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Speciale San Valentino: la top 10 dei film più romantici di sempre

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San Valentino è alle porte e milioni di ragazze e ragazzi in queste ultime ore sicuramente si staranno scervellando su cosa regalare al proprio partner. C’è chi punta alle classiche rose rosse, chi ai cioccolatini, chi invece opta per un collage di foto  su un cuscino o per un regalo più importante, come il classico anello di fidanzamento. Noi abbiamo deciso di creare una Top 10 dei film più romantici, per augurarvi un buon San Valentino cinefilo.
Moulin Rouge (2001) di Buz Luhrmann. Uno dei musical più romantici e più famosi degli ultimi anni con Nicole Kidman e Ewan McGregor. ambientato nella città dell’amore, Parigi, precisamente nel noto locale di can can nel quartiere bohemien di MontMartre. Il film racconta la storia d’amore tra la prima ballerina Satine (Kidman) e Christian, uno scrittore squattrinato giunto a Parigi per cercare fortuna. A seguito di un equivoco le loro vite si legheranno, accentuando il loro sentimento al ritmo di alcune canzoni pop degli ultimi anni, come Your Song di Elton John. Il rosso è il colore dell’amore per eccellenza ed è anche quello che domina la scena. Questo film è ideale per chi non vuole la solita storiella tra due innamorati. Sfido chiunque a non cantare almeno una delle canzoni presenti nel film. Nel caso vi sia piaciuto particolarmente potreste raccoglierle in cd da regalare alla vostra innamorata.

Il diario di Bridget Jones (2001) di Sharon Maguire tratto dal romanzo omonimo di Helen Fieding, è una commedia meravigliosamente reale. Conosco moltissime ragazze che si ritrovano nella storia di Bridget. Una ragazza paffutella, lontana dalle dive da copertina, che nonostante i suoi vizi come il fumo e l’alcol, riesce a conquistare due uomini differenti tra loro ma molto affascinanti. I due cavalieri che si contenderanno il cuore della bella Renée Zellweger, sono rispettivamente Colin Firth nel ruolo dell’ avvocato di successo Mark Darcy e il bel tenebroso Hugh Grant come Daniel Cleaver. Sono sicura che questo film piacerà anche ai vostri partner per le battute e le situazioni a dir poco esilaranti, come la festa mascherata “Preti e Lucciole”…ma non voglio anticiparvi nulla! Qualora vi sia piaciuto particolarmente, vi consiglio di vedere anche Che pasticcio, Bridget Jones!

Chocolat (2000) del regista Lasse Hallström, vi porta nella Francia del 1959, precisamente in un paesino pieno di timorati di Dio, ma con una vita non proprio impeccabile. Tutto cambia quando arriva una donna con sua figlia, niente di strano di per sé. Peccato che la sua professione sia la cioccolataia. Capirete bene che una tentazione come il cioccolato sotto il periodo del digiuno quaresimale non è il massimo. Se poi aggiungete l’arrivo di un gruppo di zingari guidati dal bellissimo Johnny Depp, capirete bene che le dinamiche del paesino prendono una strana tendenza…Vi consiglio di vederlo con una cioccolata calda o con un dolce, perché vedere questo film dove viene lavorato il cioccolato dando vita a dei piccoli capolavori per il palato è un po’ da masochisti senza sgranocchiare qualcosa.

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Notting Hill (1999) di Roger Mitchell è ambientato nell’ omonimo quartiere di Londra. Una commedia d’amore che narra la vicenda di Anna Scott, una star del cinema interpretata da Julia Roberts e William Thacker, un comunissimo ragazzo proprietario di una libreria tipicamente inglese, Hugh Grant. Sempre per un equivoco, quando il destino ci mette lo zampino, grazie ad un succo d’arancia fatto cadere sulla maglietta della Roberts, i due si incontrano e scontrano. Da questo momento i due iniziano a frequentarsi, a passeggiare per Portobello Road, consapevoli della posizione dell’attrice sempre presa di mira dai paparazzi. Attenzione alla colonna sonora di Ronan Keating con When you say nothing at all.

