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Cinema

Pixar | 5 film che ci hanno fatto crescere, sognare e insegnato tanto

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I cartoni animati o i film d’animazione sono fondamentali per la crescita dei bambini e per gli adulti che spesso dimenticano cosa vuol dire sognare ad occhi aperti. In questi giorni, un altro film della Pixar è giunto al pubblico amante dei loro lungometraggi, Onward. Dalla metà degli anni ’90, le storie raccontate in questi film, sono riuscite a entrare nella vita delle famiglie e soprattutto nel cuore dei più piccoli che per la prima volta cercano di comprendere concetti complessi come i sentimenti e il rispetto verso il prossimo. Seppur con estrema difficoltà, ecco quali sono i 5 film che hanno fatto crescere, sognare e impartito lezioni di vita alle persone di tutte le età.

Toy Story – Il mondo dei giocattoli (1995)

Da piccoli almeno una volta ci siamo posti una fatidica domanda: “Quando le luci si spengono, i giocattoli vivono una vita propria?” Ovviamente la realtà vorrebbe una risposta negativa, ma tutto si complica quando Woody e Buzz Lightyear iniziano a interagire tra loro. Un film d’animazione che ha segnato i tempi in primis da un punto di vista tecnico e poi per l’argomento principale: l’amicizia. Rispetto ad altri film Pixar che affronteremo a breve, in questo il rapporto conflittuale tra il cowboy e l’astronauta dimostra che non ci si deve mai fermare davanti alle apparenze.

Le persone vanno conosciute e comprese prima di giudicarle e criticarle. Non a caso, da acerrimi nemici pronti a fare di tutto per conquistare il cuore del loro piccolo Andy, alla fine si renderanno conto che la presenza di uno non esclude l’altro. Inoltre, sarà un valido aiuto per voi genitori, per far comprendere ai vostri figli il rispetto per le cose materiali, come i giocattoli.

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Monsters & Co. (2002)

In Monsters & Co. ci sono tantissimi argomenti che hanno aiutato e aiuteranno, i bambini che avranno modo di vederlo. Amicizia, rispetto delle regole e accettazione del prossimo sono solo alcuni degli elementi cardine del film d’animazione Pixar. I protagonisti Mike Wazowski (mostriciattolo rotondetto color lime e con un occhio gigante azzurro) e James P. Sullivan (mostro altissimo dalla pelliccia bluette e macchie fucsia) sono diversi fisicamente ma vicini con il cuore. Uno può contare sull’appoggio dell’altro, in ogni momento, soprattutto in quelli più dolorosi. Solitamente è Mike a essere vittima di situazioni simili al bullismo che noi tutti conosciamo e Sullivan è l’amico che tutti vorremmo, pronto a difenderci e sostenerci. L’ amicizia è la prima forma di amore che un bambino impara a conoscere e deve sapere fin da subito, che l’aspetto fisico non deve incidere sui rapporti interpersonali, ma sulla bontà del loro cuore.

Leggi anche: Soul, il toccante teaser trailer del nuovo film Disney Pixar

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Alla ricerca di Nemo (2003)

Questo film è rivolto per lo più ai genitori che si trovano a dover fare i conti con la mania di tenere sotto una campana di vetro i propri figli. La paura di fargli commettere errori, di vederli allontanare porta gli adulti a comportarsi in maniera iper protettiva, rischiando di far crescere la propria bimba o il proprio bimbo con la costante paura di non dover mai sbagliare. In alcuni casi, il comportamento troppo soffocante dei grandi porta i figli a voler evadere – e come accade nel film – di allontanarsi dal proprio nido, gettando nello sconforto e terrore i genitori.

Ricerca senza fine in tutto il mare, aiuto da parte degli amici pesci e altri animali, correre il rischio di perdere la vita con i predatori pronti ad attaccare sono i momenti più difficili che vivono i genitori di Nemo durante la scomparsa del simpatico pesce pagliaccio. Non c’è amore più forte che quello di una madre e di un padre e il pesciolino disubbidiente lo capirà a sue spese.

