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Biografilm 2015: Samsara Diary, un viaggio in cerca di un padre

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Samsara Diary, un documentario intimo ed universale allo stesso tempo sulla relazione padre-figlio e sulla ricerca estrema dello sviluppo spirituale, è una delle preziose sorprese che ci ha riservato il programma 2015 del Biografilm Festival di BolognaRamchandra Pace, giovane filmaker già operatore premiato e riconosciuto per Greenpeace, Al Jazeera, Pupi Avati, ed ora nel team di Michele Santoro, ha messo tutto se stesso nella realizzazione di questo particolarissimo documentario autobiografico, suo primo lungometraggio. Cronaca e riflessione sul suo viaggio alla ricerca del padre, è costruito attraverso un incredibile lavoro di analisi e cucitura di decine di ore di video riprese nell’arco di trent’anni, oltre che su nuovo materiale appositamente girato, impegno non a caso intrapreso mentre l’amatissima compagna Stefania era in attesa del loro primo figlio. È una storia intensa, che vale la pena di raccontare, nell’attesa che il documentario trovi una sua strada distributiva, che davvero merita.

Ramchandra nasce a Roma nel 1978, nel pieno di quel fermento hippy che porta tanti giovani a sperimentare tra mille contraddizioni forme di vita comune, stupefacenti, viaggi verso Oriente alla ricerca di sé. Alessandro, il padre, si è costruito con le proprie mani la casa in cui vive con la mamma di Ram, la prima figura che, come una meteora, prenderà presto una strada differente, rinunciando a vivere il suo ruolo materno e lasciando il bambino con questo babbo davvero particolare. Alessandro si divide tra il lavoro e la comune, coinvolgendo il figlio nel suo viaggio verso la spiritualità hindu ed in uno stile di vita alternativo e affascinante per il ragazzino, fino a quando (dopo l’abbandono da parte della nuova compagna con la piccola Sita, sua seconda figlia) all’improvviso prende la più estrema delle decisioni: partire definitivamente per l’India ed unirsi ai Nath, monaci rinunciatari devoti al culto di Shiva e Kali, per l’Occidente “santoni”, per gli indiani presenze importanti e rispettate, custodi di un’antichissima tradizione.

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Ram ha soltanto sedici anni, e nel suo quotidiano si apre un vuoto tanto grande quanto forte e pregnante era la presenza del padre. A Roma restano soltanto il Duni, sacro fuoco che sempre va custodito, la variopinta comunità di personaggi che ruota intorno alla casa, una nonna affettuosa: lettere e piccoli video lo raggiungono sporadicamente dall’Oriente. Un viaggio in India, realizzato con i primi guadagni, lo riporta infine di fronte al padre dopo due mesi di ricerche in lungo e in largo per il subcontinente: ma il vecchio Alessandro non c’è più, è diventato Krishna Nath, il Baba, un guru, e Ram torna a casa per costruire con le sue forze una vita autonoma, pensando di non vederlo mai più.

Provvederà il governo indiano, diversi anni dopo, a riportare in Italia il padre, con un provvedimento di espulsione a causa dei documenti scaduti. E qui Krishna Nath fa una scelta forte, e non casuale: ritorna proprio a Roma, nella sua grande casa, dove ci sono il figlio e la mamma anziana, una donna ironica e dall’irresistibile disincanto romanesco, per costruire e  fondare il primo tempio italiano di Kali. E dove, se non nel giardino di casa? Con i lunghissimi dreadlock attorcigliati sul capo, l’orecchio forato, la tunica arancione, Baba Pace si aggira per Roma, coinvolgendo con la sua irrefrenabile energia tante persone in questa nuova avventura.  La vita di Ram, già sconvolta dall’assenza del padre, ora è nuovamente scompigliata dal suo ritorno, dal sorgere del tempio, dall’arrivo di frotte di devoti indiani che finalmente trovano il loro guru a due passi dal raccordo anulare… Come gestire questo enorme bagaglio di emozioni, questo risentimento, quando si sta per diventare a propria volta padre? Come uscire da questo confronto temuto e cercato, dai vuoti e dai pieni creati da una figura così forte, così visibile, così estrema? Cosa ha significato la solitudine di Ram, un crudele abbandono o l’estrema prova di libertà lasciata dal padre? Laicità e spiritualità sono davvero così distanti da non potersi riunire armoniosamente nella vita di Ram? Le domande che la visione lascia affiorare sono infinite, e il pubblico le accoglie con coinvolgimento ed immedesimazione.

