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Ciak, But Where?

Ciak, but Where: la New York di Colazione da Tiffany

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New York come patria del cinema? Impossibile negare, alla vista delle meraviglie cinematografiche che convivono nel cuore della metropoli. Numerosi sono infatti gli esempi di set da grande schermo che la nostra presente rubrica ha indicato come luoghi culto a cui dare immancabilmente un’occhiata una volta programmata la visita nella Big Apple. E anche questa settimana, NewsCinema vi porta alla scoperta di uno dei grandi classici newyorchesi, imperdibile esattamente come gli altri. Agli inizi degli anni Sessanta, il regista Blake Ewards portò alla ribalta una splendida Audrey Hepburn e un aitante George Peppard grazie alla riduzione cinematografica del romanzo di Truman Capote. Parliamo del celebre Colazione da Tiffany, un film divenuto certamente di culto fino a giorni nostri. Come dimenticare la famosa scena iniziale in cui le ballerine della protagonista si affacciano dal tipico yellow cab per proseguire poi lungo la Fifth Avenue in tubino nero e guanti lunghi oltre il gomito, con tanto di cornetto e cappuccino consumati di fronte alle vetrine del negozio più amato e venerato dalle donne di tutti i tempi?

Un’icona di stile, un simbolo di classe e di estrema eleganza che resterà per sempre vivo in chi rivolgerà anche un solo pensiero al famigerato jewelry store. Holly vive in una tipica villetta newyorchese nell’altezzoso quartiere dell’East Side, a Manhattan. Una figura femminile pazzesca: abita un appartamento arredato soltanto per metà, possiede un gatto senza nome, si libera delle sue “paturnie” visitando un negozio di gioielli e riesce sempre a perdere le chiavi di casa, con grande sgomento del suo vicino che vive al piano di sopra. Quando Paul Varjak, un giovane scrittore supportato economicamente da una donna più grande di lui, irrompe nella sregolata vita di Holly, è il momento di scontro di due forti personalità, fino a quando entrambi capiranno di essersi innamorati l’uno dell’altra.

tif8“Il miglior posto del mondo, in cui non può accadere niente di brutto”: è così che Holly designa la nota azienda statunitense Tiffany & Co., fondata da Charles Lewis Tiffany e John B. Young nel bourogh più distinto della città. Come pochi altri brand esistenti, Tiffany & Co. è riuscito ad acquistare una fama mondiale e il suo nome viene immediatamente associato a prodotti di elevata qualità, gioielli brillanti, accessori di stile e regali ambiti. Il sogno di ogni donna che spera di veder avverarsi il desiderio di possedere un gioiello firmato Tiffany non è poi così impossibile da rendere reale: oltre ai pregiatissimi diamanti – inclusi nel classico anello di fidanzamento introdotto nel 1886 in occasione dell’anniversario dell’azienda e venduto tuttora, il Tiffany Setting – si possono scovare i più disparati pezzi di gioielleria a prezzi non troppo eccessivi, così come accessori dal design squisitamente innovativo quali spille, gemelli, portafogli, occhiali, portachiavi. Tiffany’s è una compagnia decisamente innovativa sin dagli ultimi anni del secolo scorso, quando da essa venne introdotta una nuova affilatura della pietra che consente di mettere in risalto la brillantezza e le particolarità di ogni pietra, rendendole uniche e speciali. Durante il Novecento vennero inoltre intrapresi viaggi a carico dell’azienda atti a scoprire le varietà di pietre più preziose in tutto il mondo: un vero beneficio per i prodotti firmati Tiffany, alcuni dei quali ormai divenuti delle vere e proprie rarità – la tanzanite e la kunzite sono soltanto un paio di esempi.

