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Una Mamma per Amica: Di nuovo insieme, la recensione del quarto episodio

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E così il chiacchieratissimo revival di Una Mamma per Amica termina su Netflix. L’episodio intitolato Fall rappresenta la chiusura di un cerchio per le nuove avventure delle ragazze Gilmore; 10 anni dopo la conclusione della serie cult, non era certo facile riprendere il filo del discorso e cercare di soddisfare e rispondere a tutte le domande dei fan, eppure questo episodio non fa altro che aprire nuovi interrogativi sul destino dei personaggi. Il capitolo è conclusivo per alcuni personaggi, come Lorelai ed Emily ad esempio, ma è insoddisfacente nei riguardi di Rory, dato che continua questo accanimento incondizionato nei suoi riguardi. Non una fine ma un nuovo inizio, eppure dopo 10 anni di attesa e tante speranze, ci meritavano un finale di questo tipo?

Rory e il romanzo di una vita

(Attenzione SPOILER)

Sappiamo bene che Rory ha seguito alla lettera il consiglio di Jess. La giovane ragazza infatti vuole raccontare la sua vita, quella vita quasi idilliaca ed il rapporto che ha avuto con sua madre, attraverso le pagine di un libro. Lorelai però a quanto pare non è convinta che sia la cosa giusta da fare e, questo screzio, finisce per rompere l’idillio fra le due ragazze Gilmore. Il tempo passa e mentre Rory cerca di trovare una soluzione, un modo per poter aggiustare le cose, Logan torna prepotentemente nella sua vita. In una serata che ricorda i giorni spensierati del college, i due amici/amanti capiscono che è arrivato il momento di mettere fine alla loro relazione. Rory incassa il colpo, ma continua spedita nella sua scelta: scrivere un libro è l’obiettivo ultimo, il modo per chiudere un tormentato capitolo e volgere uno sguardo speranzoso al futuro. Ma le novità non sono certo finite per la dolce e tormentata Rory; il destino ha in serbo una grande novità, un colpo di scena che lei stessa non si aspettava e che, inevitabilmente, cambierà le carte in tavola una volta per tutte: “Mamma, io sono incinta”.

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Lorelai: finalmente il grande passo

Ci ha fatto penare, questo lo si deve ammettere, ma alla fine Lorelai ha fatto la scelta più ragionevole della sua vita, ovvero sposare Luke. Dopo oltre 10 anni di convivenza (già durante la stagione 5 hanno intrapreso una romantica storica d’amore), i due si sono sempre amati e supportati a vicenda, ma ora che Lorelai ha chiuso con il suo passato e, soprattutto, ha riallacciato i rapporti con Emily, può finalmente pensare al suo futuro. Non un matrimonio sontuoso, ma un incontro fra tutti gli amici e conoscenti che hanno preso parte a quest’avventura chiamata ‘La vita di Lorelai e Luke’.

La decisione arriva dopo una fuga sofferta, dopo una scelta che aveva messo in serio pericolo tutte le certezze fino ad ora costruite. Solo una cosa deve essere messa al suo posto: il rapporto con Rory. Così con tanto coraggio e con le lacrime agli occhi, Lorelai concede il benestare a sua figlia di poter scrivere il libro e, finalmente, la magia si compie. Un vero happy ending per Lorelai, un passo più che giusto (anche alla luce di quanto accaduto nel Revival), ma come affronterà la notizia della maternità di Rory?

Il ritorno di Dean e Sookie

E mentre alcune domande non trovano risposta, non possiamo dimenticare di menzionare il ritorno di Sookie e Dean. Mancavano solo loro per completare il quadro del Revival. Il primo amore di Rory compare così all’improvviso, in tutta la sua simpatia che quasi non si riesce a metabolizzare il tutto. Dean è andato avanti con la sua vita, ha messo su famiglia eppure non ha dimenticato quella giovane ragazza che per la prima volta gli ha fatto battere il cuore. L’incontro è stato fugace ma ha messo a tacere tante parole sussurrate e da tempo celate nell’ombra. Sookie invece torna nella vita di Lorelai come un tornado di gioia e simpatia; come è accaduto per Dean anche la sua è stata un’apparizione molto breve, ma è stata decisamente risolutiva.