Colazione da Tiffany (1961) diretto Blake Edwards, questo film ha fatto la storia del cinema con una fantastica Audrey Hepburn, ricordata da tutti con capelli raccolti, occhialoni neri da sole, avvolta in un elegantissimo tubino nero mentre fa colazione di fronte al negozio di Tiffany, ritenuto un’isola felice lontana dai problemi. Lei e il suo Gatto dividono un appartamento finché non incontra Paul, uno scrittore in cerca di ispirazione. La loro storia va avanti tra alti e bassi, riuscendo a completare questo rapporto pieno di problemi ed ostacoli, ma sempre insieme a Gatto. Tratto dal romanzo di Truman Capote questo film è tra i film più romantici del cinema internazionale di tutti i tempi. Come i film precedenti la musica accompagna le scene più dolci in Colazione da Tiffany, e il film ha vinto il Premio Oscar nel 1962 per la colonna sonora di Henry Mancini. Ricordiamo in particolare l’indimenticabile Moon River di Johnny Mercer e Henry Mancini.

Il mio grosso grasso matrimonio greco (2002) per la regia di Joel Zwick, è una commedia che fa piangere…dalle risate. Chi ha detto che i film romantici devono per forza far scendere qualche lacrima? Forse non tutti sanno che in realtà questo film è ispirato alla vicenda realmente accaduta all’attrice greca Nia Vardalos alias Fotoula “Toula” Portokalos e il marito Ian Miller interpretato da Jogn Corbett. La famiglia di Toula è a dir poco tradizionalista, e severa per quanto riguarda la creazione di una famiglia solo con un ragazzo greco. Il pandemonio scoppia però quando la protagonista, dopo un restyling incontra Ian per caso e i due si innamorano come due adolescenti. Un americano all’interno di una famiglia greca, composta da un gruppo di “pazzi”, nel senso più buono del termine, merita di essere visto.

Love actually (2003) diretto da Richard Curtis ha un cast a dir poco stellare. Da Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson, Keira Knightley, Bill Nighy, Lian Neeson, il compianto Alan Rickman, Rowan Atkinson, Martin Freeman e tantissimi altri. In questo caso il titolo della canzone che accompagna il film è la degna sintesi di quello che esprime Love Is All Around ovvero L’amore è dappertutto. Sì, perché in questo film ci sono tante storie, legate da vari personaggi ma che hanno in comune l’amore e l’innamoramento. Attraversa tutte le fasce d’età e tutti i ceti sociali, durante il periodo natalizio, già magico di per sé.

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Amori e altri rimedi (2010) regia di Edward Zwick, questa è una storia che ti fa versare più di una lacrimuccia. I protagonisti sono due belli del cinema hollywoodiano, Anne Hathaway e Jack Gyllenhaal. Un film che servirebbe anche ai single incalliti che hanno sempre paura di buttarsi nelle storie, per paure che solo loro conoscono, con il risultato di farsi scappare la donna della loro vita. Ma non è questo il caso, perché il bel Jamie Randall, sciupa femmine incallito e rappresentante farmaceutico, capisce che Maggie Murdock è la donna della sua vita, e cambia per amore. Vorrei potervi dire di più, ma vi rovinerei la serata.

The Bodyguard (1992) diretto da Mick Jackson, è uno di quei film che andrebbe visto almeno una volta nella vita, lo dico in particolare ai più giovani. Una storia d’amore che ha fatto sognare tutte le donne di qualsiasi età, con Kevin Costner nei panni della guardia del corpo dell’indimenticabile Whitney Houston, per difenderla dalle minacce di uno stalker. Definire questo film con una parola sola è memorabile. Servirebbe un articolo speciale solo per la colonna sonora I Will Always Love You, cantata dalla Houston, che scioglie i cuori anche più duri.

Ghost (1990) regia di Jerry Zucker, interpretato da tre campioni indiscussi del cinema, Patrick Swayze, Demi Moore e la vincitrice Premio Oscar per questo film Woopi Goldberg come attrice non protagonista. Emozione, lacrime, amore, e rabbia. Rabbia per un amore non vissuto come avrebbe meritato, ma emozionante per chiunque. Insieme a The Bodyguard è uno di quei film imperdibili, da vedere accoccolati sul divano con una ciotola di popcorn da un lato e una scatola di fazzoletti dall’altro.

