Connettiti a NewsCinema!

Serie tv

The Walking Dead, recensione episodio 6×04 e anticipazioni 6×05

Pubblicato

:

Here’s Not Here – Questo quarto episodio segna una battuta d’arresto, gli autori sembrano strizzarci l’occhiolino e dirci: “Ok, potete fermarvi un attimo a riprendere fiato”. E, visto il polverone alzato dalla morte (reale o presunta) di Glenn nell’episodio precedente, non potevano scegliere momento migliore per raccontarci cosa è successo nel tempo intercorso tra il Morgan psicopatico e la sua versione Zen. Tuttavia, anche questa volta The Walking Dead riesce a sorprendere: la narrazione risulta godibile, sensata e, a tratti, emozionante in maniera inedita.

One Man Show

Morgan Jones è l’indiscusso uomo-puntata: protagonista di questa (snervante) pausa di riflessione. Con chiaro rimando a Clear – episodio della terza stagione in cui vediamo riapparire un Morgan tormentato dai demoni interiori, mosso da una violenza cieca – ritroviamo il nostro protagonista in preda alla disperazione. Lo vediamo fare incetta di zombie sventrati, in cui intinge il bastone per scrivere con il sangue su tronchi, pietre e chi più ne ha più ne metta, parole che suonano come lapidari moniti, tra cui Clear – ripulire. Morgan brancola nella foresta, uccidendo zombie e innocenti, finché non incappa in una simpatica capretta, una baita in legno impreziosita da un orto rigoglioso e un’educata voce fuori campo che lo intima a riporre l’arma. Ovviamente, Morgan “Il Pulitore” non abbassa la guardia e lo sconosciuto è costretto a metterlo fuori gioco con un ponderato colpo di bastone.

Per cambiare il mondo bisogna cambiare sé stessi

Morgan si risveglia in una piccola cella improvvisata all’interno della casa e fa la conoscenza di Eastman, uno psichiatra di Atlanta – simbolo di rettitudine e integrità in un mondo corroso e ridotto allo sbando dalla mostruosa apocalisse zombie.  Eastman scuoterà Morgan dal torpore in cui era caduto a seguito dei tragici avvenimenti che ne hanno segnato inevitabilmente quel che ne rimaneva della sua esistenza, e lo ricondurrà verso una nuova consapevolezza.  Inizia così un intenso addestramento. Nella pace di una spiaggia all’alba, abbiamo la sensazione per un attimo di assistere a The Karate Kid: vediamo Eastman, nei panni di un improvvisato Mr. Han, maneggiare abilmente un bastone, istruendo Morgan all’akido – un’antica arte marziale giapponese che mira alla conquista della padronanza di sé stessi: meta raggiungibile soltanto attraverso l’acquisizione di una profonda conoscenza della propria natura interiore. Eastman innesta un meccanismo di redenzione in Morgan: lo erge ad una nuova filosofia di vita fondata su un imprescindibile dogma –“Tutte le vite sono preziose”.  Gli insegna il rispetto per la natura e per gli animali, invitandolo a nutrirsi di hamburger d’avena e formaggio di capra: un’inaspettata svolta veg in un mondo dominato da brutali cannibali.

