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Mamma mia! Ci risiamo, cosa ne pensa la critica internazionale

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Quando nel 2008 è uscito “Mamma Mia!”, il pubblico si è divertito a guardare star come Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgard, Amanda Seyfried e Julie Walters ballare e cantare i più grandi successi degli ABBA sul grande schermo. Ora il cast è tornato con l’aggiunta di alcuni nuovi personaggi, in un sequel che i critici non possono fare a meno di commentare, descrivendolo come una commedia, anche troppo romantica.

Il film ha attualmente un 93% di Rotten Tomatoes, e un voto medio di 6,8 su 10. Owen Gleiberman di Variety ha elogiato la performance dell’attrice protagonista Lily James, notando che “irrompe in ‘When I Kissed the Teacher’ come una tigre, e sebbene sia una canzone ABBA non particolarmente eccezionale, la messa in scena è più dinamica di qualsiasi altra cosa vista, rispetto il primo film. L’esibizione è ricca di energia e talento, il che fa ben sperare che il film sarà un’esperienza imperdibile, non solo un pastiche-semi irresistibile, ma un musical onesto da ricordare”.

Sebbene Gleiberman descriva la storia come kitsch, ha detto che lo sceneggiatore e regista Ol Parker è riuscito a intrecciare la musica degli ABBA all’interno della narrazione. “Dopo appena dieci minuti di film già puoi sentire il cuore spezzato” ha scritto sul duetto One of Us.

Da sinistra verso destra: Colin Firth, Stellan Skarsgard e Pierce Brosnan

Mamma Mia! Ci Risiamo, le opinioni della stampa internazionale

Owen Gleiberman di Variety“Si può affermare con certezza che il musical ABBA è una forma a sé stante – uno scrapbook spudoratamente innocente (o forse solo sfacciato) messo insieme da un sublime e dolce suono riconoscibile in tutto il mondo. Una storia che si estende in quattro direzioni contemporaneamente e una overdose di buffoneria da parte di attori di mezza età che sono stati incoraggiati a prendere parte in questo progetto con orgoglio senza paura, al di là dei loro cambiamenti fisici, tenuti saldamente insieme, dalla classe trascendente di Meryl Streep”.

Peter Bradshaw di The Guardian“Questa nuova pellicola è di nuovo senza trama come il primo film originale, una medusa amorfa di un film che viene periodicamente fatto a pezzi con uno shock da milioni di volt, fatto dalle melodie degli Abba. Ma qualcosa nella stupefacente incessante stupidità e intransigente ridicolaggine, ha dato un nuovo sapore a questa commedia consapevole, e nonostante tutto, mi ha fatto sorridere. ”

Emily Yoshida di Vulture:  “I film di Mamma Mia potrebbero essere l’epitome del cinema del cielo blu. Il primo era basato sul musical di successo (che era a sua volta basato sul sogno di una febbre rosé di una collezione degli ABBA Greatest Hits), ma trasponendo la sua trama simultaneamente libertina e tipicamente conservatrice alla forma cinematografica, si sentiva semplicemente come una importazione dell’estremità occidentale. La perfetta ubicazione delle isole greche e la pletora di attori rispettati che sfoggiano le loro vacanze, sono state accolte da un tipo molto particolare di bolle luminose. Mamma mia! Ci risiamo replica esattamente la stessa sensazione di dieci anni e uno o più crolli economici successivi, un sentimento che è stato solo accolto dalla quasi totale assenza di Meryl Streep e dall’aggiunta di Cher.

Cher nel ruolo di Ruby Sheridan

David Sims di The AtlanticMamma mia! Ci risiamo è un’esperienza visiva meglio descritta come un lungo sonnellino sulla spiaggia durante il soggiorno in un resort. È estremamente piacevole, anche se manca un po’ di immaginazione, e ogni tanto arriva un cameriere a riempire il vostro bicchiere. In tutto il film si fa riferimento all’imperiosa madre Ruby, una sfarzosa cantante di Las Vegas. È interpretata da Cher che si presenta con tutta la fanfara appropriata prima del suo grande numero; il pubblico è esploso in applausi estatici nel momento in cui è arrivata sullo schermo. ”

Kate Erbland di IndieWire: “Il primo Mamma Mia è un film che oggi, ha paralizzato gli eventi del passato – ricordate come è stato trattato difficile districare la complessa vita sentimentale della giovane Donna, tanto per capire chi fosse il papà di Sophie? Tuttavia il secondo film è al suo meglio, in quanto, nella realtà dei fatti, drammatizza quello che è successo, quando, come e (soprattutto) con chi. È il raro rehash che funziona. ”