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Il film ripercorre con ammirevole equilibrio un percorso di vita costellato da enormi contraddizioni, che sembrano riproporre in scala minore il caleidoscopio di apparenti contraddizioni della cultura indiana stessa. La grande qualità di Ramchandra Pace risiede proprio in questa sua istintiva capacità di sintesi, nel sapere trovare il suo personale filo in una storia immensa per quantità di episodi di vita, di personaggi, di materiale girato in chissà quanti formati diversi da uniformare, restaurare, correggere, montare. E anche se Krishna Nath sembra strabordare da ogni inquadratura, il filo è saldamente nella mente e nel cuore del figlio, che racconta innanzitutto il suo percepito, le sue emozioni e reazioni, narrando in realtà se stesso in rapporto a questo uomo così particolare. Il suo approccio è intenso ed autoironico al tempo stesso, con una forte capacità di avvicinarsi all’essenziale, ed al contempo di scegliere episodi e scene che per il ritmo dei dialoghi rendono il film godibile quanto una fiction. La nonna dalle battute ironiche e sferzanti, che però si trasferisce con gioia nella casa comunità insieme al figlio ritrovato, l’anziano e pittoresco Baba Cesare, gli indiani devoti, sono soltanto alcuni dei tanti personaggi particolari che animano di vivacità il documentario.

Ramchandra Pace e Krishna Nath, intervenuti alla proiezione, hanno aggiunto con la loro presenza forza particolare ad un docufilm che già toccava per la sua disarmata sincerità, lasciando trasparire la forza di un legame che appare davvero intenso e amorevole, al di là di qualunque definizione i due protagonisti diano di sé e delle loro vite. Il figlio dimostra con il suo lavoro la capacità di riflettere in maniera creativa e positiva sul proprio risentimento, sul senso di tradimento di quella fiducia immensa che aveva riposto in suo padre, in cerca di un’armonia interiore nel momento in cui si affaccia egli stesso alla paternità, e di un suo spazio autonomo ed individuale rispetto alla figura ingombrante del babbo; il padre intanto, con il suo ritorno e la sua presenza, ripercorre su un altro piano i passi del ciclo della sua esistenza, e con il suo sguardo amorevole e fiero del proprio figlio ci fa pensare non tanto che, come afferma nell’intenso confronto con Ram ripreso dal documentario, Alessandro Pace sia morto e ora ci sia il guru, ma che nel cuore più ampio del guru ci sia ora davvero posto anche per il suo essere padre. E questa storia di un padre e di un figlio apparentemente così lontana dalle tante vicende familiari italiane, proprio per la sua dimensione così estrema si propone come uno specchio universale e prezioso, per indagare le tematiche di relazione tra padri e figli.  Per saperne di più su Krishna Nath e le sue attività: http://www.kalimandir.it/Il blog di Ramchandra Pace: https://rampace.wordpress.com/

TRAILER

Autrice per Newscinema della rubrica Fuoriscena, insieme con l’illustratore Giovanni Manna, scrivo racconti per ragazzi dove immagini e testo si intrecciano indissolubilmente… non assomiglia al cinema? Vedere un bel film, o una mostra d’arte, è un piacere che va assolutamente raccontato, ovviamente su Newscinema!

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Biografilm Festival

Diego Maradona, aperte le prevendite per il film evento di Asif Kapadia

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diego maradona stadio san paolo@alfredo capozzi

Arriva nelle sale l’attesissimo Diego Maradona firmato da Asif Kapadia. Con interviste esclusive a Diego Maradona e immagini tratte dal suo archivio personale di oltre 500 ore di filmati mai visti prima, il film narra la storia di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi.

Diego Maradona di Asif Kapadia, che nel 2016 con Amy, il documentario su Amy Winehouse, si è aggiudicato il Premio Oscar® per il miglior documentario, sarà distribuito nei cinema italiani solo il 23, 24, 25 settembre da Nexo Digital e Leone Film Group (elenco sale su www.nexodigital.it). Ad ospitare l’anteprima italiana di Diego Maradona sarà il Biografilm Festival il prossimo 8 giugno. E proprio dal giorno successivo, domenica 9 giugno, apriranno ufficialmente le prevendite per l’evento di settembre, che in Campania verrà proposto con un’intera settimana di programmazione.

