Connettiti a NewsCinema!

Non categorizzato

Dieci bei film che (forse) non avete visto nel 2015

Pubblicato

:

Ci ritroviamo a parlare ormai al passato di un anno, il 2015, che ha visto alternarsi sul grande schermo alcuni dei blockbuster più grandi di sempre, da Jurassic World a Star Wars: Episodio VII. Nel marasma di grandi titoli, con budget stellari e cast di prima scelta, sono probabilmente passate in sordina alcune pellicole altrettanto valide e, per certi versi, decisamente sorprendenti. Ecco una lista dei dieci film che probabilmente vi siete lasciati sfuggire durante questo concitato 2015.

10

10. Quel fantastico peggior anno della mia vitaAlfonso Gomez-Rejon

Pellicola trionfatrice alla passata edizione del Sundance Festival, Quel fantastico peggior anno della mia vita (traduzione del ben più ironico e provocatorio titolo originale Me & Earl & the dying girl) è un film elegante e ben costruito, che tocca un tema delicato e difficile come quello della malattia andando beffardamente contro i canoni imposti dal genere. Il cineasta gioca con i propri spettatori in una divertente operazione di destrutturazione, in cui i cliché classici del genere vengono completamente ribaltati e apertamente derisi. Dove ci si aspetta romanticismo, si trova distaccato cinismo, dove lacrime e sospiri, risate e sorrisi. La splendida colonna sonora, la leggerezza alla Michel Gondry e la fotografia andersoniana rendono questo piccolo gioiello un film da recuperare assolutamente.

1

9. Room – Lenny Abrahamson

Dal regista di Frank, la sorprendente commedia musicale con Michael Fassbender dello scorso anno, Room narra la storia di una giovane ragazza di diciassette anni (interpretata da Brie Larson) rapita da un maniaco e costretta a vivere, assieme al proprio bambino, chiusa in una stanza di una sporca bettola sperduta nella provincia americana. Dalla claustrofobia della stanza si passa poi alla scoperta del mondo esterno, descritto e analizzato attraverso occhi di un bambino di cinque anni che fino ad allora non aveva vissuto con altro se non lampade, sedie e vecchi armadi. Una delle pellicole più intense ed emozionanti di questo ultimo anno, accolta da applausi scroscianti durante la proiezione in anteprima alla decima edizione della Festa del Cinema di Roma.

4

8. Forza Maggiore – Ruben Östlund

Probabilmente una delle più grosse sorprese di questo ultimo anno, il piccolo gioiello norvegese diretto da Ruben Östlund indaga sulla paura della morte e delle conseguenze che lo scontro diretto con essa può determinare nelle relazioni di una famiglia. Una giovane coppia con figli decide di passare una settimana di vacanza in montagna tra piste da scii ed escursioni glaciali. Quando una improvvisa valanga rischia quasi di travolgerli durante un pranzo nella veranda di un ristorante, però, gli equilibri iniziali che tenevano insieme i membri della famiglia iniziano pian piano a venire meno. La miseria umana, dalla vigliaccheria alla paranoia, inquadrata in un dramma tragico e allo stesso tempo ironico e grottesco, quasi bergmaniano nelle sue atmosfere e nella sua indagine psicologica. Regia elegante ma essenziale per uno dei film più interessanti degli ultimi anni, con un finale che, nella sua grazia e poesia, ci ricorda come in fondo siamo tutti vittime dello stesso beffardo destino di figuranti, senza distinzione di età, sesso o etnia.

7

7. ’71 – Yann Demange

Nel bel mezzo del conflitto civile nordirlandese un giovane soldato viene lasciato da solo e disarmato nel bel mezzo del campo di battaglia, costretto a cercare di sopravvivere in un territorio ostile e spietato. ’71 è puro cinema di movimento: ogni inquadratura, ogni sequenza, è capace di trasmettere emozioni forti e contrastanti con un semplice spostamento di macchina. La fotografia cupa di una civiltà ormai dilaniata dal proprio odio e dal risentimento verso i propri fratelli rende la pellicola di Demange un feroce pugno nello stomaco. Pur riprendendo a piene mani dai film di genere anni ’70 e ’80, il regista inglese riesce a confezionare un prodotto moderno e attuale, reso ancora più vivido e realistico dalla splendida fotografia di Radcliffe. Vivere e morire a Belfast.