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Inside Out (2015)

Nel 2015 il film Inside Out divenne un fenomeno globale di notevole importanza per la formazione dei più piccoli, perché per la prima volta si andava a scandagliare l’animo umano. Solitamente i protagonisti dei lungometraggi d’animazione hanno sempre visto animali e persone condurre il gioco. Questa volta, i sentimenti come la Tristezza, il Disgusto, la Gioia, la Rabbia e la Paura, elementi astratti, resi tangibili da personaggi che rispecchiano le loro caratteristiche anche nel look. Non è facile conoscere le emozioni, capire cosa vuol dire essere arrabbiato o felice quando si è piccoli. Grazie a Inside Out e al loro quartier generale, tutto sembra più facile. Consiglio a tutti, bambini e ragazzi di tutte le età, di vedere Inside Out perché mette in luce anche aspetti negativi della vita come il pessimismo o la delusione, tipici di chi è un po’ più grande di età. Dopo la visione del film, ogni situazione che vivrete, riuscirete ad analizzarla sotto diversi punti di vista.

Leggi anche: Luca | il nuovo film originale Pixar per un’estate sulla riviera italiana

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Coco (2017)

Per concludere questa Top5, è giunto il momento di parlare di Coco. Un potente film d’animazione in salsa messicana che mostra come la ribellione di un ragazzino possa essere trasformata in qualcosa di positivo e non come un motivo di contrasto con il mondo degli adulti. Capita spesso di leggere storie di ragazzi con una particolare attitudine per lavori che sembrano più passioni e che non abbiano nulla di concreto. La paura che possano sbagliare e fallire sono le preoccupazioni più forti per i genitori che vorrebbero i figli sempre sorridenti e soddisfatti. Il motivo che spinge la nonna di Miguel a farlo desistere nel praticare la musica è dovuto alla storia della loro famiglia e a una storia che non vuole che si ripeta anche con lui.

Elemento che prevale per tutto il film, tra momenti goliardici e di riflessione è la morte. Un tema non facile da affrontare soprattutto con i più piccoli, ma che, grazie alla cultura messicana, alle canzoni e a una grafica accattivante del regno dei morti, risulterà meno complicata del solito.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Cinema | quali sale riaprono da oggi in Italia?

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Saranno circa 120 su 1.400 i cinema italiani che il 26 aprile riapriranno al grande pubblico. I numeri, pari al 15 per cento delle strutture in zona gialla (in quelle arancioni e rosse gli schermi resteranno spenti) li comunica Simone Gialdini, direttore generale dell’Anec, l’associazione nazionale esercenti cinema. Un numero non scontato considerando le difficoltà che comunque si presenteranno. «Le condizioni di riapertura sono insostenibili», afferma Gialdini, citando il coprifuoco alle 22 che impone l’ultimo spettacolo alle 19.30, il divieto di vendere bevande e, soprattutto, il fatto che, con la decisione di riaprire annunciata solo una decina di giorni fa, «non ci sono molti film da proiettare, visto che la programmazione delle uscite richiede circa quattro/cinque settimane».

Ma quali cinema riapriranno? E con quali film?

Quali film vedere

Il menù dei film proposti al pubblico che torna in sala dopo mesi di astinenza e di piattaforme offrirà pellicole da Oscar, come Minari, Collective e Mank. Insieme a questi, anche i film italiani che sono stati pochi giorni in sala prima della chiusura di ottobre. Tra questi I Predatori di Pietro Castellitto e titoli approdati direttamente sulle piattaforme di streaming che adesso tentano la strada delle sale: Cosa sarà, il film di Francesco Bruni con Kim Rossi Stuart presentato alla Festa del cinema di Roma, e Lei mi parla ancora di Pupi Avati, pensato per il cinema ma dirottato su Sky. Torneranno nelle sale, per un doppio giro, anche i film già usciti che saranno premiati ai prossimi David di Donatello dell’11 maggio.

In programmazione in alcune sale anche Nuevo Orden, presentato in concorso alla 77esima Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, e la versione restaurata in 4K del capolavoro In the Mood for Love.

