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Paul Rudd, 10 curiosità sulla star di Ant Man

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Alcuni attori provenienti dal mondo delle serie tv dimostrano la loro bravura quando riescono a colpire il cuore dei fan, interpretando anche ruoli secondari. Questo, senza dubbio, è il caso dell’attore americano Paul Rudd. Nonostante le diverse esperienze nel mondo della pubblicità e del cinema, per tutti (o quasi) resta lo storico fidanzato di Phoebe Buffay di Friends, Mike Hanningan.

A contribuire alla sua ascesa come attore comico di fama mondiale, sono stati alcuni film che lo hanno visto nel ruolo di protagonista, come A cena con un cretino con Steve Carell, Molto incinta con Seth Rogen e tanti altri. Negli ultimi anni Paul Rudd è riuscito a conquistare adulti e bambini, entrando a far parte della famiglia Marvel, con Ant Man nel 2015. In questi giorni l’attore è passato in Italia per la promozione del secondo film Ant Man and the Wasp in coppia con la bellissima Evangeline Lilly, a Roma e al Giffoni Film Festival, durante il quale ha incontrato giovanissimi giurati italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo. Ma ecco qualcosa di nuovo su di lui.

È di origini ebree: Paul è nato a Passaic, nel New Jersey, da una coppia di ebrei dell’Inghilterra. Il padre Michael è il vicepresidente di una linea aerea e ha cambiato il nome da Rudnitzky a Rudd, una volta arrivato negli Stati Uniti.

Riservato: Paul è una persona molto riservata e non ama parlare molto della sua famiglia. Unico dato certo è il matrimonio con Julie Yaeger, avvenuto nel 2003, dalla quale ha avuto due figli: Jack Sullivan (nato nel 2006), e Darby (nata nel 2010).

La sua vita da deejay: per pagarsi gli studi della scuola di recitazione egli ha lavorato come dj per diversi Bar Mitzvah, così da non gravare sulle spalle dei genitori.

Prima del cinema: Prima di approdare nel mondo del cinema Rudd è stato protagonista della pubblicità della storica console a 16 bit: il Super Nintendo.

Supereroe preferito? Hulk: Nonostante Paul Rudd ultimamente indossi una tuta in grado di rimpicciolirlo e renderlo enorme in Ant-Man, la sua vera passione da ragazzino non erano i fumetti, ma le serie tv degli anni ’70 tipo L’incredibile Hulk interpretato da Lou Ferrigno.

Non chiamatelo comico: Nonostante molti dei suoi personaggi sono di stampo comico, accanto ad attori del calibro di Steve Carell, Jason Segel e Will Farrell, il bel Paul non si considera tale. A sostenere questa volontà, sono anche gli studi di teatro classico fatti in gioventù.

Paul Rudd in coppia con Evangeline Lilly in una scena tratta dal film Ant Man and the Wasp.

Non solo supereroe: Nell’ultimo film prodotto dalla Marvel, Ant Man and the Wasp, in coppia con Evangeline Lilly, oltre ad interpretare il ruolo di protagonista, ha collaborato alla scrittura della sceneggiatura.

Si è lanciato da una macchina in corsa: Una curiosità che riguarda Rudd non è legata ad un film, ma a qualcosa accaduta nella vita reale. L’attore in un’intervista ha raccontato che una sera si trovò ad un doppio appuntamento al buio, senza che lui ne fosse a conoscenza. Ad un certo punto, tornando verso casa, lui e il suo amico diedero libero sfogo alle loro battute migliori per far ridere delle ragazze, e Paul decise di saltare fuori dalla macchina mentre guidava e correrle accanto, mentre continuava a parlare. Ovviamente niente è andato come previsto. Rudd, non riuscendo a tenere il passo con la macchina, si è allontanato dalla strada fino a colpire un albero.

Molto più di… Friends: Come molti ricorderanno Paul Rudd ha preso parte alla serie cult anni ’90, Friends, nel ruolo di Mike Hannigan, fidanzato di Phoebe (Lisa Kudrow). Forse non tutti sanno che nella realtà, ha avuto una storia con un’altra attrice dello show: Jennifer Aniston. I due si sarebbero conosciuti nel lontano 1998 sul set de L’oggetto del mio desiderio.

