Connect with us

Documentari

Intervista ad Antonella Cecora, regista de “I Giovani al CineComando”

Published

on

Schermata-11-2455872-alle-13.22.37

 

 

In occasione della presentazione del suo ultimo lavoro, nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma, abbiamo intervistato la giovane regista romana, Antonella Cecora, che insieme a Simone Damiani, l’autore di riprese e montaggio, hanno realizzato il documentario “I Giovani al CineComando“. Inchiesta tra i giovani dai 18 ai 30 anni, in cui i protagonisti sono proprio gli intervistati, che ci raccontano le loro idee sul cinema, sulla cultura, sulla TV. Un insieme di volti eterogeneo, fresco e democratico, incorniciato nel contesto del Festival di Roma del 2010, l’anno in cui per la prima volta nella storia del cinema italiano, tutti i lavoratori dello spettacolo occupano il tappeto rosso per protestare contro i tagli della cultura.

 

L’idea ti è venuta prima o dopo di sapere della manifestazione “Tutti a Casa” del 28 ottobre 2010?

L’idea di partenza era fare un documentario d’inchiesta sui giovani.Ho lavorato per vari mesi a diverse idee e formule. Poi il movimento tutti a casa e la manifestazione sul Red Carpet mi ha dato uno spunto interessante. Il montaggio  è stato un ulteriore momento di  riscrittura ed alla fine mi è sembrato che il flusso di volti e voci fosse il modo più diretto.

Cosa è cambiato da un anno a questa parte?

I giovani che lavorano nel cinema hanno preso coscienza del proprio ruolo e dei propri bisogni ma le condizioni di lavoro sono ancora più difficili sia dal punto di vista produttivo che distributivo

Come hai preso questa grande risonanza mediatica che sta ricevendo il tuo documentario?

Mi ha sorpreso, era del tutto inattesa!Sono felice soprattutto per il mio obiettivo: fare ascoltare i giovani.

Quanto avete impegnato insieme a Simone Damiani per realizzare il documentario?

Abbiamo fatto le riprese dal primo all’ultimo giorno della festa internazionale del film dello scorso anno,Andavamo lì verso le 11 di mattina e andavamo via verso le 23 di sera! Poi c’è stato un gran lavoro di montaggio.

Quanto materiale avete raccolto?

Abbiamo piů di 10 ore di girato.Tantissimi giovani dai 18 ai 30 anni.Purtroppo avevamo una bellissima intervista ad un gruppo di ragazze di 18 anni che dicevano cose interessanti ma  il microfono non ha funzionato…

Dove potremo trovare il tuo documentario, finito il Festival di Roma?

Noi e la marechiarofilm speriamo venga preso in TV. Vorremmo tanto che la televisione desse spazio ai giovani,ai loro volti e alle loro opinioni. Se ciò non accadrà torneremo in streaming gratuito che trovo sia una bellissima soluzione. Mi piace molto l’idea che tutti possano vederlo gratuitamente da casa!


Prevedi un seguito per “i Giovani al CineComando”?

Ammetto che mi sto appassionando molto ai documentari d’inchiesta..per cui…tutto può essere!

Progetti futuri?

Beh come ogni regista, spero di fare un film!Per ora sto lavorando al soggetto…

Trailer I giovani al CineComando from marechiarofilm

 

 

 

 

 

 

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Documentari

Àrbores | Il documentario disponibile su OpenDDB fino al 13 ottobre

Published

on

Àrbores

Dopo essere stato presentato al 24esimo Festival CinemAmbiente di Torino, nella sezione Made in Italy, il documentario Àrbores sarà disponibile dal 3 al 13 ottobre 2021 sulla piattaforma OpenDDB con una capienza massima di 500 accessi.

Accompagnati dai racconti di Grazia Deledda, uno sguardo sulle creature del monte Ortobene, per vivere la storia perduta degli alberi della Sardegna.