Diego Maradona è la storia di un ragazzino povero e senza istruzione cresciuto in una baraccopoli: la sua sorprendente eccellenza lo fa diventare una stella assoluta, elargendogli ricchezze incalcolabili, fama mondiale e status degno di una divinità. Tuttavia, gli mancano gli strumenti per gestire una celebrità simile. Ogni trionfo della sua vita sembra avere un esito disastroso – anche se di solito finisce per uscirne vincitore perché, come fa notare Kapadia: “È così sveglio e scaltro. Non importa quante volte fallisce, si rialza sempre e va avanti. Com’è possibile che una persona con le sue origini passi tutto quello che ha passato lui senza risentirne?”. Anche se Maradona subisce una serie di sconfitte, continua a combattere. “È un vero lottatore” prosegue Kapadia “e la sua è una storia che morivo dalla voglia di raccontare”. Diego Maradona è un’icona, un eroe latino, un uomo di cui moltissimi suoi compatrioti sono terribilmente orgogliosi. Affronta giganti europei, rovesciando potenze come la Juventus, il Milan e l’Inter con la sua eccellenza sportiva. A Napoli diventa simile a un semidio. “Eppure in qualche modo non riesce mai ad integrarsi del tutto”, dice Kapadia. “Ha tanta rabbia che si porta dentro e tutti i suoi problemi e le sue difficoltà derivano, credo, dal suo non essere preparato alla celebrità”.

Agli inizi degli anni Ottanta, non avendo mai vinto lo scudetto, la Società Sportiva Calcio Napoli viveva un periodo particolarmente difficile, vantando però una tifoseria senza eguali per passione e dimensioni. Poi, il 5 luglio 1984, Maradona arrivò al Napoli con un ingaggio record e per sette anni scatenò l’inferno. Il genio assoluto del calcio mondiale e la città più imprevedibile d’Europa si dimostrarono un connubio perfetto: Diego Maradona era stato benedetto sul campo e trattato come un Dio fuori di esso. Il carismatico argentino trascinò infatti il Napoli al suo primo scudetto. Era il 1987 e quello fu un evento epocale. Ma c’era un prezzo da pagare perché, finché fece miracoli in campo, a Diego fu concessa ogni cosa, ma quando la magia svanì, divenne prigioniero della sua stessa città.  Forse perché, come spiega il preparatore atletico di Diego, Fernando Signorini, Diego non ha nulla a che fare con Maradona ma Maradona trascina Diego ovunque lui vada.

Il docu-film sarà distribuito in Italia da Nexo Digital e Leone Film Group con la collaborazione dei media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Corriere dello Sport e Tuttosport, Rockol.it.

Diego Maradona è una produzione On The Corner Films con un team pluripremiato: Asif Kapadia alla regia, James Gay-Rees come produttore, Chris King al montaggio, Antonio Pinto a firmare la colonna sonora. Il film vede tra i suoi produttori anche Paul Martin (Ronaldo).

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Biografilm Festival – International Celebration of Lives torna dal 7 al 17 giugno a Bologna

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biografilm festival 2019 moviedigger

Torna a Bologna dal 7 al 17 giugno Biografilm Festival – International Celebration of Lives, il festival che indaga le nuove tendenze del film e del documentario. Biografilm ha sempre riservato una particolare attenzione per i racconti di vita, e in questa nuova edizione la biografia è protagonista più che mai, con tante attesissime anteprime di film capaci di ritrarre i più grandi protagonisti dell’arte e della cultura mondiali.