Chi si fa gli affari suoi campa cent’anni

Ormai non è più un colpo di scena: ogniqualvolta un personaggio ha uno slancio di coraggio e decide di intromettersi per salvare la pelle di un compagno in difficoltà, ci lascia la sua.  Ed ecco che quando Morgan si trova di fronte ad uno zombie con il volto martoriato del ragazzo che lui stesso ha ucciso senza motivo a inizio episodio, ha un attimo di disorientamento – molto più che un attimo. Quando Eastman si rende conto che quell’attesa potrebbe risultare fatale per il suo amico, non indugia e si lancia sul mostro – il quale prontamente lo “assaggia”, affondandogli un morso ben piazzato sulla schiena, prima di stramazzare al suolo. Non sorprende che sia proprio il sacrificio l’ultimo atto compiuto da Eastman – figura quasi profetica, a cui la vita ha insegnato a duro prezzo che la vendetta non placa il dolore ma gli da ossigeno. La consapevolezza della propria imminente fine porta Eastman ad aprirsi con Morgan, confidandogli il suo tragico passato – che può essere sintetizzato nel nome di Dallas Wilton, carcerato psicopatico a cui Eastman negò l’attestato di sanità mentale e quindi la libertà. Dallas evase dal penitenziario in cui era recluso solo per massacrare fino ad uccidere la moglie e i figli dello psichiatra – il quale poi, a sua volta, l’ha rinchiuso nella piccola cella costruita ad hoc tra le mura della propria casa e l’ha osservato morire di fame. Stava andando ad Atlanta per costituirsi, quando ha preso coscienza di quello che stava accadendo – tuttavia, il suo mondo era crollato ben prima della fine di quello che tutti conosciamo.

Then

Questo episodio ci lascia un retrogusto amaro. In primis per la tragica dipartita della simpatica capretta Tabitha – e siamo già alla seconda stretta al cuore nel giro di sole quattro puntate.  In secundis per il commovente ultimo gesto di Eastman, che cede il proprio amuleto personale a Morgan – un oggetto che gli aveva regalato la figlia, il suo portafortuna.  Così si chiude un cerchio. Ma per una porta che si chiude, c’è subito un portone pronto a spalancarsi. Ed ecco che proprio negli ultimi minuti facciamo una scoperta che non promette nulla di buono: Morgan, sempre in bilico tra guerra e pace, ha avuto la brillante idea di tenere in ostaggio un esponente degli Wolves. A tal riguardo, Gregory Nicotero – produttore dello show, ha dichiarato: “Morgan sta giocando con il fuoco”.  Morgan, non lo sai che il Lupo perde il pelo ma non il vizio? Nel frattempo, qualcuno è arrivato alle porte di Alexandria e intima concitatamente di aprire il cancello – la voce non ci è nuova: sei tu, Rick?

Anticipazioni Episodio 6×05 – Now

Dopo questo viaggio nel passato, portiamo avanti i nostri orologi e torniamo all’Oggi – Now. Dai promo disponibili, è subito chiaro che verremo ri-catapultati violentemente al presente che ben conosciamo: nessun dolce risveglio da questa temporanea amnesia a-temporale. Siamo nuovamente di fronte ad un branco di zombie affamati che circuiscono Abraham, Sasha e Daryl – non ha fatto a tempo a scendere dalla moto che già è nei guai.  Siamo nuovamente immersi nello scenario mortifero dell’ex self zone Alexandria – dove i sopravvissuti ripuliscono le strade dai cadaveri e Jessie chiude il siparietto di pochi secondi con un poco raccomandabile: “Se non combattiamo, moriamo”.

Ci risiamo. E poi c’è Maggie che si mette in viaggio alla ricerca di qualcosa, o qualcuno. La vera domanda non è se lo troverà, ma cosa troverà – a tal proposito, abbiamo fatto un’amara constatazione: il nome di Steven Yeun non è comparso tra i titoli di testa. Strategia o dura realtà? Ai posteri l’ardua sentenza.

Il cinema è la mia più grande passione, e spogliare ogni film per arrivare all’essenza di ogni dettaglio che genera più o meno consciamente un’emozione, mi entusiasma. Dalla maraviglia dei suoi albori, agli stupefacenti effetti speciali di oggi, il cinema è una macchina che fabbrica sogni su misura per ogni spettatore ed ogni epoca. Perciò, ogni settimana entro in sala e mi faccio raccontare una favola: indosso il pigiama a righe del bambino ebreo, mi lascio invadere dalle ossessioni del filantropo miliardario con un passato misterioso, corro al fianco della ragazza che sorride davanti alle telecamere, indossa abiti di fuoco ed un paio di occhi tristi che non sanno fingere. Questa sono io, con un libro su Tim Burton e Johnny Depp che voglio pubblicare, un fiume di parole scritte ed emozioni sparse, e tanti progetti da realizzare.

Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Serie tv

Twin Peaks compie 30 anni | cosa rende unica la serie cult di David Lynch

Pubblicato

:

twin peaks

Non è una semplice serie televisiva, come testimoniato anche da una delle voci per eccellenza della critica cinematografica, ossia i francesi di Cahiers du Cinéma che ne hanno eletto la recente incarnazione nella terza stagione quale il miglior film del decennio. Una mossa spiazzante e che non ha messo d’accordo tutti, per via della diversità di format (sulla scia del Nobel per la letteratura assegnato a Bob Dylan), ma che conferma l’essenza indefinibile della creatura di David Lynch, regista e artista che d’altronde non è mai rientrato in convenzione alcuna.

I segreti di Twin Peaks veniva trasmesso per la prima volta Oltreoceano, sulla nota emittente ABC, l’8 aprile del 1990: ebbene sì, sono passati oggi esattamente trent’anni da quando il pubblico americano (quello italiano dovette attendere il gennaio successivo) poté assistere all’arrivo nell’omonima cittadina dell’agente speciale dell’FBI Dale Cooper. Per l’occasione andiamo a ripercorrere i motivi del successo di uno dei franchise che ha fatto la storia del piccolo schermo.

Twin Peaks – Niente è come sembra

i segreti di twin peaks

I segreti di Twin Peaks

Storia del piccolo schermo che si divide nettamente in un prima e in un dopo Twin Peaks: l’uscita della serie cambierà radicalmente il modo in cui le compagnie si sono approcciate a produzioni per l’allora tubo catodico e, seppur senza mai raggiungere livelli di tale eccellenza per organicità e atmosfere, il mezzo ha da allora acquisito quelle maturità e consapevolezza tali che oggi gli permettono di gareggiare con il fratello maggiore cinema, a volte anche battendolo.

Leggi anche: David Lynch: un artista a tutto tondo del nostro tempo

Il 1990 è stato un anno d’oro per Lynch, co-creatore della serie insieme al collega Mark Frost, che lo ha visto vincere – solo qualche settimana dopo – la Palma d’Oro per lo scatenato Cuore selvaggio e lo ha consegnato a imperitura gloria per questa incarnazione seriale nel quale ha potuto gettare tutte le sue ispirazioni e inclinazioni visionarie, assoggettando il genere poliziesco ad un’ottica mystery tipica del suo stile unico e inimitabile.

Perché I segreti di Twin Peaks si spinge oltre quando gli altri si fermano – citando Star Trek dove nessuno è mai giunto prima” –  e non teme le ricadute in un potenziale, ovviamente, evitato, ridicolo, raggiungendo al contrario una sublimazione di sfumature e istinti artistici che si evolve progressivamente nel prosieguo dell’intricata vicenda.

Leggi anche: Twin Peaks, i 5 momenti più inquietanti della serie tv

Twin Peaks ora e sempre

kyle maclachlan

Kyle MacLachlan

Ormai tutti, o quasi, sanno chi ha ucciso Laura Palmer, con tanto di film prequel – Fuoco cammina con me del 1992 – realizzato proprio per chiudere ipoteticamente quel cerchio poi riaperto dalla succitata terza stagione, Twin Peaks: il ritorno (2017).

Ma chi si addentra oggi alla scoperta di quell’infinito sottobosco, tale da caratterizzare l’opinione pubblica e i discorsi da bar in una maniera fino ad allora mai vista per un’opera destinata alla tv – e questo ben prima dell’avvento dei social network – troverà un universo di sorprese e colpi di scena, un’atmosfera torbida e inquieta che non ha perso un briciolo del suo primigenio smalto e ancora in grado, ci riferiamo ovviamente alle puntate degli anni ’90 in quanto le più temporalmente “stagionate”, di rapire totalmente lo spettatore senza cali di intensità e di ritmo.

