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Daydreamer – Le ali del sogno | Davide Albano è il doppiatore di CeyCey

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È ufficiale: le serie tv turche ormai hanno conquistato l’Italia non solo attraverso il web, ma anche in televisione. Questa ‘storia d’amore italo-turca’ iniziata con Cherry Season – La stagione del cuore con Özge Gürel e Serkan Çayoğlu, sta continuando a crescere di anno in anno grazie a Can Yaman, ormai definito il turco dal cuore italiano, visto l’affetto che prova per l’Italia. La notizia rilasciata dal doppiatore Daniele Giuliani in esclusiva per NewsCinema riguardo l’arrivo di Daydreamer – Le ali del sogno a metà giugno su Canale 5 ha smosso diverse curiosità tra le fan. Una su tutte: “Ma chi sarà a doppiare il simpatico e particolare CeyCey?”. Alla luce di questa richiesta, NewsCinema è riuscita a contattare e intervistare in esclusiva per voi, proprio colui che dal 10 giugno su Canale5 presterà la voce all’attore Anıl Çelik, ovvero il doppiatore Davide Albano.

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Davide Albano

Davide Albano, la voce italiana di Cey Cey in Daydreamer – Le ali del sogno

Noto per aver doppiato tantissimi videogiochi, serie tv come Il Trono di Spade, precisamente il personaggio di  Theon Greyjoy (Alfie Allen) e il vampiro Jasper Cullen (Jackson Rathbone) nella saga Twilight, per Albano non è la prima volta che si cimenta con le serie tv turche. Lo scorso anno avete avuto modo di ascoltare la sua voce in Bitter Sweet – Ingredienti d’amore con Can YamanÖzge Gürel. Sua era la voce del personaggio di Deniz Kaya, interpretato da Hakan Kurtaş, il pacato musicista (aspetto in comune con il doppiatore, componente del Black and Blue Radio) innamorato di Nazli. Ora che ha smesso i panni di Deniz, come si sarà approcciato al ruolo del vulcanico Cey Cey? Ecco cosa ha risposto alle nostre domande.

Intervista al doppiatore Davide Albano

Classe 1980, Davide Albano è tra i nomi più noti nel mondo del doppiaggio, vi basterà leggere o meglio ascoltare la sua voce per individuare in quale film e serie tv avete avuto modo di sentirlo, oltre alle due esperienze citate poc’anzi. Per cercare di accontentare tutte le fan della serie, di Can Yaman e ovviamente di Cey Cey ecco cosa ha risposto alle nostre domande. Cengiz Özdemir conosciuto con il diminutivo di Cey Cey è l’anima comica di Daydreamer – Le ali del sogno, è l’amico che tutte vorrebbero avere. Simpatico, premuroso, sempre pronto a sostenere i suoi amici, viene puntualmente scelto come confidente di segreti inconfessabili, che gli provocano solo ansia e stress. Sicuramente chi non ha avuto modo di vedere la serie in lingua originale, si innamorerà di Cey Cey, dei suoi outfit e delle sue espressioni facciali.

Ciao Davide! Cosa ti ha spinto a voler intraprendere la carriera di doppiatore?

“Non ho mai pensato: ora faccio il doppiatore. Ho cominciato facendo radio, studiando dizione. Dalla dizione sono passato al teatro e da lì mi si è aperto un mondo. Il doppiaggio è una parte del mestiere dell’attore. È quella parte un po’ più in ombra (per certi versi simile al mondo radiofonico che mi piace) che per ora è quella che mi si addice e mi coinvolge di più. Ma non va dimenticato che il doppiatore è un attore. Parte tutto da lì.”

Tra i tanti attori che hai doppiato, ce n’è uno al quale sei particolarmente legato? C’è un attore che non hai ancora avuto modo di doppiare? E c’è n’è uno a cui vorresti prestare la tua voce?

