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Horror Mania

I migliori film horror del 2014

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Il 2014 è ormai alle porte e in occasione della nostra rubrica horror abbiamo deciso di regalarvi una panoramica dei film più attesi del prossimo anno. Tra i titoli più interessanti possiamo sicuramente annoverare il remake del cult di Brian De Palma, Carrie. Diretto da Kimberly Peirce e interpretato da Chloe Moretz e Julianne Moore Carrie racconta la storia di una ragazzina emarginata dotata di poteri sovrannaturali. Il film uscirà in tutte le sale italiane il 16 gennaio 2014. A seguire arriverà nelle sale Rec 4: Apocalypse. Atteso in Spagna il 10 ottobre 2014 e diretto da Jaume Balaguerò Rec 4 continua le vicende della reporter televisiva Angela Vidal (ancora una volta interpretata da Manuela Velasco), finita in una vecchia petroliera contaminata dal virus che ha dato origine all’orrore.

1146139 - CARRIEA seguire, ma non per importanza, un altro terrorizzante sequel: Wolf Creek 2. Diretto da Greg McLean e interpretato da John Jarratt Wolf Creek 2 segue le vicende dello psicopatico Mick Taylor (John Jarratt) che, munito ancora una volta di furgoncino e coltello affilato, continua a seminare morte e distruzione per le lande isolate australiane (potete trovare qui la recensione direttamente da Venezia 70). Il film non ha ancora una data di uscita italiana ma probabilmente arriverà sui nostri schermi nel mese di febbraio. Passando sul versante action arriverà l’ultimissimo capitolo dedicato ad uno dei videogame più popolari della storia del cinema: Resident Evil 6. Diretto da Paul W. S. Anderson e interpretato ancora una volta da Milla Jovovich Resident Evil 6 concluderà le vicende della bella e combattiva Alice, costretta ad allearsi al terribile Wesker per sconfiggere una volta e per tutte i mutanti della Umbrella. Il film probabilmente uscirà in tutto il mondo a settembre 2014.

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Ma passiamo sul versante meno commerciale. Oltre ai grandi titoli sopra annunciati il 2014 sarà anche un anno ricco di chicche horror, ad esempio il nuovo film di Lucky Mckee e Chris Sivertson: All Cheerleaders Die. Ambientato in un liceo All Cheerleaders Die racconta la bizzarra storia di un gruppo di ragazze tornate dalla morte sotto forma di zombie e assetate di sangue umano. Il film è un remake dell’omonimo film del 2001, diretto anche allora da Mckee e Sivertson. Un’altra interessante opera che vedremo sicuramente nel corso del 2014 è il nuovo film di Eli Roth, The Green Inferno. Presentato in occasione dell’ultima edizione del Festival di Roma (potete trovare qui la recensione) The Green Inferno arrangia in chiave moderna il classico di Ruggero Deodato Cannibal Holocaust. Ancora una volta vediamo un gruppo di giovani letteralmente sbranati da una tribù cannibale amazzone tra elementi gore e un pizzico di umorismo tarantiniano. Ma non è finita.

5-the-green-infernoIl 2014 vedrà anche il terzo attesissimo capitolo di uno degli horror più estremi degli ultimi anni: The Human Centipede. Diretto ancora una volta da Tom Six The Human Centipede 3 focalizzerà l’attenzione sulla creazione di uno “Human Centipede” composto da oltre 500 persone. La frase di lancio del film da una parziale idea di quello che vedremo: “100% Politically Incorrect”. Ad ottobre prossimo invece arriverà su tutti gli schermi il quinto capitolo di una delle saghe più redditizie del decennio: Paranormal Activity. Diretto da Gregory Plotkin Paranormal Activity 5 ha ancora una trama top secret ma promette di regalare brividi e tante sorprese ai fan della saga. Sul versante remake invece possiamo citare due attesissimi film appena entrati in produzione. Il primo è It, remake del cult anni ’90 interpretato da Tim Curry. Diretto da Cary Fukunaka il nuovo It ha ancora un cast top secret e potrebbe essere diviso in due parti. Il secondo è Poltergeist, remake di uno degli horror più importanti della storia del cinema, il classico di Tobe Hooper. Diretto da Gil Kenan e interpretato da Sam Rockwell e Rosemarie DeWitt Poltergeist sarà un arrangiamento in chiave moderna dell’originale che promette di infestare a suon di orrori e brividi il prossimo Halloween. Spaventosi, divertenti, originali e allo stesso tempo classici questi sono i film horror più attesi del 2014. Non resta che incrociare le dita e sperare che le attese non vengano deluse. Buon 2014 !!!