Ammettiamolo dunque, chi non vorrebbe ricevere la famosa scatolina turchese? Che poi turchese non è, per questa volta bisogna essere pignoli. La Tiffany Blue Box è emblema di raffinatezza e stile da più di 175 anni, chiara evocatrice dei valori del brand: eleganza, piccola ma preziosa ricchezza, il romanticismo e il sogno per eccellenza. Sono proprio le scatole in cui vengono adagiati i gioielli a rafforzare la brillante immagine di bon ton dell’azienda americana, e a buona ragione sono considerate il packaging più ambito del mondo, dal momento che il fondatore, già nel lontano 1906, rifiutò categoricamente di mettere in commercio le Blue Boxes, riservandole come esclusivo omaggio a coloro che avrebbero effettuato un acquisto da Tiffany. L’introduzione delle celebri scatoline ha condotto persino alla creazione di un colore-icona, il cosiddetto Blue Tiffany, prodotto da Pantone sotto il numero identificativo PMS 1837 (anno di fondazione dell’azienda) e protetto da copyright. Tutto iniziò nel 1845, quando Charles Tiffany utilizzò il colore tipico delle uova di una particolare varietà di pettirosso americano – turdus migratorius per la copertina del primo Blue Book, l’annuale raccolta delle più belle creazioni handmade di Tiffany & Co. Da quel momento, nell’immaginario collettivo i regali più preziosi e significativi si trovano immancabilmente nelle Blue Box, e sono preannunciati da una variazione cromatica impossibile da definire se non utilizzando il nome del celebre marchio.

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In definitiva, la gioielleria più esclusiva del mondo non avrebbe mai potuto trovare una campagna pubblicitaria e una ‘testimonial’ di tale calibro, capace – probabilmente come nessun’altra – di dettare legge sulla moda contemporanea. Una piccola scatola che è a tutti gli effetti la materializzazione del sogno, dello stile e del gusto elegante proprio di rappresenta un oggetto elitario, e dunque un piacere elargito solamente a chi acquista un gioiello da Tiffany, vivendo appieno la magia senza restare a guardarla oltre le vetrine.

DA VISITARE NEI DINTORNI

Nella visita alla Grande Mela, non dovreste perdervi inoltre tre luoghi emblematici di Breakfast at Tiffany’s, tutti situati nel cuore di Manhattan, il quartiere più esclusivo della città, e tutti ampiamente frequentati da abitanti e turisti.

Park Avenue and East 52nd Street

Park Avenue, conosciuto anche come Fourth Avenue, è un ampio viale in direzione nord-sud del borough newyorkese in questione. Per gran parte della sua lunghezza, scorre parallelo a Lexington Avenue a oriente e a Madison Avenue a occidente. Celebri le aiuole al centro della strada, curate dal Fund for Park Avenue, che nelle feste natalizie ospitano abeti addobbati di luci gialle e lattiginose, colori neutri che non entrino in contrasto con i segnali stradali. La cinquantaduesima strada è conosciuta come il centro cittadino del jazz nei lontani anni 30, fino alla metà del secolo scorso.

Conservatory Water & Bandshell

Il famoso Central Park ospita una grande varietà di location, due delle quali fanno la loro comparsa nella pellicola: parliamo del Conservatory Water, un’area caratterizzata da un vasto lago intorno al quale si rilassano soprattutto famiglie con bambini grazie a organizzazioni che promuovono story-telling, i cafè in cui ristorarsi, i rinomati modellini di barche che veleggiano sull’acqua e il luogo che appare nel classico film per i più piccini Stuart Little, e del Naumburg Bandshell, conosciuto per i suoi concerti estivi che includono diversi e numerosi artisti di ogni genere in aggiunta alla tradizionale musica classica, luogo di un discorso rilasciato da Martin Luther King Jr. e di un elogio in onore di John Lennon ormai divenuto di storica importanza all’interno del parco.

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New York Public Library

La Biblioteca Pubblica, situata sulla 5th Avenue tra la quarantesima e la quarantaduesima strada, è una delle maggiori biblioteche civiche del mondo, nonché una delle sedi più significative per la ricerca letteraria negli Stati Uniti. Gestita privatamente, è un’organizzazione no-profit con una missione pubblica, e per questo si serve sia di fondi pubblici che privati. E’ apparsa molto spesso sui grandi schermi: è servita come sfondo per uno sviluppo centrale della trama nel film di Spider-Man del 2002, e come location principale nell’apocalittico sci-fi The Day After Tomorrow. Nella versione del 1978 del Mago di Oz, Dorothy e il suo cagnolino Toto vengono seguiti nel loro viaggio da uno dei leoni della Biblioteca che ha improvvisamente preso vita. Ha avuto un ruolo prominente anche nel Ghostbusters del 1948, con tre dei protagonisti che affrontano il fantasma di una bibliotecaria di nome Eleanor Twitty, le cui origini insieme all’elevata reputazione della Biblioteca sono state esplorate nel sequel del video game (Ghostbusters: The Video Game). Naturalmente, da film come Breakfast at Tiffany’s fino a serie televisive come Sex and the City, la Biblioteca ha mantenuto il suo standard altissimo e la sua rinomata levatura di uno dei massimi centri culturali americani.

