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Cinema

Blake Lively, 10 cose da sapere sulla bellissima moglie di Ryan Reynolds

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Fisico da togliere il fiato, un volto in grado di catturare l’attenzione di chiunque abbia la fortuna di incrociare il suo sguardo, Blake Lively sembra una moderna Rapunzel. Conosciuta ai più grazie al ruolo di Serena Van Der Woodsen nella serie Gossip Girlla dolce Blake è riuscita ad entrare nell’olimpo di Hollywood nel giro di pochissimi anni, mettendo a segno diversi successi al cinema. Nelle ultime ore però, il suo nome e quello di suo marito hanno fatto il giro del mondo per un lieto evento, il terzo, per essere precisi.

In occasione della presentazione del film Detective Pikachu, fasciata in un morbido vestito giallo, la raggiante Blake ha mostrato fiera il pancione insieme al marito e collega Ryan Reynolds. Per festeggiare questa lieta novella e in attesa di sapere quale sarà il sesso del futuro nascituro, abbiamo deciso di omaggiare l’attrice americana. Tra l’altro, la signora Reynolds è in procinto di uscire al cinema con il film thriller Rhytm Section insieme all’attore Jude Law.

Lo sapevate che: Scarlett Johansson e Ryan Reynolds, ecco perchè il matrimonio è finito

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Blake Lively con il pancione insieme a Ryan Reynolds

Non ha mai studiato recitazione

Sebbene tutti abbiano scoperto la Lively attraverso Gossip Girl, in realtà il suo esordio è avvenuto nel 1998. Si tratta del musical Sandman, diretto dal padre Ernie Lively – attore e insegnante – nel ruolo di Trixie. Non voleva fare l’attrice. Può sembrare strano, ma il suo desiderio più grande non era quello di diventare un’attrice famosa. La biondissima Blake voleva conseguire la laurea presso la Standford University invece di perdere tempo con il mondo della recitazione. Fortunatamente il padre riuscì a farle ottenere il provino per il film Quattro amiche e un paio di jeans, nel quale interpreta la sportiva Bridget.

Quattro madrine e…

Da questo progetto cinematografico – contrariamente a quanto avviene solitamente – è nata una forte amicizia con tutte le attrici protagoniste, ovvero Amber Tamblyn, America Ferrara e Alexis Bledel, tanto da averle scelte come madrine della prima figlia.

No all’alcol, sì alle spezie

In Gossip Girl abbiamo avuto modo di vederla spesso e volentieri con un bicchiere di champagne in mano, al limite del coma etilico in alcuni episodi, ebbene non c’è cosa più lontana da lei. A quanto afferma la Lively, l’alcol è una cosa che non le interessa e ne le piace assumere. L’attrice ha un altro punto debole: le spezie. Nei diversi viaggi in giro per il mondo cerca sempre di portare con sé qualche spezia difficile da trovare in America, sebbene non sia qualcosa di prettamente legale in alcuni Paesi.

Tra un dolce e un biscotto è diventata la signora Reynolds

Galeotto fu il set e chi scelse di prendere nel cast del film della DC Comics, Lanterna Verde, la bellissima Blake e l’affascinante Ryan Reynolds. Dopo un anno di corteggiamento nel quale la bella Blake è riuscita a prendere per la gola Ryan con dolci e biscotti, i due divi di Hollywood hanno deciso di unire le loro vite nel 2012. Prima sposandosi e poi mettendo al mondo i due splendidi figli James e Inez e ora sono in attesa del terzo figlio.

Leggi anche: 5 coppie di Hollywood che nascondono un segreto

Chiamatemi Blakery!

Questa passione per la cucina che ha fatto capitolare anche il bel Ryan Reynolds è una vera e propria passione per l’attrice, tanto da essere stata soprannominata proprio dal marito, Blakery. Tra i suoi cavalli di battaglia il suffle al cioccolato e i biscotti.

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Blake Lively e James Reynolds

Tale madre, tale figlia…

Guardando le foto condivise attraverso i social network dei coniugi Reynolds, a suscitare molto interesse è una foto che riguarda Blake versione bambina e la loro piccola James Reynolds. La somiglianza tra le due è davvero straordinaria, inutile dire che il gene della bellezza è presente anche nella piccola Inez. Buon sangue non mente!