8

6. Non essere cattivo – Claudio Caligari

Claudio Caligari continua il discorso cominciato con Amore Tossico riprendendo i temi più cari al Pasolini corsaro, al poeta che per primo denunciò la tragedia di una generazione di ragazzi “destinati a esser morti”, obbedienti nella loro disobbedienza, conformisti nella loro voglia di rivoluzione, così tragicamente vecchi e reazionari nella loro giovinezza. La scomparsa delle “antiche riserve”, la perdita dei propri valori e della propria identità, la consapevolezza di essere irrecuperabili nel “disperato diritto a restare se stessi”. Il testamento di un grande regista, di un artista sincero che si è stagliato sul panorama di un cinema italiano sempre più finto e patinato. Un cineasta, come tutti i grandi, ignorato e ostacolato in vita, fintamente celebrato dopo la morte da gente che non lo ha mai capito fino in fondo. Per chi scrive, il più bel film italiano di questo ultimo anno insieme a Il racconto dei racconti di Matteo Garrone.

6

5. Blackhat – Michael Mann

Nonostante il nome di spicco di un regista di talento come Michael Mann, sembra che questo nuovo Blackhat non abbia riscosso il successo sperato al botteghino, complice una distribuzione nel nostro Paese non propriamente massiccia. Protagonista di questo cyber thriller un inedito Chris Hemsworth nei panni di un hacker che, in collaborazione con i governi cinese e americano, ha il compito di neutralizzare una cellula terroristica colpevole di aver violato la rete di una centrale nucleare di Hong Kong e del Chicago Mercantile Exchange. Il nuovo film di Mann non è solo girato in maniera superba, dipingendo una Honk Hong psichedelica e lisergica dalle nottate oscure e fumose, ma rappresenta una ennesima opera in perfetta linea con gli indimenticabili night crime che da sempre caratterizzano la sua poetica autoriale, da Heat a Collateral. Questa volta il regista americano si fa carico di una materia attuale e “postmoderna” come quella della guerra informatica, di uno scontro tra nazioni non più basato sul conflitto fisico ma su quello “invisibile”. Da Depp e Bale in Nemico Pubblico a Petersen e Noonan in Manhunter, Mann ha sempre incentrato le sue pellicole sul binomio “cacciatore e preda”, e questo Blackhat non fa eccezione. Nonostante le tante critiche della stampa americana, noi ci sentiamo di promuoverlo e consigliarlo.

2

4. Goodnight Mommy – Veronika Franz e Severin Fiala

Difficile rimanere indifferenti dopo la visione di questo inquietante, profondo e lacerante horror austriaco. Dopo un importante intervento chirurgico la madre di due apparentemente angelici gemelli fa finalmente ritorno a casa. I due bambini, però, non riuscendo a vedere il viso del proprio genitore, ancora coperto dalle bende, e insospettiti da un comportamento stranamente scontroso e ostile, maturano la convinzione di trovarsi di fronte a un impostore entrato in casa con lo scopo di far loro del male. Una prima parte lenta e piena di tensione cede il passo durante gli ultimi trenta minuti a sequenze violente, crudeli e feroci come non se ne vedevano da tempo. Un pugno nello stomaco di grande efficacia. Per tutti gli amanti delle emozioni forti.

5

3. What we do in the shadows – Jemaine Clement e Taika Waititi

Girato completamente in stile mockumentary, il divertentissimo quanto folle What we do in the shadows parte dal pretesto narrativo di una troupe televisiva con il compito di documentare istante per istante la vita di alcuni vampiri nei sobborghi di Wellington, in Nuova Zelanda. Tra varie discussioni casalinghe, come quella circa i turni per lavare i piatti, e feste notturne esclusive, la pellicola vive grazie alla sorprendente interpretazione dei quattro protagonisti principali, da Nick il filantropo a Petyr, un anziano molto simile al Nosferatu di Murnau. Un film che, nonostante non abbia riscosso il successo dovuto, siamo convinti riuscirà a imporsi con il passare degli anni come un vero e proprio classico. Un umorismo intelligente, divertente e mai volgare per questo Frankenstein Junior del ventunesimo secolo.

