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Star Wars: Gli ultimi Jedi, 6 cose che la Star Wars Celebration ha rivelato sul nuovo film

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Dopo tanti mesi di attesa, la Star Wars Celebration è stata finalmente la grande occasione per mostrare a tutto il mondo il primo teaser trailer del nuovo episodio della saga Star Wars: Gli ultimi Jedi. Il pubblico è andato letteralmente in visibilio per le scene mostrate, ma i dettagli più interessanti sul nuovo progetto e sulla sua trama sono arrivati proprio per voce degli attori protagonisti e del regista.

Il panel che ha accompagnato il reveal del trailer, infatti, ha visto dialogare per diversi minuti le persone coinvolte in Episodio VIII, che hanno avuto la libertà di sbottonarsi un pochino su quanto ci aspetta nei cinema il prossimo dicembre. (Attenzione, spoiler!)

Il Primo ordine ha fatto sprofondare la galassia nel caos

Nonostante la base Starkiller sia andata distrutta alla fine de Il risveglio della forza, questo non ha spinto i nemici a sospendere la battaglia contro la Repubblica (proprio come già successo ne L’impero colpisce ancora). Il Primo ordine già dai momenti iniziali del prossimo episodio verrà mostrato in tutta la sua aggressività, pronto per scagliare un nuovo attacco contro i difensori della libertà nella galassia.

Cosa aspettarci da Rey e Luke?

La fine di Episodio VII ha lasciato tutti gli spettatori con il fiato sospeso grazie al cliffhanger che mostrava Rey porgere la spada laser ad un vecchio Luke Skywalker, solitario su di una scogliera lontana. Dal trailer abbiamo scoperto che Luke farà da vero e proprio maestro alla giovane ragazza, ma la stessa Daisy Ridley ha voluto aggiungere qualcosa riguardo all’incontro tra i due personaggi. “Rey ha certamente diverse aspettative su Luke e su quello che può insegnarle”, ha dichiarato l’attrice, “ma, come molti di voi sanno, incontrare il proprio eroe può essere molto diverso da come ce lo si aspetta”. Probabilmente, quindi, Luke non sarà il saggio e generoso maestro che tutti si aspettano.

Molto del passato di Luke rimarrà ancora un mistero

“In Episodio VII avete scoperto che Luke è un eremita su di un’isola sperduta”, ha dichiarato Mark Hamill, “ma naturalmente non è stato detto ancora nulla sul suo recente passato”. “Non era però una parte significativa da inserire nel racconto de Il risveglio della forza, in quanto non era più la storia di Luke ma quella di altri personaggi. Posso dire però che ci sarà ancora molto mistero su di lui, anche dopo Gli ultimi Jedi. Ci saranno altri modi per approfondire quello che è successo al di là dei film, magari con libri o videogiochi”. Nonostante le dichiarazioni dell’attore, Kathleen Kennedy ha voluto però precisare che il personaggio avrà un “ruolo fondamentale” nella narrazione del prossimo episodio.

Che ruolo avrà Finn?

John Boyega ha preso brevemente parte al panel per rassicurare gli appassionati che il suo personaggio, Finn, è pronto a tornare nel nuovo episodio e che “non ha più voglia di giocare”. Episodio VIII approfondirà anche il suo rapporto con Poe Dameron, ma se questo si trasformerà nella “romance” in cui tanti appassionati sperano non è dato saperlo. “Gli ultimi Jedi sarà un test per tutti i personaggi, e anche per Finn. Dovrà decidere se prendere attivamente parte alla Resistenza o continuare a scappare dal Primo ordine”.

Il ritorno di BB-8

Il simpatico BB-8 è stato decretato fin dai primi trailer dello scorso episodio come la vera mascotte di questa nuova trilogia. Molte delle gag più simpatiche de Il risveglio della Forza, infatti, vedevano protagonista proprio la piccola palla rotolante. Per questo, il regista Rian Johnson ha spiegato che non “vede l’ora di mostrare ciò che BB-8 combinerà nel prossimo episodio”. “È il Buster Keaton del film e, come una volta mi ha detto J.J. Abrams, non ce ne sarà mai abbastanza”.

