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I film Universal Pictures in uscita nel 2017

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Dopo lo straordinario successo di Jason Bourne, Star Trek Beyond e Pets, la Universal Pictures si prepara a dominare il 2017. Abbandonati i giochi di luce dello scorso anno, la celebre casa di distribuzione ha speso poche parole durante la trentanovesima edizione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, lasciando spazio alle immagini dei film in uscita da dicembre al prossimo luglio.

Una programmazione ricca di commedie esilaranti, adventure family, thriller sensuali e action da urlo che vi lascerà senza fiato.

La Festa prima delle Feste

Jennifer Aniston, Jason Bateman e Kate McKinnon sono i protagonisti di questa esilarante commedia natalizia diretta da Josh Gordon e Will Speck. Una festa di Natale organizzata per fare colpo su un cliente si trasformerà in uno dei più terrificanti eventi dell’anno. Caratterizzata da ritmo, ironia e un pizzico di azione, La Festa prima delle Feste arriverà nelle sale italiane il 7 dicembre 2016.

xXx: Il ritorno di Xander Cage

A quattordici anni di distanza dal primo capitolo, Vin Diesel torna nei panni di Xander Cage nell’atteso sequel diretto da D.J. Caruso. Il rude xXx e la sua squadra di “criminali” tentano di recuperare una pericolosa arma per il governo americano. Tra esplosioni, salti nel vuoto e sfide contro la gravità, xXx: Il ritorno di Xander Cage riscriverà il cinema action il 19 gennaio 2017.

Split

Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica di The Visit, M. Night Shyamalan torna al thriller soprannaturale con Split. James McAvoy è Kevin, un uomo animato da ventitré personalità che rapisce tre adolescenti. Il pericolo si manifesta quando la ventiquattresima personalità prende il sopravvento sulle altre. Scritto e diretto dal regista de Il sesto senso, Split uscirà nei cinema italiani il 26 gennaio 2017.

Rings

A undici anni di distanza da The Ring 2, torna la maledizione più terrificante del cinema di genere. Stiamo parlando di Rings, il nuovo capitolo del franchise diretto da F. Javier Gutiérrez. Trama che vince non si cambia. Al centro della storia c’è lo spirito di Samara Morgan che, attraverso l’era moderna, diffonde la sua mania omicida. Tra visioni raccapriccianti e guizzi di originalità, Rings uscirà nei cinema italiani il 2 febbraio 2017.

Cinquanta sfumature di Nero

Dopo i 571 milioni di dollari incassati dal primo capitolo, esce il 9 febbraio 2017 l’atteso Cinquanta sfumature di nero. Diretto da James Foley, il sequel vede Christian Grey (Jamie Dornan) e Anastasia Steele (Dakota Johnson) rivivere il loro sogno d’amore. Quando un accordo sigla la fiducia tra i due, il passato di Christian annienterà la loro speranza di amarsi. Nel primo trailer della pellicola tornano tutti gli elementi di Cinquanta sfumature di grigio, dalle scene sensuali alla colonna sonora pop.

Allied – Un’ombra nascosta

Sentite la nostalgia di un melodramma d’altri tempi? Robert Zemeckis rispolvera il mito di Casablanca in Allied – Un’ombra nascosta, l’action storico interpretato da Brad Pitt e Marion Cotillard in uscita nelle sale italiane il 12 gennaio 2017. Al centro della storia c’è l’amore tra l’ufficiale dei servizi segreti Max Vatan e la combattente della Resistenza Francese Marianne Beausejour. Quando il governo chiede a Max di scoprire la vera identità della moglie, dà vita a una spirale di violenza e dolore. Emozionante ed epico, Allied segna il ritorno di Zemeckis al cinema di ampio respiro.

Barriere

Tra i probabili candidati ai premi Oscar 2017 c’è sicuramente Barriere, il dramma diretto da Denzel Washington. Interpretato dallo stesso Washington e da Viola Davis, Barriere racconta la storia di un netturbino di Pittsburgh alle prese con la complicata relazione con il figlio. Un dramma che, lasciando spazio alle straordinarie performance dei suoi protagonisti, dà vita a un capolavoro di rara efficacia. Barriere uscirà nei cinema italiani il 23 febbraio 2017.

