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10 film sull'esorcismo 10 film sull'esorcismo

Cinema

Esci da questo schermo: 10 film sull’esorcismo difficili da dimenticare

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I film che raccontano un esorcismo in modo diretto o indiretto sono tra quelli più terrificanti per gran parte del pubblico. Quando sono fatti bene, infatti, combinano perfettamente il brivido psicologico dell’invisibile e dell’inspiegabile con il famoso salto sulla poltrona dovuto a immagini ed effetti speciali genuinamente grotteschi e inquietanti. Il 31 Gennaio esce al cinema L’Esorcismo di Hannah Grace, diretto da Diederik Van Rooijen e interpretato da Shay Mitchell nei panni un ex poliziotto che inizia a lavorare in un obitorio per il turno di notte. Quando prende in consegna il cadavere sfigurato di una ragazza posseduta dal demonio, visioni terrificanti cominciano a turbarla e a trasformare la sua prima notte di lavoro in un incubo.

In occasione di questo nuovo film ricordiamo insieme dieci esorcismi che hanno conquistato il grande schermo e che è difficile dimenticare.

L’Esorcista

Non prendiamoci in giro. Il nonno di tutti i film di esorcismo, L’Esorcista del 1973, è sempre al numero uno di queste classifiche. Perchè è semplicemente il migliore e ha gettato le basi per tutti i film di esorcismo che sono seguiti. In molti casi altri film di esorcismo sono solo copie sbiadite del puro horror drammatico e delle immagini grottesche dell’originale. Si colloca in cima a molte liste dei migliori film horror di tutti i tempi. Basato su una storia vera è stato tormentato da strani avvenimenti che hanno coinvolto cast e crew sul set. Ma è quello che vediamo sullo schermo che lo rende il film di esorcismo migliore e più terrificante di tutti i tempi. L’incubo psicologico di una madre che non sa cosa fare quando si rende conto dello strano comportamento della figlia e delle terrificanti cose che le accadono. La performance blasfema a testa in giù di Linda Blair nei panni di Regan, insieme agli effetti speciali che hanno fatto apparire il suo potere così spaventosamente realistico, rendono questo classico così dannatamente imperdibile.

esorcista film

L’Esorcista

The Possession

Una ragazza viene posseduta e sottoposta a controlli per problemi medici prima che venga presa la via dell’esorcismo. La trama ricorda molto il cult L’Esorcista, ma la differenza è che tutto deriva dal misticismo ebraico, piuttosto che dal tradizionale misticismo cristiano. La ragazza trova una scatola di dybbuk, che si ispira a un mito urbano perpetuato dalla vendita vera e propria di una scatola su eBay alcuni anni fa, insieme alla storia spettrale che il venditore ha aggiunto al post. Si dice che la scatola sia un armadietto del vino infestato da uno spirito malvagio chiamato dybbuk. Nel film, quando la ragazza lo apre, tutti i tipi di orrore colpiscono lei e la sua famiglia, non ultimo il fatto che lei sembra essere posseduta dallo spirito. Le analisi mediche mostrano immagini inquietanti del dybbuk dentro di lei, e alla fine otteniamo un ebraico chassidico sul rituale dell’esorcismo, che è un bel cambiamento di ritmo per il genere. Inoltre, c’è un cast solido, con Jeffrey Dean Morgan e Kyra Sedgwick come genitori della ragazza, per non parlare della produzione di Sam Raimi.

L’Altra Faccia del Diavolo

L’Altra Faccia del Diavolo non è proprio un gran film, ma il lavoro dell’attrice Suzan Crowley è sorprendente. Nei panni di Maria, la madre posseduta e internata della protagonista Isabella, l’attrice regala un’interpretazione da brivido, portando sullo schermo questa donna rinchiusa dopo aver ucciso diverse persone durante un esorcismo eseguito su di lei. Quando la figlia la visita la donna appare catatonica e il gioco di espressione della Crowley trasmette un sentimento misto tra morte e malvagità solo attraverso gli occhi, mentre mostra a Isabella i graffi a forma di croce sul suo braccio e all’interno delle sue labbra.

