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Kristen Stewart, 5 cose da sapere sulla lady dal pugno di ferro

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La bella protagonista di Twilight in questi giorni tornerà nelle sale cinematografiche di tutta Italia, in occasione dell’uscita della commedia American Ultra, programmata per il 30 Giugno. Un ruolo insolito ed un look ancora più strano è quello che Kristen Stewart mostrerà ai suoi fan italiani e non solo, tornando a fare coppia con Jesse Einsenberg, dopo il film Adventureland di Greg Mottola del 2009. Mike vive con la sua fidanzata Phoebe in una piccola cittadina americana, dove il suo passatempo preferito è l’uso abbondante di droghe. A sua insaputa, però, Mike è anche un agente super addestrato e letale: improvvisamente, quando il suo passato segreto torna a tormentarlo, Mike viene catapultato nel bel mezzo di un’operazione governativa mortale e per poter sopravvivere sarà costretto a ricorrere all’eroe che è in lui.

Il mondo della Stewart che tutti conoscete, quella che ultimamente ha fatto parlare di sé per il suo orientamento sessuale, dopo la burrascosa fine della love story con Robert Pattinson avvenuta durante le riprese della saga di Twilight, è curioso. Siete sicuri di sapere tutto su di lei? In occasione dell’uscita di American Ultra, abbiamo pensato di svelarvi alcune curiosità sull’attrice.

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La bad girl dal cuore d’oro

Dietro quella corazza e quello sguardo freddo con occhi verdi chiaro, c’è il cuore di una ragazza molto attiva nel campo della beneficienza, infatti la Stewart collabora con varie associazioni. Nel corso della sua carriera, oltre a collaborare con la Croce Rossa, ha messo all’asta vari articoli indossati personalmente in occasioni come la premiere del film Breaking Dawn II, in particolare l’ abito con la quale ha sfilato sul red carpet. Questo è stato donato per le vittime del terribile uragano Sandy. Le scarpe autografate sempre da Kristen per la ShoeRevolt sono state battute all’asta per 1100 dollari ed il ricavato è stato donato ad un centro di accoglienza per prostitute bisognose di aiuto.

Kristen combina guai…

Molti di voi avranno fatto una faccia strana nel leggere questo titolo, ma voi non immaginate neanche le disavventure che sono capitate alla Stewart durante le riprese di due film. In primis, dovete sapere che in Twilight la dolce Bella si è trafitta un piede con un chiodo durante le riprese, tanto da prendersi una pausa di qualche settimana dal set, giusto il tempo di rimettersi in piedi. Come se non bastasse, sul set di Biancaneve e il Cacciatore, la Stewart oltre ad essersi fratturata il legamento del pollice durante una scena d’azione con i nani, (giusto per non farsi mancare nulla) è riuscita a farsi male ad un piede qualche tempo prima. E dulcis in fundo, è stata capace di rompersi lo stesso dito per ben quattro volte!

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La lady dal pugno di ferro

Forse stenterete a crederci, ma tra un infortunio e l’altro, durante le riprese è riuscita anche a combinare qualche guaio. In particolar modo, sul set del film Biancaneve e il Cacciatore, Kristen Stewart è riuscita ad assestare un bel destro sul viso d’angelo che appartiene al bellissimo Chris Hemsworth, procurandogli un bell’occhio nero.

La coraggiosa Kristen

Durante le riprese di Biancaneve e il Cacciatore, la bella Stewart si è trovata faccia a faccia con una delle sue fobie più grandi, quella per i cavalli. Aveva appena 9 anni quando un cavallo la disarcionò facendola cadere rovinosamente, e da quel momento non si è mai ripresa. Finchè non si è trovata a dover girare molte sequenze con un cavallo in altre occasioni.