The Great Wall

Tra i film più ambiziosi del 2017 c’è sicuramente The Great Wall, la straordinaria co-produzione tra Cina e Stati Uniti in uscita nei cinema italiani il prossimo 23 febbraio. Al centro della storia c’è la costruzione della Grande muraglia cinese, un monumento nato come difesa da minacce che trascendono la normalità. Diretto da Zhang Yimou e interpretato da un cast internazionale composto da Matt Damon, Andy Lau, Willem Dafoe e Pedro Pascal, The Great Wall è un blockbuster dal sapore fantasy.

Ghost in the Shell

Dopo Biancaneve e il cacciatore Rupert Sanders dirige l’atteso live-action del manga ideato nel 1989 da Masamune Shirow. Interpretato da Scarlett Johansson, Michael Pitt, Takeshi Kitano e Juliette Binoche, Ghost in the Shell racconta la storia dell’ibrido tra un cyborg e un essere umano che guida la task force Section 9. Dominato dalla coinvolgente melodia dei Depeche Mode, il trailer internazionale ci proietta nell’universo futuristico di Ghost in the Shell tra droni e sparatorie in slow motion. Un cult in uscita nei cinema italiani il 30 marzo 2017.

Fast and Furious 8

Dopo l’incasso record di un miliardo e mezzo di dollari del settimo film, Fast and Furious 8 è la pellicola di punta della Universal Pictures. Diretto da F. Gary Gray, l’ottavo capitolo del franchise (qui potete acquistare il cofanetto blu-ray con i sette film della saga) è il primo film di una nuova trilogia. Tra protagonisti storici (Vin Diesel, The Rock, Jason Statham) e new entries (Charlize Theron e Scott Eastwood), Fast and Furious 8 resta avvolto dal mistero. L’unica certezza è che rivedremo il mitico Toretto e la sua crew sfrecciare per le strade di Cuba a partire da Aprile 2017.

La Mummia

L’8 giugno 2017 uscirà nei cinema italiani La Mummia, l’atteso remake del classico del 1932 di Karl Freund e del reboot del 1999 di Stephen Sommers (qui potete acquistare il cofanetto blu-ray). Interpretato da Tom Cruise e Russell Crowe, La Mummia è il primo capitolo di un progetto di rivitalizzazione dei mostri della Universal Pictures, da Frankenstein a Dracula. Se la Mummia della storia è la ballerina Sofia Boutella, il regista Alex Kurtzman è l’artefice del successo di Star Trek, Fringe e Transformers. Durante le Giornate Professionali di Cinema di Sorrento abbiamo visto un lungo backstage che ci ha svelato i set imponenti del monster movie più atteso del 2017.

E non è tutto…

Non basterebbero dieci articoli per elencare i capolavori targati Universal Pictures che vedremo nei primi sei mesi del 2017. Oltre ai già citati titoli, il 4 gennaio 2017 uscirà nei cinema italiani Sing, il divertente musical animato di Garth Jenkins con le voci di Matthew McConaughey, Reese Whiterspoon e Scarlett Johansson. Il 16 febbraio 2017 è la volta di Manchester by the Sea, l’intenso dramma con Casey Affleck che dominerà la prossima edizione degli Academy Awards.

Tra le opere italiane spiccano Slam – Tutto per un ragazza, il film di Andrea Modaioli tratto dal romanzo di Nick Hornby (nelle sale italiane il prossimo 23 marzo) e Fortunata, il dramma di Sergio Castellitto con Alessandro Borghi, Stefano Accorsi e Jasmine Trinca.

Per gli appassionati degli adventure-movie uscirà il 4 maggio 2017 Monster Trucks, una comedy aliena diretta da Chris Wedge, mentre per gli amanti dei franchise domineranno le sale rispettivamente il 22 giugno e il 24 agosto Transformers 5 – L’ultimo cavaliere e Cattivissimo me 3. Una programmazione straordinaria che renderà la Universal Pictures una delle case di distribuzione leader del 2017.

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Cinema

RFF 13: Isabelle Huppert, conferenza stampa

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Isabelle Huppert, l’immensa attrice francese in occasione del ritiro del premio alla carriera durante la terza giornata della Festa del cinema di Roma, durante la conferenza stampa ha parlato a cuore aperto della sua carriera e del suo modo di approcciarsi alla recitazione. Imperativo da seguire: mai avere paura!