9

2. Ex Machina – Alex Garland

E’ difficile riuscire a trattare in maniera fresca e innovativa un tema particolarmente abusato in ambito cinematografico come quello delle intelligenze artificiali. A riuscirci in maniera brillante è Alex Garland, sceneggiatore di capolavori come Sunshine o 28 giorni dopo, con il suo atteso debutto dietro la macchina da presa, Ex Machina. Il programmatore Caleb (Domhnall Gleeson) ha la possibilità di un sopralluogo presso il laboratorio di ricerca della BlueBook, dove si sta sviluppando una prima intelligenza artificiale umanoide dal nome Ava. Il giovane informatico, toccato umanamente dalla prigionia a cui è costretta la “ragazza”, decide di aiutarla a scappare. Le cose, ovviamente, non andranno come sperato. Una pellicola profonda e intelligente, dove nessuno è quello che appare, né gli umani, né tantomeno le macchine.

3

1. Slow West – John Maclean

Negli ultimi anni, grazie alle numerose operazioni nostalgia condotte da registi quali Tarantino e Miike, il genere western ha riacquistato popolarità tra il grande pubblico diventando allo stesso tempo oggetto di rivisitazioni artistiche e concettuali che rendessero le nuove pellicole adatte ai nostri tempi. Tra queste operazioni si inserisce il bizzarro e alquanto atipico Slow West, primo vero lungometraggio di John Maclean, già vincitore del Premio della giuria al Sundance Festival di questo anno. La pellicola intraprende una strada ben diversa da quella maestra delineata da Peckinpah e Eastwood e con il suo ritmo dilatato, la sua lenta andatura, descrive un cammino tanto leggero quanto spietato, tanto disordinato quanto lineare. Maclean in questo percorso di destrutturazione sembra attingere a piene mani da fonti completamente diverse, come quella dello splendido Dead Man di Jim Jarmusch, da cui riprende lo stratagemma degli incontri fortuiti con personaggi spesso grotteschi e le atmosfere così realistiche da risultare stranianti e surreali, ma anche dallo black humor marchio di fabbrica dei fratelli Coen. Allo stesso tempo Slow West vive di forza propria sul piano estetico-pittorico. I dialoghi sono ridotti all’osso, i silenzi si caricano di tensione e la messa in scena finisce per obbedire esclusivamente alla “priorità del visivo”.

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

Cinema

Nicole Kidman, i 10 migliori ruoli della bravissima attrice australiana

Pubblicato

:

nicolekidman

L’estate è il periodo dell’anno in cui i divi di Hollywood scelgono come meta delle loro vacanze il nostro bel Paese. Sia che vengano per puro divertimento (con famiglia annessa) o come ospiti dei più prestigiosi festival cinematografici italiani, ciò che conta è che l’Italia è senza dubbio tra i luoghi più amati. Lo sa bene la bellissima attrice australiana Nicole Kidman, la quale sarà una degli ospiti più attesi della 65esima edizione del Taormina Film Festival. La Kidman insieme a Octavia Spencer, Julia Ormond e Bruce Beresford il prossimo 30 giugno presenteranno il film d’apertura Ladies in Black.

Tra gli ultimi film che hanno visto l’attrice australiana come protagonista, Boy Erased merita una citazione speciale, per diverse ragioni. Per la tematica affrontata, per il modo di imporsi di una donna apparentemente frivola ma in grado di poter salvare il figlio omosessuale da una terapia per farlo “guarire” da questa malattia. Tuttavia a breve la ritroveremo anche sul piccolo schermo per la nuova stagione di Big Little Lies. Intanto ricordiamo dieci suoi ruoli che ci hanno fatto innamorare di lei.

CUORI RIBELLI (1992) di Ron Howard. Una giovanissima Nicole Kidman insieme a un altrettanto giovane Tom Cruise sono due immigranti irlandesi che cercano di trovare fortuna in America nel 1890 prendendo parte alla Corsa alla terra del 1893. Cruise è Joseph Donnelly, un ragazzo che a causa di gravi problemi economici perde la casa in un incendio appiccato proprio dal padrone, per non aver pagato gli affitti arretrati. Il giovane determinato a farsi giustizia incontra Shannon Christie, la figlia del padrone con la quale deciderà di scappare in America. Tra avventure, sentimenti non dichiarati e un amore che fa sempre più fatica a restare segreto, i due ragazzi fuggono in Oklahoma per prendere il loro appezzamento di terra. Quando sembra tutto perduto, l’amore sarà in grado di vincere su tutto e tutti.

