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Netflix

Netflix, le serie TV da non perdere ad Aprile 2017

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Dopo il controverso rilascio di Iron Fist (massacrato dalla critica ma premiato dal numero di spettatori) la piattaforma di streaming più diffusa al mondo, Netflix, si prepara ad un altro mese ricco di novità. Aprile vedrà infatti il ritorno di serie tv apprezzatissime come Better Call Saul, spin off della celebre Breking Bad, e la recente The Get Down, ideata da Baz Luhrmann (Moulin Rouge). Scopriamo insieme tutte le serie tv in arrivo.

Chewing Gum (2a stagione) – 4 aprile

Michaela Coel è la scrittrice, regista e interprete principale (nei panni della commessa Tracey Gordon) di questa serie tv fuori dagli schemi e dalle regole comuni. I tanti appassionati di Fleabag ed Crazy Ex-Girlfriend troveranno sicuramente stimoli per cominciarne la visione.

The Get Down (2a stagione) – 7 aprile

Dopo il grande successo della prima stagione (specialmente da parte della stampa specializzata), Baz Luhrmann, stimato cineasta divenuto famoso con Mouline Rouge ed il recente Il grande Gatsby, torna a dirigere i nuovi episodi di The Get Down. Chi ha amato il “groove” dei precedenti non si tirerà certamente indietro.

Better Call Saul (3a stagione) – 11 aprile

Inizialmente accolto con sospetto e timore, questo spin off nato da una costola della ormai storica serie Breaking Bad ha dimostrato di avere la capacità di reggersi sulle proprie gambe, grazie anche a dei personaggi carismatici e ben scritti. In questa terza stagione, inoltre, farà il suo grande ritorno uno dei volti più famosi dello show di Vince Gilligan: il temibile Gus Fring (Giancarlo Esposito).

Girlboss (1a stagione) – 21 aprile

Questa nuova serie con protagonista Britt Robertson (La risposta è nelle stelle) narra la conquista del mondo della moda da parte di una giovane ragazzina. Lo show è ispirato al bestseller omonimo scritto da Sophia Amorouso, fondatrice della linea di abbigliamento Nasty Gal.

Las Chicas del Cable (1a stagione) – 28 aprile

Dalla vicina Spagna arriva questa serie ambientata nel 1929 dedicata alle vicende di quattro donne di diversa provenienza che vengono assunte come operatrici per una compagnia telefonica. Le giovani protagoniste daranno vita ad una piccola rivoluzione.

Dear White People (1a stagione) – 28 aprile

Basato sul film omonimo del 2014 diretto da Justin Simien, Dear White People lotta contro gli stereotipi di genere attraverso gli occhi di un gruppo di studenti non caucasici appartenenti alla Ivy League statunitense.

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

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Cinema

Netflix: i film e le serie tv da non perdere a Maggio 2019

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netflix a maggio 2019

(Articolo in aggiornamento)

Maggio 2019 si preannuncia come un mese piuttosto interessante per quanto riguarda gli utenti Netflix. Per quanto riguarda i film vi è da segnalare una serie di pellicole piuttosto interessanti disponibili a partire dal primo maggio come District 9, Interstellar, Kick Boxer – Il nuovo guerrieroMunafik 2, Prigione di Vetro, The Experiment: Cercasi cavie umane e The Judge.

Per quanto riguarda le produzioni Netflix, va ricordata l’uscita di Wine Country, prodotto e diretto da Amy Poehler (che è anche una delle protagoniste della pellicola). Se ci si riferisce alle serie televisive invece, sono previsti diversi debutti pronti che cattureranno facilmente l’attenzione degli utenti.

Dead to me – Amiche per la morte – 3 maggio

Il mese comincia con l’interessante serie ideata da Liz Feldman Dead to me – Amiche per la morte, con Christina Applegate e Jen Linda Cardellini come protagoniste. La storia in questione racconta del nascere e dello svilupparsi dell’amicizia tra Jen, una donna che ha difficoltà a superare la scomparsa del marito, e la bizzarra Judy. Quest’ultima però, nasconde un segreto che stravolgerà la vita di entrambe…

Undercover – 3 maggio

Dopo il successo di Narcos, Netflix sembra vole insistere sul filone riguardante la lotta ai trafficanti di droga. La nuova serie proposta in questo contesto si chiama Undercover e, a dispetto di quanto si possa pensare, è ambientata in Olanda. Con un cast composto da Tom Waes, Anna Drijver e Frank Lammers, il telefilm racconta di due agenti sotto copertura che si fingono una coppia in campeggio per poter indagare su un boss della droga.

Lucifer (4a stagione) – 8 maggio

La serie televisiva Lucifer, creata da Tom Kapinos, giunge alla sua quarta stagione. La trasposizione televisiva dell’omonimo fumetto, vede Tom Ellis e Lauren German nei panni dei protagonisti della serie, ovvero Lucifer Morningstar e Chloe Decker. Si presenta con altre 10 puntate, ma a che punto eravamo rimasti? Chloe ha scoperto la vera identità di Lucifer ed è dunque colta dai dubbi: si può realmente amare il diavolo?

