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Cenerentola, il miglior film Disney degli ultimi anni

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cinderella

Il 12 marzo uscirà in tutti i cinema italiani l’adattamento cinematografico targato Walt Disney della fiaba di Cenerentola. Diretto da Kenneth Branagh ed interpretato da Lily James, Cate Blanchett, Richard Madden, Helena Bonham Carter e Stellan Skarsgard Cenerentola segue la scia del successo di Alice in Wonderland e Maleficent portando un’altra icona dei classici Disney al cinema.

TRAMA CENERENTOLA

Cenerentola (Lily James) è una giovane fanciulla che, dopo l’improvvisa morte della madre, trascorre le sue giornate regalando gentilezze al prossimo e prendendosi cura della casa durante i lunghi viaggi del padre. Ma quando suo padre si risposa ed entrano a far parte delle loro vite la crudele Lady Tremaine (Cate Blanchett) e le sue due sciocche figlie Anastasia (Holliday Grainger) e Genoveffa (Sophie McShera) Cenerentola viene relegata alla stregua di una serva, rinchiusa in soffitta e accolta solo dai suoi amici topolini. Almeno fino al giorno in cui casualmente non incontra nel bosco uno straniero che si rivela essere il principe (Richard Madden) del regno che, rimasto affascinato dalla sua grazia, organizza un ballo per incontrarla nuovamente. Ballo a cui Lady Tremaine porta solo Anastasia e Genoveffa stracciando a Cenerentola il vestito e impedendole così di recarsi a palazzo. Ci penserà la fata madrina (Helena Bonham Carter) trasformando topi in cavalli, zucche in carrozze e lucertole in servitori a dare alla gentile Cenerentola la possibilità di rincontrare il principe. Anche se con un solo limite. La magia durerà solo fino allo scoccare della mezzanotte…

cinerella usa

RECENSIONE

Tim Burton, Robert Stromberg ed ora Kenneth Branagh. Grandi nomi quelli scelti dalla Disney per riportare in chiave live action sugli schermi di tutto il mondo alcune tra le fiabe più celebri della casa di Topolino. Anche se da grandi registi non sempre derivano grandi film. Come dimostrato dal semi-riuscito Alice in Wonderland di Tim Burton e dal poco a fuoco Maleficent, film che pur avendo tutte le carte in regola per vincere la sfida dell’adattamento live action si sono rivelati alla fine mezze delusioni. Ma per Cenerentola le cose sono andate ben diversamente. E gran parte del merito va a Kenneth Branagh, regista di Frankenstein di Mary Shelley, Hamlet, Pene d’amor perdute e Thor, qui alle prese con la fiaba delle fiabe, Cenerentola. Fiaba difficile da portare sul grande schermo per via di una serie infinita di elementi ardui da rappresentare come gli amici topolini, il gatto Lucifero o il tanto iconico Bibbidi-Bobbidi-Boo. Eppure l’ottima sceneggiatura di Aline Brosh McKenna e Chris Weitz unita alla indiscutibile eleganza della regia di Branagh hanno inserito tutti gli aspetti più rappresentativi della fiaba regalando così il migliore film Disney degli ultimi anni.

Film che brilla grazie anche alla dolcezza della brava Lily James, alla perfidia della impeccabile Cate Blanchett ed alla goffaggine della divertente Helena Bonham Carter che, dopo la Regina di Cuori, interpreta qui la fata madrina, vero personaggio cult dell’immaginario Disney. E tutto accompagnato da effetti speciali sensazionali, incredibili scenografie di Dante Ferretti e costumi che catapultano lo spettatore nella fiaba diretta da Wilfred Jackson, Hamilton Luske e Clyde Geronimi nel lontano 1950. Un classico che non smette di rimanere tale e che ha avuto grazie all’impeccabile tocco di Kenneth Branagh la rappresentazione cinematografica che meritava.