eyes wide shut

Nicole Kidman e Tom Cruise nel film Eyes wide shut

EYES WIDE SHUT (1999) di Stanley Kubrick. Oltre ad essere l’ultimo film diretto dal grande regista, è anche l’ultima volta – almeno per ora – che Kidman e Cruise condividono il set. I protagonisti del film sono Bill (Cruise) e Alice (Kidman), una coppia sposata che partecipa ad un’ apparentemente festa prenatalizia. Lui è un avvenente medico, il quale viene chiamato da due ragazze per salvare la vita a un giovane in overdose, mentre Alice viene corteggiata in maniera insistente e fastidiosa da un uomo maturo ed ambiguo. I due tornati a casa, iniziando a discutere sotto uso di marijuana, parlano di fiducia, di gelosie e di fantasie con altre persone, come quella di Alice per un giovane ufficiale di marina. Bill, turbato dalle parole della moglie decide di uscire di casa. Bill viene raggiunto telefonicamente dalla figlia di un paziente deceduto. Il medico turbato dalla serata, improvvisamente si troverà in una serata bizzarra in una villa, dove tutti sono nudi ma hanno il volto coperto. Nonostante l’esperienza vissuta al di fuori del matrimonio, i due ritroveranno quella serenità e fiducia che fino a quel momento li aveva abbandonati.

THE OTHERS (2001) di Alejandro Amenàbar. La Kidman si cimenta nel genere horror con un film ambientato durante la fine della seconda guerra mondiale. Grace Stewart (Kidman) è madre di due figli, Anne e Nicolas e sposata con Charles, imprenditore e soldato volontario. I due bambini affetti da uno xeroderma pigmentoso, non gli permetteva di esporsi al sole e per tanto Grace cercava di imporre loro delle regole per proteggerli. Una delle regole e frasi cardine del film è “Nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”. Strane presenze, disegni dei bambini inquietanti dove vengono rappresentate quattro persone viste dalla piccola Anne. Attraverso la frase “a volete il mondo dei morti si mescola a quello dei vivi” la sottile linea tra realtà e immaginazione non è poi così netta.

MOULIN ROUGE! (2001) di Baz Luhrmann. Chi non ha visto questo meraviglioso concentrato di musica pop, stile bohemien e ricco d’amore? È senza dubbio uno dei film di maggiore successo della Kidman la quale interpreta la ballerina del noto locale parigino. La storia tra la sensuale étoile Satine e lo scrittore squattrinato Christian (Ewan McGregor) fa da sfondo nella bellissima Parigi del 1899, precisamente nel locale notturno del Moulin Rouge, nel quale ogni notte uomini borghesi e nobili di tutte le età prendevano parte agli spettacoli organizzati da Harold Zidler (Jim Broadbent), il capocomico e la sua colombella Satine. Le cose si complicano quando gli occhi del potente e determinato Duca inizia a posarsi sulla ragazza, scatenando la gelosia del povero ma onesto Christian. Ad aggiungere ancora più dramma, c’è la diagnosi di tubercolosi ai danni di Satine. È un film che vi farà cantare ed emozionare dal primo all’ultimo minuto con le canzoni dei Nirvana, dei Queen, Madonna, Elton John e tanti altri.

THE HOURS(2002) di Stephen Daldry. Finalmente per la bella attrice australiana arriva l’ambito Premio Oscar come migliore attrice per aver interpretato il difficile ruolo di Virginia Woolf. La nota scrittrice inglese, a causa di una grave forma di depressione, decide di porre fine alla sua vita annegandosi nel fiume Ouse. Da questo momento, la storia si divide in tre parti. La prima è la storia di un giorno nella vita di Virginia nel 1923, la quale era ormai soffocata dalla vita lontana da Londra motivo che la spingeva a trattare male anche il marito Leonard. Proprio in quei giorni, scrisse uno dei romanzi più noti, La signora Dalloway. Dopo pochi giorni dall’incontro con la sorella Vanessa e i suoi tre figli, la scrittrice riesce a convincere il marito a tornare a Londra, in cambio della sua salvezza.