Scott Mendelson di ForbesOl Parker sceneggiatore e regista di “Mamma mia! Ci risiamo” è una scusa quasi irrisolvibile per una serie di numeri elaborati di canzoni e danze pensate su brani popolari degli ABBA. Il materiale del presente offre una narrativa snella tra cui un conflitto centrale che a malapena viene risolto. Ma se vai al cinema solo per vedere lo show, il film mette in scena uno spettacolo incredibile. Here We Go Again è un montaggio musicale brillante, allegro, colorato, su larga scala, di persone meravigliose che cantano e ballano per la maggior parte in maniera felice. Potresti anche dire che è tutto ciò che desideri, tutto ciò di cui hai bisogno, proprio di fronte a te. ”

Stephen Whitty di New York Daily News“Dopo circa un’ora e mezza il film introduce la sua vera arma segreta: Cher. Non ha molto da fare, ma almeno riesce a cantare una canzone. I più grandi successi degli Abba erano già stati scelti per il primo film 10 anni fa (motivo per cui molti di loro verranno riprodotti nuovamente). Nessuno dei personaggi ha nulla di nuovo da mostrarci. Brosnan si fa strada con un’altra canzone. Firth balla come fosse in discoteca. Non c’è nessun altro valido motivo, tranne che per lo studio e la band, per guardarlo. Scusate ragazzi. Avete incontrato il vostro Waterloo. “

Simon Thompson di IGNMamma mia! Ci risiamo è un film che, quando è stato annunciato per la prima volta, mi ha colpito con un forte senso di disagio, ma in realtà sta cercando di fare qualcosa di nuovo anche se il suo cuore si trova sempre nello stesso posto. È difficile riprendere e ricreare la magia del primo film, ma hanno cercato di avvicinarsi il più possibile e ci sono abbastanza riusciti, facendo sentire lo spettatore in un ambiente familiare e accattivante allo stesso tempo. Inoltre, nel complesso, sembra di più un film questo secondo capitolo rispetto al primo, tenendo conto dei diversi numeri musicali e altre cose che hanno riempito alcune lacune. In Mamma Mia, il film è stato guidato dalla musica; questa volta sembra che la narrativa abbia preso il sopravvento con la musica che la valorizza maggiormente.

Katie Walsh del Chicago Tribune: “Proprio come il suo predecessore, Mamma mia! Ci risiamo è una sorta di evasione del più alto livello di gioia, ideale per chi ama la musica, perché pieno di canzoni pop e incredibilmente bizzarro. Andate e concedetevi una serata estiva cantando le canzoni degli Abba, tanto da lasciarvi con la voce rauca, ve la meritate”.

Richard Lawson di Vanity Fair“È tutto ciò che è buono, giocoso, solo con un ulteriore strato di disarmante malinconia. Speriamo che il pubblico tenga a cuore il suo messaggio vivace. La danza screziata dal sole finisce per tutti noi alla fine, quindi perché non alzare le braccia finché possiamo e – senza paura di sembrare stupidi (perché lo faremo)?”

Vi ricordiamo che Mamma mia! Ci risiamo verrà presentato in anteprima al Giffoni Film Festival il 25 luglio alla presenza dell’attore Jeremy Irvine (l’ attore che interpreta il giovane Pierce Brosnan nella storia). Successivamente uscirà in tutti i cinema italiani il 6 settembre 2018.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Blonde | l’iconica Marilyn Monroe torna a splendere con Ana De Armas

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Il mito e il mistero che ruota intorno alla figura dell’affascinante Marilyn Monroe torna a splendere nel film Blonde dal 23 settembre su Netflix. A sessant’anni dalla sua morte, avvenuta il 5 agosto 1962, vedranno i capelli biondi e il sorriso smagliante – sfoggiato anche quando si sentiva morire dentro – tornare a splendere sul volto dell’attrice spagnola Ana De Armas.

Diretta dal regista e sceneggiatore Andrew Dominik, già dal teaser trailer, è possibile intuire quanto si sia scavato a fondo nella personalità tormentata dell’affascinante attrice americana.

Cliccate qui per leggere l’articolo originale pubblicato sul blog di Netflix.