“Nel doppiaggio passi da un attore all’altro, da un prodotto all’altro, con tempi molto veloci. A volte non hai tanto tempo per affezionarti ad un personaggio. Soprattutto con i ritmi lavorativi dettati dai tempi moderni. Posso dirti che Dexter di One Day è uno dei ricordi più belli legati alla mia esperienza lavorativa. Ce ne sono anche molti altri: tutto ciò che incontri nel tuo percorso artistico contribuisce a formarti e a legarsi ai ricordi, in qualche modo. Anche per questo la recitazione regala emozioni che pochi altri mestieri regalano. Mi piacerebbe interpretare un protagonista in un film Pixar o un supereroe, una rockstar o un sopravvissuto in un film di zombie.”

Leggendo il tuo curriculum hai trovato più difficoltà nel doppiare film, serie tv o videogiochi?

“Non ci sono lavori più facili. Dipende anche da ciò che ti appassiona di più. Certo è che, per motivi prettamente tecnici, il doppiaggio dei videogiochi può risultare, a volte, un po’ ripetitivo. E questo magari lo rende più difficile rispetto al resto. Ma, ripeto, dipende. È molto soggettivo.”

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Anıl Çelik nei panni di Cey Cey

L’esperienza di Davide Albano come doppiatore di Cey Cey in Daydreamer – Le ali del sogno

Finalmente abbiamo scoperto la voce di uno dei personaggi più amati di tutta la serie Erkenci Kuş ovvero Daydreamer – Le ali del sogno. Cosa hai pensato la prima volta che hai avuto modo di vedere Cey Cey?

“Ho pensato a quanto fosse strano è bizzarro. È mi è sembrato subito divertente da affrontare dal punto di vista professionale. Non il solito personaggio da telenovelas.”

Vedendo la serie che idea di sei fatto del personaggio di Cey Cey?

“Non posso dire nulla a riguardo, rischierei di spoilerare qualcosa e rovinare la sorpresa. Posso solo dire che mi diverto molto.”

Una differenza sostanziale tra le produzioni turche e quelle ad esempio americane è rappresentata dallo stile recitativo dei diversi attori. Un esempio è l’utilizzo di una maggiore gestualità nel parlare, proprio tipica del personaggio di Cey Cey. Come sei riuscito ad articolare la tua voce ai loro movimenti?

-“Non è un discorso di voce ma di approccio alla recitazione. Una recitazione ricca di gesti e mimica facciale implica per forza un’esagerazione nell’interpretazione. Con la difficoltà di non dover esagerare per non rischiare di ‘scollarsi’ (termine tecnico che indica il non aderire vocalmente al personaggio da doppiare). È anche la cosa divertente di questo tipo di lavorazione: poter esplorare modi di recitare che solitamente non si affrontano, provando ad ampliare la propria capacità espressiva (sempre nel rispetto del lavoro originale, questo è ovvio). La qualità ‘ del risultato poi…la si vedrà’ in onda. Spero di aver fatto un buon lavoro.”

Domanda Jolly: Ti pongo questa domande che le tante fan della serie vorrebbero sapere. Per quanto riguarda le canzoni inserite all’interno di Daydreamer, puoi dirci se sono state mantenute uguali oppure hanno subito delle modifiche o sostituite?

-“Per quanto riguarda le canzoni non so dirti. Certo è che il turco è una lingua difficile e questo va tenuto in considerazione anche perché c’è sempre il rispetto del lavoro originale. Per il resto, rimando la risposta a  quando la serie andrà in onda.”

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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1 Comment

1 Comment

  1. Rossi Martina

    2 Giugno 2020 at 20:13

    Bravissima Leila! Grazie per averci fatto conoscere Davide Albano. Conoscere il viso e la personalità ( per quanto possibile) di chi doppia un film o una serie che si ama così intensamente non è certo consueto. Quindi grazie a te a Davide Albano per la disponibilità e a News Cinema che ti ha dato questa rubrica.
    Martina Rossi.

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Viola come il mare | la video intervista a Can Yaman e Francesca Chillemi

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Lo scorso venerdì alla Casa del cinema di Roma si è svolta la conferenza stampa per la fiction Viola come il mare diretta da Francesco Vicario e con protagonisti due attori molto amati dal pubblico: Francesca Chillemi e Can Yaman. Ecco cosa hanno risposto in esclusiva per NewsCinema.it i protagonisti di questa serie molto attesa e che andrà in onda da venerdì 30 settembre su Canale5.