L'altra faccia del diavolo

L’Altra faccia del diavolo

L’Ultimo Esorcismo

Con un budget modesto di 1,8 milioni di dollari, L’Ultimo Esorcismo del 2010 è uno di quei piccoli film horror che potrebbero incassare $ 67,7 milioni a livello nazionale. A differenza di un film come L’Altra Faccia del Diavolo, che è stato un successo al botteghino ancora più grande, questo ha fatto buoni soldi perché in realtà era anche un buon film. In stile documentario segue un esorcista affabile, ma senza fede, Cotton Marcus (Patrick Fabian) che viene chiamato in una fattoria per compiere un esorcismo alla figlia del contadino, Nell (Ashley Bell). Un po’ spaccone, Marcus è abituato all’esecuzione di falsi esorcismi solo per placare il suo pubblico. L’intensità del film aumenta gradualmente man mano che lo spirito che controlla Nell ottiene sempre più controllo sul suo corpo. Bell, nel suo primo ruolo da protagonista, è una rivelazione, che mostra malvagità e una capacità meravigliosamente inquietante di contorcere il suo corpo. E poi c’è il finale selvaggio e inaspettato.

Liberaci dal Male

Film che si presume sia basato su una storia vera, Liberaci dal Male (2014) ha un solido curriculum grazie al regista Scott Derrickson che ha diretto il solido film horror Sinister, e in precedenza ha contribuito all’esorcismo con The Exorcism of Emily Rose, per non parlare del suo lavoro dietro la cinepresa per Doctor Strange. Questo film differisce da molti altri film di esorcismo in quanto in gran parte assume la forma di un dramma poliziesco con elementi decisamente inquietanti. Un poliziotto di nome Ralph Sarchie (Eric Bana), indaga su strani eventi. Ma le cose si fanno più strane quando incontra un giovane, esagerato prete/esorcista di nome Mendoza (Edgar Ramirez) e finalmente avviene il tanto atteso esorcismo verso la fine del film. Complessivamente è un intenso dramma familiare che trasmette una sensazione di inquietante atmosfera e la necessaria intensità del possesso.

eric bana liberaci dal maleliberaci dal male

Erica Bana nel film Liberaci dal Male

Constantine

Liberamente ispirato alla serie di fumetti DC Hellblazer, il film del 2005 Constantine trova Keanu Reeves nei panni di John Constantine, un tipo cinico che è anche in grado di vedere angeli e demoni sulla Terra e ha il potere di esorcizzare le entità più malvagie. Sa anche di essere condannato a trascorrere l’eternità nell’Inferno grazie a un’esperienza di pre-morte che ha avuto da adolescente dopo un tentativo di suicidio. Questo è un tipo diverso di film di esorcismo, perché piuttosto che possedere degli umani (anche se ciò accade), molti dei demoni (e degli angeli) sono visti nella loro forma reale. Inoltre, è più un film d’azione che una vera e propria storia dell’orrore. Eppure, è una visione unica del sottogenere degli esorcismi e ci sono alcune intriganti interpretazioni di Reeves e Tilda Swinton, che interpreta un angelo androgino di nome Gabriel.

The Conjuring

Nel film The Conjuring del 2013, le star Patrick Wilson e Vera Farmiga interpretano Ed e Lorraine Warren, la squadra di investigatori paranormali composta da marito e moglie. Essi indagano sull’attività paranormale in una casa, dopo che una famiglia si è trasferita. Quella casa apparteneva a una strega accusata che aveva maledetto la sua terra nel 19° secolo. La storia della casa fin dalla maledizione è piena di morte. Alla fine la madre della famiglia viene posseduta dalla strega. Ed sceglie di provare a eseguire un esorcismo da solo, dal momento che un prete non è disponibile, una mossa piuttosto rischiosa, e in un primo momento incontra una resistenza piuttosto terrificante prima di trovare finalmente un certo successo.

The Conjuring 2 – Il Caso Einfield

Un buon sequel dell’originale. I Warren si recano in Inghilterra per le loro ultime indagini. Lorraine è stata tormentata da orribili visioni della morte di Ed per decapitazione, e quando arrivano a Londra, si rende conto che lo stesso demone che le dà le visioni (nella forma di una suora inquietante dalla faccia bianca) sta affliggendo anche la famiglia su cui devono indagare. Una delle figlie è posseduta. Ancora una volta i Warren non si affidano alla chiesa cattolica per il loro esorcismo. Come il suo predecessore, The Conjuring 2 è pieno di immagini davvero sconvolgenti e di grandi performance di Wilson e Farmiga. La serie ha dato vita allo spinoff Annabelle (che ruota intorno alla bambola raccapricciante vista nel primo film) e a The Nun.