L’intramontabile mito di Marilyn Monroe

Norma Jeane Mortenson, nota al grande pubblico con lo pseudonimo di Marilyn Monroe, etichettata come la bionda svampita, aveva un mondo dentro di sé. Considerata icona di bellezza, moda e semplicità, era anche attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica. Tantissime qualità professionali oscurate il più delle volte, dalla sua apparente superficialità e voglia di vivere sopra le righe.

Marilyn era una donna che apparentemente aveva il mondo ai suoi piedi, ma fuori dalle luci dello spettacolo, ogni giorno doveva fare i conti con i suoi demoni interiori. Le continue delusioni in campo affettivo, le storie tormentate con i membri della famiglia Kennedy e una dipendenza da alcol e anti depressivi, hanno contribuito a rendere la sua vita un inferno.

A tal proposito, consiglio di vedere I segreti di Marylin Monroe: i nastri inediti disponibile su Netflix, nel quale vengono mostrate le ultime settimane di vita della diva di Hollywood.

Ana de Armas nel ruolo di Marilyn Monroe nel film “Blonde”

Blonde | le origini del film su Marilyn Monroe

Il film Blonde è tratto dall’omonimo romanzo di Joyce Carol Oates, e curato nella sceneggiatura e nella regia da Andrew Dominik. Un lungometraggio in bianco e nero, nel quale vengono mostrate le umili origini e il grande successo ottenuto dall’attrice Marilyn Monroe.

Ricalcando i capitoli del romanzo, Dominik ricrea i momenti più iconici della vita della Monroe, tanto amata dal pubblico, non solo per i film. Ancora oggi alcuni brani interpretati da lei, sono gettonatissimi, come nel caso di Diamonds Are a Girl’s Best Friend. Tra personaggi mai conosciuti prima e volti noti, oltre alla magnifica Ana De Armas nel ruolo della protagonista, troviamo Adrien Brody nei panni del drammaturgo Arthur Miller e Bobby Cannavale come il campione di baseball Joe Di Maggio.

Parlando della protagonista, il regista non ha potuto far altro che lodare le sue doti per l’impegno dimostrato: “Sono stato molto fortunato ad avere Ana perché è stata in grado di fare qualunque cosa.” Ha continuato dicendo: “È stata bravissima. Coglieva l’essenza nel giro di pochissimo tempo. Aveva una sensibilità a fior di pelle e comprendeva tutto quello che le dicevo. Le scene prendevano vita grazie alla presenza di Ana.”

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Le parole del regista Andrew Dominik

Il pensiero del regista su quali fossero le sue intenzioni, nel mostrare chi fosse davvero la Monroe, non lascia spazio alle interpretazioni: “Il film è sincero. È fatto con amore. È fatto con buone intenzioni. Ma al tempo stesso è pieno di rabbia. Sembro cacciarmi spesso in situazioni in cui la gente mi considera provocatorio, ma non è mai questa la mia intenzione. Cerco solo di dire le cose con quanta più chiarezza possibile. La mia ambizione è di farvi innamorare di Marilyn.”.

Vietato ai minori di 17 anni per la presenza di tematiche complesse, offre un quadro interessante della carriera della Monroe. Alcuni esempi? Compromessi per fare carriera, a giochi di potere per avere ciò che si vuole, fino a rischi di natura sessuale per le donne.

Ana de Armas nei panni di Marilyn Monroe

Aver avuto la possibilità di indagare il tormento interiore vissuto da Marilyn Monroe, ha fornito a Dominik, ha mostrato completo di questa donna. Per una creatura tanto bella quanto fragile, il regista ha dichiarato: “Era una donna profondamente traumatizzata e quel tipo di trauma esige una spaccatura tra un’identità pubblica e un’identità privata.

Dominik continua affermando: “È una realtà che si applica a chiunque, ma quando si tratta di un personaggio famoso, quella frattura spesso si manifesta pubblicamente in modi che generano ulteriori traumi. Il film si concentra molto sul rapporto con se stessa e con quest’altra persona, Marilyn, che è al tempo stesso la sua armatura e la cosa che minaccia di consumarla.”

Le dichiarazioni dell’attrice Ana de Armas

La somiglianza tra Marilyn Monroe e l’attrice spagnola Ana de Armas, è davvero sensazionale. Complice un lavoro di trucco e parrucco impeccabile, la sua interpretazione è ciò che si avvicina di più alla bellezza dell’attrice americana. A quanto pare le tre ore di trucco, per i 47 giorni di ripresa si sono rivelati cruciali nel vedere il risultato finale.