Ho cercato di accontentare tutti i gusti più o meno, tralasciando volutamente film molto recenti. Ammetto che è stato molto difficile fare una lista e scegliere questi dieci, ma spero che apprezzerete. Fateci sapere cosa ne pensate e se avete avuto modo di vedere almeno uno di questi film. Buon San Valentino a tutti!

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

Venezia 79: ATHENA, quattro fratelli un unico destino

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Athena è stato presentato il 2 settembre in concorso alla 79ª edizione del Festival di Venezia. Si tratta di una produzione interamente francese e verrà distribuito su Netflix dal 23 settembre. Racchiuso in appena 97 min, è diretto e in parte sceneggiato e prodotto dal regista francese classe ‘81 Romain Gavras.

Athena, di cosa parla?

Siamo in Francia, un ragazzo viene ucciso durante uno scontro a fuoco con la polizia, questo giovane uomo ha 3 fratelli e uno di loro decide di iniziare una rivolta anarchica al fine di trovare risposte e ottenere i nomi degli agenti coinvolti. Da qui un massacro su più fronti che vedrà una famiglia pian piano disgregarsi, in una lotta tanto interiore quanto pubblica.

Athena, la recensione

Un destino, degli ideali chiari e tanta voglia di vendetta all’interno di un contesto turbolento. Tre fratelli tormentati ognuno dai propri demoni interiori, ma uniti da un amore familiare indelebile, si battono in una cieca lotta, tanto concettuale quanto fisica, affrontando le circostanze in modi completamente differenti e rischiando tutto e senza margine di manovra.

Ostinata ricerca della verità o di una qualche forma di giustizia, questa è la ramificazione che Athena insegue fin da subito verso un finale inaspettatamente rivelatore, che tinge un war-urban movie di un retrogusto thriller.

Morte, lacrime e disperazione disegnano un accurato disordine, un caos costruito sull’attuazione di una legge personale, un proprio credo fatto di violenza e rivoluzione. La pellicola è fin da subito un turbinio adrenalinico di sequenze, una guerra a colpi di piani sequenza totalmente immersivi ed interminabili, impreziositi da performance attoriali sbalorditive.

Ad incorniciare questa intrigante struttura possiamo ammirare una regia salda, che con fermezza articola musiche, colori, giochi di ombre, fumo e luci che scandiscono un ritmo incessante attraverso schieramenti di oscurità e chiarore. Inquadrature che inseguono personaggi come a volerli rendere totalmente focus della scena, mostrandoceli di spalle nel loro intento di compiere azioni decise.

Un impianto sonoro essenziale e rallenty funzionali, vengono poi inseriti nei momenti più adatti, tra occhi spietati e sguardi impauriti che descrivono sapientemente gli attriti di una famiglia, unita dal sangue ma separata nei principi.

Una madre come unica risorsa, un punto comune utile a calmare tre uomini travolti dagli eventi, che finisce per regalare parallelismi attuali efficaci in un film colmo di potenziali riflessioni socio-politiche, non trascurabili. Difficile cambiare il proprio destino, quando il futuro lo scrivi col sangue. Scelte sbagliate portano a conseguenze catastrofiche ed è esattamente lo stesso effetto domino che si chiede allo spettatore con questo Athena.

L’escalation empatica costante porterà ad un finale commovente, responsabile di una profonda e intensa ricerca di sviluppo concreto che arriva a insidiarsi nella mente di chi guarda, pur essendo lontano da quelle realtà.

Rabbia e sconvolgimenti emotivi in un contesto irrimediabile, delineano una porzione di vita che ci viene raccontata partendo da un forte trauma, in cui si tenta (non sempre riuscendoci), di tutelare i rapporti umani come quelli civili. La rivolta che colpisce Athena diviene a un certo punto ingestibile e colpevoli da un lato le melodie e dall’altro le scelte registiche, questa vera e propria fortezza inaccessibile ma sotto assedio, richiama assonanze dell’immaginario comune.