La lista dei cinema (in aggiornamento)

Ecco un elenco (in continuo aggiornamento) delle sale nuovamente operativo sul territorio italiano.

EMILIA-ROMAGNA

Provincia di Bologna:

POP UP CINEMA JOLLY 

NUOVO CINE MANDRIOLI

Provincia di Ferrara:

APOLLO MULTISALA 

Provincia di Forlì-Cesena:

MULTISALA ALADDIN

Provincia di Modena:

CINEMA EDEN

CINEMA SALA TRUFFAUT

Provincia di Piacenza:

CINEMA NUOVO JOLLY

CORSO MULTISALA

Provincia di Reggio Emilia

CINEMA ROSEBUD

CINEMA EDEN

FRIULI VENEZIA GIULIA

Provincia di Pordenone:

CINEMAZERO

Provincia di Trieste:

CINEMA NAZIONALE

CINEMA GIOTTO

CINEMA ARSTON

Provincia di Udine:

CINEMA VISIONARIO

CINEMA CENTRALE

CINECITY

CINEMA SOCIALE

LAZIO

Provincia di Roma:

GREENWICH

NUOVO SACHER

QUATTROFONTANE

LIGURIA

Provincia di Genova:

CIRCUITO SIVORI

CIRCUITO ODEON

CIRCUITO FILMCLUB

Provincia di La Spezia:
CINEMA IL NUOVO

CAMPANIA

Provincia di Napoli:

MODERNISSIMO

Provincia di Salerno:

TEATRO DELLE ARTI

LOMBARDIA

Provincia di Bergamo:

CAPITOL MULTISALA 

CONCA VERDE

CINETEATRO GAVAZZENI

TREVIGLIO ANTEO SPAZIOCINEMA

Provincia di Cremona:

CREMONA ANTEOSPAZIO CINEMA

Provincia di Mantova:

CINEMA CARBONE

Provincia di Milano:

ANTEO PALAZZO DEL CINEMA

BELTRADE

CINEMA CENTRALE

CITYLIFE ANTEO

IL CINEMINO 

CINEMA MEXICO

PALESTRINA

WANTED CLAN

CINEMA RONDINELLA

Provincia di Pavia:

CINEMA ARLECCHINO

MARCHE

Provincia di Ancona:

CINEMA AZZURRO

PIEMONTE

Provincia di Torino:

CINEMA CENTRALE

TOSCANA

Provincia di Firenze:

CINEMA LA COMPAGNIA

Provincia di Pisa:

CINEMA ARSENALE

VENETO

Provincia di Vicenza:

CINEMA PASUBIO

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Cinema

Minari | il racconto emozionale dei nuovi pionieri

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Le nomination di questa edizione degli Oscar (la premiazione si svolgerà domenica 25 aprile) ci rimandano l’immagine del 2020 vissuto al cinema (o, meglio, in televisione). È accaduto così che una serie di film fuori da ogni canone siano stati nominati soddisfacendo le rivendicazioni degli ultimi anni. Il simbolo di tutto questo è sicuramente Minari, piccolissimo film indipendente completamente in lingua coreana. Se Parasite l’anno scorso arrivava con la Palma d’Oro di Cannes in tasca, il film di Lee Isaac Chung (in Italia debutterà al cinema, in zona gialla, dal prossimo 26 aprile), arriva da outsider con sei candidature. 

Minari | un moderno racconto di frontiera

Chung, nato nel 1978 in una fattoria di Lincoln, Arizona, da genitori coreani, pesca dall’album di famiglia e mette in scena una autobiografia non letterale, bensì emozionale, basata sui ricordi e archetipica: il Sogno Americano è lo stesso, la frontiera ancora una volta da spostare più in là. Sono però diversi i pionieri, coreani trapiantati in California e finiti in Arkansas per cercare di raggiungere l’indipendenza agricola. Il film passa di momento in momento seguendo, più che il filo logico, quello dei momenti cruciali che rimangono impressi a decenni di distanza. I momenti che fondano l’immagine di un padre nella memoria di un figlio, quelli che turbano e quelli che, nella loro marginalità, si fissano perché emblematici di qualcosa. 