DOGVILLE (2001) di Lars Von Trier. Dogville è un villaggio sulle Montagne Rocciose che si trova accanto a una miniera d’argento e abitato solo da 15 persone. Lo scrittore Tom Edison Jr. (Paul Bettany) intento a voler convincere gli abitanti ad un riarmamento morale. Il primo incontro fu con Grace Mulligan (Nicole Kidman) una giovane ragazza inseguita da diversi gangster, la quale riesce a trovare aiuto proprio nel ragazzo. Per ringraziarlo decide di rendersi utile, riuscendo a conquistare il rispetto di tutta la piccola comunità. Quando la polizia giunge a Dogville alla ricerca di Grace, colpevole di aver preso parte ad una rapina in banca, tutti gli abitanti sono pronti a difenderla e lasciarla lì, a patto che lavori di più e per un minore salario. La donna accetta per non far dispiacere Tom, portandola però allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. Il ragazzo si rende conto che così non può andare avanti ed attua un piano per farla scappare. Purtroppo la fuga viene interrotta bruscamente, portando la donna ad accettare il suo destino di figlia del boss, decidendo di radere al suolo la cittadina e vendicarsi di chi la aveva sfruttata. Tom colpevole per averla manipolata, non viene risparmiato e anzi proprio Grace porrà fine alla sua vita.

ritorno a could mountain. il finale del film 3

Nicole Kidman e Jude Law nel film Ritorno a Could Mountain

RITORNO A COLD MOUNTAIN (2003) di Anthony Minghella. Ambientato nel 1861 W.P. Inman Balis (Jude Law) un giovane falegname del villaggio Cold Mountain, durante la costruzione di una chiesa incontra casualmente Ada Monroe (Nicole Kidman) la figlia del reverendo. Un’ improvvisa passione e amore scoppia tra i due giovani fino a quando il ragazzo viene chiamato dall’esercito confederato per prendere parte alla guerra di secessione. La donna dopo trent’anni, rimasta sola, continua a provare un forte sentimento per l’uomo, il quale cerca di tornare a casa evitando di venire ucciso dalla Guardia Nazionale. Dopo vari incontri e peripezie, Inman riesce a tornare a casa e ad incontrare Ada, con la quale trascorre la loro prima notte d’amore. Purtroppo, l’ex falegname viene trovato dai soldati del tenente Bosie, con l’accusa di essere disertore. I due soldati si feriscono mortalmente a vicenda e quando Ada giunge da lui purtroppo è troppo tardi. Dopo sette anni, Ada festeggia la Pasqua con la sua bimba Grace, nata dopo la loro unica notte di passione con Inman.

BIRTH – IO SONO SEAN (2004) di Jonathan Glazer. La bella Anna (Nicole Kidman) dopo 10 anni dalla morte del marito Sean, è finalmente pronta a sposarsi nuovamente con Joseph. Poco prima delle nozze, un ragazzino si reca da Anna, affermando di essere l’incarnazione del marito Sean cercando di convincerla a non sposarsi con il neo fidanzato. Nonostante la situazione surreale e anche scomoda, dato che si tratta di un rapporto tra una donna adulta e un bambino, quest’ultimo sembra essere davvero il marito Sean. Grazie all’intervento di Clara, amante di Sean quando era in vita, riesce a dimostrare che il bambino era riuscito a sapere tutte quelle informazioni, grazie a delle lettere che Anna aveva scritto per il marito, il quale non aveva mai aperto, perché non era mai stato veramente innamorato della moglie. Quando Anna scopre la verità, tenta di suicidarsi ma fortunatamente viene salvata da Joseph.

AUSTRALIA(2008) di Baz Luhrmann. Ambientato nella seconda guerra mondiale, Sarah Ashley (Nicole Kidman) va in Australia a trovare il marito per vedere il bestiame. Quando arriva alla città di Darwin, viene scortata da Drover (Hugh Jackman), il migliore amico del marito. All’arrivo a Faraway Downs, Sarah e Dover trovano il marito della donna privo di vita, ucciso da una lancia. L’accusa di omicidio ricade sullo stregone King George. L’amore tra Sarah e Drover cerca di sopravvivere ai bombardamenti della città di Darwin, con la speranza di non perdere la vita.

THE PAPERBOY (2011) di Lee Daniels. Un film che portò la Kidman ad interpretare Charlotte Bless, una ninfomane che cercò di aiutare con tutte le sue forze, il compagno Hillary Van Wetter (John Cusack), in attesa di essere giustiziato per aver ucciso uno sceriffo e ben 16 persone per ragioni di odio razziale. La donna per richiamare attenzione sul caso scrive al Miami Times. Il giornale capendo il richiamo mediatico di quella storia, incarica Ward Jansen (Matthew McConaughey) e il collega Yardley Acheman di indagare. Al duo viene aggiunto anche il fratello minore di Ward, Jack Jansen (Zac Efron), il quale finisce per innamorarsi di Charlotte.