La stima tra la de Armas e il regista sono evidenti da queste dichiarazioni rilasciate per Netflix:“Le ambizioni di Andrew erano chiare fin dall’inizio: presentare una versione della vita di Marilyn Monroe dal punto di vista della protagonista. Desiderava che il mondo provasse che cosa realmente significa essere non solo Marilyn, ma anche Norma Jeane. Ho trovato che fosse il modo più audace, impenitente e femminista di accostarsi alla sua storia mai visto prima d’ora.”.

Blonde | La lunga preparazione di Ana de Armas

Per ottenere un risultato del genere, il lavoro certosino realizzato dall’attrice spagnola, nell’emulare gli sguardi, le movenze, i sorrisi e il modo di parlare della Monroe ha richiesto un grande lavoro di interpretazione. Infatti, le parole rilasciate a Netflix, mostrano quanto i dettagli abbiano fatto la differenza, nel raccontare la parte più nascosta, inedita della vita dell’attrice.

“Abbiamo lavorato a questo film per molte ore di ogni singolo giorno per quasi un anno. Ho letto il romanzo di Joyce, studiato centinaia di fotografie, di video, di registrazioni audio, di filmati, tutto quello su cui sono riuscita a mettere le mani. Tutte le scene sono ispirate a immagine esistenti.” La de Armas continua dicendo: “Passavamo in rassegna ogni minimo dettaglio di ogni fotografia e discutevamo di cosa avvenisse in essa. La prima domanda era sempre: ‘Cosa stava provando qui Norma Jeane?’ Volevamo raccontare il lato umano della sua storia.

Un aspetto molto interessante di questo lavoro è la volontà di mostrare allo spettatore cosa volesse significare essere Norma e Marilyn allo stesso tempo.
La notorietà è quello che ha reso Marilyn la persona più visibile nel mondo, ma anche è anche quello che ha reso Norma la più invisibile. Il film si sviluppa con i suoi sentimenti e le sue esperienze“, ha affermato Ana de Armas.

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Giffoni Film Festival

Giffoni 2022 | l’attore Gary Oldman è il primo talent internazionale

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Dopo due anni trascorsi nella morsa del Covid, il Giffoni Film Festival è pronto ad aprire le porte della sua cittadella del cinema ai 5000 giurati provenienti da tutto il mondo. A poco meno di un mese dal grande inizio, oggi è stato annunciato il nome del primo talent internazionale. A prendere parte alla 52^ edizione del Festival del cinema per ragazzi, dal 21 al 30 luglio sarà l’attore premio Oscar Gary Oldman.

Gary Oldman riceverà il Premio Truffaut

L’attore britannico noto al pubblico per aver interpretato ruoli entrati nella storia del cinema, sarà accolto dai juror, giovedì 28 luglio. Aver portato sul grande schermo personaggi come il commissario Gordon della trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan e Sirius Black nella saga di Harry Potter, ha contribuito a essere tra gli attori più apprezzati al mondo anche dal pubblico più giovane.

In occasione dell’incontro con i giurati, i quali potranno rivolgergli delle domande sulla sua carriera, Gary Oldman riceverà anche il prestigioso riconoscimento del Festival: il Premio Truffaut 2022.

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L’indovinello del Giffoni Film Festival

A suscitare la curiosità intorno al primo ospite internazionale, il profilo Instagram del Giffoni Film Festival ieri pomeriggio ha postato delle story contenenti alcuni indizi. Dalla partecipazione ad Harry Potter, alla vittoria di un premio Oscar come miglior attore, alla fondazione di una casa di produzione e poi a una citazione molto nota, appartenente al Presidente Winston Churchill.

“Chi non cambia mai idea, non cambia mai nulla!” Proprio quest’ultimo indizio ha portato molti utenti ad avanzare l’ipotesi che il personaggio misterioso fosse Gary Oldman. D’altronde un’interpretazione così magistrale nei panni di Churchill nel film L’Ora più buia, che gli valse proprio la celebre statuetta, è davvero impossibile da dimenticare.

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Biografilm Festival

Biografilm 2022 | tutti i vincitori della XVIII edizione

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Annunciati i premi della diciottesima edizione di Biografilm, che dopo 11 giorni di programmazione si chiude lunedì 20 giugno. Un festival partecipato, ricco di contenuti, presenze artistiche e pubblico. 


