Disponibile dall’8 maggio, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, Rosa elettrica è la nuova serie con Maria Chiara Giannetta. L’apprezzata e giovane interprete foggiana divide la scena con Francesco Di Napoli, già sorprendente nel film La paranza dei bambini. Insieme i due danno vita a un action on the road, assolutamente godibile e coloratissimo.
Non a caso il titolo – che riprende il nome della protagonista – suggerisce una caratterizzazione molto vivace e specifica, tra i veri punti di forza del progetto. Alla base, troviamo un romanzo scritto da Giampaolo Simi, edito da Sellerio Editore Palermo, liberamente adattato per l’occasione.
Il soggetto di serie è stato elaborato da Giordana Mari con lo stesso Simi e Vittorino Testa. Alla sceneggiatura la Mari si è trovata a capo di una writers’ room tutta al femminile, formata da Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero.
Rosa elettrica: la trama della nuova serie Sky
Rosa Valera (Giannetta) lavora in Polizia e si sta preparando per entrare nel team della Protezione Testimoni. Ma la strada sembra ancora lunga, soprattutto per chi, come lei, convive con una voce costante che le ricorda quanto si senta inadatta.
Con un passato travagliato alle spalle e un paio di genitori poco presenti seppur ingombranti, Rosa cerca di dare il suo meglio, affiancata dal collega Carlo Morano (Federico Tocci) e dal vicequestore Antonella Reja (Elena Lietti).

Quando quest’ultima decide, inaspettatamente, di assegnarle un compito delicato e importantissimo, Rosa si sente, al tempo stesso, onorata e terrorizzata. Daniele Mastronero, al secolo Cociss (Di Napoli), è un giovane pentito appartenente al clan degli Incantalupo. Quando la situazione è iniziata a precipitare, ha scelto la strada della confessione, finendo per chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine, da sempre sue acerrime nemiche. L’incontro con Rosa, così diversa eppure simile per certi aspetti da lui, lo porterà a riflettere su se stesso e sul senso di quanto è necessario fare.
Lo spirito di impresa che porta a un progetto impeccabile
Per «la prima volta on the road», come ha sottolineato in conferenza stampa l’Executive Vice President Sky Studios Italia, Nils Hartmann, Sky porta in scena un prodotto perfetto per l’intrattenimento e per il grande pubblico.
La presenza di Maria Chiara Giannetta, amatissima nella serie Blanca, contribuisce a rendere il progetto imperdibile. Che si ami l’azione o il crime, che si cerchi l’adrenalina e l’ironia, Rosa elettrica ne ha davvero per tutti i gusti, andando ad abbracciarne e soddisfarne di diversi.
Per l’occasione, la produzione ha lavorato in ben «12 fra città e località, 4 regioni», dimostrando un vero e proprio «spirito di impresa», come ha detto il CEO Cross Productions, Rosario Rinaldo. «L’immagine più ricorrente è quella del circo», ha aggiunto il regista Davide Marengo, al quale si deve un ritmo impeccabile. «Questa è una serie sporca, perché corre col sudore del protagonisti» e il risultato non tarda a farsi notare.
Se il realismo lascia talvolta spazio alla storia romanzata, alcuni aspetti del racconto rispecchiano alla perfezione ciò che ci circonda. Interessante inoltre scoprire una realtà quale la Protezione Testimoni, non così sfruttata da cinema e televisione nostrani.

Cosa cambia tra la serie tv e il romanzo
Tra le differenze principali con l’opera letteraria di Simi, alcune trovate stilistiche appaiono molto ben congegnate e significanti. A partire dal personaggio della Lietti: «Era interessante la scelta di trasformare il genere del mio personaggio, andando a far riflettere sull’idea di raccontare una donna che fa un mestiere da uomini».
Mentore e antagonista di Rosa, la Reja acquista via via maggior spazio, portando il pubblico a porsi domande che non hanno una risposta univoca, ma che permettono di esplorare la questione di genere in un ambiente lavorativo ben definito e complicato. “Il mentore fa crescere più facilmente se è anche antagonista” Elena Lietti.
Altra importante decisione presa dal team di sceneggiatrici riguarda il personaggio di Cociss, a cui si lega a doppio filo quello di Rosa: «Abbiamo voluto dare un punto di vista a Cociss, non così presente nel romanzo, allo stesso modo con cui abbiamo lavorato a dar voce all’interiorità di Rosa», ha spiegato l’head writer Giordana Mari. «La voce autosabotante nasce dalla scrittura, per evitare la voce off» – ha aggiunto Marengo, che ha raccontato momenti del provino tra la Giannetta e Margherita Pantaleo.
Il lavoro su Rosa elettrica, tra voci autosabotanti e sfide
«In Rosa c’è un momento preciso in cui nasce la voce giudizio – ha ricordato la protagponista – con Margherita abbiamo giocato molto. Io mi sono ispirata a ragazze che conosco, rendendomi conto che ostentare sicurezza può essere un grandissimo segnale di insicurezza.» “Io e la mia voce autosabotante abbiamo un bel dialogo. Non bisogna far finta che non esista, va accettata, gestita e fatta vivere” Maria Chiara Giannetta.
Dal canto suo Di Napoli ha parlato del suo Cociss come di un «personaggio complicato, che ho amato e odiato al tempo stesso. La sfida maggiore è stata mostrarne il lato umano attraverso le scelte che fa, non sempre condivisibili.»
L’appuntamento con i primi due episodi di Rosa Elettrica è fissato all’8 maggio su Sky Atlantic. Dal venerdì successivo andrà su Sky e NOW con due nuovi episodi a settimana, fino al 22 maggio. E grazie a Sky Extra (il programma loyalty di Sky), per i clienti Sky da più di tre anni, gli episodi saranno disponibili in anteprima on demand ogni martedì con Primissime.