La trama di Viola come il mare

Viola Vitale ha trent’anni, bellissima e con un superpotere: la sinestesia. Sfortunatamente per lei, non c’è nulla di sovrannaturale in questa capacità, bensì si tratta di una rara patologia neurologica che le permette di sentire o meglio vedere i sentimenti della gente attraverso i colori. Quando l’ex Miss Italia e ora giornalista di cronaca nera per SiciliaWebNews, si trova a dover parlare con una persona, davanti a lei si palesa il colore che rappresenta il sentimento provato in quel preciso istante.

Lavorare su casi di omicidi la porterà a entrare in contatto con l’affascinante Ispettore Capo Francesco Demir. Il loro modo di relazionarsi con il prossimo li porta a scontrarsi dal primo giorno, rendendo la loro collaborazione tutt’altro che semplice. Viola attraverso la sinestesia cerca di aiutare Francesco nelle indagini, così da poter arrivare alla risoluzione dei casi nel più breve tempo possibile.

Tuttavia, l’arrivo di Viola nella città di Palermo nasconde un altro motivo oltre al lavoro nella redazione giornalistica: trovare il padre che non ha mai avuto modo di conoscere e che potrebbe salvarle la vita.

Leggi anche: Viola come il mare: la conferenza stampa | tutto quello che c’è da sapere

Leggi anche: Viola come il mare | le novità sulla fiction con Can Yaman e Francesca Chillemi

Come accadrà negli episodi di Viola come il mare?

Ogni puntata sarà caratterizzata da un omicidio al quale, Viola e Francesco dovranno lavorare fianco a fianco, nonostante i loro continui battibecchi. Se il bel Demir è solito ragionare in maniera lucida, con la sua testa senza dar spazio alle emozioni, dall’altro lato, la bella Vitale non può far a meno di dare la sua opinione in merito a qualsiasi argomento. Lei si fida di tutti, lui di nessuno. Se lei è più aperta al dialogo, lui è un tipo più fisico. Se è vero che ‘gli opposti si attraggono’, sarà davvero complicato per Viola e Francesco non cedere alla reciproca attrazione che li lega.

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Can Yaman

Viola come il mare: la conferenza stampa | tutto quello che c’è da sapere

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Freschezza, sinergia e sincerità sono state le tre caratteristiche che hanno dominato la conferenza stampa per la fiction Viola Come Il Mare realizzata da Lux Vide gruppo Fremantle e prodotta da Matilde e Luca Bernabei. La serie tv composta sei episodi è stata diretta da Francesco Vicario e vedrà nel ruolo di protagonisti Can Yaman, Francesca Chillemi insieme a Chiara Tron, Giovanni Nasta e Simona Cavallari presenti in sala.

La location della Casa del Cinema a Roma è stata la location prescelta per la presentazione alla stampa di questa fiction molto attesa dal pubblico. Tra risate e aneddoti divertenti, dopo aver assistito a un filmato di 20 minuti della serie – che andrà in onda venerdì 30 settembre su Canale5 – la conferenza stampa è entrata nel vivo.

Il nuovo volto a Palermo e gli escamotage per rappresentare la sinestesia in tv

Interessante la presentazione di Viola come il mare direttamente dalla voce di Luca Bernabei, CEO della Lux Vide: “Questa serie parla di Palermo. Nel romanzo della Tanzini, la città viene raccontata violentata dalla mafia. Ma con questa serie si scopre una Palermo meravigliosa. Volevamo fare una storia tenera che ci facesse sognare, chi guarderà amerà la forza entusiasmo di Francesca e Can. entrambi sono autoironici e la ritroverete nella serie. La storia di due persone che vede Viola avere la sinestesia, malattia che fa percepire i sentimenti delle persone attraverso suoni e colori. Francesco è un uomo che vuole stare lontano dalle emozioni perché la vita lo ha deluso. La paura dei troppi sentimenti e la fuga dai sentimenti hanno permesso di lasciare qualcosa di profondo a questa serie. La serie parla e farà sorridere il pubblico che resterà attaccato alla tv.”

