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Il vero delitto Casati Stampa: la storia che ha ispirato il film Gli occhi degli altri

Nel corso della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma 2025, verrà presentato il film in concorso Gli occhi degli altri. La storia è ispirata al caso di cronaca nera che negli anni ’70, coinvolse il marchese Casati Stampa e sua moglie Anna Fallarino.

La produzione di film riguardanti storie realmente accadute sta prendendo sempre più piede. Questa volta, a esser stato raccontato nel film Gli occhi degli altri, è il delitto compiuto dal marchese Camillo Casati Stampa di Soncino.

Diretto da Andrea De Sica, nel cast sono presenti Filippo Timi, Jasmine Trinca, Matteo Olivetti e Anna Ferzetti. Liberamente ispirato ai fatti di cronaca che sconvolsero l’alta società romana, emergono legami fondati su gelosie, perversioni e violenza.

Un legame tanto sottile quanto malato tra amore e morte. Per chi non fosse a conoscenza di questa vicenda, di seguito potrete leggere la cronistoria di questo sconvolgente omicidio-suicidio.

Chi era il marchese Camillo Casati Stampa

Era il 30 agosto 1970, quando il quartiere del Pincio di Roma, venne sconvolto da un terribile delitto. Ma andiamo con ordine. Il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino apparteneva a una delle famiglie nobiliari più note di Milano.

Il titolo derivato grazie al cognome del primo marito della madre, portò con sè anche una grande ricchezza economica. Ma come al solito, avere il portafoglio pieno non ha corrisposto a un’infanzia e a una vita felice.

Il marchese iniziò a frequentare l’élite di Milano, tra feste, salotti e battute di caccia. Tra chi lo conosceva bene, si dice che non era un uomo che manteneva molto la calma e spesso al centro di discussioni, anche per futili motivi.

Nel 1950 decise di sposare Letizia Izzo, una ballerina dalla quale nacque la figlia Anna Maria. Ma nonostante la società dell’epoca e i tempi, il loro matrimonio durò solo 8 anni.

Gli occhi degli altri
Gli Occhi degli Altri (Foto: Ufficio stampa Festa del Cinema di Roma/Paolo Ciriello) – Newscinema.it

Il colpo di fulmine per Anna Fallarino

Nel 1958, il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, durante un party a Cannes, conobbe Anna Fallarino. Sposata con l’ingegnere Giuseppe Drommi, per il marchese quel legame non significò mai un ostacolo. Data la sua bellezza, il marchese non fu l’unico ad aver posato gli occhi sulla donna.

Il playboy di origine dominicana, Porfirio Rubirosa, osò poggiare una mano sulla spalla nuda della Fallarino, scatenando la gelosia nel marito che diede il via a una rissa. Il marchese decise di intervenire in aiuto dell’ingegnere, solo per mettersi in mostra e farsi bello agli occhi dell’affascinante Anna.

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Il matrimonio tra il marchese e l’attrice Anna Fallarino

Un piano ben congegnato, che portò i due a diventare prima amanti e poi a porre fine, ai rispettivi matrimoni. Il marchese tuttavia, dopo il ‘sì’ con l’attrice, dimostrò avere dei gusti particolari in ambito sessuale.

A quanto pare, durante un soggiorno in un albergo, Camillo chiese a un cameriere di mettersi vicino al loro letto. Il motivo? Doveva guardarli mentre consumavano un amplesso, per poi andare via dalla camera.

Successivamente, il nobile si rivelò essere ossessionato dal voler vedere la moglie a letto con altri uomini e a documentare il tutto su un quaderno e con fotografie. Quella pratica ormai era diventata una consuetudine nel loro matrimonio, tant’è vero che l’isola Zannone, era diventato il loro luogo preferito per gli incontri piccanti con gli altri uomini di età diversa.

La tragica morte di Anna Fallarino, del suo amante e del marchese

Da questi uomini, uno su tutti inizia a far breccia anche nel cuore di Anna Fallarino. Si tratta di Massimo Minorenti, un giovane studente, spesso chiamato dal marchese per gli incontri con la moglie.

Era l’agosto 1970 quando il marchese dopo una battuta di caccia, decise di restare nella tenuta dei Marzotto a Vicenza. In quell’occasione, Anna preferì restare a Roma e non seguirlo. Quando Camillo alle quattro di notte, decide di chiamare la moglie al telefono di casa, a rispondere non è lei, ma Massimo Minorenti.

Istintivamente attaccò il telefono, per poi tornare a chiamare e iniziare a litigare furiosamente con la Fallarino. Senza perdere altro tempo, l’uomo salì in macchina per andare a Roma e risolvere la situazione.

Entrando a casa in Via Puccini, trovò Anna e Massimo in salotto ad aspettarlo, per potergli spiegare cosa fosse accaduto. Dopo aver mandato via la servitù, il marchese senza dar loro modo di parlare, prese il fucile Browning calibro 12 e sparò tre colpi a lei e due all’amante, riservando un proiettile per sè, sparandosi sotto il mento.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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