L’incontro con Jack Nicholson: Tra le curiosità più interessanti di Paul Rudd, l’incontro con Jack Nicholson merita attenzione. Durante le riprese del film Everything you got, Paul interpreta il ruolo del figlio di Nicholson, e in diverse occasioni, come vuole la sceneggiatura, sono costretti a baciarsi e abbracciarsi spesso. Rudd in un’intervista raccontò l’emozione e l’incredulità nel condividere la scena con un mostro sacro come Nicholson, e di tutta risposta, durante il primo incontro quest’ultimo entrò nella stanza dove era presente anche Paul, lo baciò e si sedette per parlare, come se niente fosse.

Se sei un fan di Paul Rudd la redazione ti consiglia:

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Box Office

Ma cosa ci dice il cervello con Paola Cortellesi è il film più visto di Pasqua

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La nuova commedia di Riccardo MilaniMa cosa ci dice il cervello (leggi qui la recensione) con Paola Cortellesi protagonista, è il film più visto nel weekend di Pasqua con 1.775.852 euro per 266.372 spettatori. Numeri davvero importanti, tanto da considerarlo il miglior incasso di un film italiano nel periodo pasquale dal 2010.

Grandi applausi anche per Vision Distribution e Wildside, che hanno scelto di scommettere su un weekend non tradizionale per il cinema italiano come quello delle festività pasquali. Dopo il biglietto d’oro per la commedia Come un gatto in tangenziale, sempre con la Cortellesi in coppia con Antonio Albanese, il più grande incasso del natale 2017 (oltre 10 milioni al botteghino), Vision e Wildside, continuano a scommettere – e a vincere – con la coppia Milani e Cortellesi. Ricco e divertente il cast del film, che, accanto a Paola Cortellesi, conta su Stefano Fresi, Remo Girone, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, Claudia Pandolfi, Alessandro Roia, Carla Signoris, Tomas Arana, Teco Celio. Qui sotto la nostra video recensione.

Il produttore Mario Gianani ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di lavorare con Paola Cortellesi, protagonista del cinema italiano, attrice poliedrica, una grande artista. Felici di questo nuovo successo al quale hanno lavorato gli sceneggiatori, un grande cast e tutti i reparti brillantemente diretti da Riccardo Milani, che ancora una volta ha saputo raccontare i nostri tempi con il linguaggio della commedia”. Il COO di Vision Distribution Massimiliano Orfei ha dichiarato: “Questo risultato dimostra che il cinema italiano è in grado di sfidare con successo date di programmazione tradizionalmente riservate ai film americani ed è un segnale importante non solo per Vision, che continua a consolidare la sua posizione sul mercato vedendo premiata una strategia distributiva innovativa e coraggiosa, ma anche per tutta l’industria nazionale. Sappiamo quanto sia decisivo riuscire a valorizzare ogni momento della stagione distributiva, e ciò è possibile solo se si è disposti a credere fino in fondo alla forza del nostro cinema e dei suoi migliori talenti. Il nostro ringraziamento va prima di tutto a Riccardo Milani e a Paola Cortellesi, che ci hanno voluto regalare un altro gioiello, a Mario Gianani e alla Wildside, con cui abbiamo coprodotto il film, e a tutta la straordinaria squadra di Vision”.

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Cinema

5 film sul basket da vedere assolutamente

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Pur essendo uno sport poco popolare nel nostro paese, dalle parti di Hollywood il basket sembra essere piuttosto apprezzato. La passione americana per la pallacanestro ha portato allo sviluppo di numerose pellicole che variano dai film drammatici, sino alle commedie sino all’animazione vera e propria. Su Betway la superstar dei social media NBA Daniele Mazzanti discute di crescita dei social media, engagement rate e di come mantenere vivo online lo sport.

Per un amante del basket non vi è che l’imbarazzo della scelta quando si tratta di sedersi sulla propria poltrona preferita e scegliere cosa vedere. Quali sono dunque i film sul basket da vedere assolutamente? In questo breve articolo abbiamo voluto raccogliere cinque film interamente dedicati a questo sport che, qualunque cinefilo che si rispetti, dovrebbe vedere almeno una volta nella propria vita.