Rose, il nuovo arrivo della Resistenza

Ad affiancare i tanti volti noti della saga che torneranno per questo ottavo capitolo, ci saranno anche dei nuovi arrivi. Fino a questo momento non era stato rivelato molto su di loro ma il panel di ieri è stata l’occasione per mostrare il personaggio di Rose, interpretato da Kelly Marie Tran. Si tratta di una lavoratrice del reparto manutenzione della Resistenza, che si troverà improvvisamente catapultata in una nuova avventura al fianco di Finn. L’attrice ha dovuto mantenere nascosto il suo ingaggio per diversi mesi, finendo per mentire persino ai suoi genitori, a cui ha raccontato di stare girando un piccolo indie movie in Canada.

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Zlatan | Da Malmö alla Juventus, l’ascesa di Ibrahimovic nel biopic tratto dal libro

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Sono le difficoltà incontrate da Zlatan Ibrahimovic, più che le sue vittorie sul campo da calcio, ad essere esplorate nel film tratto dall’autobiografia best-seller del campione svedese di origine slava (Io, Ibra, in Italia edito da Rizzoli). La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale alla 16esima Festa del Cinema di Roma.

Zlatan, diretto dallo svedese Jens Sjogren, titolo originale I am Zlatan ripreso dall’edizione internazionale del libro, è un racconto di formazione focalizzato principalmente sugli ostacoli incontrati lungo il cammino verso la gloria. Seguendo i primi passi della carriera dell’attuale asso del Milan, noto fuori dal campo per il carattere da duro e la forte autostima, il film ripercorre i suoi inizi da figlio di immigrati slavi nella periferia operaia di Malmö, fino al suo contratto con la Juventus, vero punto di svolta di una carriera che lo porterà a indossare le maglie anche di Inter, Barcellona, Milan, United e PSG.

Caduta e ascesa

Prima dell’ascesa c’è però una “caduta”. La pellicola inizia con Ibra già sotto contratto con il club olandese dell’Ajax. Il problema dell’attaccante è però nei numeri con pochi gol, che gli valgono l’etichetta di “immigrato pigro”. Il suo agente, Mino Raiola, lo convincerà a vendere la sua Porsche e a concentrarsi sui suoi allenamenti, perché all’orizzonte sembra esserci la vera prima grande chiamata, quella della Juventus

Viene difficile credere come il talento che giocava solo per sé, non passando mai la palla ai compagni e costringendo i suoi primi allenatori a tenerlo in panchina, oggi sia il leader indiscusso del suo Milan, anche se per adesso limitato al ruolo di “capo spogliatoio” secondo Tuttosport, visto l’infortunio che lo terrà fuori almeno fino agli inizi del 2023.

Alle origini di Ibra

Gli appassionati di calcio sanno per certo che Ibra, pur non potendo contribuire con gol e assist come un tempo, anche da bordocampo farà di tutto per trasmettere alla squadra la sua fame di vittorie per capovolgere l’inerzia di una gara, come testimoniato dalle telecamere fisse su di lui a San Siro. Il Milan che in queste prime giornate di Serie A è tra le quattro papabili per la vittoria, a giudicare dalle scommesse live su NetBet, subito dopo Juve e Inter, deve molto allo slancio motivazionale di Zlatan e solo continuando a guardare al film (o leggendo il libro) possiamo capire davvero come si forma il carattere impavido di Ibra. In particolare, attraverso il lungo flashback che parte dalle sue prime mosse sui campi da calcio a Malmö, si può comprendere tutta la forza interiore di questo campione. Poche persone credevano davvero in lui, ma Ibra non ha desistito e ha continua a salire di livello mostrando già doti fuori dal comune nella squadra della sua città.