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The Society – 10 maggio

The Society è una nuova serie televisiva ispirata al libro Il signore delle mosche di William Golding e racconta  la storia di un gruppo di adolescenti ritrovatisi a dover sopravvivere, dopo che i genitori sono scomparsi nel nulla, in una città dalla quale è impossibile uscire. La serie, diretta da Tara Nicole Weyr e Marc Webb, può contare su un cast formato da Kathryn Newton, Rachel Keller, Gideon Adlon, Jacques Colimon, Olivia DeJonge e tanti altri giovani attori.

The Rain (2a stagione) – 17 maggio

La sorprendente serie danese The Rain, diretta da Kenneth, Kainz si presenta al pubblico con la sua seconda stagione. Dopo le 10 puntate della prima, torneremo a seguire le peripezie di Simone e del gruppo di sopravvissuti alla scoperta di un mondo post-apocalittico che, a dispetto del drastico cambiamento, propone problematiche molto attuali e reali.

When They See Us – 31 maggio

Un altro importante debutto nel mese di Maggio è la miniserie When They See Us. Diretta da Ava DuVernay, si tratta di una storia suddivisa in quattro puntate che raccontano una storia vera. Si tratta di cinque giovani accusati ingiustamente di uno stupro nel 1989 e dei successivi 25 anni, fino al 2002 quando questi sono stati finalmente scagionati (e risarciti). Il cast di When They See Us include Jovan Adepo, Chris Chalk, Michael K. Williams, Vera Farmiga, John Leguizamo, Felicity Huffman.

Come vendere droga online (in fretta) – 31 maggio

Concludiamo il mese con l’arrivo di Come vendere droga online (in fretta), una serie piuttosto fuori dagli schemi. La vicenda narrata coinvolte uno studente che, per fare colpo sulla sua ex, comincia a vendere droghe online direttamente da casa sua. Una semplice bravata che lo catapulterà in un mondo totalmente nuovo…

la serie è diretta da Lars Montag e Arne Feldhusen e l’attore protagonista è il giovane Maximilian Mundt.

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Cinema

Unicorn Store, la recensione del film diretto da Brie Larson

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unicorn store

Per la sua prima prova dietro la macchina da presa, Brie Larson sceglie di imbarcarsi (ammirevolmente) in un’operazione complicatissima. Realizzare un film come Unicorn Store, su di una giovane artista squattrinata a cui viene data finalmente la possibilità di realizzare i propri sogni, vuol dire saper padroneggiare del materiale che facilmente rischia di scadere nell’infantile o addirittura nell’imbarazzante. Se registi come Michel Gondry riescono a gestire la tenerezza, la dolcezza più ingenua e bambinesca, calando ogni loro opera in un contesto “immaginifico” che non può prescindere però dall’umanità che lo popola, Brie Larson non è (ancora) in grado di raggiungere questo grado così elevato di sofisticazione. Così Unicorn Store non sempre riesce ad essere all’altezza delle idee che lo animano.

Il film di Brie Larson vorrebbe essere fieramente naif, vorrebbe fare del suo idealismo un vanto, ma non riesce ad elevarsi al livello della poesia che invece permea i lavori di altri cineasti che da anni manipolano questo tono così difficile da mantenere. 

Unicorn Store: il lavoro sugli attori

Come spesso avviene negli esordi registici di chi ha sempre lavorato come attore, anche in Unicorn Store si avverte una certa tendenza a trattenere la mano, una insicurezza dettata dal fatto di non voler “strafare”, scegliendo invece un approccio più sobrio e misurato (con la conseguenza, però, di rendere il tutto un po’ insapore). Se altri suoi colleghi che recentemente si sono cimentati dietro la macchina da presa hanno faticato a trovare un proprio stile personale, “schiacciati” dal peso dei registi che fino a quel momento li avevano diretti (Bradley Cooper e David O. Russell, Ryan Gosling e Refn), Brie Larson non sembra avere questo problema. Piuttosto la sua regia apolide (dovuta anche al fatto di non aver mai avuto un regista di riferimento, a differenza degli altri due attori citati) non riesce ad esaltare quei momenti di intimità che vorrebbero risultare sinceri ma che, invece, al netto di una buona recitazione, sembrano sempre fasulli.

Come era lecito aspettarsi, il lavoro sugli attori è invece ottimo. Non solo Brie Larson è convincente e in alcuni casi riesce a sopperire alle mancanze di sceneggiatura (che non sembra voler approfondire troppo le motivazioni del personaggio di Kit), ma anche il misterioso venditore interpretato da Samuel L. Jackson emerge come un personaggio più interessante di quanto effettivamente non lo sia, grazie alla caratterizzazione dell’attore che lo interpreta. Eppure il film non riesce ad esaltare questi suoi punti di forza, finendo spesso per smorzare le intuizioni dei suoi stessi protagonisti. Per queste ragioni, Unicorn Store sembra essere vittima di se stesso. Privo di un vero e proprio target di riferimento (troppo ingenuo per piacere ai giovani adulti, troppo anacronistico per interessare il pubblico più giovane), del film di Brie Larson non rimane che una banale parabola auto-assolutoria, decisamente troppo indulgente nei confronti dei suoi personaggi. 