Colpo vincente (Hoosiers)

Il primo film della lista è Colpo vincente (Hoosiers in lingua originale), pellicola del 1986 diretta da David Anspaugh che può vantare un cast formato da attori del calibro di Gene HackmanBarbara Hershey, Dennis Hopper e Sheb Wooley. Nel film, Gene Hackman interpreta il difficile Norma Dale. Ex allenatore di pallacanestro dal carattere a dir poco ruvido caduto in disgrazia, viene richiamato dal suo amico Cletus (Sheb Wooley) per allenare la squadra di un paesino dell’Indiana. L’inizio della sua avventura non è tra le più semplici, anche a causa del suo carattere e dei suoi discutibili metodi di allenamento, la squadra comincerà a vincere ininterrottamente, sino a conquistare inaspettatamente il titolo statale. Colpo vincente ha raccolto notevoli apprezzamenti da pubblico e addetti ai lavori, tanto che tutt’ora considerato uno dei più importanti film sportivi mai realizzati.

Coach Carter

Continuiamo la carrellata di film sul basket da vedere a tutti i costi con Coach Carter, pellicola del 2005 ispirato da una storia vera e diretta da Thomas Carter. Questa volta a vestire i panni del coach è un altro grande del cinema a stelle e strisce, ovvero Samuel L. Jackson.  L’attore originario di Washington è coadiuvato più che degnamente da Rob Brown, Robert Andrew Ri’chard e Rick Gonzalez. L’allenatore Ken Carter viene ingaggiato per allenare gli Oilers della Richmond High School. La squadra presenta alcune figure piuttosto difficili che, dopo i primi contrasti con il coach, trovano in lui una guida capace non solo di insegnare come giocare a pallacanestro ma anche e soprattutto di come cambiare la propria vita grazie allo studio.

He Got Game

Arriva dunque il turno di He Got Game del 1998, pellicola scritta e diretta dal grande Spike Lee. Oltre alla partecipazione di attori di una certa rilevanza come Denzel Washington, Ray Allen, Milla Jovovich e Rosario Dawson, il film si distingue per i camei di alcuni tra i cestisti più famosi di tutti i tempi come Michael Jordan e Shaquille O’NealHe Got Game si focalizza principalmente sul difficile rapporto di un padre dal passato burrascoso (interpretato da Denzel Washington), ovvero Jack Shuttlesworth e suo figlio (Ray Allen). Pur essendo una pellicola basata sul basket, i temi affrontati vanno ben oltre il semplice sport.

Più in alto di tutti

Anche Più in alto di tutti merita un posto tra i film sul basket da vedere a tutti i costi. Si tratta di un film del 1996 diretto da Eriq La Salle che racconta la storia della vita di Earl Manigault, detto anche The Goat, il più forte streetballer di tutti i tempi. Gli inizi difficili, la fama, i problemi con la droga: durante la pellicola viene affrontata la storia di questo atleta che, a più di vent’anni dalla propria morte, ben impresso nella memoria degli appassionati di basket americani. Oltre al protagonista, interpretato da Don Cheadle, la pellicola annovera la presenza di James Earl JonesMichael Beach, Forest WhitakerRonny Cox,Loretta Devine e Glynn Turman.

Space Jam

Ebbene sì, non potevamo chiudere questa lista senza citare Space Jam, opera di Joe Pytka che catturò l’attenzione di grandi e piccini nell’ormai lontano 1996. La pellicola, una sorta di mix tra classico film e animazione, riesce nell’improbabile missione di far incontrare i Looney Tunes e il grande Michael Jordan. Numerosi sono gli altri attori e cestisti famosi che appaiono durante il film come Bill Murray, Larry BirdCharles Barkley. I Nerdlucks vogliono costringere i Looney Tunes a lavorare nel parco divertimenti dell’alieno Mr. Swackhammer. Bugs Bunny e i suoi amici, decidono di sfidare i piccoli e innocui alieni a una partita di basket, convinti di avere vita facile. Gli alieni però, impadronitisi dell’abilità di cinque tra i migliori giocatori del campionato NBA, si trasformano in mostri potentissimi. Per riuscire a vincere la partita dunque, i Looney Tunes hanno bisogno dello speciale aiuto del cestista per eccellenza, ovvero Michael Jordan.