Boccuccia di rosa

Come ben sapete, nell’ultimo capitolo della saga più amata dagli adolescenti di tutto il mondo, Breaking Dawn – Parte II, Bella ed Edward, in maniera a dir poco complicata, hanno messo al mondo la piccola Renesmee, interpretata da Mackenzie Foy. Bene, vista la presenza di una bambina, tutto il cast ha deciso di dare 1 dollaro per ogni parolaccia utilizzata durante il periodo delle riprese. Indovinate a chi andò il primato con ben 200 dollari? Lascio a voi la risposta…

Certo non sarà perfetta, ma del resto chi lo è? Di seguito il trailer di American Ultra.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

Grandi bugie tra amici, il tempo dell’amicizia secondo Guillaume Canet

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Sono passati diversi anni da quando lo storico gruppo di amici si è separato, dopo un’ultima estate che anticipava e sanciva il cordoglio dell’amico nella bellissima villa al mare di Cap Ferret del sempre facoltoso Max. E la morte di Ludo (Jean Dujardin), in ogni caso, ha destabilizzato quel gruppo un tempo unito di amici ed esacerbato le idiosincrasie di ognuno di loro, generando incomprensioni e conflitti sempre più difficili da risolvere. A distanza di anni gli amici tornano però di nuovo sul luogo dei loro ricordi per fare una sorpresa a Max, in procinto di festeggiare il suo sessantesimo compleanno. Ma tante cose sono cambiate e nessuno di  loro sa che ora Max naviga in brutte acque ed è anche in procinto di vendere la storica villa.

Il grande freddo dei rapporti

Dopo piccole bugie tra amici, Guillaume Canet torna sui propri nostalgici passi con Grandi bugie tra amici (Titolo originale Nous finirons ensemble – Noi finiremo insieme), e rimette insieme quella comitiva di personaggi ognuno sull’orlo di una crisi di nervi per osservare ancora una volta da vicino conflitti, solidarietà, tensioni, amori, passioni che si alternano e si avvicendano tra amici di vecchia data giunti a un punto di volta nelle loro vite e ancora oberati dal grande lutto della perdita di un amico caro. Un grande freddo relazionale che si mischia dunque alle nuove realtà (nuovi e potenziali nuovi rapporti, strascichi dei vecchi) per poi adagiarsi lungo le sponde di quel mare calmo divenuto improvvisamente burrascoso e in cerca del proprio sole. E ancora una volta in memoria dei vecchi legami e nel ricordo di Ludo, alti e bassi di quella manciata di giorni insieme andranno pian piano sciogliendo i nodi di un relazionarsi che è sempre e comunque complesso, delicato, soggetto all’equilibrio precario delle emozioni e transizioni della vita.

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Tra una crisi, una litigata, una risata, e un atto liberatorio (la discoteca, il volo in paracadute) Guillaume Canet con questo secondo capitolo, seguito ideale dell’amatissimo Piccole bugie tra amici di nove anni fa, torna a riflettere sull’amicizia in quanto ideale astratto che poi deve confrontarsi con le tante asperità e i tanti imprevisti della vita. Dalle tante piccole bugie del primo capitolo qui Canet sposta il fuoco della storia su una grande nuova bugia, ovvero la necessità che tutto appaia sempre come è stato in passato, e che le difficoltà della vita non subentrino a macchiare la perfezione di certi ideali. Ma è proprio la vita con i suoi bassi, i fallimenti, le delusioni, la morte, e il suo gettarci addosso delle ondata anomale che lì per lì ci fanno perdere l’equilibrio,  che va presa così come viene, sostenuti sempre dalla capacità di rileggere ogni dramma con occhi e tempi nuovi.

Ancora una volta in equilibrio tra comico e drammatico, con scene esilaranti sostenute dal sempre bravo François Cluzet nei panni di Max (personaggio come al solito calato nelle sue mille psico-nevrosi) e picchi drammatici di grande impatto emotivo, Grandi bugie tra amici è ancora una volta il grande freddo della vita rischiarato dalla capacità di resilienza e affidati a un futuro che in un modo o nell’altro “ci riporterà insieme”. Meno perfetto e meno armonico del film d’origine, il film di Canet riporta comunque in auge il senso di familiarità amicale aprendo e chiudendo le porte di un ritrovarsi, al cambiare della vita e dei suoi tempi, che non è mai semplice o banale. E al netto dei suoi cliché, e della caratterizzazione estrema dei personaggi che in qualche frangente virano verso macchiette (l’ipocondria di Max, la leggerezza svampita di Marie, la goffaggine irrequieta di  Antoine) Canet realizza un film che non tocca certo le vette del primo capitolo ma che sulla scia di quel successo e di quel cameratismo amicale chiude con sincerità e tenerezza la stagione relazionale di Cap Ferret per aprire un varco verso nuovi lidi. Sempre complici di una ritrovata armonia forse utopica ma di sicuro rinfrancante.