La piccola James

Si avete letto bene, non è stato un errore di battitura. Una delle piccole di casa Reynolds, precisamente la primogenita sebbene sia una femminuccia è stata chiamata James per un motivo commovente. Ryan durante un’intervista confessò di aver avuto un rapporto difficile con il padre James durante la sua vita. Quando scoprì che l’uomo stava per morire, grazie alla spinta e l’influenza di Blake, l’attore riuscì a far pace con il padre, scomparso nel 2015. Per questo motivo, di comune accordo, in onore al papà decisero di chiamare il loro primo figlio – a prescindere dal sesso – con il nome di James.

Low cost è bello

Blake Lively da quando è diventata una delle attrici più amate al mondo, oltre ai suoi film, è solita far parlare di sé per gli abiti che è solita indossare con classe e portamento durante i red carpet e alle prime di qualche film – come è avvenuto l’altro giorno – senza lasciare mai la mano del marito. Non tutti sanno però che, inizialmente, Blake prima di essere una delle attrici più contesa dagli stilisti di tutto il mondo, in occasioni cinematografiche così importanti, spesso si è ritrovata a dover indossare abiti low cost, ma spacciandoli per vintage perchè si vergognava.

Toglietemi tutto ma non le mie Louboutin!

Senza dubbio Blake ha fatto un bel salto di qualità, rispetto a quando indossava abiti low cost per i red carpet. Tra le sue passioni più forti ci sono le scarpe con il tacco, in particolar modo quelle con la suola rossa. L’oggetto del desiderio di diverse donne, porta solo un nome: Christian Louboutin. La bella attrice a quanto pare, possiede più di 300 paia di scarpe firmate dallo stilista più amato dalle donne di tutto il mondo.

Il suo segreto? L’autoironia

Bella come poche attrici nel mondo, la Lively dietro al suo successo ha una marcia in più rispetto ad alcune sue colleghe: non si prende mai sul serio. Il suo modo di essere, di apparire, anche attraverso le foto sui social network – ricordiamo la foto di una giovane Blake vestita da Emma Bunton ai tempi delle Spice Girls – è uno dei motivi che spinge sopratutto le donne ad apprezzarla, al di là del marito.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Obsessio, il thriller psicologico del regista catanese Giovanni Marzagalli

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Obsessio recensione

Giovanni Marzagalli, giovanissimo regista che nel corso degli ultimi anni si è fatto conoscere nel settore con lo pseudonimo di John Real, si è formato all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna e alla prestigiosa Ucla di Los Angeles. Proprio dalla sua esperienza americana, Marzagalli sembra aver fatto propria una estetica hollywoodiana che applica a ogni suo film, rinunciando al naturalismo della fotografia tipico di certo cinema italiano e prediligendo un look invece più sofisticato tipico delle grandi produzioni statunitensi. Dopo aver raggiunto nel 2011 il traguardo del Globo D’Oro, ricevuto all’età di 21 anni, diventando così il più giovane regista in Europa a ottenere il riconoscimento che ogni anno viene conferito dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia, Giovanni Marzagalli torna ora con un nuovo lungometraggio dalle grandi ambizioni, Obsessio.

Obsessio film

La trama di questo thriller psicologico è delle più classiche: Trevor McNills (il protagonista) soffre di un disturbo ossessivo compulsivo di personalità. Un disturbo che rende difficoltoso il rapporto con i dipendenti della sua azienda, che vorrebbe controllare anche nella loro sfera privata. Basterà poco, infatti, per rendere Trevor un pericoloso stalker. Attratto dalla sua giovane impiegata Natalie, il misterioso uomo d’affari inizierà a rendere la vita della ragazza un inferno, incapace di mettere un freno a quella che diverrà nel corso del film una vera e propria ossessione.