the conjuring 2

The Conjuring 2

L’Esorcismo di Emily Rose

Come molti film di esorcismo, questo del 2005 è un altro che tenta di aggiungere una spettrale legittimità, sostenendo di essere basato su una storia vera. Ci sono sicuramente elementi di questo film che si può immaginare siano realmente accaduti mentre li vedi sullo schermo. Emily Rose (la star di Dexter Jennifer Carpenter) era davvero posseduta da un demone malvagio? O era malata di mente? Non è uno spoiler per svelare che Emily muore dopo gli esorcismi compiuti da un prete cattolico di nome Padre Moore (Colin Wilkinson), perché il film salta avanti e indietro tra il processo a Moore per omicidio colposo e gli eventi che hanno avuto luogo presso la famiglia Rose. Emily soffre di terrificanti visioni, mangia insetti, è inchiodata al suo letto e soffocata da una mano invisibile. Si contrappone in modi innaturali, molti dei quali ricordano Bell in L’ultimo esorcismo. Altri due film sono stati realizzati sulla base degli eventi della vita reale che hanno portato alla morte dell’adolescente tedesca Anneliese Michel nel 1976. A causa del suo strano comportamento, la chiesa cattolica ha concesso la rara approvazione per eseguire un esorcismo sulla ragazza. Ma non era solo un esorcismo, ma 67, eseguiti nel corso di quasi un anno. Alla fine fu così malnutrita e disidratata che morì, con il risultato che i suoi genitori e due preti furono accusati di omicidio colposo. Requiem (2006), era un film tedesco che si concentrava meno sulla paura e più sul dramma, mentre Anneliese: The Exorcist Tapes (2011) era un film diretto su DVD che andava nella direzione opposta, concentrandosi sull’horror. Nessuno dei due aveva l’equilibrio che piace in Emily Rose.

L’Esorcista III

L’Esorcista è stato seguito da The Exorcist II: The Heretic – che ha visto il ritorno di Linda Blair nei panni di Regan e Max von Sydow nei panni di padre Merrin quattro anni dopo l’originale, ma non è andato molto bene. Però il franchise è tornato 16 anni dopo con L’Esorcista III, che comprendeva un solo attore del cast originale, ma anche la benedizione dello scrittore originale del romanzo, William Peter Blatty. Basato su una storia di Blatty, che ha anche scritto la sceneggiatura e diretto il film. Non è assolutamente un film perfetto e non è pari all’originale, ma è comunque un film horror di qualità con alcune paure davvero solide. La trama è un po’ complicata ma, in sostanza, il demone che è stato esorcizzato dal corpo di Regan negli anni ’70 era così arrabbiato con padre Karras (Jason Miller che riprende il ruolo) che ha messo l’anima di un serial killer nel suo corpo e quell’anima è stata usata per commettere omicidi, saltando in altre persone durante la notte.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Cinema

Il Muro tra di Noi, il regista Federico Del Buono ci parla del suo corto con Stefano Pesce e Ivano Marescotti

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il muro tra di noi

Sono terminate da poco le riprese del cortometraggio Il Muro tra di Noi, scritto e diretto da Federico Del Buono per raccontare una storia intima sull’elaborazione del lutto e il demone della solitudine. Stefano Pesce e Ivano Marescotti interpretano i due protagonisti principali, affiancati da Stefano “Vito” Bicocchi nei panni di Cesare e la giovane rivelazione Vanessa Montanari nei panni di Monica.

Alla morte della moglie, Pietro (Marescotti), 70 anni, ha messo tra sé e il resto del mondo un muro fatto di silenzi, a partire dai figli Alex (Pesce) e Monica (Montanari), già grandi. Dopo il tentativo di Cesare (Bicocchi), dottore di famiglia, di rinchiudere Pietro in una casa di riposo da lui gestita, Monica abbandona la casa paterna, lasciando Alex solo con il padre dopo moltissimo tempo. In aggiunta, Silvia, l’exmoglie di Alex, gli impedisce di vedere la figlia Aurora. Un limbo: Alex non può essere vicino a sua figlia e al tempo stesso non può abbandonare il padre, che rivolge la parola solo ad un fiore in giardino. Dopo una furiosa litigata con il padre, Alex raggiunge il punto di rottura e distrugge brutalmente il fiore. Ma questa rottura ha messo a nudo una verità che nessuno dei due voleva o riusciva a vedere: Alex sta iniziando ad essere sempre più simile a Pietro, e se vuole salvare il suo rapporto con Aurora deve riuscire a comprendere ciò che sta succedendo e riprendersi la sua vita.