Lei è una fonte di ispirazione per molti attori e attrici, interpretato ruoli importanti e coraggiosi. Dove ha trovato il coraggio per poterlo fare?

Non solo giovani attori mi fanno i complimenti. I ruoli che ho interpretato non mi hanno mai fatto paura, ma sono comunque complessi e coraggiosi. Può far paura avere difficoltà, conflitti nella vita, ma l’unica cosa importante è vivere e lavorare in armonia.

Ultimamente ha lavorato nella serie The Romanoffs, cosa può dirci a riguardo?

The Romanoff è stato un lavoro molto intenso ed ho imparato anche un po’ di russo. Avevo visto Mad Man di Matthew Weiner e ho voluto lavorare fortemente con lui. Spesso si dice che dietro i Romanoff ci sia un mistero. I componenti sono morti, ma Mattew ha pensato bene di speculare su questa storia, creando 8 episodi diversi tra loro. Il mio personaggio è quello di una regista molto nervosa e trovo che nel mio episodio c’e qualcosa di barocco.

Oggi riceverà il premio alla carriera, cosa ha pensato quando le è stato comunicato? Qual è stata la prova più difficile che ha dovuto affrontare nella sua carriera?

Il teatro è una situazione più stressante rispetto al cinema, ma sono contenta di essermi cimentata anche in questo campo. Le difficoltà che si incontrano nel cinema vengono risolte dalla regia. Come attrice pongo molta fiducia nel cinema. Ricevere questo premio per me è una grande soddisfazione. Ricordatevi di non avere mai paura dell’ignoto. Il fatto che in teatro non si riproduce mai la stessa cosa, non mi spaventa, anzi lo trovo una cosa molto stimolante. Negli ultimi tempi il cinema è diventato una finestra sul mondo, per gli spettatori e per me.

Qual è il personaggio alla quale è più legata?

Mi sento vicina e non vicina ai personaggi che interpreto. “Non” mi sento vicina perché quello che accade in scena non mi succede nella vita reale. Invece “mi” sento vicina, perché comunque in tutto quello che rappresento metto una parte di me. Divido le attrici – e non solo – in due categorie: quelle vicino alla realtà e quelle più vicine alla fantasia. Resta il fatto che si tratta comunque di fiction.

Nel corso della sua carriera ha interpretato più di cento film. Come è riuscita a mantenere la sua identità?

È il cinema che permette di farlo. Così come avviene nel teatro è un confronto con se stessi. Non ci sono diverse recitazioni e soprattutto non si deve mai avere paura di quello che si andrà a recitare. Come disse Truffaut in riferimento a quando si gira un film: “ Il treno è partito e il paesaggio scorre”. Dobbiamo sempre essere noi stessi, perché è il cinema che deve raccontare.

Come ben sa, il grande Vittorio Taviani è venuto a mancare qualche mese fa. In merito, cosa ci può raccontare del rapporto con i Fratelli Taviani?

Ho un bellissimo ricordo di loro due, quando abbiamo girato in Toscana. Siamo stati in luoghi bellissimi e ricordo una dolcezza e bravura unica di Paolo e Vittorio.Erano due persone con una sola testa.

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Cinema

RFF13: Il mistero della casa del tempo, conferenza stampa

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Bella come poche attrici al mondo, Cate Blanchett vincitrice per ben due volte del premio Oscar, questa volta si è cimentata in una commedia fantasy per ragazzi dal titolo Il mistero della casa del tempo diretto da Eli Roth. La Blanchett è Mrs. Zimmerman e presenta un look sempre fine ed elegante con capelli grigi sfumati con il viola, ricorda sotto alcuni punti di vista, il personaggio di Mary Poppins. Il film è tratto dal romanzo di John Bellairs, un classico dell’infanzia che in tempi non sospetti, la Blanchett aveva letto quando era bambina. Durante la conferenza stampa incentrata sulla proiezione de Il mistero della casa del tempo, la bellissima attrice ha parlato anche di esperienze personali molto interessanti.

Cosa ha pensato quando ha letto per la prima volta la sceneggiatura?