Grandi bugie tra amici, il tempo dell’amicizia secondo Guillaume Canet
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

RomaFF14: l’atteso The Irishman di Martin Scorsese alla Festa del cinema

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The Irishman di Martin Scorsese sarà presentato lunedì 21 ottobre alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Lo annunciano il Direttore Artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, Direttore Generale.

“La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma di The Irishman rappresenta un grandissimo onore per me e per tutti coloro che lavorano alla Festa – ha dichiarato il Direttore Artistico Antonio MondaÈ il film più atteso dell’anno e con un cast eccezionale: il fatto che questo gigante del cinema abbia scelto Roma segna ulteriormente quanto sia cresciuta la Festa in questi ultimi anni”.

Con il suo nuovo film il maestro statunitense, autore di una straordinaria serie di capolavori, porta sul grande schermo un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’ America del dopoguerra: la storia è raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran, veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione e sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo. The Irishman racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

Eccezionale il cast dei protagonisti: a fianco di due leggende della storia del cinema come Robert De Niro e Al Pacino, rispettivamente nei ruoli di Frank Sheeran e Jimmy Hoffa, spiccano altri straordinari interpreti come Joe Pesci e Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham. Il film è tratto dal libro di Charles Brandt “L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa” (Fazi Editore), mentre la sceneggiatura è firmata da Steven Zaillian, che aveva già collaborato con Scorsese in Gangs of New York.

The Irishman uscirà in cinema selezionati e su Netflix in autunno.

Vi ricordiamo i numerosi gli eventi già annunciati della prossima edizione della Festa del Cinema tra i quali il premio alla Carriera a Bill Murray consegnato da Wes Anderson e gli Incontri Ravvicinati con Bret Easton Ellis, Ron Howard, che presenterà il documentario su Pavarotti, Oliver Assayas, che parlerà della Nouvelle Vague, e Bertrand Tavernier, che analizzerà il cinema di Renoir, Bresson e Clouzot.

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Cinema

A Roma le Giornate dedicate alla violenza e indifferenza nel Cinema, dal 19 al 21 Settembre

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Lo spazio Apollo11 presenta “Le giornate dedicate alla Violenza e Indifferenza nel Cinema”. Il 19, 20 e 21 Settembre saranno proiettate alcune opere che affrontano da vicino la violenza e l’indifferenza, tematiche sempre più attuali in una società ormai incline alla sorda frenesia e all’individualismo cieco. Tre sere per tre film, preceduti dal cortometraggio EYESdi Maria Laura Moraci, vincitore ai Corti D’Argento 2019 nella sezione “Società e Solidarietà”.

L’evento ha inizio ogni giorno alle ore 20:30.

19 SETTEMBRE 2019:

– NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari. Premiato come Film dell’anno nei Nastri D’Argento 2016.

20 SETTEMBRE 2019:

– SOLE CUORE AMORE di Daniele Vicari. Candidato per la migliore attrice protagonista ai David di Donatello 2018.

21 SETTEMBRE 2019:

– SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini. Premiato come Film dell’anno nei Nastri D’Argento 2019.

giornate di cinema

Nella prima serata modera il dibattito/incontro con il pubblico Alessandro De Simone, mentre le ultime due serate a moderare le interviste è il critico Boris Sollazzo. Tra gli ospiti, oltre ai registi Daniele Vicari, Alessio Cremonini, Maria Laura Moraci, saranno presenti anche Eva Grieco, Roberta Mattei, Davide Zurolo, casting director di Non essere cattivoe Simone Isola,produttore diNon Essere Cattivo. La riflessione poi toccherà anche la scelta delle location e le varie analogie di queste quattro opere, prima fra tutte, l’ambientare molte scene all’interno di bus, metro, mezzi di trasporto, come metafora di attesa e di viaggio a cui siamo destinati in eterno. La vita oscilla tra la scelta di rimanere fermi e di muoversi e agire. Ci auspichiamo di percorrere un percorso, anche di crescita per cambiare, e ritrovare quell’umanità che ci sta scivolando dalle mani, ma che insieme, attraverso il ritrovarsi a parlare, discutere, emozionarci, possiamo ancora non perdere del tutto.

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