Curiosità: Twin Peaks, i 5 momenti più lynchiani degli episodi 3 e 4

Trent’anni che non si sentono per un’opera invecchiata benissimo e ancor oggi fonte di ispirazione per molti, tentati, emuli contemporanei, nella quale tutti ci troviamo a condividere la curiosità dell’iconico personaggio di Kyle MacLachlan nell’imprevedibile risoluzione del caso.

Continua a leggere

Serie tv

Tales from the loop | La recensione della serie tv Amazon

Pubblicato

:

tales from the loop 1

È una delle serie del momento, disponibile in esclusiva nel catalogo di Amazon Prime Video come prodotto originale. Stiamo parlando di Tales from the loop, che custodisce una genesi molto particolare: gli otto episodi sono infatti ispirati dalle opere grafiche dell’artista svedese Simon Stålenhag, autore di dipinti digitali che ci mostrano una realtà distopica e dal taglio post-apocalittico.

Raffigurazioni di estremo e rapente fascino visivo che hanno ispirato i produttori, tra i quali figurano registi Matt Reeves (Cloverfield, The War – Il pianeta delle scimmie) e Mark Romanek (Non lasciarmi), ad espandere il substrato narrativo in una forma più ampia e compiuta, in linea con i canoni della moderna fantascienza intimista. Per l’occasione vi accompagniamo alla scoperta dei primi due episodi, proponendo un breve accenno della trama e un’analisi critica più profonda per indirizzarvi o meno, in base ai vostri gusti, sulla relativa visione.

Tales from the loop | la serie tv su Amazon Prime Video

tales from the loop

Tales from the loop

La storia si concentra sugli abitanti di una cittadina situata nei pressi del Loop, una macchina costruita al fine di scoprire ed esplorare i misteri dell’universo, permettendo di sperimentare fenomeni che si ritenevano fino ad allora esclusivamente relegati all’ambito della fantascienza. Da ciò che ci è dato giudicare dal primo dittico di puntate, molta importanza viene data ad un particolare nucleo familiare, avente a che fare in prima persona con l’avveniristico dispositivo.

Un inizio che carbura lento adottando un taglio intimista e trattenuto, con i sussulti di genere che riprendono tematiche assai care agli amanti del suddetto filone, sia in campo letterario che cinematografico. E allora via con viaggi nel tempo e paradossi, scambi di personalità e domande esistenziali, nell’arco di cento minuti (circa cinquanta a singolo episodio) che sembrano preparare il campo per ciò che avverrà nell’immediato prosieguo. Il tutto all’interno di un’ambientazione particolarmente affascinante che adatta con lucidità quanto è alla base del progetto.

Tales from the Loop | Un inizio particolare

rebecca hall

Rebecca Hall

La voluta flemma imposta in fase concettuale potrebbe già disincentivare l’interesse da parte di un pubblico che si attendeva un ritmo più elevato e maggiori dinamiche di genere condite da effetti speciali: lo stile compassato e criptico, dove anche i colpi di scena vengono suggeriti nelle fase precedenti evitando la sorpresa immediata, rischia di appesantire in particolare la puntata pilota, dove anche l’introduzione al relativo background appare (volutamente?) poco approfondita, lasciando più quesiti che risposte allo scorrere dei titoli di coda.

Leggi anche: Tales from the Loop | Impressioni a caldo

Le atmosfere mystery viaggiano sui terreni dell’incompiuto, in attesa sicuramente di essere velocizzate nel futuro, e rischiano di disorientare chi cercava un prodotto di facile assimilazione. Tales from the loop ha ottimi spunti in divenire e soprattutto il secondo tassello, pur anche questo a carburazione lenta nel tratteggio di un atipico coming-of-age dalle conseguenze amare, getta ulteriore carne sul fuoco tale da aprire a interessanti evoluzioni: il nostro consiglio è quello di non fermarvi di fronte ad un prologo parzialmente ostico e poco accomodante, giacché le potenzialità per trovare una maggior compiutezza di sguardo sono ampiamente alla portata della serie, qui ancora in stato embrionale.