Con un passato nel cinema horror, dagli inizi con Native (che valse a Marzagalli il sopracitato Globo D’Oro come “Regista rivelazione dell’anno”) alle più recenti esperienze televisive (Feel the dead) e cinematografiche (The Beginning), il regista catanese sfrutta i meccanismi tipici del genere orrorifico traslandoli dal corpo (sul quale più banalmente si sfoga la violenza) all’intimità psicologica dei propri personaggi, vittime di una carneficina che si consuma ogni giorno: non esplosione fragorosa di violenza ma lento e incessante stillicidio. La sceneggiatura è in grado di sorprendere e utilizza interessanti premesse per scompigliare le carte in tavola e suggerire una realtà diversa da quella che, fin dall’inizio, viene proposta allo spettatore. Marzagalli rende in modo originale la frammentazione interiore dei personaggi, intervenendo direttamente sul mezzo filmico e sulla regia, rompendo gli equilibri e rendendo le proprie immagini caleidoscopi, attraverso i quali osservare le riflessioni multiple di una stessa inquadratura, che muta in modo imprevedibile.

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Si tratta di un film low budget, ma coraggioso e con una scrittura ricca di inventiva, che cela il vero terrore nella sua “ordinarietà” acquisita. Traccia una linea netta e dichiara la sua posizione su certi comportamenti come quello del mobbing sul posto di lavoro che, dopo il caso Weinstein e la nascita del movimento #MeToo rendono il film attuale e necessario. 

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Cinema

Guillermo Del Toro riceverà la stella sulla Walk of Fame

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Una stella per Guillermo del Toro. Il regista premio Oscar®, dal 24 ottobre nei cinema italiani nelle vesti di produttore e sceneggiatore dell’attesissimo horror “Scary stories to tell in the dark” di André Øvredal, si prepara a ricevere un nuovo, prestigioso riconoscimento: l’autore di capolavori come “Il labirinto del fauno” e “La forma dell’acqua” il 6 agosto riceverà una stella tutta sua (la numero 2669) sulla celebre Walk of Fame di Los Angeles.

“Guillermo del Toro è un regista con una delle immaginazioni più creative e vivide”
– ha dichiarato Ana Martinez, responsabile della Hollywood Walk of Fame – “La Camera di Commercio di Hollywood è orgogliosa di onorarlo per il suo storico lavoro in ambito cinematografico”. L’evento, previsto per il 6 agosto, sarà presenziato dal regista J.J. Abrams e dalla cantante Lana Del Rey. Il regista tornerà presto sul grande schermo nelle vesti di produttore e sceneggiatore del film “Scary stories to tell in the dark” di André Øvredal, nei cinema italiani dal 24 ottobre 2019 distribuito da Notorious Pictures.

Dietro la macchina da presa André Øvredal, regista norvegese di “Troll Hunter” e dell’acclamato horror “Autopsy”. Il film è tratto dall’omonimo e terrificante bestseller di Alvin Schwartz, autore cult della narrativa horror, noto per la sua vasta produzione letteraria dedicata a opere che, tra miti, leggende e racconti di paura, esplorano gli aspetti folkloristici del popolo americano. Nella saga di “Scary stories to tell in the dark”, pubblicata tra il 1981 e il 1991 con le illustrazioni originali di Stephen Grammel, 29 storie di paura si materializzano in un mondo sospeso tra magia e terrore: i racconti più macabri di tutti i tempi prendono vita tra fiabe horror, vendette oscure, entità agghiaccianti e avvenimenti soprannaturali. Il libro sarà pubblicato in Italia dall’editore DeA Planeta Libri nella collana DeA, e uscirà in libreria il 4 settembre 2019 (al prezzo di 16.90 euro).

Affascinato fin da adolescente dai racconti di Alvin Schwartz, Guillermo del Toro, autore della sceneggiatura del film insieme a Patrick Melton e Marcus Dunstan (già sceneggiatori di quattro capitoli della saga di Saw – L’enigmista e attualmente impegnati nella stesura del prossimo reboot di Halloween), porta sul grande schermo i racconti dell’orrore più spaventosi di sempre. Completano il cast del film Zoe Colletti, Austin Abrams, Gabriel Rush, Michael Garza, Austin Zajur, Dean Norris, Gil Bellows, Lorraine Toussaint e Natalie Ganzhorn.

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Il bando della terza edizione del Premio Solinas Experimenta Serie

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Un concorso con percorso di Alta Formazione che intende selezionare e sviluppare progetti innovativi di racconto seriale della durata di 25’ e realizzare il pilota di serie con un Budget massimo di euro 120.000.