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Cinema

Non sono un assassino, la recensione del legal thriller con Riccardo Scamarcio

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non sono un assassino

Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio) fa il vicequestore. Ha due amici storici: il giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni), che non vede da quasi due anni, e Giorgio (Edoardo Pesce), avvocato dal talento sottostimato ma anche uomo profondamente irrisolto e con un serio problema d’alcolismo. Una sera, Francesco esce per andare a trovare l’amico Giovanni. Una visita di piacere al vecchio compagno di scuola. L’indomani mattina, però, il giudice viene trovato inspiegabilmente morto, raggiunto in piena fronte da un proiettile, nello studio privato della sua villa.

A quel punto, al posto sbagliato ma nel momento “giusto”, Francesco viene ritenuto il principale indiziato, e a suo carico partirà il processo che dovrà definire colpevolezza o estraneità, all’interno di un intrico di ipotesi e dubbi che diventeranno esistenziali prima ancora che giudiziali. E nel suo reiterare la proclamazione d’innocenza, Francesco dovrà comunque muoversi tra accuse trasversali e indizi che lo inchiodano, elementi avanzati dalla PM (Claudia Gerini) e controbattuti – in strenua difesa – dal suo storico amico Giorgio. Passato e presente andranno dunque a mescolarsi per ricostruire il quadro di quelle tre vite di amici adolescenti un tempo unite e suggellate nelle parole sacre di un patto fraterno, e che oggi vivono forse invece la loro definitiva deriva. L’idillio di un triangolo al maschile forse spezzato dall’invidia, dalle frustrazioni o solo dalla voglia di essere per un attimo sula cresta dell’onda.

edoardo Pesce

Edoardo Pesce e Riccardo Scamarcio in Non sono un assassino

Basato sull’omonimo romanzo di Francesco Caringella (magistrato e scrittore) e immerso negli ambienti di una Puglia strettamente “giurisprudenziale” che ricorda da vicino le atmosfere dei romanzi di Gianrico Carofiglio, Non sono un assassino di Andrea Zaccariello indaga la doppia via del thriller legale e di coscienza, portando avanti una possibile colpevolezza che ha il pesante aggravante di una storica amicizia tradita e, forse, ferita a morte. Attraverso il personaggio di Francesco Prencipe, Non sono un assassino scava infatti a piene mani nella vita di un uomo che si è lasciato in qualche modo tutto alle spalle: la famiglia, le tante amanti, la professione e forse anche lo zoccolo duro di un’amicizia reale. L’instabilità di Francesco, specchiata e in qualche modo doppiata in quella dell’amico avvocato Giorgio, ossessionato dall’amore per una donna che non l’ha mai nemmeno degnato di uno sguardo, muove poi a definire il quadro più ampio di una realtà maschile in fuga, e fatta soprattutto di ansie da prestazione, paure, e senso diffuso di inadeguatezza. Tre vite di uomini che si raccontano e si perdono nei flash back dei ricordi e che ora, tra le mura di una sterile aula di tribunale, vivranno la loro sentenza definitiva.

non sono un assassino scamarcio

Riccardo Scamarcio in Non sono un Assassino

Un soggetto interessante ma davvero poco ben orchestrato, che somma assieme diversi e gravi punti di debolezza. Su una sceneggiatura troppo ondivaga e dei dialoghi quasi mai all’altezza della scena e dei personaggi, con un montaggio rapsodico che non aiuta la linearità narrativa, Non sono un assassino pecca infatti anche dal lato prettamente tecnico con un doppiaggio (dei ragazzi da giovani) sempre fuori synch e, soprattutto, con una Claudia Gerini snaturata da un accento “sfiatato” davvero poco credibile e funzionale. Nel cordoglio e nel lutto di una dinamica esistenziale che si sviscera attraverso il thriller legale e nella resa dei conti tra un trio di ex ragazzi divenuti uomini e smarritisi nelle aspettative disilluse e nei loro sogni infranti, Andrea Zaccariello mette infine troppa carne al fuoco mutando inopinatamente quello che doveva essere un thriller dai toni drammatici in una girandola situazionale scontata e – troppo spesso – involontariamente comica.

Al cinema dal 30 Aprile.

Non sono un assassino, la recensione del legal thriller con Riccardo Scamarcio
2.5 Punteggio
Pro
Soggetto, Cast
Contro
Sceneggiatura, Montaggio, Sonoro
Riepilogo Recensione
Un legal thriller inscritto nella classica zona grigia e di confine tra colpevolezza e innocenza
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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