare un film al titolo di ognuna delle canzoni dei big che si esibiranno sul palco dell’Ariston quest’anno.

Un film per ogni canzone di Sanremo 2023

Un collegamento immediato, senza tenere conto di tutto il testo della canzone. Abbiamo letto ogni titolo e abbiamo scelto il primo film che ci è venuto in mente per una sorta di associazioni di idee che condividiamo con voi in poche righe.

Potete segnarvi i titoli come consigli di visione, e magari recuperarli o rivederli durante o dopo il festival, se vi va. Quindi che il Sanremo dei cinefili abbia inizio…dirige il regista, canta la celluloide!

Ariete – Mare di guai: Un giorno di Ordinaria Follia (1993)

Ritrovarsi immerso in un mare di guai, dallo stress del traffico cittadino agli imprevisti di una giornata storta che ti divora e ti risputa fuori, mettendo alla prova la tua salute mentale.

La Forma dell'Acqua

La Forma dell’Acqua – Newscinema.it

Gianmaria – Mostro: La Forma dell’Acqua (2017)

La creatura anfibia nata dalla mente di Guillermo Del Toro, è da molti ritenuta ingiustamente mostruosa in quanto limitati alla forma, a differenza di una donna che se ne innamora superando facilmente gli ostacoli di genere.

Anna Oxa – Sali (Canto dell’anima): Sette Anni in Tibet (1997)

Nel film del 1987 di Jean-Jacques Annaud, Brad Pitt è un giovane scalatore tedesco che, mentre sfida l’altezza sfidando le montagne dell’Himalaya, vive una crescita personale e spirituale.

Sette anni in Tibet

Sette Anni in Tibet – Newscinema.it

Giorgia – Parole dette male: Frankenstein Junior (1974)

Tutti ormai conoscono le iconiche sequenze e le geniali battute del capolavoro di Mel Brooks co-sceneggiato insieme al protagonista Gene Wilder, che tra versi e parole indecifrabili segnano un classico della storia del cinema. “Lupo ululà e castello ululì”.

I Cugini di Campagna – Lettera 22: Ladro di Orchidee (2002)

Tra lettere e metacinema si dirama la storia di uno sceneggiatore, a metà tra un blocco creativo ed esistenziale, che involontariamente dà vita a un suggestivo e intricato thriller dal sapore drammatico.

Lazza – Cenere: Firestarter (2022)

Remake del cult datato 1984 con protagonista una giovanissima Drew Barrymore, riadatta una storia fatta di fuoco e superpoteri, con una bimba capace di incenerire ogni obiettivo le si metta davanti, minando la sua quiete e lasciando spazio alla cieca rabbia.

Leo Gassmann – Terzo cuore: La La Land (2016)

Due cuori innamorati che condividono però un terzo amore, quello per l’arte. Un amore intenso che invade l’anima a tal punto da arrivare a sacrificare l’istinto per la ragione. Questo è il capolavoro di Damien Chazelle.

Levante – Vivo: La vita è meravigliosa (1946)

Uno dei lungometraggi più caldi e avvolgenti della storia del cinema spesso associato al Natale, di certo non può scindere il legame innato con la vita, come inno alla positività e alla voglia di trovare l’ottimismo ovunque.

Madame – Il bene nel male: The Departed (2006)

Oltre ad essere il sottotitolo in italiano, ‘il bene e il male’ segna il binomio alla base di questo Scorsese-Movie, dove intrecci thriller e un cast esagerato, pongono l’asticella qualitativa a livelli sorprendenti.

Mara Sattei – Duemilaminuti: Zack Snyder’s Justice League (2021)

Non proprio 2000 ma 242 sono i minuti che sigillano la personale visione della Justice League da parte di Zack Snyder. Un ritmo dilatato e lungaggini evitabili segnano un altro titolo di un autore privo del dono di sintesi.

Barbarian

Barbarian – Newscinema.it

Modà – Lasciami: Barbarian (2022)

Un po’ ironicamente, l’associazione con la sorpresa horror dello scorso anno con questa canzone nasce dal legame morboso tra l’inquietante creatura e la protagonista. La prima non può fare a meno di sentirsi come una madre impossibilitata a lasciare la figlia e la perseguita senza sosta.

Mr. Rain – Supereroi: The Avengers (2012)

I supereroi tra i supereroi, il gruppo che cinematograficamente ha aperto la strada nel 2012 a ciò che oggi è normalità. Il film di Joss Whedon accomuna diversi eroi Marvel già introdotti e ne fa un’esplosiva formula vincente.