I DOCUMENTARI

Da Diego Maradona, l’attesissima anteprima italiana del film di Asif Kapadia presentato a Cannes che sarà introdotto dal suo stesso regista, al Festival anche per tenere una masterclass ai ragazzi della Bio School, a What’s my name – Muhammad Ali di Antoine Fuqua, il documentario HBO su uno dei più grandi campioni della storia dello sport. Dall’ artista contemporaneo Christo, protagonista di ChristoWalking on water di Andrey M. Paounov, a Werner Herzog, che presenterà il suo ultimo film Meeting Gorbachev, un’intervista esclusiva all’ex Presidente dell’Unione Sovietica.
Fil rouge che tiene insieme diversi dei film selezionati al Festival sarà l’indagine e la scoperta dell’amore ai tempi dell’era digitale. Tra documentario e fiction, la selezione ufficiale di Biografilm cercherà di esplorare quali sono le nuove dinamiche di “dating” dei millennial e in che modo sono cambiati gli equilibri delle relazioni tra le persone nell’epoca del web 2.0. Fra questi titoli, anche Jonathan Agassi Saved my life di Tomer Heymann, Mating di Lina Maria Mannheimer e Searching Eva di Pia Hellenthal.
Grandi titoli anche per il cinema documentario italiano: dall’anteprima mondiale di KEMP di Edoardo Gabbriellini, un ritratto esclusivo di Lindsey Kemp, uno degli artisti più visionari del Ventunesimo secolo, all’Anteprima Italiana di La scomparsa di mia madre di Beniamino Barrese, una preziosa testimonianza su sua madre, la modella, giornalista e accademica della moda Benedetta Barzini, o ancora a Dicktatorship – Fallo e basta! di Gustav Hofer, Luca Ragazzi. Tra i talenti bolognesi, c’è grande attesa per l’anteprima di Vivere che rischio di Alessandro Rossi, Michele Mellara su Cesare Maltoni, pioniere della ricerca sul cancro che con la sua passione ha cambiato le sorti dell’umanità intera, ma anche su Ottanta! Riflessioni di Romano Prodi di Francesco Conversano, Nene Grignaffini, due registi che dagli anni Settanta portano avanti con orgoglio la bandiera del cinema documentario sul territorio di Bologna.

LA FICTION

Grande attenzione sarà rivolta alla produzione cinematografica di fiction di un Paese in particolare, con il Focus Francia, realizzato in collaborazione con UniFrance. Tra i film più attesi: Premières vacances (La prima vacanza non si scorda mai) di Patrick Cassir; Mon Bébé (Selfie di famiglia) di Lisa Azuelos; Celle que vous croyez (Il mio profilo migliore) di Safy Nebbou, film d’apertura di Biografilm 2019; Yves (Tutti pazzi per Yves) di Benoît Forgeard, fresco dalla Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes; Deux Fils, l’esordio alla regia di Félix Moati (il protagonista di Cherchez la femme – Due sotto il burqa). Ma il cinema di fiction sarà protagonista anche con titoli provenienti resto del mondo, come Divino Amor di Gabriel Mascaro e Monos di Alejandro Landes, ma anche con un secondo titolo di Herzog: Family Romance, LLC, presentato in Concorso al Festival di Cannes.

GLI OMAGGI

In occasione del suo trentesimo compleanno, Biografilm dedicherà a Fandango, la casa di produzione fondata nel 1989 da Domenico Procacci, un omaggio speciale, con la proiezione di 8 film che hanno fatto la storia del cinema italiano e che ne hanno portato alto il nome nel mondo, cui seguirà un incontro con i registi. Tra questi, anche Diaz – Don’t clean up this blood di Daniele Vicari e Smetto quando voglio di Sidney Sibilia, che saranno protagonisti di due masterclass con i ragazzi della Bio School.
Tra gli omaggi spicca anche la casa di produzione Participant Media, presente al Festival con alcuni grandi titoli del suo listino: An  Inconvenient Truth (2006), Aquarela (2018), Green Book (2018), Roma (2018) e con 3 anteprime: l’Anteprima Italiana di American Factor0y  di Steven Bognar, Julia Reichert e di Watson di Lesley Chilcott e l’Anteprima Internazionale di Slay the Dragon di Chris Durrance, Barak Goodman.

Dopo Ambulante, Telluride e DOK Leipzig, Biografilm dedica un omaggio anche a un altro grande festival internazionale: il Sundance Film Festival, da sempre grande fucina del cinema indipendente di qualità che Biografilm vuole portare a Bologna. Fra i vari titoli presenti quest’anno in selezione a Biografilm provenienti dal Sundance, anche Love, Antosha di Garret Price; Cold Case Hammarskjold di Mads Brügger (cui il Biografilm dedicherà una retrospettiva); One child nation di Nanfu Wang, Jialing Zhang.

