Tra polemiche di casting, rilettura radicale del romanzo di Emily Brontë e un’estetica oscura e sensuale, la regista di Saltburn propone una versione personale e provocatoria di Cime tempestose.
È una delle registe più audaci e chiacchierate degli ultimi anni, ma probabilmente molti di voi la ricordano come attrice nel ruolo di Camilla Parker-Bowles nella terza e quarta stagione di The Crown. Stiamo parlando di Emerald Fennell, una delle voci cinematografiche maggiormente urticanti degli ultimi anni.
L’autrice e regista britannica, che ha già fatto parlare molto di sé con i suoi precedenti film Una donna promettente e Saltburn, si prepara a portare sullo schermo una delle storie più avvincenti e affascinanti della letteratura inglese: quella di Cime tempestose, il capolavoro di Emily Brontë che negli ultimi decenni ha avuto una innumerevole quantità di adattamenti cinematografici e televisivi.
Emerald Fennell ed Emily Brontë
Visto il suo interesse per le storie di odio e vendetta tra classi sociali, non c’è da stupirsi che abbia deciso di cimentarsi proprio con Cime Tempestose. L’unico romanzo di Emily Brontë è infatti una storia densa di gelosia, razzismo, rivalsa e castighi ambientata tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Eppure, il film deve ancora uscire ed è già al centro di molte polemiche.

Innanzitutto per la scelta degli attori: Margot Robbie viene considerata troppo bella e troppo in salute per essere Catherine Earnshaw, un’adolescente selvaggia ed emaciata che nel libro viene descritta come “a un raffreddore di distanza dalla tomba”. Così come la scelta di Jacob Elordi nel ruolo di Heathcliff ha riaperto la spinosa questione dell’etnia degli attori rispetto ai personaggi che interpretano.
In questo caso la querelle va avanti da due secoli, perché l’origine del protagonista non è mai chiarita davvero nel romanzo. La Brontë lo descrive in modi diversi e a volte contraddittori, come “dark-skinned gipsy in aspect” (che alluderebbe a un’origine rom) o “Lascar”, termine nato nelle colonie indiane.
In ogni caso, da una regista che ha prima realizzato un film sulla cultura dello stupro e la sua accettazione come sistema di potere (Una donna promettente) e poi una perversa e spietata lotta di classe mascherata da dramma adolescenziale (Saltburn), non ci aspettiamo nulla di meno che una rilettura che vada al di là del contenuto puramente romantico del racconto Brontë, verso una direzione più oscura, passionale e distruttiva, e con un’estetica contemporanea che punta decisamente sulla sensualità.

Cime tempestose, cosa aspettarsi
“Essere umani è un po’ tragico”, sembra dirci Fennell con tutti i suoi film. Non siamo una specie così grandiosa, quindi una buona dose di tragedia greca aiuta a raccontare le nostre storie di miseria umana, esaltandole esteticamente e rendendole psicologicamente più avvincenti.
Negli ultimi anni, inoltre, c’è stata una inversione di tendenza, per cui sono tornati di moda film molto stilizzati ed esasperati sul piano drammaturgico, da Yorgos Lanthimos a Sofia Coppola, passando per lo stesso successo di Barbie.
Film che non vanno molto per il sottile ma che anzi espongono in maniera molto esplicita le loro tesi, così come i sentimenti dei protagonisti. “In qualsiasi campo – arte, musica, cinema – la sottigliezza è spesso vista come l’unico strumento da usare se si vuole creare qualcosa di veritiero”, ha dichiarato la regista in un’intervista a Harper’s Bazaar.

“Ma capita spesso che io non voglia necessariamente che le cose sembrino appena accennate e suggerite, ma urlate in faccia allo spettatore”. Sembra essere questo il caso anche del prossimo suo film. Cime Tempestose, dicevamo. O meglio, “Cime tempestose”.
Le virgolette non sono casuali, dal momento che è stata la stessa autrice a volerle inserire nel manifesto ufficiale del film, per chiarire subito una cosa: si tratta di una versione estremamente personale del romanzo di Brontë.
E che quindi si è presa la libertà anche di discostarsi dal racconto originale o comunque di concentrarsi solo su alcuni aspetti che le stavano particolarmente a cuore.

Una versione del tutto personale
“Il libro significa tanto per me e significa tantissimo per tante persone. E credo che sia molto importante che tutti quelli che lo amano quanto me si sentano parte di questo adattamento”, ha dichiarato la regista.
“La questione è che per me non si può adattare filno in fondo un libro così denso, complicato e difficile come questo. Non posso dire davvero di star girando Cime Tempestose. Non è possibile. Quello che posso dire è che sto creando una versione di quel libro. C’è una versione che ricordo di aver letto che non è del tutto reale. E c’è una versione in cui volevo che accadessero cose che non sono mai successe. Per questo sarà Cime Tempestose, ma con le virgolette“
Cosa aspettarsi, quindi? “Volevo creare qualcosa che mi facesse provare le stesse sensazioni che ho provato quando l’ho letto per la prima volta, il che significa che è una risposta emotiva a qualcosa. È primordiale, sessuale”, ha spiegato Fennell.
“C’è un’enorme quantità di sadomaso in questo libro. C’è un motivo per cui la gente ne è rimasta profondamente scioccata [quando è stato pubblicato]. Ma è stato una sorta di esercizio masochistico lavorarci, perché lo amo così tanto, e lui non può ricambiare il mio amore, e devo conviverci. Quindi è stato inquietante, ma credo in un modo davvero utile”.


