Anche quest’anno il MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, assumerà il ruolo di moderna agorà in cui si riuniranno i maggiori esponenti della cultura dei giorni nostri. Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, reduce dal grande successo della scorsa edizione di Chi ha architettato Roma?, propone un nuovo ciclo di incontri sul tema dell’ Arte pubblica nel ‘900, questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà in dodici appuntamenti con i personaggi di rilievo del nostro Paese. Non a caso il ‘900, secolo d’oro dell’arte, della letteratura, della società e della tecnologia. L’Italia di oggi è il frutto del XX secolo, prodotto delle sperimentazioni su tutti i campi. Nell’arte non sono certo mancati i fenomeni più eclatanti che hanno portato al cambiamento radicale nel modo di concepire l’attività artistica. Basti pensare all’avanguardia futurista. Cosa sarebbe oggi l’arte se non ci fossero stati Balla, Boccioni, Carrà a progettare una pittura che fosse movimento, azione, rivoluzione degli schemi? All’ uomo futurista sarà dedicato il terzo incontro condotto da Claudia Salaris, storica delle Avanguardie.

Ad aprire questa serie di incontri sarà Eugenio Scalfari, un’istituzione del giornalismo italiano, il 12 ottobre, che parlerà della nuova modernità.  Tanti i temi che verranno toccati: le Rivoluzioni dell’uomo nuovo;  i grandi cambiamenti apportati dalle esposizioni degli anni ’30; il Realismo socialista, che fu uno strumento rilevante di propaganda politica; Mario Sironi, Felice Casorati e il Novecento italiano, gruppo artistico che tentò di porsi al centro dello scenario culturale del secolo; l’atleta olimpico; l’uomo moderno tra mito e progresso; la nuova figura dell’architetto; l’importanza fondamentale di Margherita Sarfatti e Massimo Bontempelli, figure centrali per la diffusione del movimento Novecento nella pittura e nella letteratura; l’arte pubblica e la spiritualità. L’ultimo appuntamento, che avrà luogo l’11 aprile, vedrà in scena Achille Bonito Oliva, uno dei maggiori storici e critici d’arte italiani, che chiuderà la kermesse con un dibattito sull’Arte e l’architettura nel mondo. L’arte pubblica del ‘900, il mito dell’uomo nuovo è un punto di partenza per riflettere sul come eravamo e sul come siamo. Chissà, forse, è proprio da qui, nel luogo simbolo della contemporaneità, che si può iniziare a pensare come saremo domani. Nel futuro.