Tra gli altri omaggi, grande spazio sarà dedicato alla regista Costanza Quatriglio, tra le voci più interessanti del cinema documentario italiano contemporaneo, vincitrice del Nastro d’Argento nel 2013 per Terramatta e nel 2015 per Triangle. Per l’occasione, saranno proiettati i suoi film: ÈCOSAIMALE? (2000), L’Isola (2003), Racconti sull’isola (2003), Comandare. Una storia zen (2004), Il mondo addosso (2006), Terramatta (2012), Con il fiato sospeso (2013), Sembra mio figlio (2018).

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Biografilm Festival

Biografilm 2018: tutti i vincitori del festival bolognese

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Mercoledì 20 giugnoalle 19.30 presso l’Oratorio S. Filippo Neri si svolgerà lacerimonia di premiazione della 14esima edizione di Biografilm Festival.

Presenzieranno alla serata, tra gli altri, come ospiti d’onore, l’attore Marcello Fonte, premiato con la Palma d’Oro a Cannes 2018 per la sua interpretazione in DOGMANdi Matteo Garrone, il compositore britannico Micheal Nyman, collaboratore di lungo corso di Peter Greenaway e autore delle musiche di MCQUEEN, presentato in anteprima italiana a Biografilm 2018, e il direttore della fotografia Ed Lachman, honorary boarder del festival, Celebration of Lives nel 2013.

Nel corso della serata, saranno assegnati sia i premi del pubblico per tutte le sezioni del festival che i premi della Giuria del Concorso Internazionale (tra cui il Best Film Unipol Award | Biografilm Festival 2018e il premio Hera “Nuovi Talenti”) e della giuria Biografilm Italia (tra cui il Best Film Yoga Award | Biografilm Italia 2018).

Ecco di seguito l’elenco completo dei premi delle giurie:

Biografilm 2018: Premi delle Giurie

CONCORSO INTERNAZIONALE

La Giuria del Concorso Internazionale composta da Bianca Oana (Presidente di giuria e produttrice del film Orso d’OroTOUCH ME NOT), Sou Abadi(regista di SOS A TEHERAN e DUE SOTTO IL BURQA), David Batty (MY GENERATION), Elena di Gioia (ideatrice e curatrice di eventi teatrali) e Andrea Pallaoro (MEDEASeHANNAH).

ha assegnato i seguenti premi:

– Best Film Unipol Award | Biografilm Festival 2018
premio della giuria al miglior film del Concorso Internazionalea:
· MINDING THE GAP di Bing Liu
Motivazione: «Grazie alla sua intensa sensibilità, alla sua profonda visione della natura umana e al suo estremo coraggio, quest’opera prima ha fatto breccia nel cuore dei giurati, esplorando un tema pieno di insidie senza mai cadere in trappola. Siamo stati colpiti e ispirati dalle mille sfaccettature dei protagonisti e dal modo compassionevole e onesto con il quale sono stati rappresentati, privi di qualsiasi filtro. Ci ha dato modo di riflettere sulla condizione dell’individuo che non può fare a meno di essere plasmato a immagine del proprio contesto e della propria comunità e ci ha illuminato su cosa significa essere alla ricerca di una propria individualità rimanendo parte di un gruppo. Un ultimo, ma non per questo meno importante, aspetto che ci ha colpito di quest’opera è stato l’uso magistrale della fotografia nel rappresentare lo skateboarding come una metafora per una bellezza esteriore e una libertà interiore

Foto di Giulia Azzini

– Premio speciale della Giuria Hera Nuovi Talentia:
· MATANGI / MAYA / M.I.A. di Steve Loveridge
Motivazione: «Siamo grati di aver avuto l’opportunità di conoscere un’artista così complessa, che attraverso la musica, la moda e la produzione cinematografica esprime la sua forte personalità che trascende le frivolezze e i consueti stereotipi dei media nel mondo del Pop. Il regista ha collaborato con successo con la sua protagonista, mescolando filmati d’archivio a materiale personale, creando un nuovo stile fresco e non lineare. Il risultato è un complesso, genuino e maestoso ritratto che rivela come l’arte e la musica siano potenti strumenti di espressione sia politica che personale.»

