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Cinema

Amazon Prime Video Italia | Le novità di settembre 2020

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Tra le novità presenti nel catalogo del mese di settembre sulla piattaforma di Amazon Prime ci sono tantissimi titoli da non perdere. Gli abbonati, a partire dal primo giorno, potranno divertirsi nel guardare Serie tv originali Amazon; Serie Tv storiche e nuove; i Film originali Amazon e infine i Film che hanno fatto la storia del cinema del passato e del presente.

Serie Tv originali Amazon

Per questo mese, i titoli delle serie tv originali Amazon sono tre:

The Boys 2 dal 4 settembre. La seconda stagione inizierà con Super e Butcher nel cortile di una casa, proprio come era stato mostrato nel finale della prima stagione. Per chi ha visto la serie, dalla porta esce un ragazzo dai capelli biondi che si presume sia il figlio di Patriota con Becca, scoprendo che anche la moglie di Billy è viva. Tutto ripartirà da questo momento. Vought creerà nuovi Super attraverso il composto V. Ricordatevi però, che Super terrorista si trova ancora in giro.

Fernando dal 25 settembre. Il protagonista del docu-film composto da 5 episodi è il pilota di Formula Uno spagnolo, Fernando Alonso. Attraverso le sue gare più complesse, i suoi titoli mondiali portati a casa e le sue esperienze più importanti, verrà narrata la vita di Fernando. A rendere tutto più interessante anche le dichiarazioni di persone molto vicine al pilota quali il manager Luis Garcìa Abad, la sorella Lorena, la compagna Linda Morselli e tanti altri colleghi che hanno avuto modo di condividere la pista e i box insieme a lui.

Doom Patrol 2 dal 28 settembre. Gli eroi più strampalati della DC si trovano a dover fronteggiare una nuova forza che sta condizionando il mondo. Dopo aver sconfitto Mr. Nobpdy si trovano in versione miniature all’interno di una pista per gare di macchine. Intanto, non mancheranno i drammi dei vari protagonisti che compongono la squadra, rimasti traumatizzati anche dalle esperienza del passato. Ci sarà un nuova aggiunta al cast e al team, Dorothy Spiner, dotata di poteri sovrannaturali e misteriosi.

Leggi anche: Blumhouse | ecco le prime informazioni sui film in arrivo su Amazon Prime Video

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Serie Tv storiche e nuove

Le serie tv inserite all’interno del vasto catalogo di Amazon Prime comprende delle novità e delle vecchie conoscenze che hanno rappresentato un punto di riferimento per diverse generazioni:
Buffy L’Ammazza vampiri; Call the Midwife; Lost; The Americans dal 1° settembre.
Criminal Minds (14^ stagione) dall’ 8 settembre.
Fargo dal 10 settembre.
The Good Fight dal 14 settembre.
Fear the Walking Dead dal 15 settembre.
Le nuove avventure di Lupin III dal 16 settembre.
I Griffin dal 18 settembre.

Film originali Amazon

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My Spy dal 3 settembre. L’agente della CIA JJ, è un uomo glaciale, privo di emozioni nella sua vita si imbatte Sophie, una ragazzina di 9 anni che scopre che sta lavorando sotto copertura per una famiglia. Per far in modo che il suo piano non salti, decide di scendere a patti con la bambina. Lei manterrà il segreto in merito alla sua vera identità, mentre lui dovrà insegnarle come diventare una spia perfetta.
JJ riluttante inizialmente nell’aver a che fare con una ragazzina alla fine è costretto ad accettare, rimanendo sorpreso dal talento innato di Sophie.

All In: The Fight For Democracy dal 18 settembre. Al centro del film c’è la cosiddetta ‘voters suppression’, mostrando le esperienze personali di chi parla con l’attivismo politico moderno, che ha coinvolto la democrazia americana. Questo documentario mette in luce uno sguardo all’interno delle leggi, con gli sbarramenti per i voti rappresentando una delle minacce più concrete alla democrazia degli americani.

The Postcards Killings dal 25 settembre. Il detective americano Jacob Kanon dopo la morte improvvisa della figlia e del genero, durante la loro luna di miele a Londra, non riesce a darsi pace. Come è stato possibile non delitto del genere, per quale motivo? La loro morte è stata provocata dalla stessa mano di questo serial killer che sta terrorizzando l’Europa? A quanto pare, altre coppie sono state vittime di questo spietato assassino, il quale ha inviato una cartolina a un giornale locale, dopo ogni delitto. Riuscirà Jacob a vendicare i suoi cari e mettere in prigione il killer?

Leggi anche: Figli | La recensione del film disponibile su Amazon Prime Video

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I Film del passato e del presente

E infine, per concludere questa guida alle novità presenti su Amazon Prime, vi segnaliamo i nuovi film che hanno contribuito positivamente alla storia del cinema e quelli usciti da pochissimo tempo.
I Magnifici 7 dal 1° settembre.
Millennium – uomini che odiano le donne dal 3 settembre.
Benvenuti a Marwen dall’ 11 settembre.
Bushwick dall’11 settembre.
Sonic – Il Film dall’11 settembre.
Dragon Trainer dal 25 settembre.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

Cinema chiusi fino al 24 novembre: una decisione evitabile?