Àrbores | La trama

Durante il 1800, una speculazione selvaggia guidata dai governo piemontese dei Savoia, rade al suolo l’ottanta percento dei boschi della Sardegna. Nel 1861 il regno di Sardegna si trasforma in Regno d’Italia e la Sardegna paga il suo tributo al nuovo Stato diventando, ormai brulla, l’Isola delle pecore. L’isola disboscata e delle pecore.

Leggi anche: Venezia 77 | I am Greta, recensione del documentario sulla giovane attivista per il clima

Cantato da Grazia Deledda, Nobel per la letteratura nel 1926, il bosco del monte Ortobene, a Nuoro, ha subito, nella seconda metà dell’800, la medesima sorte. Oggi, dopo gli speculatori, i taglialegna, i carbonai, gli incendi, la foresta ricresce. La notte, gli animali del bosco, cinghiali, martore, volpi, donnole, ricci, si riprendono i loro spazi e sembrano incontrarsi per mangiare e danzare insieme. Dalle ceppaie di quei lecci millenari gli alberi rinascono. Ma l’albero è sempre lui, ha sempre mille anni.

Come dice Sainkho, cantante delle foreste siberiane, gli alberi sono creature viventi, che hanno un legame indissolubile con le persone vive, soprattutto perché custodiscono lo spirito degli antenati e delle generazioni che ci hanno preceduto. Generazioni di persone che rispettavano gli spiriti degli alberi, delle rocce e dei fiori, che vivevano in armonia tra di loro e con la natura.

La storia del bosco del Monte Ortobene

Nessuno, ancor meno i sardi, pensa davvero che la Sardegna, solo 150/200 anni fa, era una terra ricoperta di boschi millenari con corsi d’acqua abbondanti e un clima conseguente: fresco, rigoglioso e umido. La rappresentazione di una Sardegna brulla, arida e desolata, “coltivata a granito”, popolata di pecore, di pastori, di briganti per conformazione del cranio, inizia solo alla fine dell’800.

La storia del bosco del Monte Ortobene, a Nuoro, è un esempio di quello che è capitato ai boschi della Sardegna intera. Un bosco millenario, sacro alla popolazione, abbattuto dai colpi di scure dei taglialegna, come racconta bene Grazia Deledda in diversi suoi romanzi. Una piccola parte di quel bosco unico che era la Sardegna prima dell’Unità d’Italia.

Dopo il totale disboscamento subito nel corso del 1800, anno dopo anno, il bosco del Monte Ortobene, lentamente, ricresce. Dalle ceppaie di querce gigantesche nascono nuovi alberi. I cinghiali, un tempo spariti, oggi popolano ogni anfratto, ogni cespuglio del Monte. Dopo un inverno finalmente piovoso, tutte le fonti sono gonfie d’acqua. L’acqua, da monte a valle, sembra fare un percorso conosciuto a memoria e ridona vita a oltre 40 fonti. La terra si risveglia.

Àrbores | Riprese in tempo reale e agli infrarossi

Àrbores è frutto di un lavoro di osservazione fatto di 3 giorni di riprese al mese, giorno e notte, per 24 mesi. Una natura raccontata quasi in tempo reale, a dispetto di qualsiasi condizione metereologica, attraverso trappole fotografiche per gli animali, a terra e sugli alberi. Riprese del bosco dall’alto e da dentro, per dare l’idea di vita, di natura, di condivisione.

Leggi anche: Matera Film Festival | David Cronenberg: “Sogno un film in Italia da quando ho visto La Dolce Vita”

Le riprese notturne sono state tutte realizzate agli infrarossi, alla luce della luna o di luci artificiali invisibili all’uomo e agli animali, e raccontano un mondo a cui l’uomo non ha accesso, abitato da fate, folletti e da spiriti erranti.