NewsCinema ha avuto il piacere di incontrare il giovane regista Del Buono che ha spiegato la genesi e la realizzazione del corto Il Muro tra di Noi. Pertanto di seguito potete leggere cosa ci ha raccontato.

muro

Come è nata l’idea dei questo cortometraggio?

Dopo aver raccontato una storia così introspettiva come “Conquista il mondo” mi sono detto che questa volta avrei dovuto affrontare un tipo diverso di tema, qualcosa di più vicino alle persone. Il mio cinema si basa molto sui sentimenti e sul voler raccontare le loro sfumature, e quando mi è stato proposto il soggetto dall’altro sceneggiatore (Filippo Marchi) ho pensato che questa era la storia giusta da raccontare! Uno spaccato di vita intimo in cui far rispecchiare le persone e portarle a porsi delle domande sulla loro vita e il rapporto che hanno con le persone a cui vogliono bene.

Come hai coinvolto Stefano Pesce e Ivano Marescotti?

Aver diretto ma soprattutto conosciuto maestri del cinema italiano come Stefano e in particolar modo Ivano, è un’emozione che mi porterò dentro per sempre. E se tutto ciò è stato possibile lo devo a Giorgio Ciani, uno dei primi a credere in me e nel mio progetto. Quando gli ho parlato della storia e della folle ma determinata idea che avevo del cast, la sua risposta è stata altrettanto folle ma determinata: “Va bene!” abbiamo proposto il copione ad entrambi ed è nata la magia! Soprattutto con Stefano ho instaurato un rapporto di profondo rispetto e stima, volevo dargli in mano un personaggio che non solo lo esaltasse, ma che addirittura lo coinvolgesse a tal punto da sovvertire le mie idee tanto se lo sentiva addosso, e per quanto possa essere un sistema dispendioso, soprattutto su un set, vedere un attore con la sua esperienza dare tanta anima e cuore per un progetto che ai suoi occhi sarebbe potuto sembrare piccolo mi ha dato solo più carica per non essere da meno. Lo stesso discorso per Ivano, un colosso del nostro cinema con più di cento film alle spalle con cui ho passato le quattro ore cinematografiche più belle della mia vita! Costruire un personaggio è bello, ma vederlo costruire insieme a lui lo è ancora di più.

il muro tra di noi backstage

Dietro le quinte de Il Muro tra di Noi

E’ stato difficile il lato produttivo? Trovare i finanziamenti?

Per i cortometraggi raramente c’è una qualche forma di giustizia, o quantomeno in Italia. Puoi avere delle buone idee, un buon copione, ma non tutti saranno disposti ad aiutarti. La mia fortuna, come detto prima, è stato incontrare Giorgio. Grazie a lui sono riuscito ad entrare si in contatto con gli attori, ma anche con realtà che altrimenti non avrei mai conosciuto, permettendomi di raccontare la mia storia e farli innamorare di essa! E’ così che nella partita sono entrati anche la regione Emilia Romagna e la città metropolitana di Bologna, che ringrazio di cuore per il sostegno, oltre che al brillante ed energico Paolo Rossi, produttore di Genoma Films! Ma oltre a Giorgio, ci sono altre tre figure importanti che mi hanno aiutato e permesso di realizzare questo sogno: Paolo Rossi, che con il suo enorme cuore ha deciso di aiutarmi accollandosi la responsabilità dell’intera produzione del film, ma soprattutto i miei soci Alessandro Atti e Alessandro Botteon, ragazzi brillanti e passionali che hanno dato tutto se stessi per trovare i fondi e contatti. 

Qualcosa di particolare successa durante le riprese?

Quando hai a che fare con attori di quel calibro sicuramente nascono bei ricordi. Purtroppo abbiamo dovuto lottare contro un tempo costantemente incerto, ma per fortuna ho potuto contare su uno staff pronto e intelligente che ha saputo affrontare al meglio il disagio creato dal clima. Ma credo che il momento più emozionante e divertente di questo viaggio sia stato quello di assistere alla piacevole Réunion di Vito e Ivano Marescotti dopo tanto tempo, vederli comportare quasi da ragazzini off set e da superlativi professionisti on set. 

Ti sei ispirato a un regista che ammiri?