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Il mondo del cinema non ci sta. A differenza di quanto accaduto con il primo lockdown, questa volta gli esercenti e i lavoratori del settore alzano la voce, sostenendo che sia ingiusta la chiusura delle sale cinematografiche, ritenute luoghi sicuri dopo l’attuazione di tutte le misure di distanziamento e per il contenimento dei contagi e chiedono al governo con appelli e petizioni di fare un passo indietro per non privare della cultura i cittadini in una fase così difficile e non mettere definitivamente in ginocchio un comparto già duramente provato. Quello che però in pochissimi si stanno domandando è se chiudere non sia un’opzione migliore per le sale, dando per buoni (e per sufficienti) gli aiuti annunciati dal governo.

I cinema sono luoghi sicuri. E allora perché chiudono?

Innanzitutto una constatazione doverosa: le sale sono luoghi in cui il rischio di contagio è molto limitato. Assicurare il distanziamento è facile, le mascherine vanno indossate sempre, anche durante il film, e in caso di focolai (mai verificatisi, secondo un’indagine degli esercenti stessi) è molto facile tracciare i possibili contagiati perché i posti sono assegnati e numerati (con registrazione degli spettatori all’ingresso). 

Il punto però non sembra essere questo. La decisione della chiusura non è stata presa dall’esecutivo considerando le sale come luoghi pericolosi, ma con lo scopo di alzare il livello di allarme diffuso e di modificare i comportamenti in termini di mobilità e di socialità. Più luoghi vengono chiusi, meno occasioni ci sono per le persone di uscire di casa. A ribadirlo è stato lo stesso ministro Dario Franceschini, intervenuto per rispondere alle critiche delle associazioni di categoria: “La chiusura delle attività dove si ritrovano molte persone non è stata legata a una scelta gerarchica, di importanza, sarebbe assurdo, ma è derivata dall’esigenza di ridurre la mobilità delle persone”.

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Compromesso politico

Nelle ore immediatamente antecedenti alla firma del Dpcm, un duro scontro è stato documentato dalla stampa tra il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e il responsabile della cultura Franceschini. Fonti di governo hanno descritto Spadafora furente per la decisione di chiudere palestre e piscine. Il ministro dello sport avrebbe rimarcato con forza le spese sostenute dagli imprenditori del settore per adeguarsi alle norme anti-Covid, nonché le centinaia di controlli portati avanti dai Nas con zero sanzioni all’attivo. Il ministro avrebbe inoltre rimarcato l’assenza di focolai nati in queste strutture da maggio ad oggi (una situazione non differente, sulla carta, da quella dei cinema). 

Le pressioni per chiudere le palestre sarebbero giunte dall’ala “rigorista” del governo, quella che auspicava le misure più stringenti, che ha proprio in Franceschini uno degli esponenti principali. Il compromesso sarebbe stato quindi questo: riservare parità di trattamento davanti all’evidenza di eguali rischi. In sintesi: se chiudiamo palestre e piscine, allora giù le saracinesche anche di cinema e teatri.

Il problema della programmazione

Ma c’è un ulteriore elemento di riflessione. Quando dietro grandi pressioni le sale cinematografiche riaprirono in seguito al primo lockdown, molti esercenti scelsero di non farlo (la prima riapertura significativa e generalizzata si ebbe a luglio). Il motivo? Non c’erano film appetibili per il grande pubblico da programmare, dal momento che nessuna distribuzione voleva far uscire i propri titoli per non incassare niente. Se le sale restassero aperte oggi, i film ci sarebbero? Quelli americani, gli unici in grado di richiamare davvero un ampio pubblico, no. Non ci sono da mesi e non ci saranno fino al 2021. E se nelle ultime settimane era diventata chiara l’intenzione del cinema italiano di stimolare il ritorno in sala degli spettatori con film più importanti, quelli di maggiore richiamo, non è detto che sarebbe stato ancora vero con un Paese in semi-lockdown e dopo, magari, un primo weekend deludente.

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Cinema

Borat Subsequent Moviefilm | il feroce ritorno di Sacha Baron Cohen

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Una doverosa premessa. Borat: Subsequent Moviefilm fa ridere. E farà ridere tutti quelli che apprezzano l’umorismo di Sacha Baron Cohen, fondato sul fastidio e l’imbarazzo, il cui obiettivo principale è quello di spingere sul ribrezzo e la vergogna per mettere a disagio lo spettatore facendogli vedere cose che non vuole vedere. Non potendo contare sulla stessa forza dirompente del primo film, ma dovendosi basare su meccanismi umoristici ormai ampiamente sdoganati (anche dallo stesso Baron Cohen), il sequel di Borat sceglie di approfondire maggiormente la propria componente narrativa (cioè quella che fa da collante tra le varie gag).