Olly – Polvere: Dune (2021)

Di polvere ce n’è da vendere nell’ultimo lavoro di Denis Villeneuve, dove tra deserti e vermoni giganti che li abitano, si delinea un racconto di dinastie capitanato dalla più effervescente tra le giovani star di Hollywood, Timothée Chalamet.

Mad Max: Fury Road

Mad Max: Fury Road – Newscinema.it

Paola & Chiara – Furore: Mad Max Fury Road (2015)

Un’esplosione eccitante e fumosa tra corse in auto e azione tensiva, che vive grazie a una cura tecnica ai limiti della perfezione. Ecco tutto il furore che emana il 6 volte premio Oscar ideato da George Miller.

Rosa Chemical – Made in Italy: House of Gucci (2021)

Cosa c’è di più Made in Italy della moda? Ridley Scott sembra averlo intuito. Servendosi di volti noti come Adam Driver, Lady Gaga, Al Pacino e Jared Leto, ci racconta gli intrighi che sussurrano tra le pareti di casa Gucci.

Sethu – Cause perse: Accattone (1961)

Tragedia e poetica si fondono nel film d’esordio registico di Pier Paolo Pasolini. Una storia di sopravvivenza dove il dramma e l’ironia disegnano il ritratto di un uomo che vaga senza meta, sprecando la propria esistenza fino all’epilogo.

Shari – Egoista: Il Diavolo veste Prada (2006)

Una Meryl Streep calzante come al solito, dipinge i tratti severi di Miranda Priestley, l’iconica direttrice della rivista di moda Runway. Egoismo, tirannia e polso fermo sono linee guida per la crudele e influente donna di successo.

Via Col Vento

Via Vol Vento – Newscinema.it

Articolo 31 – Un bel viaggio: Nomadland (2020)

“Un bel viaggio” che ci ha regalato negli ultimi tempi il cinema è senza dubbio Nomadland di Chloe Zhao con Frances McDormand nei panni di una donna che, dopo aver perso il marito e il lavoro, sperimenta la vita nomade in viaggio da sola per l’America.

Colapesce Dimartino – Splash: Splash – Una Sirena a Manhattan (1984)

Beh, questo collegamento era facile. Il film di Ron Howard con Tom Hanks e Daryl Hannah racconta una storia d’amore impossibile e romantica tra un essere umano e una sirena che lascia l’oceano per amore, scatenando l’isterica curiosità di scienziati e media.

Colla Zio – Non mi va: Il Grande Lebowski (1998)

Il personaggio più pigro del grande schermo che incarna l’espressione “Non mi va” per noi è sicuramente il “Drugo”, lo scapolo fannullone, interpretato da Jeff Bridges nel film dei fratelli Coen, che passa le sue giornate in vestaglia, fumando spinelli e giocando a bowling.

Coma_Cose – L’addio: COCO (2017)

Il dolore e la malinconia dell’addio è il cuore del film d’animazione che trae ispirazione dalla tradizione messicana, affrontando il tema della perdita tra le musiche e i colori del folkloristico e spirituale Dìa de Muertos. Preparate i fazzoletti!

Elodie – Due: CAROL (2015)

Due è un titolo che suggerisce tante storie, ma noi abbiamo associato da subito una storia d’amore. Tra le tante che hanno animato il grande schermo abbiamo scelto quella appassionata e tormentata tra le intense Rooney Mara e Cate Blanchett nel film di Todd Haynes.

Gianluca Grignani – Quando ti manca il fiato: BURIED – Sepolto (2010)

A Ryan Reynolds manca decisamente il fiato nel thriller claustrofobico di Rodrigo Cortes. Un’avventura ad alta tensione di un uomo che si risveglia in una cassa di legno con un accendino e un Blackberry.

LDA – Se poi domani: Via Col Vento (1939)

Domani è un altro giorno” diceva Rossella O’Hara nell’epico ed emozionante kolossal con Viven Leigh e Clarke Gable. Il maggiore incasso nella storia per più di un quarto di secolo e vincitore di ben 10 premi Oscar nel 1940.

Marco Mengoni – Due vite: Face Off (1997)

Nicolas Cage e John Travolta, un terrorista e un agente dell’FBI che si scambiano l’identità per un action movie ad alta tensione diretto da John Woo. Assurdo ma geniale ed è diventato ormai un vero cult.

Tananai – Tango: Ultimo Tango a Parigi (1972)

Sensualità, provocazione, dramma nel film discusso e amato di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider. Un uomo d’affari americano di mezza età incontra una giovane donna di Parigi e tra i due esplode una travolgente relazione sessuale sullo sfondo della romantica capitale francese.

