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Cosa vedere al cinema nel weekend 30-31 maggio 2026: i film scelti da NewsCinema

Un capolavoro che torna in una versione nuova e definitiva, un horror già chiacchieratissimo, ma anche film d’autore destinati a commuovervi. Ecco cosa vedere al cinema questo weekend.

Quale modo migliore per salutare il mese di maggio se non passare un weekend al cinema? Anche questa settimana sono tante le uscite previste, da un nuovo horror che è già sulla bocca di tutti, ad alcuni dei film d’autore più belli della passata stagione di festival cinematografici, che adesso arrivano finalmente in sala.

Ma c’è anche la possibilità di recuperare (o rivedere) un capolavoro che ha segnato un’intera generazione in una nuova e definitiva versione. NewsCinema vi consiglia cosa vedere al cinema nel weekend 30-31 maggio 2026.

Film al cinema nel weekend 30-31 maggio 2026

Backrooms film
Una scena del film Backrooms (Foto: Ufficio stampa I Wonder) – Newscinema.it

Backrooms

I gemelli Philippou, Curry Barker e ora Kane Parsons. È sempre più frequente per il cinema mainstream pescare da quel bacino potenzialmente infinito degli youtuber in cerca di talenti, specialmente nel genere horror.

Parsons, ora al cinema con Backrooms, è sicuramente uno di quegli autori che farà parlare di sé, nel bene e nel male, dopo questo suo primo tentativo di trasporre sul grande schermo uno dei più famosi creepypasta (storie agghiaccianti condivise dagli utenti sui vari forum delle rete).

Era il gennaio 2022 quando il giovanissimo youtuber pubblicò sul suo canale il video The Backrooms (Found Footage). Aveva soltanto sedici anni ma, seduto al computer della sua cameretta, si dimostrò in grado di creare un mondo artificiale, ripetitivo e disincarnato, potenzialmente perfetto per essere trasposto al cinema. Quel video fece numeri incredibili e quindi eccoci qui a parlare del suo primo film da regista (appena ventenne) con una delle star più amate degli ultimi anni: la norvegese Renate Reinsve.

Ogni set è un labirinto: corridoi interminabili, stanze, cunicoli, botole, passaggi, segnali stradali, scale di Escher, illusioni ottiche. Insomma, se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi.

L’amore che rimane

Hlynur Pálmason è uno dei registi più sensibili, profondi e sorprendenti del cinema contemporaneo (lo avevamo intervistato ai temi di Godland). Un autore che lavora sul tempo come nessun altro, capace di proiettare lo spettatore in quei luoghi dell’Islanda in cui lui ha sempre vissuto e che conosce alla perfezione, al punto tale da restituirli sul grande schermo in tutta la loro complessità. Prestando attenzione ai suoni giusti per ogni stagione (il suono degli uccelli, coerentemente con le loro migrazioni) e a ogni dettaglio capace di renderci quelle ambientazioni vivide e reali.

Anche L’amore che rimane, il suo nuovo film, così lontano dall’epopea di Godland, si svolge in un arco di quattro stagioni. Anna e Magnús affrontano i delicati passaggi della loro separazione, mentre tutto intorno continua a scorrere.

Attraverso un mosaico di ricordi condivisi, aneddoti intimi ed eventi talvolta buffi, talvolta struggenti, il racconto fotografa un anno nella vita quotidiana della loro famiglia, raccontando con delicatezza l’evoluzione dei legami, le fratture e i tentativi di ricostruzione.

Un ritratto profondo e sincero delle dinamiche familiari, che esplora la complessità dell’amore, la forza delle piccole cose e il significato dei ricordi che, anche nei momenti più difficili, continuano a tenerci uniti.

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Hiedra
Hiedra (Foto: Ufficio stampa) – Newscinema.it

Hiedra

La trentenne Azucena spia gli adolescenti di una casa famiglia. Cerca frammenti del proprio passato nei loro giochi e nel loro senso di fratellanza, spinta da un evento traumatico che ha segnato la sua adolescenza e l’ha lasciata sospesa nel tempo.

Il suo interesse si concentra in particolare su Julio, un ragazzo di diciassette anni. I loro mondi sociali sono distanti ma le ferite, le risate e la scoperta reciproca li guidano in un percorso edipico che li conduce fino alle rocce di un vulcano. Lì, lontani da tutto, questi due personaggi, segnati dall’assenza, si trasformano in qualcos’altro.

In Hiedra, la regista Ana Cristina Barragan cerca un desiderio disordinato, irrisolto. Esplora, senza paura, la tenerezza verso l’Altro: un neonato, un nonno, una madre, una figlia, una sorella. Cerca un’atmosfera silenziosa, un profumo particolare che persista.

Ciò che le interessa è raccontare storie a partire dal corpo, nella sua goffaggine, lavorando con attori non professionisti che hanno un modo ipnotico di stare al mondo e davanti alla macchina da presa. Il film ha vinto il Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dello scorso anno.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair

Dopo oltre vent’anni di attesa, Kill Bill: The Whole Bloody Affair arriva finalmente nei cinema italiani nella sua versione integrale da 281 minuti grazie a Plaion Pictures e Midnight Factory.

Per la prima volta in assoluto, quindi, sarà possibile godersi il capolavoro di Quentin Tarantino nella sua versione definitiva e completa: senza tagli, con scene mai viste e in un unico film. Tra le sorprese di questo irripetibile appuntamento con la storia del cinema, spiccano il combattimento contro gli 88 folli interamente a colori e 7 minuti e mezzo inediti del flashback anime sul passato di O-Ren Ishii.

Per chi fosse vissuto su Marte in questi ultimi due decenni, riepiloghiamo. In Kill Bill: The Whole Bloody Affair, Uma Thurman interpreta La Sposa, creduta morta dal suo ex mentore e amante Bill, che le tende un’imboscata durante le prove del suo matrimonio, sparandole in testa e privandola del bambino che portava in grembo. Per ottenere la sua vendetta, la donna si mette sulle tracce dei quattro componenti rimasti della Deadly Viper Assassination Squad prima della resa dei conti finale con Bill.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair
Kill Bill: The Whole Bloody Affair (Foto: Ufficio stampa) – Newscinema.it

Tuner – L’accordatore

Diretto da Daniel Roher, con Leo Woodall, Havana Rose Liu e Dustin Hoffman, Tuner è un thriller elegante e sensoriale che esplora la fragilità e la forza di chi sente il mondo più intensamente degli altri.

Il film segue la storia di Niki, ex bambino prodigio del pianoforte con un dono rarissimo: un udito assoluto capace di cogliere ogni vibrazione, ogni micro–suono nascosto nel mondo. Un talento straordinario, ma anche una condanna. La sua ipersensibilità ai rumori è talmente acuta da costringerlo a indossare protezioni auricolari e ad abbandonare il sogno di diventare pianista.

Niki si reinventa così come accordatore di pianoforti, preciso, riservato, solitario. Ma la sua vita tranquilla cambia quando qualcuno scopre che il suo orecchio perfetto può essere usato per molto più che accordare strumenti. Da quel momento Niki si ritrova coinvolto in un gioco che non ha scelto, dove ogni suono nasconde un rischio e ogni decisione può avere conseguenze imprevedibili.

Davide Sette
Davide Sette
Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

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