Le guide che lo spronano

Nel frattempo sono due gli attori che si alternano nel ruolo per rendere realistica la crescita dello svedese, Bajraktari Andersson e Granit Rushiti. Con quest’ultimo torniamo alla quasi attualità e all’incontro con il potente direttore generale della Juve Luciano Moggi, poi, attraverso nuovi flashback veniamo di nuovo trasportati tra le periferie di Malmö, nelle case dei due genitori separati e al campo d’allenamento, tra gli echi della guerra dei Balcani e gli omaggi rimarcati a Muhammad Alì, fonte di ispirazione principale del dodici volte Guldbollen, o Pallone d’Oro svedese. Il focus si sposta sulla guida paterna: “Devi usare la critica come una forza trainante”, gli dice il padre Sefik per spronarlo a sfidare i suoi nemici, tirando sempre fuori il meglio di sé. Oggi forse Ibra non ha più bisogno di consigli e dal film capiamo meglio il perché.

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Il Signore degli anelli: Il ritorno del fantasy più amato di sempre

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Sono passati poco più di vent’anni da quando il primo film di questa epica trilogia fantasy è stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, trovando un posto nel cuore di tutti gli appassionati di mondi fantastici abitati da creature e razze di ogni tipo. 

Dopo un silenzio che dura da un bel po’ di anni, precisamente dal 2014, data in cui uscì l’ultimo film della trilogia Lo Hobbit, il mondo che J.R.R. Tolkien ha creato torna nuovamente a trasportarci nella magica Arda o Terra di Mezzo che a dir si voglia, ma questa volta non lo farà sui grandi schermi del cinema, bensì sul nostro televisore, computer o cellulare. 

Il nuovo Signore degli Anelli infatti non sarà un lungometraggio, ma una vera e propria serie che verrà inserita nel catalogo di Amazon Prime Video. 

Una serie con un arduo compito 

Come sappiamo bene, l’universo fantasy creato dal noto scrittore è tuttora fonte di ispirazione per numerose storie, basti pensare ai vari film, fumetti e, in particolare, ai videogiochi come Dragon’s Crown e Skyrim. Molti titoli videoludici, alcuni anche molto apprezzati, sono ambientati proprio nella Terra di Mezzo, mentre è possibile scaricare giochi come Throne: Kingdom at War che si ispirano parecchio alle epiche battaglie, alle grandi città e ai fitti boschi verdi, pieni di misteri e creature inimmaginabili. 

Con questa incredibile base, anche un solo passo falso potrebbe essere un enorme problema, quindi ecco cosa bisogna aspettarsi dalla serie in uscita il 2 Settembre di quest’anno. 

Coerenza 

L’universo che Tolkien ha creato è immenso e gestirlo all’interno di un’opera potrebbe rivelarsi un’impresa non da poco. 

La storia del mondo di Arda è piena di eventi particolari avvenuti in una linea temporale veramente lunga, la serie si basa in particolare sugli eventi accaduti nella seconda era. Trovare alcuni dei personaggi della prima trilogia in una serie ambientata nella Terra di Mezzo del passato, potrebbe far (giustamente) infuriare i fan più accaniti.

Source: Pexels 
Fedeltà 

Le caratteristiche delle razze, l’architettura, la fauna e la flora, i personaggi più importanti, tutto deve essere il più possibile fedele all’universo narrativo. Il trailer della serie mostra delle immagini promettenti: grandi ambienti come le città o i boschi sembrano simili a quelli presenti nella prima trilogia di Peter Jackson, così come altri particolari come per esempio le armature.

Effetti speciali 

Nonostante il peso degli anni si faccia sentire, La Compagnia dell’Anello mostra degli splendidi effetti speciali. Per fare un esempio, il Balrog è tutt’oggi una delle creature più belle realizzate in CGI (Computer-generated imagery). Anche sotto questo aspetto, sembra che la serie mostrerà i suoi muscoli con una computer grafica di tutto rispetto. 

Per quanto riguarda la trama, dovremmo avere una storia fantasy avvincente, anche se bisognerà vedere come verrà raccontata allo spettatore. Il trailer mostra avventura, grandi battaglie e tanti altri elementi che potrebbero tenerci incollati allo schermo. 

Le premesse per un’ottima serie ci sono tutte, quindi possiamo solo attendere il 2 Settembre con ansia, magari leggendo un libro o giocando a un titolo ispirati alle storie della Terra di Mezzo. 