Nel cinema è sempre un rischio ispirarsi a qualcuno, perché questi potrebbe influenzarti a tal punto da arrivare a simulare le sue gesta. La mia idea di cinema è basata sulla purezza e la semplicità dell’immagine, senza l’ostentata ricerca della bellezza ma solo e semplice genuinità dell’attore o dello spazio circostante. Se dovessi però dire un regista che sicuramente mi ha trasmesso più di tutti questa sensazione è Giuseppe Tornatore, uno dei migliori registi italiani della nostra epoca.

Come hai messo insieme il resto del cast?

Vito e Vanessa sono una splendida cornice ad un cast stellare. Con Vito sapevo che volevo e dovevo tornare a lavorarci dopo l’esperienza di Tutto il Palazzo, sia per la sensibilità artistica che mi ha trasmesso che umana. Una persona che sa creare ambiente solo con la presenza e che nonostante la sua infinita esperienza è sempre pronto a mettersi li ad imparare con te. Vanessa invece ho voluto a tutti i costi che ci fosse! Da quando la conosco sono convinto che lei possa essere tranquillamente una delle migliori attrici che ci siano a bologna, per talento e bellezza, e in parte l’ha ampiamente dimostrato quando ha esordito in “conquista il mondo”. Sapevo che per lei sarebbe stato più complicato vivere questo set dato il calibro dei suoi colleghi, ma come ha messo piede sulla scena si è trasformata in una macchina da guerra come solo lei sa fare e ha dato vita ad un personaggio meraviglioso! Come regista mi sento fortunato ad averla conosciuta e diretta perché ha la capacità di plasmare qualsiasi personaggio le si proponga basandosi esclusivamente sulle sue esperienze di vita, e questo ha influenzato il mio stile narrativo.

muro tra di noi cast

Stefano Pesce e Ivano Marescotti in una scena de Il Muro tra di Noi

Quale futuro speri per il tuo corto?

Penso che questa storia vada vista con gli occhi e con il cuore. Cerco di vivere sempre in una leggera bolla di pessimismo per evitare di crearmi aspettative, ma credo davvero che abbiamo realizzato un piccolo capolavoro, anche se molto del merito va ai quattro attori che sono andati ben oltre ad ogni aspettativa.

Quando è nata la tua passione per il cinema?

Il cinema è un gioco che mi porto dietro da bambino! Sono sempre stato una persona più brava con la fantasia che con le mani, e questo ha fatto si che passassi più tempo a leggere e a scrivere che a imparare come si aggiusta un’anta di un armadio! Ho avuto la fortuna di esser stato cresciuto da genitori che mi hanno insegnato che prima va il dovere e poi il piacere e quindi non hanno assecondato quello che poteva diventare un capriccio infantile ma l’hanno trasformato in un obiettivo maturo da raggiungere, facendomi capire che i sogni si possono realizzare solo se sei disposto ad inseguirli.

Quando hai capito di voler fare il regista?

In realtà non c’è stato un vero momento significativo. Ho iniziato a scrivere sceneggiature quasi per gioco, ma curiosamente ogni volta che mi trovavo su un set mi rendevo conto che tendevo a voler “aggiustare” determinate situazioni che nella mia visione erano sbagliate. Sapevo che quelli erano i primi sintomi della “REGISTITE”, ma penso che il momento cardine della mia evoluzione da davanti a dietro camera sia stato proprio l’incontro con Vanessa. Avevo scritto un copione che era perfetto per lei, ma quando affidai la regia ad una persona che si rivelò essere totalmente incompetente in materia, decisi che più nessuno avrebbe diretto i miei testi. Da quel momento ho percepito un senso di benessere e bisogno di confrontarmi con i capo reparti ma, soprattutto, con il pubblico.

 

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Spider-man, Men in Black e Fast & Furious: i cofanetti in dvd e Blu-ray a partire dal 26 giugno

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spider man

Un’estate di grande cinema è in arrivo, con tantissimi nuovi film in sala e non solo. Per celebrare le nuove uscite estive, Universal Pictures Home Entertainment Italia lancia tre imperdibili boxset da collezione in formato Dvd e Blu-ray delle tre saghe che saranno protagoniste dell’estate: Spider-man, Men in Black e Fast & Furious. Con una speciale iniziativa dedicata: queste imperdibili collection non solo sono imprescindibili per qualsiasi appassionato, ma contengono all’interno un biglietto cinema valido tutto l’anno per qualsiasi film in programmazione!