C’è da dire che ero molto ansiosa di lavorare con un regista come Eli Roth, data la mia passione per il genere horror. Ad incuriosirmi è stato il fatto che questa storia di magia ma ambientata nel mondo reale, era destinata in particolar modo ad un pubblico di ragazzi. Per tanto il film, non doveva avere contenuti troppo pesanti né provocatori, bensì doveva contenere un messaggio giusto: nella vita possiamo cambiare tutto quello che non ci piace, che sia a scuola o all’ università.

Nel film c’è una frase che viene ripetuta spesso: “la magia è dentro di te”. Lei come intende questo concetto legato alla magia interiore? Cosa e quanto ama questo genere di film?

Di questo genere mi piacciono le scenografie e i costumi. Nel film mi piace vedere come la magia riesca ad entrare in azione nel mondo reale. Un mondo che viene trasformato in qualcosa di migliore, proprio attraverso la magia. In questo film, la magia è da intendersi come una metafora del cambiamento, come una necessità dell’evoluzione, di cambiare opinione.

Quando si trova a girare un film sente il dovere di lanciare un messaggio importante ai giovani e in primis ai propri bambini?

Secondo me c’è un messaggio positivo rivolto ai giovani e alle loro famiglie. Non bisogna lasciarsi condizionare dalle etichette che spesso vengono date in luoghi come le scuole e le università. Questo non è un film pesante, non ci sono sermoni destinati ai ragazzi. Ci sono solo tre personaggi stravaganti che attraverso l’utilizzo della magia rendono tutto più incantevole.

 

Lei è madre di quattro figli, una dei quali è stata adottata. Quanto ha messo della sua vita privata in questo film, visto che c’è una storia che parla di adozione?

Il film parli di tre persone rimaste in orfane perché Jonathan se n’è andato di casa. Il mio personaggio ha perso il marito e la propria figlia nello sterminio nazista. Alla fine, si cerca di creare una nuova famiglia con i cocci rotti delle precedenti. Le famiglie si formano in tanti modi, è sempre stato, anche se non sempre viene accettato. Per quanto riguarda la mia vita privata, non c’è alcuna differenza tra l’amore che nutro per mia figlia adottiva e i miei tre figli biologici.

Nel film viene citato l’aggettivo “indomito”. È un termine che sente vicino alla sua persona, magari legato al suo successo?

I fallimenti hanno un valore importantissimo nella vita di un essere umano, perché attraverso questi passi falsi si costruisce il proprio successo. Per quanto mi riguarda, sono stati proprio gli insuccessi che ho avuto nel corso della mia carriera a rendermi “indomita”.

In questo film la magia è la protagonista. Se potesse avere un super potere, quale vorrebbe?

“Bella domanda. Vorrei tanto avere quel potere che faccia andare tutti a votare, in particolar modo i giovani. Le elezioni sono lo strumento democratico di un Paese e  possono avere conseguenze importanti su tutto il mondo”.

 

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Cinema

RFF13: Il vizio della speranza, conferenza stampa

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Un film giustamente etichettato come “femminile” . Il nuovo film di Edoardo De Angelis è dedicato alle donne, alla forza che hanno quando tutto ciò che le circonda, sembra schiacciarle al pavimento e lasciarle morire, senza avere la possibilità di reagire. Il vizio della speranza oltre ad essere il titolo della sua pellicola, è anche un modo efficace per descrivere il vizio, il pensiero fisso che la protagonista Maria mostra nei 97 minuti. Presenti alla conferenza stampa il regista Edoardo De Angelis, con i produttori Pierpaolo Verga, Attilio De Razza e il distributore Giampaolo Letta, lo sceneggiatore Umberto Contarello, il compositore Enzo Avitabile e il cast composto da Pina Turco, Cristina Donadio,  Marina Confalone, Massimiliano Rossi.

Come è nata l’idea del film?

Edoardo De Angelis: Il centro del film è uno: vince chi resiste all’inverno, chi decide di fare qualcosa per cambiare il proprio destino. Chi si ribella all’imperativo “servire” e decide di usare la parola “agire” per uscirne fuori.