“È una gioia profonda, verticale, per l’intero staff del festival, aver visto il lungo lavoro di cura e costruzione del complesso sistema che è Biografilm Festival, convergere in un abbraccio emozionale ed emozionante di pubblico e di ospiti, in un viaggio trasformativo e condiviso fatto di sale colme di curiosità, attenzione e sensibilità verso le storie di vita proiettate sul grande schermo, accesi dibattiti dentro e fuori dal cinema insieme agli autori e ai protagonisti dei film selezionati” ha dichiarato Chiara Liberti, coordinatrice della programmazione del festival.


Con la proiezione in programma lunedì sera di Les jeunes amants – I giovani amanti, alla presenza della protagonista Fanny Ardant, il Festival conta di superare la soglia dei 15 mila spettatori dal vivo in tutta la durata del festival. Sono state 6 le proiezioni Sold Out e 609 gli abbonamenti venduti. Quasi 400 gli operatori e le operatrici del settore che hanno partecipato alle giornate del mercato Bio to B – Industry Days.
Fino a oggi sono state oltre 1500 le ore di visione online per 1540 spettatori sulle piattaforme digitali11 le regioni da cui sono stati effettuati gli accessi, il 60% dei quali provenienti da fuori l’Emilia-Romagna. Oltre 86 mila le pagine visitate sulla piattaforma on line di Biografilm. Numeri destinati a crescere perché il festival on line durerà fino al 25 giugno.


“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati di questa edizione 2022 del Biografilm Festival. Considerate le incertezze date dai due difficili anni alle nostre spalle, siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa. Ci eravamo posti la sfida di lanciare un segnale di ripresa della presenza dal vivo nelle sale e possiamo finalmente dire di aver fatto la nostra parte con successo – afferma il Direttore Generale Massimo Mezzetti – Non solo i numeri ci danno ragione ma anche il clima di entusiasmo e di euforia che abbiamo registrato da parte del pubblico è un elemento che ci riempie di gioia e che ci gratifica molto. L’impegno profuso da tutta la squadra del Festival che da mesi ha lavorato per il raggiungimento di questi obiettivi è stato encomiabile. A tutti e tutte loro e a tutti i volontari che ci hanno accompagnato in questa avventura va la mia più sincera gratitudine. Arrivederci al prossimo anno!”.


La giuria del Concorso Internazionale, composta dai rinomati professionisti del cinema Chad Gracia, Inka Achté e Arianna Castoldi, ha attribuito 3 premi. Il Best Film Award | Concorso Internazionale, premio al miglior film del Concorso Internazionale, è andato a After a Revolution di Giovanni Buccomino. Questa la motivazione: “Potente ritratto di famiglia, politica e guerra, questo film racconta una storia importante senza eroi o cattivi, vincitori o vinti, buoni o malvagi. Momenti di bellezza, coraggio e resilienza, squisitamente catturati, lo rendono un capolavoro sull’orrore insensato della guerra e sulla capacità dei comuni esseri umani di sopravvivere e trascendere questo orrore”.


Il Premio Hera “Nuovi Talenti” alla migliore opera prima del Concorso Internazionale è stato consegnato a Divas di Máté Kőrösi. “Un film autentico e senza tempo sul diventare grandi, che abbiamo trovato fresco e originale. La giuria è stata commossa dal coraggio e dall’apertura mentale di queste giovani e ispirata dalla loro amicizia. Il regista è riuscito ad aprire le porte a queste eccezionali vite in lotta, rivelando gradualmente le loro storie fragili, complesse e in definitiva cariche di significato”.


Una Menzione Speciale è andata invece a Ultraviolette et le gang des cracheuses de sang di Robin Hunzinger, con questa motivazione: “Il film ci ha ricordato, in modo rassicurante ed edificante, ciò che è al centro dell’esistenza umana, nonostante i decenni, o addirittura i secoli che separano le diverse generazioni. La giuria è stata profondamente commossa da questa storia d’amore e di amicizia che trascende il tempo, le aspettative sociali e persino la morte.”


La Giuria Biografilm Italia, formata dalla montatrice Francesca Sofia Allegra, dalla curatrice e produttrice Antonella Di Nocera e dalla sceneggiatrice e regista Anita Rivaroli ha assegnato a sua volta 3 premi.


Ha meritato il Best Film BPER Award | Biografilm Italia, premio al miglior film del Concorso Biografilm Italia, Non sono mai tornata indietro di Silvana Costa, con questa motivazione: “Per la capacità di condurre attraverso una storia personale il racconto di una relazione che fa dialogare più generazioni di donne, con naturalezza e precisione nello sguardo. Per la semplicità con cui la regista si mette in gioco in una narrazione insieme acerba e potente, fatta di assenze e lontananze, che ci fa attraversare un territorio e un pezzo di storia del nostro paese. Per la scelta coraggiosa di riflettere sulla condizione umana di chi fugge ma resta prigioniero, lasciando allo spettatore lo spazio di potersi ancora interrogare”.