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Cinema

Venezia 79 | Pearl è ad oggi il film più complesso e maturo di Ti West

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Venezia 79 | Pearl è ad oggi il film più complesso e maturo di Ti West
3.9 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Dopo essersi sdoppiata tra una nuova stella del porno (Maxine) e la moglie di un vecchio contadino avvizzito che desiderava ancora essere oggetto del suo desiderio, Mia Goth (qui anche co-sceneggiatrice e produttrice) torna nel ruolo di Pearl nel nuovo film di Ti West, prequel dell’acclamato X – A Sexy Horror Story, mettendone in scena la giovinezza nel 1918. Prima con grande moderazione, cercando di essere la persona che sua madre vorrebbe che fosse, che il suo sposo, lontano a causa della guerra, vorrebbe che fosse, che i film e la società di quel periodo vorrebbero che fosse. E poi sempre di più allontanandosi da quei desideri che non sono i suou e lasciandosi vincere dalle pulsioni violente che non riesce a trattenere, aggravate da una solitudine estrema imposta dalla diffusione dell’influenza spagnola, che costringe la ragazza a casa insieme alla severissima madre e al padre ormai immobile e (apparentemente) incosciente.

I problemi di Pearl si fanno sempre più visibili a causa di questa lontananza dalle altre persone, al punto da rendere quello di Ti West il miglior horror (ad oggi) realizzato sul lockdown e sulle sue conseguenze, sulla paura di non poter mai più uscire da quell’isolamento o, peggio, di uscirne e scoprire che si è rimasti indietro rispetto a tutti gli altri (non a caso il film è stato pensato durante il periodo di stop alle produzioni causato dal Covid). Il vero obiettivo di Pearl è però un altro ed è quello di far cambiare il giudizio dello spettatore su quanto raccontato nel film originale ambientato alla fine degli anni Settanta.

Quell’ageismo che permeava X trova, alla luce di questo prequel, un senso tutto diverso, riconfigurandosi come il culmine di una lunga esistenza trascorsa perennemente bramando il piacere fisico senza mai ottenerlo. Pearl, di fatto, finisce quindi per migliorare essenzialmente svelando tutte le carenze e la repressione che hanno fatto impazzire la donna, restituendo profondità psicologica ad un personaggio che prima non ne aveva.

Venezia 79 | Pearl, più di un semplice prequel

Se il modello di X era il Tobe Hooper di Texas Chainsaw Massacre, quello di Pearl è What Ever Happened to Baby Jane? di Aldrich. E se il primo film si adeguava alla hagsploitation, ovvero al vizio del cinema dell’orrore di associare l’immagine della donna anziana a quella di una strega non più in grado di produrre vita, ma solo di essere simbolo della fine e del decadimento, questo prequel ribalta il punto di vista e ci racconta un contesto, quello hollywoodiano, dove si è vecchie fin dall’adolescenza, in cui anche a vent’anni bisogna rincorrere sempre chi è “più giovane e più bionda”.

Un ambiente in cui il destino delle ragazze è già segnato e non concede deviazioni, come d’altronde è già segnato il cammino della protagonista, che conosciamo dal precedente film. Pearl, nel suo aspetto vivido da fiaba Disney, idealizza la realtà bucolica nel quale si svolge e rimanda ai musical cinematografici degli anni Trenta e Quaranta e ai melò di Douglas Sirk. Ma sotto questa patina, spente le luci del palco dove si esibiscono le ballerine e le flapper, già brulica il fiorente commercio della pornografia, che poi X tratterà in maniera più estensiva. Ancora una volta, nel cinema metatestuale e piantato con i piedi nel secolo scorso (non tanto per nostalgia, ma per esigenza di mimesi) di Ti West, è l’immagine filmica ad anticipare ciò che poi accadrà ai personaggi (d’altronde i sogni di Pearl sono proiezioni cinematografiche delle sue aspettative). Il fotogramma inteso come premonizione, come indizio del futuro già irrimediabilmente fissato su pellicola.

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Cinema

Scream | il quinto capitolo della saga trova l’idea giusta per rivitalizzare il franchise

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Scream | il quinto capitolo della saga trova l’idea giusta per rivitalizzare il franchise
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Da sempre, uno degli elementi fondamentali della saga di Scream (e del suo successo), alla pari della maschera di Ghostface e della ricorrente ambientazione cittadina, è il dialogo che i film hanno con la storia del loro genere di riferimento e con i capitoli precedenti del franchise. È infatti già dal primo sequel del 1997 che fu introdotta Stab (all’epoca Squartati): una serie di film nel film ispirati dagli eventi narrati nello Scream originale. Uno stratagemma narrativo (in parte ripreso nel nuovo Matrix: Resurrections, in cui Keanu Reeves è uno sviluppatore di videogiochi tratti da ciò che è stato raccontato nei tre film precedenti) che nel corso degli anni è servito per commentare la saga stessa dall’interno e riflettere con ironia sulle più recenti tendenze dell’industria cinematografica americana.