Scemo e più Scemo

Scemo e più Scemo – Newscinema.it

Ultimo – Alba: La città verrà distrutta all’alba (2010)

In un attimo la pacifica cittadina di Odgen Marsh si trasforma in un inferno di sangue e violenza. I cittadini sembrano infettati da un virus che li fa esplodere di rabbia. Adrenalina pura in questo horror di fantascienza con
Timothy Olyphant.

Will – Stupido: Scemo e già scemo (1995)

Jim Carrey e Jeff Daniels sono due folli senza freni in questa commedia diretta da Peter Farrelly. Gag, imprevisti e una comicità vulcanica in perfetto stile anni ’90.

 

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Decision to Leave: la spiegazione del finale | Assumersi le proprie responsabilità

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Una scena di Decision to Leave (fonte: IMDB)

Una scena di Decision to Leave (fonte: IMDB)

Decision to Leave, l’ultimo film di Park Chan-wook (Old Boy, Lady Vendetta) è da pochissimo uscito nelle sale italiane, dopo aver conquistato il pubblico di Cannes. Il suo nuovo film, a metà tra thriller e melodramma, ha lasciato però molti spettatori con diverse domande inevase. Cerchiamo di dare una risposta con l’aiuto dello stesso Park Chan-wook.

Park Chan-wook è un regista che, a differenza di quelli che preferiscono mantenere il mistero attorno alle proprie opere, parla sempre volentieri dei suoi film, offrendo spunti di riflessioni o nuove angolazioni da cui osservare le intricate storie che coinvolgono i personaggi.

È anche il caso di Decision to Leave, nuovissimo thriller che si muove avanti e indietro nel tempo e sceglie molto spesso l’ambiguità anziché la chiarezza. Lo avete già visto in sala e avete alcune domande sul finale? Cerchiamo di dare una risposta insieme allo stesso regista.

Una scena di Decision to Leave (fonte: IMDB)

Una scena di Decision to Leave (fonte: IMDB)

Dopo aver ucciso il suo secondo marito, Seo-Rae si reca su di una spiaggia, scava una fossa nella sabbia e ci si cala dentro, aspettando che la marea la ricopra, così da annegare.

È questa la sua definitiva “decisione di andarsene”. Hae-Jun, dopo aver seguito con attenzione tutti gli indizi, arriva finalmente su quella stessa spiaggia, ma trova soltanto l’auto vuota di Seo-Rae e il suo cellulare. Di lei nessuna traccia.

Seo-rae si uccide perché si è innamorata di Hae-jun – lo dice nel suo messaggio – ma capisce che non potranno mai stare insieme, essendo lei colpevole di omicidio. Allo stesso tempo, però, conoscendo la sua ossessione per i casi irrisolti, decide di lasciarlo con un mistero che non sarà mai in grado di svelare: scoprire esattamente cosa è successo a lei e al suo corpo.

A detta di Park Chan-wook, il suicidio di Seo-Rae è un modo di riconoscere la sua responsabilità come assassina. Il solo agire nei confronti di uno sbaglio che si è commesso assume per Park Chan-wook, quindi per Seo-Rae, una dimensione sacrale. Con l’assassinio del secondo marito, la donna ha protetto la reputazione dell’amato Hae-Jun, e quindi gli unici conti in sospeso da chiudere sono quelli che ha con se stessa.

Il finale di Decision to Leave secondo Park Chan-wook

“I personaggi dei miei film si assumono sempre la responsabilità delle loro azioni, che non sono sempre encomiabili. E per farlo sono disposti a gesti estremi, che qualcuno giudicherebbe anche eccessivi. Ma è proprio quella volontà ad agire nonostante tutto che può essere considerata sacra” ha spiegato Park Chan-wook in una recente intervista.

Una scena di Decision to Leave (fonte: IMDB)

Una scena di Decision to Leave (fonte: IMDB)

Il modo in cui Seo-rae sceglie di espiare la colpa dei suoi omicidi attraverso il suicidio può lasciare gli spettatori malinconici o indispettiti, ma secondo il regista non è tanto il modo in cui il personaggio sceglie di accettare i propri errori ad essere cruciale, bensì il fatto che questo senta una necessità inderogabile su di sé, che non gli permetterebbe ugualmente di vivere.

Nel finale di Decision to Leave, secondo Park Chan-wook, emerge tutta la “differenza tra accettare la responsabilità delle proprie scelte e agire effettivamente in base a tale accettazione”.

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