Il nuovo film su Michael Jackson, intitolato semplicemente Michael, è finalmente approdato nelle sale cinematografiche, scatenando un vero e proprio terremoto mediatico.
Come previsto per una figura così iconica e complessa, il biopic non ha lasciato nessuno indifferente, dividendo il pubblico tra chi lo acclama come un capolavoro e chi, invece, solleva forti dubbi e critiche accese.
In questo articolo esploreremo le principali polemiche emerse sul web, analizzando i punti più caldi: dal delicato tema della vitiligine alla rappresentazione della famiglia Jackson, fino alle scelte di doppiaggio e regia.
I commenti negativi su Michael
Per approfondire tutti questi punti e scoprire come abbiamo risposto ai commenti più “peperini” arrivati sul nostro canale YouTube MADROG, non perderti il video completo qui sotto.
Le ombre di un mito: vitiligine e “sbiancamento”
Uno dei punti che ha maggiormente infiammato i commenti riguarda la trasformazione fisica del Re del Pop. Molti spettatori hanno criticato l’uso del termine “sbiancamento“, sottolineando come la realtà fosse legata alla vitiligine, una malattia cronica della pelle.
Nel nostro video approfondiamo questo aspetto: sebbene il film accenni alla patologia, la scelta di non approfondire i complessi trattamenti dermatologici a cui Michael si sottopose per uniformare l’incarnato ha lasciato alcuni fan con l’amaro in bocca.
Il rapporto con il padre e l’infanzia rubata
Un altro nodo centrale della sceneggiatura è il ruolo di Joe Jackson. Molti utenti hanno evidenziato come il film si focalizzi forse troppo sulla figura paterna, rendendola il perno attorno a cui ruota tutta la crescita (e il trauma) dell’artista.
È una scelta di regia azzeccata o un elemento troppo invadente? La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: mostrare la genesi delle relazioni familiari è fondamentale per comprendere l’uomo dietro la popstar.

Doppiaggio italiano vs versione originale
Il doppiaggio è da sempre un tema sensibile per i cinefili italiani. Nella versione doppiata di Michael al cinema in Italia la voce di Michael ha suscitato diverse perplessità, venendo definita da alcuni “una macchietta”. Interpretare un timbro così particolare senza scadere nella caricatura è un’impresa titanica.
Per questo motivo, molti (noi compresi) consigliano la visione in lingua originale, per godere appieno della performance di Jaafar Jackson, che ha saputo restituire un’incredibile somiglianza vocale e fisica allo zio.
Guardare o non guardare Michael? Il dilemma del fan
Esiste una schiera di fan che ha deciso di non vedere il film per “proteggere il ricordo” di Michael, temendo uno scempio della sua eredità.
È una posizione comprensibile, ma rischia di far perdere un’esperienza visiva e musicale di alto livello. Un film, per quanto imperfetto, difficilmente può rovinare un legame profondo costruito in decenni di musica.
Cosa ne pensate voi del film? Siete d’accordo con le critiche o pensate che Michael Jackson sia stato finalmente celebrato degnamente? Scrivetecelo nei commenti.