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Lacrime, sorrisi e qualche pugno nello stomaco, cala così il sipario su Una Mamma per Amica: Di nuovo Insieme. Il Revival più anticonvenzionale della tv, anche se è stato capace di spazzare via il ricordo della stazione 7 (trasmessa nel lontano 2007), ha osato troppo andando a costruire un lungo film tv dal finale approssimativo, a tratti inconcludente, come se fosse un lungo incipit al vero happy ending.

Certo ci sono state molte trovate geniali, non sono mancati i colpi al cuore e le continue citazioni della pop culture di oggi, eppure è mancato qualcosa, un particolare che lo potesse rendere perfetto. Si è giocato molto bene con Lorelai ed Emily, anche con il ricordo di Richard, ma non si ha la risposta all’annosa domanda:”Chi sarà il compagno di Rory”?, poiché non si è dato ampio spazio al ritorno di Dean e lo sguardo innamorato di Jess non è bastato, il Revival di Una Mamma per Amica è stato la fiera della occasioni perse, bello ma imperfetto nella sua interezza. Alla luce dei fatti un sequel, nuovi episodi oppure altri film tv, devono essere assolutamente prodotti e distribuiti sul mercato, il mondo ha bisogno di una serie tv di questo genere. Abbiamo bisogno di sognare ad occhi aperti.

Carlo è un trent’enne con un cuore che batte per il cinema, le serie TV, i romanzi fantasy e la musica anni ’90. È un Maveliano D.O.C. ed è #TeamCap per scelta. Si è laureato in Giurisprudenza ma non è un avvocato, sogna di vivere a Londra e di intervistare David Tennant.

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Cinema

Rolling Thunder Revue, Martin Scorsese racconta Bob Dylan su Netflix

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Per coloro che amano il binomio cinema e musica, c’è un film da non perdere! Martin Scorsese racconta la celebre carriera del cantante Bob Dylan, a partire dal 12 giugno su Netflix. Nella pagina abbiamo inserito il trailer di Rolling Thunder Revue: Martin Scorsese racconta Bob Dylan.

Attraversando nel 1975 un’America politicamente, economicamente e socialmente sfinita, un autobus carico di musicisti – radunati da Bob Dylan – percorre la strada alla ricerca di nuovi orizzonti creativi. Il risultante tour, il Rolling Thunder Revue, rivelò un Dylan mai visto: giocoso, intenso, espansivo, rinvigorito. Catturando in modo magistrale un’icona e una nazione in transizione, il regista Martin Scorsese racconta la storia usando materiale video abbandonato per decenni, ora splendidamente restaurato, e portando gli spettatori direttamente nel cuore di un’elettrizzante e incontrollata scommessa musicale. Ispirato dallo spirito inquieto di Dylan, Scorsese realizza trovate mozzafiato, evocando fantasmi nostalgici, combattenti, maghi, giovani star e testimoni di ogni tipo, superando i confini del documentario convenzionale.

Come un frammento essenziale di una leggendaria narrativa, Scorsese racconta Joan Baez, Rubin “Hurricane” Carter, Sam Shepard, Allen Ginsberg e Bob Dylan, davanti alle telecamere per la sua prima intervista in oltre un decennio. Rolling Thunder Revue: Martin Scorsese racconta Bob Dylan vibra con la promessa di un’America, da più di 200 anni in sperimentale stato di cambiamento. Il film trascende la semplice rievocazione della straordinaria musica di Dylan descrivendo il percorso nel territorio inesplorato della reinvenzione artistica personale.

Rolling Thunder Revue: Martin Scorsese racconta Bob Dylan sarà anche presentato Bologna in due serate speciali: in anteprima italiana martedì 11 giugno, per l’inaugurazione della programmazione dell’Arena Puccini, e lunedì 17 giugno in Piazza Maggiore, per l’inaugurazione della manifestazione “Sotto le stelle del cinema”.