Il Signore degli anelli in primo luogo è di certo un elemento istintivamente riconducibile quando vediamo il preludio dello scontro armato, mentre in parallelo giunge chiara e lampante l’associazione visiva a Cesare de Il pianeta delle scimmie osservando Karim e le dinamiche da leader che gli gravitano attorno.

Sorprendente infine nella sua conclusione, che innalza ancor di più il contesto narrativo portando succulente riflessioni da maturare, questo nuovo lavoro di Gavras può senza dubbio essere additato come uno dei prodotti più interessanti provenienti dalla nuova edizione del Festival di Venezia.

Deciso, feroce, violento ma al tempo stesso estremamente delicato, sa parlarci di attualità in un modo insolito, inscenando una guerra su più fronti che procede però in un’unica direzione.

Colmo d’amore, protezione e spirito fraterno, ci suggerisce che a volte i pregiudizi e le apparenze non sono gli elementi a cui dar fede, ancor di più nel mondo odierno fatto di false speranze, nascoste dietro una corteccia di spudorato dissenso.

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Zlatan | Da Malmö alla Juventus, l’ascesa di Ibrahimovic nel biopic tratto dal libro

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Sono le difficoltà incontrate da Zlatan Ibrahimovic, più che le sue vittorie sul campo da calcio, ad essere esplorate nel film tratto dall’autobiografia best-seller del campione svedese di origine slava (Io, Ibra, in Italia edito da Rizzoli). La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale alla 16esima Festa del Cinema di Roma.

Zlatan, diretto dallo svedese Jens Sjogren, titolo originale I am Zlatan ripreso dall’edizione internazionale del libro, è un racconto di formazione focalizzato principalmente sugli ostacoli incontrati lungo il cammino verso la gloria. Seguendo i primi passi della carriera dell’attuale asso del Milan, noto fuori dal campo per il carattere da duro e la forte autostima, il film ripercorre i suoi inizi da figlio di immigrati slavi nella periferia operaia di Malmö, fino al suo contratto con la Juventus, vero punto di svolta di una carriera che lo porterà a indossare le maglie anche di Inter, Barcellona, Milan, United e PSG.

Caduta e ascesa

Prima dell’ascesa c’è però una “caduta”. La pellicola inizia con Ibra già sotto contratto con il club olandese dell’Ajax. Il problema dell’attaccante è però nei numeri con pochi gol, che gli valgono l’etichetta di “immigrato pigro”. Il suo agente, Mino Raiola, lo convincerà a vendere la sua Porsche e a concentrarsi sui suoi allenamenti, perché all’orizzonte sembra esserci la vera prima grande chiamata, quella della Juventus

Viene difficile credere come il talento che giocava solo per sé, non passando mai la palla ai compagni e costringendo i suoi primi allenatori a tenerlo in panchina, oggi sia il leader indiscusso del suo Milan, anche se per adesso limitato al ruolo di “capo spogliatoio” secondo Tuttosport, visto l’infortunio che lo terrà fuori almeno fino agli inizi del 2023.

Alle origini di Ibra

Gli appassionati di calcio sanno per certo che Ibra, pur non potendo contribuire con gol e assist come un tempo, anche da bordocampo farà di tutto per trasmettere alla squadra la sua fame di vittorie per capovolgere l’inerzia di una gara, come testimoniato dalle telecamere fisse su di lui a San Siro. Il Milan che in queste prime giornate di Serie A è tra le quattro papabili per la vittoria, a giudicare dalle scommesse live su NetBet, subito dopo Juve e Inter, deve molto allo slancio motivazionale di Zlatan e solo continuando a guardare al film (o leggendo il libro) possiamo capire davvero come si forma il carattere impavido di Ibra. In particolare, attraverso il lungo flashback che parte dalle sue prime mosse sui campi da calcio a Malmö, si può comprendere tutta la forza interiore di questo campione. Poche persone credevano davvero in lui, ma Ibra non ha desistito e ha continua a salire di livello mostrando già doti fuori dal comune nella squadra della sua città.