– Life Tales Award | Biografilm Festival 2018
premio della giuria al più travolgente racconto biografico del Concorso Internazionale a:
· LOVE IS POTATOES di Aliona van der Horst
Motivazione:«Questa storia si sviluppa come un classico romanzo russo e più ci addentriamo in essa più è impossibile uscirne. Ammiriamo la visione creativa della regista e l’approccio con il quale si addentra nel passato di sua madre, aprendo un vero e proprio vaso di Pandora, esaminando attentamente ogni oggetto che si trova al suo interno. La Giuria riconosce il potente valore artistico di questa storia familiare che, attraverso le straordinarie animazioni di Simone Massi, rivela una più vasta e profonda narrazione e ci invita a riflettere sulla duratura eredità della storia

– Life Dignity Award a:
· ON HER SHOULDERS di Alexandria Bombach
Motivazione:«La Giuria sostiene Nadia Murad Basee Taha e Murad Ismael nel loro eccezionale lavoro nell’ambito della Giustizia Sociale. La loro altruista, risoluta e inarrestabile battaglia per la preservazione dell’identità degli Yazidi non solo ci commuove, ma ci obbliga a confrontarci con il collettivo silenzio che aleggia intorno agli atti genocidi.»

GIURIA BIOGRAFILM ITALIA
Dichiarazione della Giuria: «La Giuria di Biografilm Italia 2018 è rimasta profondamente colpita dalla diversità, l’elevata qualità e varietà dei film italiani selezionati. Pur dovendo confrontarsi continuamente con grandi difficoltà finanziarie, i registi sono riusciti non solo a realizzare risultati eccezionali, ma anche a diffondere messaggi di grande importanza sulla società contemporanea

La Giuria di Biografilm Italia composta da Martichka Bozhilova (Presidente di giuria fondatrice e direttrice del Balkan Documentary Center), Simone Catania (regista, produttore e montatore)e OTTO GABOS(fumettista).

ha assegnato i seguenti premi:

– Best Film Yoga Award | Biografilm Italia 2018
premio della giuria al miglior film del Concorso Biografilm Italia a:
· STORIE DEL DORMIVEGLIA di Luca Magi
Motivazione:«Il premio viene consegnato a un talentuoso filmmaker per la sua profonda consapevolezza del mezzo cinematografico e il suo forte punto di vista. Per l’abilità di trasferire su tela la visione del regista, utilizzando un linguaggio visivo unico.»

LifeTales Award | Biografilm Italia 2018
premio della giuria al più travolgente racconto biografico del Concorso Biografilm Italia a:
· ALLA SALUTE di Brunella Filì
Motivazione:«Il premio è assegnato a un film che descrive la drammatica storia del suo protagonista con un approccio onesto, leggero e carico di humour. Nonostante lo stesso argomento sia stato trattato in molti altri film, questo riesce a trasmettere un messaggio di speranza ottimistico e inaspettato.»

Menzioni speciali della giuria Biografilm Italia
La GIURIA ha deciso di attribuire due menzioni speciali per gli importanti messaggi trasmessi da questi film in questo particolare momento storico:

· ALMOST NOTHING, CERN EXPERIMENTAL CITY di Anna de Manincor|ZimmerFrei
«Per il messaggio di libertà del pensiero e di pace e per il modo in cui ha saputo raccontare un’intera comunità riunita con lo scopo di costruire un futuro migliore per l’intera umanità.»

· IUVENTA di Michele Cinque
«Per il potente messaggio che insegna come le nuove generazioni possano agire con coraggio e responsabilità per fronteggiare una delle sfide più grandi della storia contemporanea.»

Premio Ucca – l’Italia che non si vede | Biografilm Italia 2018, Storie Italiane 2018 in collaborazione con Arci Ucca. Premio di distribuzione “L’Italia che non si vede. Rassegna Itinerante di Cinema del Reale” e 1000 € al miglior film del Concorso Biografilm Italia o della sezione Storie Italiane assegnato da una giuria speciale di Arci Ucca formata da: Maria Luisa Brizio, Alice Bolognesi, Letizia Lucangeli.