CONSIGLI SOGGIORNO

Chambers Hotel: luci suffuse, atmosfera calda, design elegante e raffinato per un servizio pronto e professionale, in posizione centralissima a poca distanza dalla 5th Avenue, con tanto di interessanti offerte stagionali;

The Blakely New York: boutique come da tradizione, in posizione ottimale per una visita al centro della città, con ampie stanze in arredamento retrò, e un comodo servizio di prestito ombrelli in caso di giornata piovosa;

Salisbury Hotel: pochi passi per arrivare a Central Park e raggiungere la Carnegie Hall da questo albergo forse un po’ datato ma confortevole, che offre ottime colazioni e uno staff molto disponibile;

Shoreham: hotel da copertina patinata in posizione strategica che sopperisce a qualche esimia mancanza come la colazione non inclusa e i condizionatori rumorosi;

Warwick New York Hotel: un quattro stelle molto curato, con personale gentile, disponibile e mai invadente, in posizione ottimale per girare in Times Square o fare una capatina al MoMA.

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Harry Potter and the Cursed Child, presentazione libro il 30 Luglio a Porto

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La Libreria Lello e Irmão di Porto, definita “cattedrale del libro”, consegnata agli annali come una delle librerie più belle del mondo e resa ancora più popolare dal successo planetario di Harry Potter di cui è stato il set per alcune riprese, ospiterà l’anteprima dell’ultimo, attesissimo volume della saga di J. K. Rowling.

Non possiamo che essere entusiasti di questo evento a Porto e desiderare che tutti ne siano a conoscenza”, afferma Marcelo Rebanda, dell’Ufficio Turistico del Portogallo in Italia, impegnato a promuovere l’attrattività della destinazione portoghese nel mondo. “Rimasta fedele alla sua storia di oltre 100 anni e ambasciatore della cultura e dell’identità portoghese, la libreria è oggi uno spazio che mantiene la memoria del passato ma che ha saputo adattarsi al presente, ospitando ogni giorno turisti e lettori di tutto il mondo”, aggiunge.

Libreria Lello Di Oporto - Presentazione Harry Potter and the Cursed Child

Libreria Lello Di Oporto – Presentazione Harry Potter and the Cursed Child

A diciannove anni dall’uscita della prima opera della serie – Harry Potter e la pietra filosofale – il maghetto di Hogwarts continua a incantare il pubblico mondiale di tutte le età, tanto che il nuovo volume è già bestseller di prenotazioni negli Stati Uniti. Harry Potter and the Cursed Child, l’ottavo capitolo di Harry Potter, uscirà allo scoccare della mezzanotte del 31 luglio – una data non casuale, ma il compleanno della geniale autrice J. K. Rowling. Non appena la Torre dei Chierici di Porto suonerà dodici rintocchi, tutti gli appassionati delle avventure del giovane mago si riverseranno nel regno incantato della Libreria Lello per avere l’opportunità di acquistare le prime copie del volume in lingua inglese che racconta la storia di Albus Severus Potter, il figlio minore di Harry Potter e Ginny Weasley.

Ma la festa inizia ben prima: a partire dalle 10 di sera di sabato 30 luglio, infatti, la libreria, aperta eccezionalmente per l’occasione, ospiterà i personaggi della saga, i fan e gli appassionati – tutti rigorosamente vestiti a tema con il magico regno di Harry! La Libreria Lello e Irmão di Porto è una delle librerie più antiche del Portogallo, concepita nel 1869 dall’ingegnere Francisco Xavier Esteves in un mix tra tradizione neo-gotica e architettura liberty. Situata in pieno centro storico, lungo Rua das Carmelitas, è impressa nelle menti dei viaggiatori per la sua scala maestosa ispirata alle Gallerie Lafayette di Parigi, il soffitto riccamente decorato, le pareti di legno intarsiato e un lucernario di vetri colorati.

Harry Potter and the Cursed Child

Se si associa l’amore degli italiani per il maghetto di Hogwarts con i trend di crescita del turismo in Portogallo ci si può aspettare che saranno molti i nostri connazionali a fare gli auguri a J. K. Rowling e aggiudicarsi le prime copie del volume!