Fonte: Pexels 

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Crypto Bros: storia del big fail per l’acquisto dei diritti di Dune di Jodorowski

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Sta facendo notizia il colossale fail di un gruppo di crypto bros, il quale avrebbe sborsato la bellezza di 2,66 milioni di dollari per il Dune di Jodorowski. Proprio così, ed è abbastanza inutile cercare in rete o sulle piattaforme di streaming perché la trasposizione filmica di Dune, romanzo cult di Frank Herbert non è stata realizzata dal poliedrico artista cileno. Alejandro Jodorowski fu infatti il primo regista e sceneggiatore che ebbe l’intuizione geniale di portare sul grande schermo l’opera mondo di Frank Herbert.

Nonostante la prima edizione del romanzo di fantascienza sia arrivata in Italia solo nel 1973, dopo la sua pubblicazione nel 1965 fece parlare di sé e non poco, visti i premi e il numero di seguaci che attirò dopo la sua pubblicazione. Non a caso questo romanzo ha venduto nel tempo oltre 12 milioni di copie, cifra che lo rende il libro di SCI-FI in assoluto più acquistato di sempre. È inutile dire come questo romanzo abbia ispirato opere di assoluto valore commerciale e artistica, prima tra tutte la saga di Star Wars ideata dal produttore e regista di Hollywood George Lucas. 

Tuttavia bisogna riconoscere che l’intuizione e il fiuto per l’idea di Jodorowski fu in netto anticipo rispetto ai tempi. Ci fu proprio durante la metà degli anni settanta del secolo scorso il tentativo di realizzare questa prima versione cinematografica, con il regista sudamericano che chiamò a raccolta un gruppo di professionisti di grande livello, tra cui figuravano i Pink Floyd per la colonna sonora, Orson Welles, Salvator Dalì e Mick Jagger. Nonostante l’opera non verrà poi portata a compimento, esiste un famigerato libro di Dune di Jodorowski, sulla possibile realizzazione del kolossal fantascientifico. Oggi naturalmente si torna a parlare di Dune, dato che è da poco uscita la seconda versione cinematografica realizzata dal regista canadese Denis Villeneuve, il quale pur non convincendo del tutto la critica, ha avuto dalla sua il pubblico che ne ha determinato il successo ai botteghini. Prima però c’era stato il tentativo riuscito da parte di David Lynch, il quale però non ebbe la stessa fortuna del giovane collega canadese. 

Il Dune prodotto da Le Laurentiis è infatti uno dei clamorosi flop di metà anni ottanta, compresso probabilmente da opere meno ambiziose, ma più riuscite come lo stesso Il ritorno dello Jedi, terzo capitolo di Star Wars di Lucas. Tornando però al big fail di crypto boys, l’acquisto del libro Dune di Jodorowski, per la cifra record di 2,66 milioni di dollari. Partendo dal presupposto che il volume con appunti, scene e storyboard realizzato da Alejandro Jodorowski è abbastanza introvabile, dato che ne esistono circa 10-15 copie, il valore di mercato si aggira sui 30-35 mila euro. Motivo per cui c’è stato un grande fraintendimento, visto che i promotori di Spice DAO (questo il nome dei crypto boys) lo ha pagato cento volte il suo reale valore, con la convinzione di detenere i diritti di Dune, in termini filmici. 

Dopo l’acquisto infatti Spice DAO ha pubblicato un post su Twitter dove con entusiasmo viene descritto un piano che riguarda la pubblicazione del testo, la produzione di una serie animata ispirata al libro e il sostegno a eventuali progetti collaterali. Come ben sappiamo tutto questo è stato commentato come una grande figuraccia da parte della società, visto che proprio in questo momento è facile trovare in libreria e sui portali di streaming la versione originale di Dune, realizzata da Denis Villeneuve. Non solo, da Dune sono stati tratti anche diversi giochi, uno da tavolo e molti di genere action e avventura. Il settore del gioco online in questi ultimi anni gode di un successo clamoroso, come si può vedere attraverso la realtà casino.netbet.it per il contesto del gambling online. 

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