Tales from the loop | La recensione della serie tv Amazon
3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
Continua a leggere

Netflix

La casa di carta 4 | Alla scoperta della nuova stagione

Pubblicato

:

la casa di carta

Una delle serie più seguite nell’universo dello streaming, capace di creare accese discussioni tra i sostenitori più accaniti e chi, con occhio più critico, non fatica a trovare difetti di trama e stilistici.

La casa di carta è sicuramente una delle produzioni più divisive degli ultimi anni, nonché uno dei successi garantiti per Netflix: la piattaforma on demand, dopo aver acquisito dal canale televisivo spagnolo Antena 3 e suddiviso, in episodi più corti e in due tronconi, la prima stagione, l’ha resa un clamoroso successo mondiale, tanto che ad oggi è il prodotto non in lingua inglese più visto del catalogo. Non c’è da stupirsi quinti per la grande attesa relativa alla distribuzione dei nuovi episodi, da oggi finalmente disponibili per il pubblico di internet. Scopriamo insieme a voi info e curiosità sui primi episodi.

La casa di carta 4 | I dubbi lasciati in sospeso

alba flores

Alba Flores

La banda capeggiata dal carismatico Professore è quindi pronta a tornare per emozionare i fan e risolvere molti dubbi lasciati in sospeso: uno dei più grandi, che ha caratterizzato le aspettative degli appassionati negli ultimi mesi, riguarda il destino della tosta Nairobi, tra le figure più apprezzate della serie, ulteriormente rimarcato dai sibillini post con cui Netflix ha disseminato criptici e inediti indizi sulle proprie pagine social.

Il ritorno di vecchi personaggi e l’evoluzione dei rapporti interpersonali tra alcuni di loro rischia di seguire un percorso ciclico, una sorta di ritorno alle origini che qualcuno ha tacciato di operazione copia-incolla e altri hanno trovato gradevolmente citazionista, in una sorta di omaggio alle proprie origini. Il fascino delle dinamiche alla base è rimasto intatto, con l’uso delle maschere da parte dei protagonisti che porta ad un’identificazione empatica da parte del pubblico in questa lotta anti-sistema che riesce a fare ancora breccia in diversi contesti.

Leggi anche: La Casa di Carta: guida ai personaggi della serie tv spagnola più amata di Netflix

La Casa di Carta 4 | I nodi vengono al pettine

Álvaro morte e itziar ituño

Álvaro Morte e Itziar Ituño

Mentre si attende quindi di scoprire la succitata, incerta, sorte di Nairobi, il team ha altre gatte da pelare: il professore ha dovuto abbandonare Lisbona, del quale il destino è per lui ugualmente incerto. L’uomo è alle prese con un road-trip nel quale si interroga sul da farsi, rimanendo comunque il nesso razionale del gruppo. I rimanenti membri sono invece in una sorta di stasi all’interno della Banca Spagnola, diventata ormai come una sorta di claustrofobica prigione, mentre proprio Lisbona deve vedersela con l’integerrima detective Alicia Sierra.

Senza svelare troppo, basti dire che l’identità nazionale è saldamente rimasta nel tessuto narrativo del racconto e anche il nostro stesso Paese viene ancora una volta omaggiato in più occasioni, in particolar modo in forma musical-canora. Se i primi episodi appaiono come una sorta di fase introduttiva, il meglio dal lato action-spettacolare arriverà sicuramente nella tranche finale, quando tutti i nodi verranno finalmente al pettine con quell’accattivante predilezione per i colpi di scena ai quali la serie ha abituato il relativo target.

Continua a leggere

Iscriviti al nostro canale!

Film in uscita

Aprile, 2020

Nessun Film

Film in uscita Mese Prossimo

Maggio

Nessun Film

Pubblicità

Facebook

Recensioni

Nuvola dei Tag

Pubblicità

Popolari

X