Solitamente quando fai i tuoi film, sembra che racconti sempre la solita realtà dura e feroce. In questo caso però c’e qualcosa in più, ci sono diversi registri innovativi come tenerezza, dolcezza. Come fai a mostrare sempre qualcosa di diverso?

Edoardo De Angelis: La tentazione di rifare qualcosa che mi è venuta bene, è tanta. Ma avere nella propria vita, una moglie e un produttore folli, non mi consente di andare verso la comodità. Mi spingono sempre a sperimentare, a battere nuove strade. Questo è doveroso per chi racconta storie, usando nuove forme di linguaggio.

Come è stato lavorare con un regista come Edoardo De Angelis?

Enzo Avitabile: Lavorare con un regista come Edoardo è stato molto facile, perché con lui è un piacere collaborare. Gli elementi di cui abbiamo tenuto conto nella composizione delle musiche e delle canzoni sono tre. Il primo è il modo di dire “I‘ ccà ce sent”, creando composizioni adatte al momento raccontato. Il secondo è la musica come esigenza dell’anima, senza aver alcun tipo di limitazioni. Il terzo è stato avere dei temi senza un vestito fisso, lasciare che la musica fosse un elemento di racconto durante il film, nei momenti di silenzio, rispondendo alle frasi “I’ song” e “I‘ sacce”.

Il vizio della speranza è uno dei vizi più belli che si possa avere. Inizialmente non è una cosa che appartiene a Maria, ma tutto cambia quando c’e un motivo per il quale combattere, per la quale sperare in un futuro migliore. Come ti sei rapportata a questo personaggio e tu, in prima persona, sei una persona che spera?

Pina Turco: La speranza ha dentro di se il seme della fiducia, della fede, serve per scrivere il proprio destino. La nascita di un bambino è la cosa più bella che possa accadere nella vita di un essere umano, sopratutto quando si è una donna. Per quanto riguarda la speranza e la mia persona, posso dire che quando ho accettato di fare questo film, mio marito non era convinto fossi pronta per interpretare un ruolo così complesso, per questo motivo dimostrargli che invece si stava sbagliando, è diventato il mio vizio della speranza.

Come hai fatto ad interpretare un personaggio così spietato?

Marina Confalone: Solitamente, sono abituata a lavorare sempre da sola. Ma ho capito che per poter interpretare nel migliore dei modi il ruolo spietato di Marì, era necessario l’aiuto di Edoardo. In particolar modo, sono stata molto a contatto con Pina, così da creare un rapporto più complice, in un set nel quale è stato bellissimo lavorare, in totale armonia.

Come è stato scrivere la sceneggiatura di un film totalmente al femminile e solo con tre uomini?

Umberto Contarello: Edoardo ha fatto una cosa molto difficile. Volevamo fare un film lirico ma immerso in un mondo nemico della lirica. Il film è nato da un’idea esplicitamente cristiana. Vedendo il film, mi è sembrato lampante l’associazione con l’andamento di una parabola. Per poter parlare di attualità si deve attingere al mondo arcaico. In questo film, viene sfatato il concetto che i bambini si fanno solo in relazione al luogo nel quale si fanno.

Quando hai interpretato il ruolo di Chanel in Gomorra ti sei ispirata ad una donna boss della periferia di Napoli, invece per il ruolo di Alba, da chi hai tratto ispirazione?

Cristina Donadio: Alba, la mamma di Maria è una donna affetta da una catatonia esistenziale. Lei non si rende conto di quello che la figlia sta vivendo e patendo. Sostanzialmente è stato fatto un lavoro di sottrazione nel caratterizzare Alba.

Il personaggio di Carlo Pengue è molto interessante. Come ti sei rapportato a questo ruolo?

Massimiliano Rossi: Ogni volta che mi trovo a lavorare con Edoardo, i personaggi che mi vengono assegnati mi sembrano sempre sconosciuti. Sono concreti solo in forma di pensiero, ma restano comunque inarrivabili. Solitamente, a causa del mio aspetto, vengo preso per interpretare ruolo da cattivo, ma forse per la prima volta, mi trovo nel ruolo di un bravo uomo, esiliato ingiustamente. Carlo Pengue è un essere umano, forse l’unico del film. Uno degli aspetti più belli è il legame tra Carlo e Maria, presente all’inizio e alla fine del film.

 

 

 

 

 

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