Mentre ancora si parla della seconda stagione, disponibile su Prime Video, il protagonista di Cross, Aldis Hodge (L’uomo invisibile), racconta al Monte-Carlo Television Festival quale è il segreto di uno show come questo. La serie, ideata da Ben Watkins (anche lui ospite della kermesse) e basata sulla saga di romanzi di James Patterson, narra le vicende del detective della omicidi di Washington, Alex Cross.
Durante uno dei vari appuntamenti dedicati alla stampa, Hodge e Watkins hanno risposto alle domande dei giornalisti, anticipando qualcosa della prossima stagione e spiegando quali sono gli aspetti più importanti di uno show come questo. Uno show apprezzato da pubblico e critica, e candidato a numerosi riconoscimenti televisivi.
Al Monte-Carlo Television Festival, Ben Watkins racconta la nascita e lo sviluppo di Cross
«Abbiamo sempre detto che avremmo creato i nostri intrecci, quindi quelli che vedete sono tutti originali. I libri sono un’altra cosa: cambia il punto di vista, perché anche il killer ne ha uno. Ora, grazie a Cross, possiamo conoscerli ed entrare nelle loro menti.» Così Ben Watkins introduce il discorso, ricordando gli inizi di quella che sarebbe stata una delle serie di maggior successo degli ultimi anni.
«Quando ho iniziato a pensarmi come un narratore, molto è dipeso dai libri che ho letto e questo è sempre stato il mio tipo di storie preferito. Mia madre era una grande appassionata di spie e misteri. Quando avevo 9 o 10 anni, lei leggeva Robert Ludlum, Lynn Dayton e Raymond Chandler. Così facevo io, e me ne sono innamorato. Non appena ho avuto la possibilità di adattare una delle serie più conosciute e amate, sono stato subito attratto dall’idea di poter esplorare la parte oscura dell’essere umano, che è qualcosa di affascinante per tutti. Ed è anche per questo che i thriller sono così divertenti.»

L’importanza di un personaggio come Cross nell’America di oggi
«Ho sempre voluto farlo. Quando poi ho iniziato a pensare di avere un personaggio come Cross, con un intelletto, una bussola morale, dei talenti e una capacità fisica eccezionali, ho capito quanto fosse importante, soprattutto in un periodo come questo in America, dove la diversità è sotto attacco. C’era una mancanza di personaggi forti, positivi, neri. Ho pensato che fosse un’opportunità per poter fare qualcosa.»
«Per me uno degli aspetti più rilevanti del personaggio – si aggancia Hodge – è che non scende a compromessi. Di fronte al pregiudizio e ai suoi capi, consapevole anche delle conseguenze, non si piega. Credo sia per questo che le persone riescono a connettersi a lui. Ed è lo stesso per me, ci tenevo a far parte del progetto perché potevamo mostrare un esempio. C’è tanto divertimento, ma anche degli insegnamenti.»
Per quanto riguarda il percorso del personaggio nel corso delle stagioni, l’attore anticipa ciò che lo aspetta. «Nella prima stagione abbiamo capito che stava affrontando il dolore per la perdita della moglie, nel tentativo di ritrovare se stesso. Abbiamo lavorato sulla sua vulnerabilità. Nella stagione 2, lo vediamo più aperto a intraprendere un nuovo cammino. Nel prossimo capitolo, dovremo estendere il discorso e scoprire chi è davvero, affronterà nuove sfide che lo costringeranno a rispondere e ad adattarsi.»
«Stiamo usando Alex Cross come veicolo per raccontare una storia, e stiamo condividendo lo spettacolo attraverso l’emozione, l’onestà, la difficoltà, l’umanità. Quando usiamo l’entertainment in questo modo, è difficile quantificare come le persone vi entreranno in contatto. Per questo motivo penso che la televisione sia fantastica – conclude Watkins – e in una serie come questa dobbiamo sempre trovare il modo per far evolvere il personaggio.»