Nel corso della conferenza, Bernabei oltre a sottolineare il grande impegno di tutto il cast ha parlato anche dell’escamotage tecnico scelto per mostrare al pubblico come appare la sinestesia nella mente e negli occhi di Viola: “Prima di arrivare a questo risultato che potrete vedere nei vari episodi, abbiamo sperimentato varie soluzioni. Abbiamo colorato virtualmente anche le persone in base al colore che vedeva Viola. Poi abbiamo incontrato Giuseppe Gallo, un pittore molto importante che ha lavorato e sviluppato il concetto di soffio, di qualcosa di delicato che potesse rappresentare la sinestesia. Ci vuole sensibilità per entrare in questo mondo.”

La co-sceneggiatrice Silvia Leuzzi insieme a Elena Bucaccio ha parlato del grande lavoro di sceneggiatura, che in qualche modo ha approfondito il romanzo Conosci l’estate di Simona Tanzini: “È stata una premessa ambiziosa nel portare la sinestesia sullo schermo. Abbiamo parlato con dei medici a riguardo e abbiamo scoperto che è un fenomeno molto ampio rispetto a ciò che si crede. Abbiamo cercato di raccontare le varie emozioni dell’essere umano. È stato un lavoro di sperimentazione e ricerca.”

Leggi anche: Can Yaman sarà Sandokan nel progetto internazionale della Lux Vide

La bellezza non è niente se non accompagnata da virtù

La parola è passata all’attore turco Can Yaman ormai italianizzato al cento per cento, il quale ha parlato di questa nuova esperienza lavorativa in una produzione italiana: “Per me è stata una sfida recitare in italiano perché non è facile che un turco diventa anche attore protagonista in una serie in Italia. Abbiamo fatto un grande lavoro con la mia coach, perché la Lux voleva che migliorassi la mia dizione, articolazione e avessi un italiano particolare, forbito. Il ruolo di poliziotto non lo avevo mai interpretato e girando in Questura era necessario avere un italiano più tecnico. Battute fatte di paragrafi su paragrafi. Memorizzare tutte le battute e unire articolazione e dizione è stato molto importante e abbiamo lavorato tantissimo grazie alla mia coach che mi ha sempre aiutato insieme al regista Francesco Vicario.”

L’attore ha continuato dicendo: “La stessa Francesca mi ha aiutato tantissimo. All’inizio magari non sono stato bravissimo, mi sono anche auto doppiato (e ride) ma poi, visto che io e la Lux vogliamo la perfezione, ci siamo trovati in perfetta sintonia e per me è stata una bella famiglia. Palermo è stato come andare in gita alle superiori, creando un grande legame di amicizia con i colleghi e con le persone che ci ha fatto sentire il loro calore sotto l’albergo.”

Alla domanda inerente al rapporto con la bellezza, Francesca Chillemi ha risposto: “Viola mi ha aiutato a riconoscere la bellezza come un dono, come una caratteristica e non come una cosa di cui vergognarmi. Viola e io abbiamo diverse qualità e raccontare questo aspetto in un personaggio è stato anche catartico e mi ha sensibilizzato anche di più. Questa donna ha questo superpotere ovvero empatizzare e mettersi nei panni degli altri senza giudicarli. Empatizzare è un bel punto di partenza per capire ciò che accade intorno a noi.”

Di seguito Can Yaman ha dichiarato: “Non mi interessava la bellezza quando studiavo giurisprudenza. Il concetto di bellezza mi è arrivato tardi quando me lo ricordano le persone che mi incontrano e me lo dicono, altrimenti non me ne renderei conto. Non è una cosa che mi ossessiona. La bellezza da sola se non è accompagnata da altri valori come ambizione, educazione, grinta rimane da sola e muore. Bisogna sempre alimentarla con altre caratteristiche e trasformarsi e imparare a non restare orizzontalmente ma andare verticalmente e crescere sempre di più. Se non diventi più maturo, se non impari dagli errori non arriverai a niente. Ci sono attori più bravi e belli di me, ma credo che le caratteristiche ti portano ad avere il successo.”