· IL CLAN DEI RICCIAI di Pietro Mereu
Motivazione: «Il clan dei ricciai di Pietro Mereu ha saputo raccontare con naturalezza ed eleganza una storia di riscatto e dignità attraverso una solida narrazione e immagini nitide e poetiche di volti e luoghi.»
· Menzione speciale: IUVENTAdi Michele Cinque
Motivazione:«Juventadi Michele Cinque ha narrato la necessità di conservare la propria integrità e di porre al primo posto i diritti umani, in un momento storico di chiusura e preoccupante deriva verso l’autoritarismo e la xenofobia».

Biografilm 2018: Premi del Pubblico

– Audience Award | Biografilm Festival 2018
premio del pubblico al miglior film del Concorso Internazionale

Ex Aequo:
· ANOTHER DAY OF LIFE di Raul de la Fuente, Damian Nenow
· THE THINGS WE KEEP di Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman

– Audience Award | Biografilm Contemporary Lives 2018
premio del pubblico al miglior film di Contemporary Lives

Ex Aequo:
· THE CLEANERS di Hans Block, Morotz Riesewieck
· LIBRE di Michel Toesca

Audience Award | Biografilm Europa 2018
premio del pubblico al miglior film di Biografilm Europa
· LE BRIO di Yvan Attal

Audience Award | Biografilm Italia 2018
premio del pubblico al miglior film di Biografilm Italia
· ALLA SALUTE di Brunella Filì

Audience Award | Biografilm Art & Music 2018
premio del pubblico al miglior film di Biografilm Art & Music

EX AEQUO:
· MANGA DO, IGORT E LA VIA DEL MANGA di Domenico Distilo
· LE CIRCOSTANZE, I ROMANZI DISEGNATI DI VITTORIO GIARDINO di Lorenzo Cioffi

PREMIO FOLLOWER

– Biografilm Follower Award | Biografilm Festival 2018
premio dei Biografilm Follower al film più amato

EX AEQUO:
· ANOTHER DAY OF LIFE di Raul de la Fuente, Damian Nenow
· ALMOST NOTHING. CERN: EXPERIMENTAL CITYdi Anna de Manincor | ZimmerFrei

PREMI GUERRILLA STAFF

– Guerrilla Staff Award | Biografilm Festival 2018
premio del Guerrilla Staff di Biografilm al film più amato

· IUVENTA di Michele Cinque

– Guerrilla Staff Award al Miglior Ospite | Biografilm Festival 2018
premio del Guerrilla Staff di Biografilm all’ospite più amato

· EX AEQUO: Jeremiah Zagare Marcello Fonte

PREMIO BIOGRAFILM SCHOOL

– Biografilm School Award | Biografilm Festival 2018
premio di Biografilm School al contenuto più amato:
Masterclass dei Fratelli D’Innocenzo, registi de LA TERRA DELL’ABBASTANZA

PREMIO CITEM
Premi assegnati da una giuria composta da 5 studenti del CdL Magistrale CITEM (Cinema, Televisione e Produzione Multimediale): Aurelio Fattorusso, Federica Berti, Sara Baldari, Francesca Valdinoci, Lavinia Consolato.

– CITEM Award | Biografilm Festival 2018 2018
premio del CITEM al miglior film di Biografilm
· MUG
Motivazione: «Per la messa a fuoco, attraverso una rappresentazione sfocata ai margini dell’inquadratura, dell’ipocrisia, del conformismo e dell’intolleranza insiti in una piccola comunità rurale polacca. Per la coerenza narrativa di questa crudele fiaba contemporanea in cui la banalità del male e la follia convivono in uno stridente contrasto.»

PREMI BIOGRAFILM SERIES

– CITEM Award | Biografilm Series 2018
premio del CITEM alla migliore serie di Biografilm Series in Concorso
· THE DAY
Motivazione: Per la sorprendente capacità di tenere lo spettatore con il fiato sospeso sulla sorte degli esseri umani coinvolti nella rapina. E per la tensione suscitata dall’incalzante susseguirsi degli eventi che reinterpretano in chiave inedita topoi della narrativa di genere.

– Audience Award | Biografilm Series 2018
premio del pubblico alla migliore serie di Biografilm Series in Concorso
· GOGOL regia di Egor Baranov

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