Quello che accadeva alla saga Stab (che esiste solo nella finzione cinematografica) era quello che accadeva alla saga di Scream. È su questo concetto che si basa anche questo quinto capitolo, che arriva a dieci anni di distanza dall’ultimo e che più di tutti gli altri vuole parlare di fandom, di come le saghe cinematografiche siano oggi ostaggio dei propri fan, che pretendono di imporre le proprie scelte a produzioni sempre più dipendenti dal feedback immediato degli appassionati.

Scream | il quinto capitolo prende in giro il fandom

Scream (che riprende il titolo originale, senza numero) è un film che si rivolge ad una generazione di spettatori ormai già abituata ad un contesto cinematografico in cui gli horror fatti in serie (prima la stragrande maggioranza) sono sempre più minoritari. Sono spettatori che guardano i film della A24, che apprezzano “l’horror sofisticato” di Hereditary o Babadook, e che Scream, esponente del vecchio mondo degli slasher e dei coltelli insanguinati, deve necessariamente cercare di coinvolgere. I personaggi del film sono consapevoli di come i fan oggi, attraverso proteste online e tentativi di boicottaggio, possano obbligare le produzioni a seguire le loro idee, stabilendo quali storie debbano essere raccontate, quali tra i vecchi personaggi debbano tornare nei nuovi episodi, e rivendicando sempre una sostanziale continuità con la saga che hanno amato e che considerano inviolabile.

E ne sono consapevoli anche Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, i due registi di questo quinto capitolo, approdati alla saga dopo aver diretto l’ottimo Ready or Not, e gli sceneggiatori James Vanderbilt e Guy Busick, che in passato hanno lavorato, a vario titolo, a remake di cult intoccabili (Total Recall e RoboCop) e a sequel impossibili (Independence Day – Rigenerazione), cimentandosi con il fandom più accanito, quello dei cinecomics, con i due sfortunati film di The Amazing Spider-Man. Il curriculum perfetto per lavorare a Scream con cognizione di causa.

E infatti la forza di questo nuovo capitolo sta nell’aver capito che la nostalgia che gli appassionati cercano non è tanto nella trama raccontata, ma nei luoghi, negli oggetti, nei volti dei protagonisti. Questo Scream ha insomma capito molto bene che la nostalgia al cinema funziona attraverso deja-vu ed evocazioni.

Un horror di ottima fattura

A differenza del precedentemente citato Matrix: Resurrections, che ha cercato in ogni modo di ribadire la propria inutilità di sequel proponendo coscientemente la stanca reiterazione di idee passate (una delle operazioni più punk e sovversive degli ultimi anni), questo nuovo Scream è un film che vuole divertire lo spettatore e non cerca di allontanarlo.

L’abilità tecnica dei suoi due registi è sfruttata quindi per mettere paura e creare scene di tensione che funzionino. Come sempre, mentre i personaggi discutono e riflettono su come si possa realizzare un film horror, lo spettatore vede la conseguenza pratica di quelle teorie applicate al cinema, ascolta le regole che vengono elencate dai personaggi e poi ne può immediatamente giudicare la bontà nel momento in cui queste vengono seguite alla lettera dal film che sta guardando. È grazie a questa attenzione al “meccanismo” che una sceneggiatura non proprio impeccabile, in cui i personaggi fanno scelte e prendono decisioni non sempre ragionevoli, riesce a coinvolgere il pubblico in un’operazione nostalgia che non risulta mai troppo forzata.

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Cinema

Scream 5: il primo trailer ufficiale! | Ghostface è tornato!

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E’ uscito finalmente il primissimo trailer ufficiale di Scream 5 e qui sotto potete vederlo in versione originale o doppiato in italiano.

Scream 5: la sinossi ufficiale

Venticinque anni dopo la serie di efferati e crudeli omicidi che sconvolse la tranquilla cittadina di Woodsboro, un nuovo assassino con la maschera di Ghostface prende di mira un gruppo di adolescenti, facendo ripiombare la città nel terrore e riaffiorare le paure di un passato che sembrava ormai sepolto.

Neve Campbell (“Sidney Prescott”), Courteney Cox (“Gale Weathers”) e David Arquette (“Dewey Riley”) tornano a interpretare i loro ruoli iconici in Scream insieme a Melissa Barrera, Kyle Gallner, Mason Gooding, Mikey Madison, Dylan Minnette, Jenna Ortega, Jack Quaid, Marley Shelton, Jasmin Savoy Brown e Sonia Ammar.

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett, Scream 5 è distribuito in Italia da Eagle Pictures e arriverà al cinema nel 2022.

Qui sotto se siete curiosi anche la trailer reaction di MADROG CINEMA.

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