Per maggiori informazioni: http://www.livrarialello.pt/en/

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Ciak, but where: un viaggio sui luoghi inquietanti de L’Esorcista

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E’ un classico del cinema horror che anche i meno appassionati hanno avuto modo di vedere, un cult che ha spaventato migliaia di persone nonostante i problemi di censura che l’hanno colpito al momento della sua distribuzione, nel lontano 1973. Stiamo parlando de L’Esorcista, pellicola ben accolta dalla critica che ha certamente avuto un fortissimo impatto culturale nella storia cinematografica moderna e ha influenzato l’immaginario collettivo. Largamente pubblicizzata al momento della distribuzione da pubblico in preda a nausea e svenimenti, medici di stanza alle uscite dei cinema, fondamentalisti Cristiani in piena protesta (un tipo di advertising che i soldi non possono comprare, tanto che soltanto i più cinici potrebbero pensare che sia stato tutto studiato a tavolino), la pellicola ha riscontrato un enorme successo che dura ancora oggi. Fu elogiato dalla chiesa Cattolica e sebbene il regista William Friedkin promosse il film come “un’esperienza profondamente spirituale”, ne rifiutò il fiacco finale proposto dall’autore – e anche sceneggiatore – William Peter Blatty.

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La scena iniziale che vede Padre Merrin (uno degli attori-feticcio di Ingmar Bergman, Max Von Sydow) fronteggiare il demone Pazuzu è ambientata nell’Iraq precedente alla dittatura di Saddam Hussein. Il tag di locazione recita “Iraq del Nord”, e così fu. Le rovine scavate sono infatti il complesso di templi nella cittadella fortificata di Hatra (Al-Hadr), collocata nella zona settentrionale della Mesopotamia, circa cinquanta miglia a sud-ovest di Mosul. Le rovine sono l’unico sito patrimonio dell’UNESCO presente in Iraq e malgrado i tesori saccheggiati ad opera dei musei, sembra essere rimasto indenne all’indomani del conflitto degli ultimi anni, conservando ancora il potenziale giusto per diventare la principale attrazione turistica nazionale in un futuro non troppo lontano. L’attrice Chris MacNeil (interpretata da Ellen Burstyn e basata su una pseudo-reincarnazione di Shirley MacLaine) è impegnata in una pellicola su una protesta studentesca, girata all’interno del campus della Georgetown University, stanziata nella capitale degli States – e tra l’altro college in cui l’autor Blatty ha conseguito la laurea. Vi è soltanto una breve allusione, ma l’inconfondibile architettura gotica dell’università si rivela uno scenario meravigliosamente tetro. Inoltre, è nel campus che viene oscenamente profanata la Dahlgren Chapel, in cui Padre Karras (ruolo ottenuto da Jason Miller) dimora come psichiatra del residence.

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Lo stesso Padre Karras visita sua madre malata al Goldwater Memorial Hospital di New York, sull’isola di Roosevelt a largo dell’East River – luogo che è stato a lungo ospite di manicomi e prigioni. L’ospedale (set perfetto per il non così celebre e profondamente diverso sequel L’esorcista II – L’eretico di John Boorman), è stato chiuso nel 2013 ed è stato in seguito demolito per far spazio alla nuova scuola di tecnologia della Cornell University. La linea tramviaria aerea che conduce all’isola appare nel film Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, e viene dirottata dal Folletto Verde in Spider-Man. La casa infestata si trova all’incrocio tra la 3600 Prospect Street e la 36esima Strada a Washington, nei pressi del Potomac River che attraversa il quartiere di Georgetown a sud della metropoli, ma non è propriamente simile a quella che appare nel lungometraggio. Non sarà possibile, infatti, individuare la finestra della camera di Regan, dalla quale provengono i sinistri raggi di luce nella locandina storica. Quell’ala dell’abitazione era nient’altro che una falsa facciata costruita appositamente per le riprese. Eppure, la rampa di scale che conduce alla M Street è proprio a lato della dimora: è certamente la location più emblematica dell’horror in questione, data l’orribile scena di morte che lì vi si svolge. Persino quarant’anni dopo, morire cadendo su quei gradini sembrerebbe una fine del tutto raccapricciante. Il complesso set di interni, costituito da pareti mobili e refrigerazione, è stato invece ricostruito ai Ceco Studios, oggi denominati Cameramart, siti tra le strade della Grande Mela.