Continua a leggere

Non categorizzato

Aladdin, il full trailer ufficiale del film Disney

Pubblicato

:

aladdin

Dopo molti teaser e spot televisivi, la Walt Disney Pictures ha pubblicato il trailer completo di Aladdin, il prossimo remake live-action di un classico film di animazione Disney.

Il due volte candidato all’Oscar Will Smith (Ali, Men in Black) interpreta il ruolo dell’amato Genio nel nuovo film insieme a Mena Massoud (Amazon’s Jack Ryan) nei panni di Aladdin, lo sfortunato e adorabile ladruncolo di strada che viene colpito dalla figlia del Sultano. Naomi Scott (Power Rangers) interpreta la principessa Jasmine, la bellissima figlia del Sultano che vuole avere voce in capitolo nel modo in cui vive la sua vita con Marwan Kenzari nei panni di Jafar, un malvagio stregone che escogita un nefasto complotto per diventare Sultano e governare Agrabah.

Aladdin è diretto da Guy Ritchie (Sherlock Holmes) da una sceneggiatura di John August (Dark Shadows, Big Fish) basata sul film animato del 1992 Aladdin e le storie da “Mille e una notte”. Il produttore è Dan Lin (The LEGO Movie) con il vincitore del Golden Globe Marc Platt (La La Land), Jonathan Eirich (Death Note) e Kevin De La Noy (The Dark Knight Rises) in veste di produttori esecutivi. Il compositore otto volte vincitore del premio Oscar Alan Menken (La bella e la bestia, La sirenetta) fornisce la colonna sonora, che include nuove registrazioni delle canzoni originali scritte da Menken e parolieri vincitori di Oscar Howard Ashman (Little Shop of Horrors) e Tim Rice (The Lion King) e due nuovi brani scritti da Menken e dai cantautori Oscar e Tony, Benj Pasek e Justin Paul (La La Land, Dear Evan Hansen).

Aladdin è stato candidato a cinque Academy Awards e ne ha vinti due, tra cui Best Original Score e Best Original Song per “A Whole New World.” Basato sul racconto popolare mediorientale Aladdin e la lampada magica, il film animato del 1992 è stato co-diretto da Ron Clements e John Musker, che avevano diretto in precedenza La Sirenetta e avrebbero continuato a realizzare altri classici Disney, tra cui Hercules, Pianeta del tesoro, La principessa e il ranocchio e Oceania. Famosa la partecipazione di Robin Williams come genio del film, insieme a Scott Weinger nei panni di Aladdin, Jonathan Freeman nei panni di Jafar, Linda Larkin nei panni della Principessa Jasmine, Frank Welker nel ruolo del compagno di scimmia Abu, oltre a Douglas Seale nei panni di The Sultan e Gilbert Gottfried nei panni di Iago.

Consigliati dalla redazione

Continua a leggere

Cinema

Oscar: gli attori che si sono spinti oltre i limiti per vincere

Pubblicato

:

11 leonardodicaprio 768x432

La Notte degli Oscar 2019 è vicina. È difficile dire con certezza che cosa spinga alcuni attori ad accettare determinati ruoli. Molto probabilmente la maggior parte degli interpreti decidono di avventurarsi in queste imprese un po’ folli, pensando di poter vincere – almeno una volta nella vita – il Premio Oscar. Spingere il corpo al limite, per assomigliare il più possibile a personaggi sconvenienti e pericolosi, cercando di portarli sul grande schermo nel modo più verosimile possibile, dimostra che questi attori hanno davvero una marcia in più e sono tutti meritevoli della prestigiosa statuetta d’oro.

Daniel-Day Lewis (My Left Foot)

Daniel Day-Lewis è il maestro dei folli sacrifici in nome della recitazione. Lo dimostrano i tre premi Oscar che è riuscito a vincere nel corso della sua carriera. Ha dimostrato di essere un grande attore già alla sua prima performance che gli è valsa un Oscar, nei panni di un malato paralizzato cerebralmente di nome Christy Brown. Sul set l’attore ha rifiutato di lasciare la sedia a rotelle e ha chiesto ai membri dello staff di mangiare con un cucchiaio, mantenendo una posizione che alla fine gli ha procurato la rottura di due costole.