Leggi anche: Che Dio ci aiuti 6 | record di ascolti per il finale di stagione con Can Yaman

Viola come il mare | Le differenze tra il modo di lavorare su un set in Italia e in Turchia

La parola è passata al regista Francesco Vicario, entusiasta del lavoro svolto e dei suoi attori che sono stati a detta sua ‘eccellenti’: “È stata un’esperienza divertente nel vedere questa coppia nascere e crescere è stata per noi una scommessa e una grande soddisfazione. Conoscono Francesca da 13 anni è cresciuta tanto e nonostante la bellezza è anche molto buffa e autoironica. Sembra che si sia dimenticata della sua bellezza. Lei è una delle smorfiste più brave che conosco. E poi, Francesca è bravissima a tirar fuori le emozioni.

Per quanto riguarda Can, lui mi ha sorpreso positivamente. Veniva sul set con dieci pagine di copione imparate a memoria senza avere mai un foglio in mano. Loro hanno avuto molte scene tecniche. Can si è impegnato come ho visto fare pochissime volte anche da colleghi nostrani. Una volta è venuto e mi ha chiesto di non fargli dire la parola ‘riconciliazione’. Purtroppo non essendoci temi alternativi, lo vedevi che ripeteva di continuo e poi veniva e ti diceva ‘riconciliazione’. Lui ha fatto una doppia fatica, perché dovendosi mostrare forte davanti alla telecamera non puoi mostrare insicurezze nella lingua soprattutto se fai l’attore. Per questo dico che Can è stato doppiamente bravo.”

Leggi anche: Viola come il mare | le novità sulla fiction con Can Yaman e Francesca Chillemi

Can Yaman giunto al successo con le dizi (serie turche) ha parlato anche delle differenze riscontrate tra il modo di lavorare in Turchia e quello in Italia: “Ci sono differenze tra girare in Italia e in Turchia. Il sistema di lavorare in Turchia ti porta a stare anche 36 ore sul set e questo mi ha portato a diventare una macchina da guerra. Una volta sul set di Viola mi hanno chiesto imbarazzati di fermarmi 10 minuti in più e gli ho risposto: “dieci minuti? Io sono turco, sono abituato a peggio!”. Un’altra cosa è che non sono abituato a vedere la serie dopo un anno, perché in Turchia giriamo di continuo e la vediamo subito.”

Can Yaman ha continuato dicendo: “Noi abbiamo girato per 7-8 mesi per realizzare sei episodi, pensate in Turchia a girare in un anno! Ma questo è il motivo che ha portato la Turchia a incrementare così tanto il settore delle serie tv, soprattutto quando si deve vendere all’estero e l’episodio viene diviso il 3 parti. Questa disciplina mi ha aiutato a superare la difficoltà della lingua, arrivando sul set con dieci pagine in italiano imparate a memoria.”

In merito alla vendita al mercato estero della serie, Matilde Bernabei ha dichiarato: “Ci sono grandi aspettative dal mercato estero. Intanto Viola come il mare, senza essere ancora andato in onda, è stato venduto già per il canale Viva di Israele e nei Paesi dell’est. Intanto siamo in trattative con il Portogallo e in Turchia.”

Per concludere nel raccontare un aneddoto avvenuto a Palermo durante le riprese di Viola come il mare, Francesca e Can hanno ricordato questi due momenti simpatici.
Francesca Chillemi: “Questo set è nel mio cuore. Dopo una settimana di riprese siamo andati un mese a Palermo nello stesso hotel. La sera studiavamo tutti insieme, anche con la coach di Can e il giorno dopo arrivavamo preparatissimi. Unico inconveniente è stato il maltempo a ottobre che non ci ha permesso di girare fuori.”

Can Yaman: “Ero in stanza a Palermo insieme a tutti. A un certo punto dietro la porta c’era un ragazzo che stava ascoltando. E lì mi è partita la ciavatta e lo volevo arrestare, ero entrato nel personaggio e ho detto a Giovanni ‘arrestalo’!”