Unicorn Store, la recensione del film diretto da Brie Larson
3.0 Punteggio
Pro
Idea originale, buone interpretazioni
Contro
Ingenuo e auto-indulgente
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

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Cinema

Lo Spietato, l’ascesa di un gangster del sud calato nella malavita milanese

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lo spietato

Santo Russo (Riccardo Scamarcio) viene da una condizione disagiata del “profondo sud” calabrese, ma ha sempre sognato la sua ascesa e il riscatto sociale altrove. Trasferitosi nella Milano “bene” e da bere degli anni ’70, lo scafato calabrese riuscirà infatti nel tempo a mettere in pratica il suo obiettivo di successo. Sfruttando al meglio tutte le lezioni apprese sul duro campo di battaglia dei suoi luoghi, Russo riuscirà infatti ad affiliarsi ai clan più influenti dell’hinterland milanese e a infilarsi nei business malavitosi più redditizi. Rapine, sequestri, ma anche spaccio di eroina, prostituzione, traffici di vario genere e corruzione edilizia, contribuiranno infatti a portare alla ribalta il nome di Santo Russo, gangster che dalla periferia meridionale raggiungerà in breve tempo una posizione di potere e ricchezza nella vivace metropoli lombarda tra anni ’60 e ’90.

lo spietato film

Una posizione poi riaffermata da un tripudio eccentrico di elementi-status symbol: dagli orologi griffati, passando per la Ferrari, fino al loft con affaccio Duomo e un interessante potenziale da salotto “intellettuale”. A quel punto, però, quel nuovo mondo e quella nuova vita lo vedranno “imprenditore di successo” conteso dagli affetti diversi e complementari delle due donne della sua vita: la (in principio) remissiva e devota moglie con le sue stesse origini, e l’audace quanto esuberante artista francese che gli farà perdere la testa e anche (per buona parte) il loft in centro. L’empasse sentimentale lo proietterà così in un momento di crisi che potrà essere superato solo quando la radicalità e la determinazione della sua terra d’origine ristabiliranno quel gioco-forza dai lui stesso operato, così come le priorità anche all’interno della sua stessa famiglia.

Renato De Maria (già autore di Italian Gangsters così come dell’eccentrico adattamento di Paz, film ispirato alla striscia del noto fumettista Andrea Pazienza) porta sul grande schermo (al cinema solo 8,9,10 aprile e poi a seguire dal 19 su piattaforma Netflix) Lo spietato, liberamente ispirato a Manager Calibro 9 di Luca Fazzo e Pietro Colaprico. L’ascesa criminale di Santo Russo (un Riccardo Scamarcio perfettamente in parte, a metà tra spietato criminale e fascinoso imprenditore) è qui tratteggiata con toni che stilizzano la dimensione umana, urbana e criminale rendendola quasi un cartoon dai toni parodistici a tratti al limite del surreale. E se da una parte De Maria cerca e trova la contestualizzazione storica della Milano del boom economico nel riflesso di una città cosmopolita, affascinante e di grande fermento, d’altro canto l’ascesa di questo gangster “sui generis” assume contorni che spesso sfumano nel paradossale.

lo spietato film netflix riccardo scamarcio

Il regista lombardo sfrutta una regia dinamica valorizzata dall’ottimo montaggio di Clelio Benevento per rendere iconica e originale questa storia di formazione criminale che si muove sinuosa tra il serio e il faceto, tra sacro (la totale aderenza religiosa del Sud) e profano (la totale disinibizione dell’ambiente socio-criminale esplorato al Nord), tra biografia e parodia. Un’opera capace di sfruttare al meglio le sue carte e di vincere infine la sua personale sfida artistica a colpi di “stile”.

Lo Spietato, l’ascesa di un gangster del sud calato nella malavita milanese
4 Punteggio
Pro
Regia, Cast, Colonna Sonora
Riepilogo Recensione
Dopo DolceRoma, e con Lo spietato di Renato De Maria ancora un lavoro italiano che brilla per autorialità e originalità (specialmente di registro e messa in scena), e che sfrutta al meglio tutti i suoi strumenti (scrittura, regia, colonna sonora davvero degna di nota, e cast) per ripercorrere un momento storico italiano e una classica storia di gangster alla riscossa apportando però quel valore aggiunto, quell’elemento in più e di diversità che trasforma (appunto) Lo spietato da una banale e scontata gangster comedy in un viaggio scatenato e bizzarro nella creativa malavita Made in Italy.
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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