Hilary Swank (Boys Do not Cry)

Per interpretare in modo convincente il trans Brandon Teena, la bellissima Hilary Swank ha trascorso diversi mesi a cercare di modulare la propria voce verso tonalità baritonali, in grado di assomigliare al suono tipico della voce maschile. Dal punto di vista della fisicità si è servita di alcune bende per occultare il seno, presentandosi come suo fratello James.

3 charlizetheron 768x432

Charlize Theron nel film Monster

Charlize Theron (Monster)

Se c’è una persona che è distante anni luce – in primis per l’aspetto esteriore – ad Aileen Wuornos, la protagonista del film Monster, è proprio l’attrice che l’ha interpretata: Charlize Theron. La sua trasformazione è stata tra quelle più incredibili e uniche nella storia del cinema. Grazie all’ausilio di denti protesici, a qualche spericolata rasatura delle sopracciglia e molti sacchetti di patatine per aumentare di peso, la Theron ha effettuato una vera e propria trasformazione.

Adrien Brody (Il pianista)

Per catturare la disperazione del nullatenente Wladyslaw Szpilman, il protagonista del film Il pianista, l’attore Adrien Brody decise di spogliarsi di ogni struttura e confronto per entrare ancora di più nel ruolo. Prima di imbarcarsi su un volo per l’Europa, prese la decisione di lasciare tutte le sue cose e portare con se solo un paio di borse e una tastiera.

Jamie Foxx (Ray)

L’Academy è stata chiaramente impressionata dalla convincente interpretazione di Jamie Foxx in Ray,  nell’aver portato al cinema il musicista non vedente Ray Charles. A quanto pare, Fox non ha dovuto fingere molto perché ha potuto fare affidamento su un paio di palpebre protesiche. La sensazione provata dall’attore è stata indescrivibile, perché doveva avere gli occhi incollati, chiusi, per ben quattordici ore al giorno.

Natalie Portman (Black Swan)

Probabilmente ci sarebbero molti più ballerini al mondo se questa forma d’arte non fosse così estenuante. Natalie Portman lo sa bene che cosa significa essere una ballerina, quando si è preparata per mesi al ruolo da protagonista nel film Black Swan. L’attrice ricorda ancora che la sua dieta e il suo regime di allenamento sono stati così crudeli da farle temere qualche collasso e addirittura ripercussioni nel tempo per la sua salute.

Anne Hathaway (Les Misérables)

Grazie alla collaborazione di un nutrizionista, Anne Hathaway, già magrissima fuori dal set, è riuscita a perdere la bellezza di 25 chili per interpretare l’indifesa Fantine nel film Les Misérables . La parte peggiore? Ha perso più della metà di quel peso durante le riprese, grazie a un digiuno durato 13 giorni.

8 jaredleto 981x552

Jared Leto nei panni di Rayon

Jared Leto (Dallas Buyers Club)

L’anno seguente il cast del film Dallas Buyers Club sembrava determinato a superare il drastico calo di peso della Hathaway. Per interpretare Rayon, la donna transessuale malata di HIV, il cantante e attore Jared Leto è diventato a dir poco scheletrico, dopo aver perso più di 30 chili.

Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)

Poiché Matthew McConaughey è la stella del Dallas Buyers Club, è giusto che abbia superato Leto in questo record. Secondo l’attore, è riuscito a perdere qualcosa come 47 chili, finendo in uno stato che potremmo paragonare a quello di un uccellino appena nato con la bocca aperta che grida: ‘nutrimi, nutrimi’.

Kate Winslet (The Reader)

Per alcuni mesi bui, nel 2008, Kate Winslet è stata consumata da questo personaggio desolante, tanto che i racconti della buonanotte per i  suoi figli avevano preso una piega davvero deprimente.

Leonardo DiCaprio (The Revenant)

Dopo anni di nomination e di statuette date per certe, Leonardo DiCaprio è riuscito a vincere il suo primo premio Oscar con il film The Revenant. Grazie a questo personaggio è riuscito a spingere se stesso oltre ogni limite, nuotando in acque gelide, dormendo in una carcassa di animali e mangiando fegato di bisonte crudo.

Continua a leggere

Iscriviti al nostro canale!

Film in uscita

Settembre, 2019

Nessun Film

Film in uscita Mese Prossimo

Ottobre

Nessun Film

Pubblicità

Facebook

Recensioni

Nuvola dei Tag

Pubblicità

Popolari

X