Il senso per la luce naturale e il contatto con l’ambiente, il passare delle stagioni e il peso nella messa in scena dei suoi suoni e degli odori: sono tutti elementi che provengono dal cinema giapponese, ma è chiaro fin da subito che la parabola cinematografica è invece totalmente americana, così come è americano il punto di osservazione di chi cerca di ritagliarsi un pezzo di terra per sé. La famiglia trasferita dalla Corea non è diversa dai pionieri del West: compra un appezzamento là dove sembra essercene per tutti, lontano dalla civiltà, ci costruisce una casa e lavora per trasformare la terra in un’opportunità di crescita economica, per sopravvivere e garantire un futuro ai propri figli. 

Il conflitto come spinta propulsiva

Eppure Minari può anche rivendicare una spinta oppositiva al qui e ora: alla narrazione di pacificazione, Lee Isaac Chung preferisce la narrazione basata sul conflitto, di cui fa ridondanza: uomo contro natura (e Stato), marito contro moglie, vecchi e futuro, giovani e passato. La coltivazione da cui prende titolo il film è un’erba piccante coreana che diventa più rigogliosa nella sua seconda stagione di crescita: esprime il suo massimo potenziale nella seconda generazione, ma non potrebbe esistere senza il sacrificio della prima. Ovviamente nel percorso verso la commozione, Minari le piccole soste le compie tutte. Lee Isaac Chung ha ben chiaro che il suo film esiste per commuovere e trova la sua chiave di lettura unicamente nella tenerezza.

Non ci sono armoniche e vibrati nella colonna sonora di Emile Mosseri, a dimostrazione che non è una storia di immigrati che si cerca di evocare, ma un racconto sull’infanzia costruito attraverso i ricordi che si hanno da adulti di quel periodo della propria esistenza. Il paesaggio sonoro Minari, in questo senso, è unico. I primi demo di piano e voce di Mosseri sono finiti nel film e ad essi sono stati aggiunti un sintetizzatore Korg degli anni ’80 e una chitarra acustica scordata. Combinando elementi organici con quelli sintetici, la musica crea un’instabilità che accompagna tutto il film e ne amplifica i momenti di conflitto. Le composizioni di Mosseri riescono a rivelare il vero senso del film anche quando questo, consapevolmente, cede all’industrializzazione cinematografica dei sentimenti.

Minari | il trailer del film

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Cinema

Festival di Cannes | Annette di Leos Carax aprirà la prossima edizione

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La prossima edizione del Festival di Cannes è ufficialmente ancora confermata per luglio (nonostante si rincorrano le voci di un possibile rinvio). Il direttore Thierry Fremaux continua quindi come se niente fosse la preparazione della 74esima edizione, che si aprirà con Annette di Leos Carax, attesissimo film con protagonisti Adam Driver e Marion Cotillard. Si tratta del primo film inglese del regista di culto, che nel 2012 sconvolse la platea del festival francese con il suo Holy Motors

Annette apre il Festival di Cannes

Il film di Carax, che sarà in concorso, era uno di quei titoli già pronti lo scorso anno che hanno deciso di aspettare il 2021 (l’anno scorso, infatti, il Festival di Cannes è stato cancellato). Sarà distribuito in contemporanea nelle sale cinematografiche francesi, che puntano proprio sulla passione dei loro spettatori per questo tipo di cinema d’autore per rilanciare la stagione. La selezione ufficiale di Cannes 2021 verrà annunciata a fine maggio. La giuria internazionale di questa edizione, la 74esima, sarà presieduta dal regista Spike Lee.

Annette è un “musical romantico” con canzoni originali composte dagli Sparks, la rock band alternativa fondata nel 1971 da Ron e Russell Mael, a cui recentemente Edgar Wright ha dedicato un documentario presentato al Sundance. Vi proponiamo qui sotto il trailer originale, con sottotitoli in francese.

Annette – il trailer

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