Si parte il 26 giugno con la collection di Spider-man in Dvd e Blu-ray in occasione dell’uscita al cinema di Spider-man: Far From Home il 10 luglio. Il boxset contiene tutti e 6 i film del supereroe Marvel più amato, per arrivare preparati al meglio per le nuove avventure di Peter Parker, con tantissimi contenuti speciali da non perdere. Si prosegue il 10 luglio con il boxset in Dvd e Blu-ray dedicato alle avventure degli iconici Men in Black, in arrivo il 25 luglio nelle sale italiane. Anche qui la collection prevede tutti e 3 i film della franchise simbolo degli anni 2000, con una nuova elegante veste grafica e numerosi contenuti speciali da godersi insieme e con gli amici.

Sempre per il 10 luglio è prevista l’uscita dell’imperdibile collection di Fast & Furious contenente tutti e 8 i film della saga dedicata alle auto da corsa e all’azione più spericolata, disponibile in Dvd e Blu-ray per rivivere le avventure di Vin Diesel e compagni ed arrivare pronti in sala per Hobbs & Shaw l’8 agosto.

All’interno di ogni franchise collection estiva in regalo un biglietto cinema per vivere i grandi film dell’estate e renderla ancora più indimenticabile: il biglietto sarà valido per tutti i film in programmazione per tutto l’anno. Sulla confezione sarà indicato con uno sticker la presenza del buono cinema, insieme alle istruzioni per ottenerlo: basterà inserire il codice all’interno su www.cinemauniversal.it per ottenere subito il premio!

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Sardinia Film Festival 2019, la XIV edizione si terrà dal 14 giugno al 7 luglio

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L’Accademia delle Belle Arti Mario Sironi si prepara ad accogliere l’anteprima del Sardinia Film Festival 2019 per il 14 e 15 giugno. Sarà il primo assaggio di una ricchissima XIV edizione del Premio internazionale dedicato al cortometraggio cinematografico. Un’iniziativa organizzata dal Cineclub Sassari, che quest’estate toccherà anche i centri di Villanova Monteleone, Bosa e Alghero.  L’Accademia ospiterà le sezioni Experimental e Videoart, ma sarà anche occasione di incontri e laboratori, il tutto a ingresso è gratuito. Si parte venerdì alle 16.00 con il workshop CreAttivati!  –  Sfrutta il tuo pensiero creativo, a cura della life coach Daniela Chessa. Un’occasione per esplorare e comprendere le dinamiche che si sviluppano nella nostra vita quando attiviamo il pensiero creativo. L’iscrizione è aperta a tutti.

Laureata in design industriale e oggi coach professionista, Daniela Chessa si occupa di formazione per singoli e per gruppi di lavoro, con focus sull’allenamento delle potenzialità personali. Tra gli obiettivi delle sue attività ci sono il miglioramento delle performance professionali, la gestione del tempo e la comunicazione efficace. Dalle 18.00 alle 20.00 la sala conferenze delle Belle Arti sarà teatro di proiezioni per le dieci opere finaliste della sezione Sperimentale. Lavori provenienti da Italia, Spagna, Argentina, Germania, Brasile e Francia.

Dalle 17.00 di sabato, saranno presentati i lavori della sezione School under18, cominciando da Pinocchio non dice bugie di Giovanni Bellotti, la storia del burattino più famoso del mondo che in questo caso è fatto di legno scuro. Costretto a scappare dalla guerra in Siria a bordo di una nave verso il Paese dei Balocchi, incontrerà persone che lo inganneranno con le loro bugie.

Quindi Giustino, uccellino coraggioso di Mena Solipano, che parla di un piccolo volatile che vive sul Vesuvio e si trova a sperimentare la tragedia dei roghi estivi. Mostri, nel quale Raffaella Trainello narra la storia di un pregiudizio: i bambini della quinta primaria scoprono che ogni sabato il loro fabbricato scolastico è chiuso e devono frequentare le lezioni nell’edificio della scuola Media. A concludere la carrellata School sarà La voce dentro urla di Claudio D’Avascio, capace di catapultare lo spettatore nei panni di una ragazza affetta da mutismo selettivo che, per comunicare, riesce a trovare un modo alternativo. Seguiranno le proiezioni in concorso per la sezione Videoart, provenienti da Canada, Germania, Norvegia, Belgio, Spagna, Francia e Italia. I vincitori delle due sezioni saranno proclamati in conclusione di serata.

 

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