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Montecarlo Film Festival | premio per il sociale all’attore Can Yaman

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Questa sera al Grimaldi Forum si è svolto il Gala finale della 19^ edizione del Montecarlo Film Festival de la comèdie 2022, presentato dal conduttore televisivo Ezio Greggio. La kermesse cinematografica iniziata lo scorso 25 aprile, tra i vari artisti ha visto la presenza anche del celebre attore turco Can Yaman. L’invito è arrivato per ritirare un premio speciale per i suoi meriti professionali e sociali.

L’ arrivo di Yaman nella città monegasca, avvenuto ieri pomeriggio non è passato inosservato, soprattutto dai fotografi e dalle fan. Proprio loro, in queste ore sono state impegnate a supportarlo virtualmente attraverso due hashtag #CanYamanMontecarloFilm e #CanYamanMontecarloFilmAward. Entrambi balzati in cima alle Tendenze di Twitter in vari Paesi nel mondo, registrando circa 210 mila tweet per ogni hashtag.

Can Yaman e Ezio Greggio sul palco della 19^ edizione del Monte-Carlo Film Festival de la comèdie

Le motivazioni del premio per Can Yaman

Come annunciato qualche giorno fa, Can Yaman ha confermato la sua presenza al Montecarlo Film Festival per ritirare il premio, seguito da questa motivazione: “Un riconoscimento importante per la star del momento. Un personaggio eclettico, imprenditore e attore che riscuote consensi in tutto il mondo e reduce dal successo della sua autobiografia Sembra strano anche a me. Con la sua associazione Can Yaman for Children, dopo numerose iniziative solidali in aiuto ai piccoli in difficoltà, ora volge la sua attenzione ai bambini ucraini”.

Un attenzione che fa riferito all’evento Un Albero per il Futuro del 22 aprile, a Santa Croce sull’Arno (Pisa) in occasione della Giornata mondiale della Terra. Un bel momento di solidarietà trascorso in compagnia di alcuni bambini provenienti dall’Ucraina, durante il quale ha regnato il suo motto “Amore genera Amore”.

Leggi anche: Disney+ sbarca in Turchia | tutto quello che c’è da sapere sulle nuove serie

Premio consegnato a Can Yaman

L’amore per l’Italia e la Can Yaman For Children

Poche ore dopo il suo arrivo, smesso l’outfit casual firmato Dolce&Gabbana, Can Yaman ha sfoggiato un completo della stessa maison di moda, per rilasciare alcune dichiarazioni. Tra scatti con il suo libro Sembra strano anche a me e il profumo Can Yaman Mania, l’attore ha parlato della sua permanenza in Italia e della sua associazione Can Yaman For Children.

Dal suo trasferimento a Roma avvenuto più di un anno fa, la vita dell’attore è cambiata, a suo dire, in positivo. Giunto in Italia per iniziare la preparazione atletica per Sandokan, il pubblico avrà modo di vederlo in azione come l’Ispettore Francesco Demir nella fiction Viola come il mare in autunno su Canale5.

«Da quando sono in Italia ho ricevuto tanto amore e sono stato circondato da un affetto pazzesco. Così ho sempre avuto la preoccupazione di trovare un modo per ricambiare. Da qui è nata l’idea della mia associazione che si occupa di bambini in difficoltà. In Italia e grazie all’Italia sono diventato una persona migliore» ha terminato sorridendo l’attore.

Leggi anche: Can Yaman | in visita dai piccoli fan dell’ospedale Umberto I di Roma

Nuovo obiettivo della Can Yaman For Children

Il nuovo impegno dell’associazione

Il primo obiettivo si è concretizzato lo scorso 17 marzo con la donazione di una culla termica al reparto di terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I di Roma. Il nuovo progetto è rivolto ad un gruppo di bambini con disabilità cognitiva e ritardo dello sviluppo, associato ad un quadro clinico di sindrome di Down.

Per tanto il secondo obiettivo, sarà quello di supportare questi piccoli eroi attraverso un percorso volto all’acquisizione delle autonomie sociali, emotive e relazionali. “Un atto d’amore per garantire loro il sostegno necessario ad autodeterminarsi, ed essere pienamente attivi ed inclusi nella società, potendo compiere le proprie scelte senza mai essere sostituiti da altri.”

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