Il Premio Hera “Nuovi Talenti” | Biografilm Italia, premio alla migliore opera prima del Concorso Biografilm Italia, è andato a The Way Daddy Rides di Tiziano Locci, accompagnato da queste parole della giuria: “Ci piace pensare che il premio ad un’opera prima abbia il compito di riconoscere le potenzialità di un talento e questo nella regia documentaria si esprime nella posizione di chi filma. In questa opera il giovane regista dichiara la scelta dello sguardo e le sue soluzioni, per quanto istintive, ne dimostrano coraggio e competenza. Pur essendo l’autore fisicamente immerso nel ristretto spazio e nelle relazioni di una famiglia, il film procede essenziale, senza indugiare, restituendo ritmo e forma ad un racconto di personaggi che progressivamente rivelano le proprie luci ed ombre”.


Una Menzione Speciale della giuria di Biografilm Italia è stata assegnata a Il canto delle cicale di Marcella Piccinini, “per la libertà con cui ha sperimentato e unito il lirismo delle immagini e delle parole a una grande ricerca sul suono e le musiche; tanto che il film, pur trattando una tematica tanto intima e dolorosa, si rivela un delicato atto poetico che riappacifica.”


Il Premio della Critica Italiana SNCCI | Biografilm Europa Oltre i Confini, assegnato al miglior film della sezione Europa Oltre i Confini da una giuria composta dai 3 critici del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Emanuele Di Nicola, Frédéric Pascali e Massimo Lechi, è andato a Berdreymi / Beautiful Beings di Guðmundur Arnar Guðmundsson, “per la capacità di esaltare la durezza e la bellezza della condizione giovanile attraverso scelte narrative spiazzanti, solo apparentemente contraddittorie, e per la forza seducente dello sguardo registico”.


Il premio Young Critics Award, assegnato da una giuria giovani composta da studentesse e studenti dei corsi di laurea DAMS e CITEM dell’Università di Bologna al miglior film del Concorso Internazionale, è andato a Divas di Máté Kőrösi, con la seguente motivazione: “Utilizzando un linguaggio innovativo e aprendosi ad una forma ibrida, il film sa avvicinarsi alla vita delle protagoniste in punta di piedi e standoci accanto: infatti, la camera non tradisce ma alimenta ed esplora i loro desideri. Un racconto poetico, terapeutico e personale che mostra la potenza del documentario nel suo essere uno specchio della contemporaneità. Una sintesi perfetta dei nostri sogni, speranze e timori”.


Il Premio Ucca – l’Italia che non si vede al miglior film del Concorso Biografilm Italia, assegnato da una giuria speciale di Arci Ucca, che consiste in un premio di distribuzione nel circuito “L’Italia che non si vede. Rassegna Itinerante di Cinema del Reale” e in 1000 euro, è andato a Rosso di Sera / Red sky at night di Emanuele Mengotti. “Per l’impietosa e chirurgica descrizione di Las Vegas investita dalla pandemia, per la scelta di raccontare tre personaggi emblematici nel rappresentare il manicheismo del sogno americano. Un western contemporaneo, con le armi, i diseredati, la desolazione e – sullo sfondo – l’eterno conflitto contro qualcuno o qualcosa nella quotidianità dell’Impero”.
 
La giuria di Bio to B – Industry Days 2022, composta da Anna Berthollet (CEO, Sales and acquisitions, LIGHTDOX) e Giacomo La Gioia (Programming Manager Documentary and Factual Channels, Sky Italia) e Marion Schmidt (co-director of DAE, Documentary Association of Europe) ha assegnato due premi. Il Best Project Bio to B Award, che consiste in un supporto di 1000 euro alla produzione del film, è stato attribuito a Fragments of a Life Loved di Chloé Barreau (produzione: Groenlandia). Il Best Project from Emilia-Romagna Bio to B Award, che consiste in un accredito per IDFA e un accredito per FIPADOC, è andato a Fade Out di Mattia Epifani (produzione: Rodaggio Film).
Di seguito anche i premi collaterali di Bio to B – Industry Days 2022: il Mia Market Award è stato assegnato a Imola I994 di Francesco Merini (produzione: Mammut Film)mentre il Visioni Incontra Award è andato al già premiato dalla giuria Fragments of a Life Loved.

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