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La Casa di Carta: guida ai personaggi della serie tv spagnola più amata di Netflix

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Negli ultimi anni Netflix ha messo a segno un successo dopo l’altro. In particolar modo la serie tv spagnola La casa de papel, nota in Italia con il titolo La casa di carta ideata da Álex Pina è uno dei titoli più apprezzati e visti in tutto il mondo. A differenza delle serie americane che siamo abituati a vedere, l’intero cast è composto da attori spagnoli che interpretano personaggi che rispondono al nome di grandi città. E se è valido il detto “battere il ferro finchè è caldo” Netflix è pronta a lanciare il 3 luglio 2019 la terza stagione di La casa di carta con l’auspicio di triplicare il successo delle due serie precedenti. Per questo motivo abbiamo deciso di proporvi una guida ai protagonisti di questa serie, raccontando la loro vita, il loro modo di essere e i motivi che li hanno portati ad entrare a far parte della banda criminale più amata degli ultimi anni.

I personaggi di La Casa di Carta

Il Professore (Álvaro Morte): Un uomo misterioso, apparentemente senza passato e con un falso nome: Salvador Martì. Nessuno sa nulla di lui, come il suo nome, la sua età o da dove viene. L’inizio della banda è merito suo. Lui si è occupato di reclutare una squadra di ladri per portare a termine un piano che aveva in mente da anni: entrare nella Zecca di Stato spagnola per stampare denaro. È un uomo esperto e poliglotta. Il suo aspetto da Professore lo mostra come un uomo tranquillo che non farebbe male a una mosca. Ma ben presto si scopre che, dietro quell’aria da bravo ragazzo, c’è un ladro che ha rubato più di due milioni di euro e sa come uscire indenne dalla rapina. Nella seconda stagione riesce a vincere contro l’ex di Raquel, un agente di polizia con un paio di mosse senza essere toccato. È un uomo che non lascia nulla al caso. Il suo compito principale è quello di tener conto di tutte le possibilità, in particolar modo dei potenziali fallimenti ed errori di un piano ben studiato. Nonostante tutte le difficoltà, il Professore si innamora di Raquel, nonostante lei sia la poliziotta incaricata a sgominare la sua banda.

Berlino (Pedro Alonso) è un ladro di pietre preziose diventato criminale per sostenere il suo costoso stile di vita. Il suo modo di essere, di porsi e le buone maniere che non mancano mai, lo rendono molto diverso dal resto del gruppo. È un malvagio dal cuore tenero, basta vedere come si relaziona con gli ostaggi, a patto che seguano i suoi ordini chiaramente. Berlino è incapace di entrare in empatia con le altre persone, ma al contempo ha un forte bisogno di piacere agli altri. La polizia ha detto a tutti che è coinvolto in una storia di pedofilia e tratta degli schivi bianchi. Accusa che forse non è nulla in confronto alla condanna di morte a causa di una malattia che lo ucciderà entro un paio d’anni.

Tokyo (Úrsula Corberó): una giovane, tenace e impulsiva rapinatrice di banche. Nella sua carriera ha alternato lavori legali a diverse rapine, l’ultima delle quali è andata storta e si è conclusa con la morte di due poliziotti e del suo fidanzato. Da quel momento è sempre stata in fuga. Il suo rapporto con Allison non è chiaro se è per semplice amicizia, per attrazione nei suoi riguardi o se è solo una mossa per mostrare il suo potere sugli ostaggi. Spesso le sue azioni impulsive mettono in pericolo tutta la missione, causando diversi problemi nella squadra. Particolare è la sua voce che si sente all’inizio e alla fine di ogni episodio.

Nairobi (Alba Flores). Una donna spensierata che è diventata una criminale dopo che il suo fidanzato l’ha lasciata quando era incinta. Ora il suo scopo è quello di usare i soldi che ha guadagnato per riconquistare la custodia di suo figlio e ritirarsi da qualche altra parte per vivere una vita normale. A quanto pare è un leader molto apprezzato, come dichiara Torres, un’anziana lavoratrice della Zecca, che arruola per produrre in serie gli euro che poi ruberanno.