Le guide che lo spronano

Nel frattempo sono due gli attori che si alternano nel ruolo per rendere realistica la crescita dello svedese, Bajraktari Andersson e Granit Rushiti. Con quest’ultimo torniamo alla quasi attualità e all’incontro con il potente direttore generale della Juve Luciano Moggi, poi, attraverso nuovi flashback veniamo di nuovo trasportati tra le periferie di Malmö, nelle case dei due genitori separati e al campo d’allenamento, tra gli echi della guerra dei Balcani e gli omaggi rimarcati a Muhammad Alì, fonte di ispirazione principale del dodici volte Guldbollen, o Pallone d’Oro svedese. Il focus si sposta sulla guida paterna: “Devi usare la critica come una forza trainante”, gli dice il padre Sefik per spronarlo a sfidare i suoi nemici, tirando sempre fuori il meglio di sé. Oggi forse Ibra non ha più bisogno di consigli e dal film capiamo meglio il perché.

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Il Signore degli anelli: Il ritorno del fantasy più amato di sempre

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Sono passati poco più di vent’anni da quando il primo film di questa epica trilogia fantasy è stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, trovando un posto nel cuore di tutti gli appassionati di mondi fantastici abitati da creature e razze di ogni tipo. 

Dopo un silenzio che dura da un bel po’ di anni, precisamente dal 2014, data in cui uscì l’ultimo film della trilogia Lo Hobbit, il mondo che J.R.R. Tolkien ha creato torna nuovamente a trasportarci nella magica Arda o Terra di Mezzo che a dir si voglia, ma questa volta non lo farà sui grandi schermi del cinema, bensì sul nostro televisore, computer o cellulare. 

Il nuovo Signore degli Anelli infatti non sarà un lungometraggio, ma una vera e propria serie che verrà inserita nel catalogo di Amazon Prime Video. 

Una serie con un arduo compito 

Come sappiamo bene, l’universo fantasy creato dal noto scrittore è tuttora fonte di ispirazione per numerose storie, basti pensare ai vari film, fumetti e, in particolare, ai videogiochi come Dragon’s Crown e Skyrim. Molti titoli videoludici, alcuni anche molto apprezzati, sono ambientati proprio nella Terra di Mezzo, mentre è possibile scaricare giochi come Throne: Kingdom at War che si ispirano parecchio alle epiche battaglie, alle grandi città e ai fitti boschi verdi, pieni di misteri e creature inimmaginabili. 

Con questa incredibile base, anche un solo passo falso potrebbe essere un enorme problema, quindi ecco cosa bisogna aspettarsi dalla serie in uscita il 2 Settembre di quest’anno. 

Coerenza 

L’universo che Tolkien ha creato è immenso e gestirlo all’interno di un’opera potrebbe rivelarsi un’impresa non da poco. 

La storia del mondo di Arda è piena di eventi particolari avvenuti in una linea temporale veramente lunga, la serie si basa in particolare sugli eventi accaduti nella seconda era. Trovare alcuni dei personaggi della prima trilogia in una serie ambientata nella Terra di Mezzo del passato, potrebbe far (giustamente) infuriare i fan più accaniti.

Source: Pexels 
Fedeltà 

Le caratteristiche delle razze, l’architettura, la fauna e la flora, i personaggi più importanti, tutto deve essere il più possibile fedele all’universo narrativo. Il trailer della serie mostra delle immagini promettenti: grandi ambienti come le città o i boschi sembrano simili a quelli presenti nella prima trilogia di Peter Jackson, così come altri particolari come per esempio le armature.

Effetti speciali 

Nonostante il peso degli anni si faccia sentire, La Compagnia dell’Anello mostra degli splendidi effetti speciali. Per fare un esempio, il Balrog è tutt’oggi una delle creature più belle realizzate in CGI (Computer-generated imagery). Anche sotto questo aspetto, sembra che la serie mostrerà i suoi muscoli con una computer grafica di tutto rispetto. 

Per quanto riguarda la trama, dovremmo avere una storia fantasy avvincente, anche se bisognerà vedere come verrà raccontata allo spettatore. Il trailer mostra avventura, grandi battaglie e tanti altri elementi che potrebbero tenerci incollati allo schermo. 

Le premesse per un’ottima serie ci sono tutte, quindi possiamo solo attendere il 2 Settembre con ansia, magari leggendo un libro o giocando a un titolo ispirati alle storie della Terra di Mezzo. 

Fonte: Pexels 

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