TRAILER

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Soul, il toccante teaser trailer del nuovo film Disney Pixar

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Arriverà nelle sale italiane il 16 settembre 2020 il nuovo lungometraggio d’animazione Disney e Pixar Soul. Il film diretto da Pete Docter e prodotto da Dana Murray accompagnerà il pubblico in un viaggio inaspettato dalle strade di New York all’immensità di regni cosmici mai visti prima e nell’immaginario “You Seminar”, un luogo fantastico in cui tutti scoprono la propria personalità e unicità.

Nella versione originale del film, il cast di voci comprende Jamie Foxx, che presta la voce a Joe Gardner, insegnante di musica di scuola media la cui vera passione è suonare il jazz, e Tina Fey che interpreta 22, un’anima ancora in formazione che per uno strano scherzo del destino incontra Joe quando quest’ultimo si ritrova accidentalmente allo “You Seminar”. Insieme, i due cercheranno di trovare un modo per far tornare Joe sulla Terra, scoprendo davvero cosa significhi avere una personalità e un’anima.

Leggi anche: Tutte le emozioni Pixar in un video

Il musicista rinomato in tutto il mondo Jon Batiste scriverà alcune composizioni jazz originali per il film e i vincitori dell’Oscar® Trent Reznor e Atticus Ross (The Social Network) della band Nine Inch Nails scriveranno una colonna sonora originale che oscillerà tra il mondo reale e quello delle anime.

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Klaus – I segreti del Natale, un film d’animazione tenero e scanzonato

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Jesper (voce italiana doppiata dal cantante Marco Mengoni) è il classico figlio di papà adagiato su dolci e pigre abitudini: maggiordomo sempre a disposizione, colazione a letto, lenzuola di seta, e studio svogliato (all’accademia delle Poste del padre). Questo stato di cose e la sua crescente indolenza faranno convincere il genitore che sia giunto il momento di metterlo alla prova, fargli sporcare le mani con le difficoltà del mondo reale. Jesper verrà così spedito alla volta di Smeerensburg, isola ghiacchiata oltre il Circolo Polare Artico, un’isola dove oltre al gelo reale regna anche il gelo umano, dove i pochi abitanti sono (per tradizione) tutti infelici e i rapporti tra persone sono quasi inesistenti o perlopiù di contrasto. 

In questo clima di grigiore diffuso e incomunicabilità la missione di Jesper (pur di guadagnarsi il ritorno a casa) sarà quella di recapitare ben 6000 lettere scritte dagli abitanti di Smeerensburg. Una missione a dir poco impossibile considerando anche che gran parte di quella gente non sa nemmeno leggere e scrivere. Eppure, spronato dalla creatività e baciato dalla fortuna, il giovane postino escogiterà un modo per mutare lo stato di cose, contando infine sull’aiuto di Alva, insegnante reinventatasi pescivendola per necessità, e Klaus, omone dal passato doloroso ma con il dono delle mani d’oro.

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Sorta di prequel di Babbo Natale e di come ebbe inizio la tradizione delle letterine consegnate a mezzo slitta e renne, ma anche sorta di Grinch al contrario dove ad opporre resistenza alla gioia non è un singolo esserino verde ma bensì un intero paese, Klaus è il primo lungometraggio di animazione realizzato dalla mega piattaforma Netflix. Una produzione spagnola in inglese scritta e diretta da Sergio Pablos qui al suo debutto alla regia, e prodotta da SPA Studios con il supporto di Aniventure e distribuita, appunto, da Netflix. Film d’animazione natalizio classico sui buoni sentimenti che mescola tecniche d’animazione tradizionali (disegnate a mano) con tecnologie all’avanguardia, Klaus è una tenera discesa in slittino verso un’armonia ritrovata, una storia che opera la conversione di un mondo grigio e ostile nella convivialità di un mondo brillante, di pace, e pieno di doni da spartire.

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Il buon Klaus (Francesco Pannofino nella voce italiana), è omone grande e grosso che ha inglobato il dolore di una grande perdita nella sua fisicità goffa ma rassicurante, e saranno proprio le sue abilità d’artigiano del legno, anch’esse relegate in “cantina” insieme ai dolori del passato, a contribuire in maniera determinante alla “conversione” di Smeerensburg. Netflix regala per il Natale 2019 una parabola classica dai tratti semplici ma affascinanti, giocata tutta sul valore dei buoni sentimenti, sulla possibilità (sempre esistente) di dare il via a un circolo vizioso e virtuoso con un primo “vero atto di bontà che ne ispira sempre un altro”, e capace senz’altro di attirare l’attenzione dei più piccoli. Una piacevole discesa in slitta tra le nevi soffici, verso una rinnovata aurora boreale, e verso il sorriso ritrovato di una cittadina di bambini impegnati a imparare l’arte della scrittura pur di barattare le lettere di desideri con la magia di un nuovo gioco.  

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RomaFF14: Motherless Brooklyn, la recensione del film di Edward Norton

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Motherless Brooklyn recensione

Edward Norton apre la 14° edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma con Motherless Brooklyn – I Segreti di una Città, un film di cui ha curato la sceneggiatura e la regia, oltre a vestire i panni del protagonista Lionel Essrog. Investigatore privato nella New York anni 50, Lionel è affetto dalla sindrome di Tourette, un disturbo che gli rende difficile i rapporti con gli altri, soprattutto per il lavoro che fa. Dopo che il suo amico e collega Frank Minna (Bruce Willis) viene ucciso, egli inizia a indagare per scoprire la verità e si immerge in una realtà urbana di potere e corruzione tra musica jazz, fumo e whisky.

Tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem, Motherless Brooklyn – I Segreti di una Città sembra un film d’altri tempi, non solo per il periodo storico in cui si svolge la storia, ma per lo stile che ricorda i gangster movie e i noir del passato. 

Motherless Brooklyn Edward Norton

Edward Norton e Gugu Mbatha-Raw in Motherless Brooklyn

Avvolto nella nebbia il celebre ponte di Brooklyn è una presenza costante, mentre l’avventura di Lionel si sviluppa in modo fluido, mettendo insieme gli indizi come fossero pezzi di un puzzle per risolvere il mistero. Minna lascia in eredità a Essrog il compito di far saltare una cospirazione all’interno del Municipio che coinvolge la pulizia etnica dei neri dalle aree mature per una redditizia riqualificazione. Si delinea così un film poliziesco e un dramma sostanziale che ricorda le atmosfere di film come Chinatown e Il Grande Sonno, con le macchine e i costumi tipici di un’epoca intrigante.

La musica, tuttavia, ha un ruolo fondamentale e una valenza narrativa potente. La colonna sonora curata da Daniel Pemberton accompagna quasi ogni scena, suggerendo lo stato d’animo dei personaggi e anticipando persino il futuro prossimo. Nei panni di un personaggio ossessivo-compulsivo, Norton regge il film quasi completamente sulle sue spalle, ma sceglie di affiancarsi a un cast stellare che comprende Alec Baldwin come un politico senza scrupoli, prefigurazione di Trump per certi versi, e Willem Dafoe. Inoltre Gugu Mbatha-Raw interpreta Laura Rose, un’attivista della comunità di colore con cui Lionel si accompagna nel corso della sua indagine che la coinvolge direttamente. La regia di Norton è ambiziosa e attenta ai dettagli. Compone inquadrature prevalentemente avvolte dalla luce notturna, con toni chiaroscuri e un protagonismo delle ombre. Ci si aspetta di vedere, da un momento all’altro, Travis Bickle di Taxi Driver o Gli Intoccabili di Brian De Palma che svoltano l’angolo in un paesaggio urbano umido e suggestivo.

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3.3 Punteggio
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