EXPERIMENTA SERIE
 è il concorso che invita Autori UNDER 45 a sfruttare le opportunità creative e produttive della tecnologia digitale per sperimentare nuove forme di racconto seriale e sviluppare progetti low budget di serie TV da 25 minuti a puntata destinati a un prioritario sfruttamento su Rai Play. Storie efficaci con universi espandibili anche su più piattaforme.

EXPERIMENTA SERIE   non si esaurisce con il concorso. I progetti vincitori parteciperanno ad un Lab di Alta Formazione e saranno sviluppati con il supporto dei Tutor del Premio Solinas.

EXPERIMENTA SERIE   intende creare azioni concrete, mirate e lungimiranti per sostenere nuovi autori e creativi e difatti offrirà ai vincitori l’occasione di compiere una ricerca e uno sviluppo del racconto – grazie all’intervento di una Bottega Creativa di autori e professionisti del cinema, della TV e dei new media e con il contributo di costume designer, scenografi, musicisti, sound designer, esperti di visual fx, transmedia producer, casting directors, narratori, teso ad amplificare e a rendere più efficaci le idee, le suggestioni e le visioni degli autori. Parte della sperimentazione nell’ambito della Bottega creativa sarà incentrata sulla ricerca e sperimentazione del low budget.

IL CONCORSO

  • è rivolto ad autori maggiorenni – under 45 – che desiderino sviluppare una serie da 25 minuti a puntata destinata a un prioritario sfruttamento su Rai Play per un pubblico giovane e digitale da realizzare con un budget massimo di euro 120 000.
  • ogni concorrente può partecipare con un massimo di due Progetti per Autore o gruppo di Autori, scritti da un Autore singolo o da un gruppo di Autori o gruppo di co-Autori intesi in senso unitario. L’Autore o il co-Autore di un Soggetto può essere Autore o co-Autore di un solo altro Progetto partecipante allo stesso Concorso.  Saranno esclusi dal Concorso tutti i Progetti degli Autori o co-Autori che partecipano con più di due Progetti.
  • al Concorso si partecipa in forma anonima a tutela della parità di condizione di tutti i partecipanti.
  • Si può partecipare con opere di genere diverso: commedia, thriller, noir, horror, fantasy, social, musical, nonché l’ibridazione di alcuni dei suddetti generi elencati.

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I PREMI

  • i 3 progetti migliori vinceranno una Borsa di Sviluppo di 2.000 euro cadauno – finanziate da RAI FICTION – e la partecipazione al Laboratorio di Alta Formazione e Sviluppo del PREMIO SOLINAS;
  • Tale Percorso di Sviluppo (obbligatorio) – sotto la guida di Tutor esperti – sarà personalizzato e mirato alla messa a punto complessiva del Progetto (sceneggiatura, regia e strategia produttiva) in vista della possibile realizzazione del pilota della serie. Durante questa fase il Premio Solinas, in accordo con gli Autori e i Tutor, selezionerà il regista.
  • Al termine del Percorso di Sviluppo (obbligatorio), uno dei tre progetti vincitori delle Borse di Sviluppo sarà dichiarato vincitore di ’Premio Solinas Experimenta Serie’ e verrà opzionato dal Premio Solinas per poter essere realizzato con un budget massimo di euro 120.000. A Rai Fiction, sponsor del Premio, sarà riservato un diritto di prima negoziazione e ultimo rifiuto sul progetto vincitore per l’acquisizione dei diritti del pilota e/o della serie, ai fini dell’eventuale realizzazione degli stessi.

I PROGETTI dovranno consistere in:

  • un “pitch” o presentazione – lunghezza massima 10 righe
  • un soggetto di serie – lunghezza minima 2 pagine, max 4 pagine
  • sceneggiatura puntata pilota  lunghezza minima 23 pagine, max 25 pagine
  • i soggetti della seconda, terza, quarta e quinta puntata della serie – lunghezza max 1 pagina per ogni soggetto
  • presentazione dei personaggi – lunghezza max 2 pagine

INVIO PROGETTI VIA WEB: entro il 10 ottobre 2019
INVIO PROGETTI VIA POSTA: entro l’11 ottobre 2019
Il bando di concorso è disponibile su www.premiosolinas.it

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