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La banda con il plastico della Zecca di stato spagnola

Rio (Miguel Herrán) è un ragazzo un po’ immaturo, simpatico, un hacker prodigio, imparando a programmare all’età di 6 anni. Tale era il suo talento, da diventare capo tecnico di una compagnia di sicurezza. Proprio per questo finisce sulla lista di controllo dell’Interpol, dopo aver iniziato ad hackerare e crackare i sistemi di sicurezza di una villa a Ginevra. Lui è quello che ha maggiore empatia con gli ostaggi. È pur vero che però sarà lui a dire alla polizia del suo coinvolgimento e di quello di Tokyo nella rapina.

Mosca (Paco Tous): un ex minatore diventato poi fabbro per una malattia che lo costrinse a lasciare il lavoro. Iniziò a usare le sue abilità per rubare gioielli nei caveau delle banche per sfamare la sua famiglia. Per questo motivo è entrato e uscito di prigione diverse volte. Un altro dei motivi che lo hanno portato a lasciare la miniera è stata la claustrofobia.

Denver (Jaime Lorente): il figlio di Mosca. Ha trascorso la maggior parte della sua vita da criminale provando droghe che gli hanno lasciato un temperamento aggressivo che si calma solo in presenza di suo padre. La sua fastidiosa risata, sguaiata e a bocca aperta è uno dei suoi principali segnali di identità. Possiamo dire che la sua forza non è nell’ intelligenza, ma più nei muscoli. Nonostante abbia un carattere tutt’altro che affabile, si prende cura di Mònica, tanto che poi finisce per innamorarsi di lei.

Helsinki (Darko Peric). Onestamente non si conosce molto di questo serbo al di là del fatto che ha un passato violento. Il fatto che non parla molto viene soppiantato dalle sue armi e dai suoi partner che parlano per lui. C’è poco da fare, la mamma è sempre la mamma. Frase cara ad Helsinki se si pensa a quando il professore lo manda a far distruggere la loro auto da ‘picchiaduro’ e 1000 euro per l’operaio per non farlo parlare. Peccato che però il pensiero di mandare quei soldi alla propria famiglia era più forte di qualsiasi altra cosa. L’idea che c’era un motivo della necessità di distruggere quella macchina non lo aveva minimamente sfiorato. Oslo ed Helsinki – la coppia d’oro, sia in guerra, in pace, in crime e in prigione.

Oslo (Dimitri Mostovói). Un altro personaggio abbastanza misterioso, di cui si sa ben poco e viene visto anche più di rado con il gruppo. Come per Helsinki, le armi parlano per lui. Il suo soprannome? The Quiet, come lo ribattezzato Tokyo.

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Netflix

The Old Guard, Luca Marinelli e Matthias Schoenaerts nel film Netflix

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the old guard matthias schoenaerts e luca marinelli

Netflix e Skydance Media annunciano oggi due nuovi ingressi nel cast di The Old Guard. Si tratta di Matthias Schoenaerts (Red Sparrow, Un sapore di ruggine e ossa) e di Luca Marinelli (Non essere cattivo, Lo Chiamavano Jeeg Robot).
Si uniscono ai già confermati Charlize Theron (Mad Max: Fury Road, Atomica Bionda), KiKi Layne (Se la strada potesse parlare) e Marwan Kenzari (Aladdin).

Il film è diretto da Gina Prince-Bythewood (Love & Basketball, Beyond The Lights), ed è basato sull’omonima serie graphic novel di Greg Ruck, illustrata da Leandro Fernández. La sceneggiatura è dello stesso Rucka e di Gina Prince-Bythewood.
The Old Guard è prodotto da David Ellison, Dana Goldberg e Don Granger per Skydance, insieme a Marc Evans, Charlize Theron, Beth Kono e AJ Dix per Denver and Delilah. Stan Wlodkowski e Greg Rucka sono produttori esecutivi.

Basata sull’omonima serie graphic novel di Greg Ruck e illustrata da Leandro Fernández, The Old Guard racconta la storia di un piccolo gruppo di mercenari divenuti immortali, che deve combattere per tenere unita la squadra dopo aver scoperto l’esistenza di un nuovo immortale e che i loro super poteri sono a rischio.

The Old Guard sarà disponibile prossimamente su Netflix.

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