Continue Reading

Documentari

Helm | Ethan Hawke alla regia del docufilm su Newman e la Woodward

Published

on

ethan hawke newscinema compressed 1

Secondo Deadline , il candidato all’Oscar Ethan Hawke ( Training Day, Before Sunset ) ha firmato per dirigere il prossimo documentario della Nook House Productions, incentrato sulla storia d’amore dell’iconica coppia di Hollywood (e dei veterani della recitazione) Joanne Woodward e del defunto Paul Newman. Il progetto è stato ufficialmente autorizzato dalla famiglia Woodward-Newman.

La dichiarazione di Ethan Hawke

Alla notizia di questo grande progetto che appassionerà i cinefili di tutto il mondo e i fan del compianto Newman, il regista e attore Ethan Hawke ha dichiarato: “Mostrerò uno sguardo raro ed esclusivo relativo alle carriere di entrambi gli attori e una complessa relazione durata 50 anni che alla fine è riuscita a battere le probabilità incredibili”.

Leggi anche: The Kid, il trailer del nuovo film con Ethan Hawke e Dane DeHaan

joanne and paul newman newscinema compressed

Leggi anche: Il Piano di Maggie, primo trailer italiano con Ethan Hawke e Julianne Moore

La storia d’amore tra Paul Newman e Joanne Woodward

La storia d’amore di 50 anni di Paul Newman e Joanne Woodward è iniziata quando sono diventati colleghi nel set di The Long, Hot Summer del 1958. Pochi mesi dopo, decisero di convolare a nozze a Las Vegas il 29 gennaio 1958. Furono elogiati non solo per la loro devozione e rispetto reciproco, ma anche per essere una delle poche prime coppie di Hollywood, che scelsero di crescere le loro tre figlie fuori dalla California. Il loro matrimonio è durato 50 anni fino alla morte di Newman all’età di 83 anni avvenuta nel 2008.

Il docufilm sarà prodotto da Emily Wachtel e Lisa Long Adler di Nook House Productions insieme a Adam Gibbs e Ryan Hawke di Under the Influence Productions. Questo progetto segna la seconda volta che Hawke dirigerà un documentario dopo sei anni da Seymour: An Introduction del 2014 .

Continue Reading

Documentari

Game of Thrones: The Last Watch, il documentario sulla stagione finale

Published

on

Game of Thrones: The Last Watch

Sapendo che i fan probabilmente si stanno ancora riprendendo dall’episodio finale dello scorso maggio, la HBO ha annunciato un documentario di due ore intitolato Gameof Thrones:The Last Watch, incentrato sulla realizzazione della stagione finale. Questo docu-film sarà presentato in anteprima una settimana dopo l’ultimo episodio. Per un anno, l’acclamato regista britannico Jeanie Finlay è stato ospite sul set della serie di successo della HBO e ha raccontato cosa si nasconde dietro la creazione della stagione – a quanto pare – più ambiziosa e complicata dello show.

Debuttando domenica 26 maggio, una settimana dopo il finale della serie, Game of Thrones: The Last Watch scava nel fango e nel sangue per rivelare le lacrime e i trionfi ottenuti dalla sfida di portare in vita il mondo fantastico di Westeros nei veri studi, campi e parcheggi dell’Irlanda del Nord.

Realizzato con un accesso senza precedenti, Game of Thrones: The Last Watch  è un report ravvicinato e personale delle trincee di produzione, che segue l’equipaggio e il cast mentre devono fronteggiare a condizioni meteorologiche estreme, rispettare le scadenze e avere fan sempre assetati di spoiler. Molto più di un documentario solitamente definito come “making of”. Questa è una storia divertente e straziante, raccontata con arguzia e intimità, sui piaceri agrodolci e su ciò che significa creare un mondo al quale – tra poco – dovremmo dire addio.

I precedenti lavori di Jeanie Finlay includono i documentari Seahorse, Orion: L’uomo che sarebbe il re, Pantomime, La grande bufala dell’hip hop, Sound It Out e Goth CruiseGame of Thrones: The Last Watch  è il suo ottavo lungometraggio. L’ottava stagione di Game of Thrones sarà presentato in anteprima il 14 aprile su HBO.

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari