Provvidenza è un paesino fantasma devastato da un terremoto che ha costretto tutti i suoi abitanti a trasferirsi a valle. Tutti tranne Elia, ultimo cittadino di un borgo abbandonato ma in cui risuona ancora l’eco di vite spezzate e rimaste in sospeso. Pippo Mezzapesa è il regista de Il Bene Mio, una fiaba che mescola con leggerezza la poesia con la satira sociale, la tenerezza della sceneggiatura scritta insieme ad Antonella Gaeta e Massimo De Angelis con l’impegno civile che traspare dal racconto.

A dare “corpo” (è proprio il caso di dirlo, considerando la fisicità tutta particolare del personaggio) ad Elia c’è Sergio Rubini, in grado di caratterizzare un personaggio a tratti scontroso e a tratti così dolce da sembrare ingenuo. Quella di Elia è una “resistenza pacifica”, fatta di piccoli gesti di disobbedienza, per la difesa di un territorio che se non può essere ricostruito a causa delle inefficienze dello Stato non deve necessariamente scomparire dalle carta geografiche. Il Bene Mio prende il suo titolo da una omonima canzone di Matteo Salvatore, la cui musica è allo stesso tempo ruvida e dolce, proprio come la storia di Elia e di Provvidenza, che si mescolerà con quella di una “forestiera” che cercherà un tetto sotto il quale potersi riparare. 

Il film è stato presentato a Venezia 75 nell’ambito delle Giornate degli Autori. Abbiamo intervistato il protagonista Sergio Rubini e il regista Pippo Mezzapesa per farci raccontare alcune curiosità sulla lavorazione del film, che arriverà nelle sale italiane il prossimo 4 ottobre distribuito da Altre Storie.

IL BENE MIO INTERVISTA