Il ritorno di Borat

Sacha Baron Cohen sembra aver compreso benissimo che il senso ultimo di questo secondo film non può essere lo stesso del precedente. Se il primo tirava fuori il peggio dell’America, rendeva esplicito un razzismo spesso latente e malcelato, adesso, dopo l’elezione di Trump, una grande maggioranza della popolazione statunitense non sembra avere più timore nel mettere in luce il lato peggiore di sé. Anche lo spettatore, quindi, “anestetizzato” rispetto all’utilizzo di determinati stereotipi e di luoghi comuni offensivi nei confronti delle minoranze etniche e delle donne, non si scandalizza più.

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È sul femminismo, il tema del momento, che il nuovo film punta tutto. Borat deve portare in regalo una scimmia al vice di Trump, ma nel viaggio si imbuca sua figlia, che lui tratta come meno di zero perché donna. Decide quindi di darla in dono. Prima a Mike Pence e poi a Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e avvocato personale di Trump.

La principale novità: Tutar Sagdiyev

È Tutar Sagdiyev il motore di tutto. Il personaggio compie nel corso del film un percorso di emancipazione paradossale: da schiava costretta a vivere in gabbia (comprata da un accondiscendente commerciante che consiglia a Borat le bombole di propano più utili per poter asfissiare degli zingari) fino a giornalista “brava come suo padre”. Il punto però è sempre lo stesso: interagire con le persone comuni e mostrare quanto sia facile esporre il loro lato più assurdo davanti ad una videocamera. Come per gli scherzi migliori, l’umorismo sta già nell’idea, prima ancora di capirne le conseguenze. Le situazioni create da Sacha Baron Cohen già da sole dicono qualcosa che è così paradossale da suscitare la risata indipendentemente dalla riuscita della gag.

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Un film più feroce

Prendere in giro i bigotti e i razzisti dell’era Trump è davvero un atto sovversivo o un modo per insultare i propri nemici senza provare a comprenderne l’irrazionalità? A questa domanda, che molti spettatori potrebbero porsi, Sacha Baron Cohen decide di rispondere con una ferocia decisamente più visibile rispetto a quella del primo film. Rivendica il diritto ad attaccare frontalmente queste persone, ridicolizzando senza remore quella fetta del popolo americano ancorato a idee estreme.

Nonostante la cattiveria, Borat: Subsequent Moviefilm riesce a trovare il massimo della tenerezza nel massimo del grottesco. Rimarrà impressa a lungo la scena (esilarante e commovente allo stesso tempo) in cui il personaggio di Sacha Baron Cohen, travestito da “giudeo”, con il naso lungo e le sacche di soldi sotto il braccio, cerca un “conforto” da Judith Dim Evans, una sopravvissuta all’olocausto che ha dedicato gli ultimi anni della sua esistenza all’educazione e alla sensibilizzazione.

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Mission Impossible 7 | le riprese con Tom Cruise continuano a Venezia

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Continuano senza stop le riprese del settimo capitolo del film Mission Impossible con protagonista Tom Cruise nuovamente nei panni dell’agente Ethan Hunt. Grazie agli scatti che potrete vedere al centro della pagina, avvenuti a opera di Stefano Mazzola, l’attore rigorosamente con la mascherina durante i momenti di pausa, ha salutato tutte le persone accorse lì per lui.

Tom Cruise e le riprese a Roma

Come vi abbiamo mostrato qualche settimana fa, la squadra di Mission Impossible 7 è tornata in Italia, per riprendere a girare a Roma, dopo lo stop forzato del marzo scorso a causa del coronavirus. Cruise diretto dal regista Christopher McQuarrie e dal resto del cast per alcune settimane ha ‘bloccato’ il cuore di Roma, girando molte sequenze d’azione nel Rione Monti e ai Fori Imperiali.

Tra un inseguimento e un altro per le vie del centro, tutta la squadra si è mossa verso il nord Italia, per approdare nella suggestiva Venezia, come viene mostrato in questi scatti.

Leggi anche: Mission Impossible 7 | video dal set a Roma in esclusiva per NewsCinema

Leggi anche: Tom Cruise nello spazio per il prossimo film | svelata la data di partenza

Mission Impossible 7 direzione Venezia

Come era stato preannunciato mesi e mesi fa, nonostante il periodo delicato che il nostro Paese sta attraverso a causa del COVID-19, tutta l’equipe si è spostata a Venezia. Tom Cruise insieme a Pom Klementieff, Hayley Atwell e Simon Pegg, in questi giorni saranno presenti nei tipici canali della città lagunare, per girare le ultime sequenze d’azione, prima di tornare negli Stati Uniti.

Il debutto nelle sale americane del settimo film è previsto per il 19 novembre del 2021. Di conseguenza, l’ottavo già in programma, dovrebbe arrivare agli spettatori di tutto il mondo dal 4 novembre del 2022.

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