Infine, The Tombs, il bar che si trova proprio di fronte alla casa di Regan, è stato costruito in stile Federale ed è ancora oggi piuttosto frequentato. E’ stato anche d’ispirazione per il bar che appare nel film dell’85 di Joel Schumacher, St. Elmo’s Fire (sebbene quest’ultima pellicola sia stata girata in una zona diversa di Georgetown).

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COSA VEDERE

Capitare nella città più americana di sempre non è cosa che accade tutti giorni: è per questo che, se vi ritrovate nella capitale, non dovrete assolutamente perdervi le maggiori attrazioni. La principale è sicuramente la celeberrima Casa Bianca, non soltanto la dimora del Presidente USA, ma anche e soprattutto un simbolo impresso nella memoria collettiva. L’accesso è consentito solo in determinate stanze, e ogni mattina le visite sono gratuite (tranne che di domenica e di lunedì). Il quartiere del Mall si protende proprio di fronte alla White House, e comprende una serie di memoriali più che famosi. Il primo in ordine di apparizione è il Washington Monument, dedicato al primissimo presidente George Washington: un obelisco alto più di 160 metri dalla cui cima si gode di un meraviglioso panorama che affaccia sul fiume Potomac. A seguire, il Vietnam Veterans Memorial, che elenca i nomi dei veterani che si sono sacrificati per la patria durante l’omonima guerra, e il Lincoln Memorial, realizzato a guisa di un tempio greco in onore del sedicesimo omonimo presidente. Il Campidoglio è il centro della metropoli in cui confluiscono quasi tutte le strade principali; lo si può trovare collocato sulla collina a est del Potomac. Da non lasciarsi sfuggire la Library of Congress, la biblioteca più grande del mondo contenente oltre cento milioni di oggetti tra libri, mappe, manoscritti, fotografie e persino strumenti musicali. Sempre nella stessa zona, è consigliabile una visita al palazzo della Corte Suprema e all’United States National Arboretum, il giardino botanico della città. Per concludere, tra i quartieri degni di nota c’è sicuramente Arlington, noto per il cimitero in cui risiedono il monumento al milite ignoto (Unknow Soldier) e la tomba di J.F. Kennedy, il presidente più amato e rispettato nella storia della politica statunitense. A poca distanza, anche la Penthouse, sede del tanto decantato Pentagono. Da non dimenticare, naturalmente, Georgetown, che ha ospitato le riprese del film di questa settimana: da black ghetto a zona residenziale, è uno dei quartieri più visitati grazie ai suoi innumerevoli negozi, locali ed edifici storici che lo rendono una meta alquanto suggestiva. Qui è infatti possibile trovare il Dumbarton Oaks Museum con i suoi splendidi giardini in terrazza, lo Smithsonian’s National Zoo e la prestigiosa e già menzionata Georgetown University.

CONSIGLI SOGGIORNO

The Dupont Circle: albergo dall’architettura suggestiva, sito a poche miglia dalla White House, consigliato per pulizia, servizio, posizione e prezzi, con tanto di mezzi pubblici a distanza minima e svariati comfort a supplemento;

Capitol Hill Hotel: boutique hotel in posizione strategica per visitare le zone più suggestive della metropoli, che offre numerosi servizi, camere pulite e confortevoli, personale cordiale e sempre disponibile e angolo cottura direttamente all’interno della propria stanza;

Omni Shoreham Hotel: un resort d’epoca lussuoso ed elegante a nord del centro storico della città, famoso per aver ospitato i Beatles nel ’64, il ballo inaugurale della presidenza Clinton e altri eventi significativi; camere spaziose e ben arredate in lunghi corridoi vecchio stile, con l’unica pecca della relativa lontananza dal cuore della capitale.

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Downton Abbey, un viaggio a tema con British Airways

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Downton Abbey, la pluripremiata serie trasmessa in più di 250 paesi, è giunta ormai al termine, e British Airways ha deciso di celebrarne la conclusione con imperdibili offerte, disponibili su ba.com, che permetteranno a tutti i fan di realizzare il perfetto viaggio a tema Downton Abbey. Downton Abbey ha affascinato migliaia di persone in tutto il mondo” – ha detto Claire Bentley, Managing Director di British Airways Holidays – “Non c’è da stupirsi se sempre più passeggeri combinano una vacanza in Inghilterra con un giro turistico dei luoghi più famosi della serie“. 

La famosa serie TV britannica segue le stravaganti vicissitudini dell’aristocratica famiglia Crawley e del suo personale ed è ambientata nello Yorkshire nel XX secolo, con scene filmate in tutta l’Inghilterra; gli appassionati del racconto potranno comodamente raggiungere le location della loro serie preferita volando dall’Italia a Londra con British Airways a partire da soli € 47 (sola andata,tasse, supplementi e oneri del vettore inclusi). Inoltre, la compagnia aerea britannica propone una promozione davvero speciale: infatti, per tutto il mese di Marzo sarà possibile bloccare la propria prenotazione di pacchetti volo + hotel o volo + noleggio auto con un deposito a partire da soli € 50*, per assicurarsi la propria vacanza a Londra al prezzo più conveniente. Ecco dunque le 6 location più iconiche di Downton Abbey suggerite da British Airways per un perfetto viaggio in stile Downton:

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  1. Highclere Castle, Hampshire

Chi non ha mai desiderato entrare nella lussuosa dimora in cui vivono Lord e Lady Grantham, Lady Mary e Edith, insieme a Carson, Bates e il resto dello staff? L’autore di Downton Abbey, Julian Fellowes, è un caro amico del conte e della contessa di Carnarvon, proprietari del castello di Highclere, e si dice che abbia scritto la serie ispirandosi a questo bellissimo castello Vittoriano. La dimora e i suoi magnifici giardini si possono visitare dal 10 Luglio al 7 Settembre (chiusi venerdì e sabato). È consigliata la prenotazione online a questo link.

  1. Bampton, Oxfordshire

Molte riprese esterne sono state girate nel pittoresco villaggio di Bampton, un caratteristico borgo di 2,500 abitanti situato tra le bellissime colline Cotswolds. I fan potranno riconoscere in questo villaggio molte delle più famose location della serie, come ad esempio St Mary’s Church, rinominata St Michael and All Angels, dove si sono susseguiti una serie di eventi chiave, da matrimoni falliti a funerali. Nei paraggi si possono visitare la casa parrocchiale Bampton (casa di Isobel Crawley), la vecchia Grammar School (l’ospedale) e Church View (sede dei pub Il Grantham Arms e The Dog & Duck).

  1. Alnwick Castle, Northumberland

I fan riconosceranno Alnwick Castle grazie allo speciale episodio natalizio della quinta stagione andato in onda nel Regno Unito durante il periodo di Natale 2014. Molte riprese infatti sono state girate in questo bellissimo castello, spesso usato al posto di Brancaster Castle: quell’episodio particolare vedeva Lord Sinderby impegnato in una battuta di caccia ai galli cedroni. Alnwick Castle, usato anche per ambientare il castello di Hogwarts nei film di Harry Potter, ospita ora una speciale esposizione dedicata a Downton Abbey, con costumi, foto e oggetti di scena. I visitatori possono anche fare un tour esclusivo nel salone delle cerimonie. Il castello sarà aperto al pubblico il 24 Marzo; per effettuare una prenotazione o avere maggiori informazioni, si può chiamare il numero +44 1665 511 184.

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  1. Swinbrook, Oxfordshire

Poco lontano da Bampton si trova l’idilliaco Hotel Swan Inn, dove Lady Sybil aveva pianificato una fuga romantica con l’autista di famiglia. I fan potranno immaginare di calarsi nelle vesti del personaggio della serie alloggiando in questo magnifico albergo 4 stelle dallo stile British. Maggiori informazioni disponibili a questo sito.

  1. Byfleet Manor, Surrey

Questa magica dimora è la casa di Violet Dowager, interpretata da Maggie Smith. Byfleet è diventata molto famosa grazie alla serie, e per questo motivo ha dedicato una stanza a Downton Abbey, dove gli ospiti potranno prendere il tè nel pomeriggio, serviti dal personale di Downton. È inoltre possibile soggiornare nella storica località, che vanta un proprio fiume e un’isola privata. Maggiori informazioni disponibili a questo sito.

  1. Witney, Oxfordshire

I fan potranno infine visitare il vero Yew Tree Farm, il cui nome in realtà è Cogges Manor Farm; sede della famiglia Drewe nella quarta e quinta stagione, in questo edificio sono state fatte riprese sia in cucina che all’esterno. Oggi i visitatori possono guardare le fotografie che documentano le riprese, provare alcuni abiti ispirati ai personaggi di Downton Abbey e vedere oggetti usati veramente nella serie, tra cui il certificato di nascita di Marigold. Maggiori informazioni disponibili a questo sito.

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