Alla Mostra del Cinema di Venezia è il giorno di Gianni Amelio, che torna al festival, fuori concorso, con Nessun Dolore, il suo nuovo film con protagonisti Alessandro Borghi e Valeria Golino. Abbiamo incontrato il regista e il cast in occasione della presentazione del film alla stampa.
Al centro di Nessun Dolore, nuovo film di Gianni Amelio, indomito 81enne, c’è il personaggio di Davide (Alessandro Borghi), la cui vita viene sconvolta da un tragico evento, involontariamente causato da lui stesso. Questo fatto dirompente lo spinge, devastato dal senso di colpa, a intraprendere una serie di azioni apparentemente irragionevoli che lo porteranno a pagare delle gravi conseguenze.
Una notte, al pronto soccorso, Davide incontra Aminah, appena arrivata dall’Algeria su un barcone d’immigrati. È un’adolescente fradicia di pioggia, tremante, impaurita, e in evidente attesa di un figlio. Davide non può che darle ospitalità in casa sua. Ma è solo l’inizio. Ogni sera, tornando dal lavoro, Davide trova nel suo appartamento sempre più gente sconosciuta.
Nessun Dolore, l’incontro con il regista e il cast
Nessun dolore nasce da un bisogno lontano: andare oltre il racconto dell’esodo raccontato ne Lamerica, il capolavoro di Amelio realizzato ormai trent’anni fa, con il finale sospeso su una nave in mezzo all’Adriatico. Che cosa è cambiato da allora, chi è “l’immigrato”? Qualcuno da accogliere, o da respingere?
È lo stesso regista a tentare una risposta: «Quando ho fatto Lamerica non avrei mai immaginato che, anni dopo, si arrivasse a parlare di reimmigrazione. In tutte le emigrazioni c’era un qualcosa di felice, perché c’era la prospettiva di arrivare in un posto migliore da quello da cui sai partito. Oggi non è più così. Parti sapendo che troverai un fucile puntato contro. Che forse ti troverai in una situazione persino peggiore da quella da cui sei scappato», sottolinea Gianni Amelio, che ha presentato il film assieme a Valeria Golino e Alessandro Borghi a Venezia questo pomeriggio in un incontro con la stampa italiana.
Il titolo del film viene da una poesia di Mario Luzi che recita: A volte si tocca il punto fermo e impensabile / dove nulla da nulla è più diviso, / né morte da vita / né innocenza da colpa / e dove anche il dolore è gioia piena. «A volte il dolore raggiunge una profondità tale che o muori tu insieme al dolore che provi oppure quel dolore ti dà la forza di ricominciare a vivere. Questo è il senso del film. Nessun dolore ha davvero la forza di uccidere. Anche da quei dolori inammissibili è possibile ricominciare la vita», prosegue Amelio.
Nessun Dolore è un film, inoltre, che comincia con una precisazione, quella che si sta per raccontare una “storia che non è ancora accaduta”. Una formula inedita, che è lo stesso Amelio a spiegare: «Questo film mi appartiene, essendo molto personale, ma da regista voglio che appartenga a tutti, a chiunque. Questa mania dei film “tratti da una storia vera” si è trasformata in un’alibi che i registi si danno per appiattirsi sulla realtà. Il cinema, invece, è sempre trasfigurazione del reale, non è una fotografia del reale. È una sua alterazione».

Alessandro Borghi: «Amelio è la sola persona che ascolto»
Così il personaggio di Davide – un trentenne con la passione per i libri, che vende in un chiosco nel centro di Roma – non è un alter ego del regista, anzi. Amelio spiega con fermezza: «Davide è un’immaginazione, è una fantasia. Non c’è, non esiste. Non sono io. Io vorrei avere anche solo un grammo della sua innocenza, ma non sono Davide e non lo sarò probabilmente mai. Il problema della nostra società è proprio questo. Aver ucciso Davide. Le persone come lui. Non volevo trasformarlo in un eroe, in un santo, ma allo stesso tempo è una persona che è impossibile incontrare nella vita reale. O almeno io, uno come Davide, non l’ho mai incontrato».
«Davide è mangiato dal dolore e finisce per arrecarsi altro dolore da solo, in cerca di una sorta di redenzione. È un personaggio che compie delle scelte completamente diverse, nella maggioranza dei casi, da quelle che avrei preso io come persona», aggiunge Borghi.
«Dentro quella casa in cui abbiamo girato è successo qualcosa di speciale. Ogni giorno di riprese cominciava chiedendoci cosa sarebbe successo. C’è stato spazio per tanta improvvisazione, ma allo stesso tempo sapevamo che sarebbe stato necessario un grande rigore per veicolare precisamente il messaggio del film. E questo è possibile solo quando si è capitanati da un maestro come Gianni Amelio, che ha già tutto in testa e che è attento ad ogni cosa. Io sono un cavallo pazzo sul set, ma con lui ho dovuto lavorare mettendomi in una posizione scomoda, senza mai essere sicuri di star facendo la cosa giusta.»

Valeria Golino: «Vannacci? Non so chi sia»
Anche Valeria Golino, che nel film è Elsa, una delle clienti più fedeli della bancarella di Davide, spiega che, per la prima volta dopo tanti anni, ha scelto di affidarsi completamente al suo regista: «Ho voluto fare questo film perché volevo essere vista da Amelio, volevo avere il suo sguardo addosso. E forse anche per questo, sul set, volevo compiacerlo a tutti i costi, che è una cosa nuova per me, che non sentivo da quando ero ragazza. Anche quando non ero d’accordo, cercavo di accontentarlo. Non sempre si è d’accordo con il proprio regista e quando lavori da tanti anni puoi anche esprimere il tuo disappunto con più autorevolezza. Io questa autorevolezza l’ho persa completamente davanti ad Amelio», scherza la Golino.
Infine, dato il tema trattato dal film, impossibile non affrontare l’attualità del dibattito pubblico attorno alla gestione dei migranti. «Vannacci? Io non so chi sia», confessa la Golino. «Non è un vezzo. È che proprio non ne ho idea. Io non ascolto queste cose. Perché spero che tra un po’ di tempo non ce ne sarà più bisogno di sapere chi è Vannacci».
«Come dice spesso il regista, io credo che un personaggio come quello di Davide non abbia senso di esistere nel momento in cui ci sono delle istituzioni che si occupano di queste persone. Ed è forse questo il punto, chiedere alla politica di affrontare seriamente il problema», chiosa Borghi.


