Grande attesa al Giffoni Film Festival 2026, per la presentazione del film Se domani non torno diretto da Paola Randi, incentrato sulla vita di Giulia Cecchettin. Sceneggiato insieme a Lisa Nur Sultan, il film non riporta solo gli ultimi istanti della vita della giovane vittima di femminicidio, ma la sua vita e quella dei suoi cari.
Come si evince dal trailer ufficiale, insieme alla presenza del padre Gino Cecchettin interpretato da Filippo Timi, un ruolo fondamentale lo svolge la sorella Elena (Tecla Bossi) interpretata da , la quale per la prima volta parla apertamente di femminicidio e invita la gente e la stampa non a fare un minuto di silenzio per omaggiare la sorella, ma a fare rumore, per scuotere la coscienza della gente.
Conferenza stampa del film Se domani non torno
A prendere parte alla conferenza stampa del film Se domani non torno sono stati la regista Paola Randi, gli attori Tommaso Allione (Davide Cecchettin), Tecla Bossi (Elena Cecchettin) e Sabrina Martina (Giulia Cecchettin). Insieme a loro, anche il papà di Giulia, Gino Cecchettin.
Prima delle domande, Gino Cecchettin ha voluto fare delle precisazioni, in merito alla realizzazione di questo film: “La volontà di fare questo film, come famiglia, nasce da una volontà di responsabilità civile. Abbiamo iniziato questo percorso con la fondazione e il dolore che abbiamo vissuto, se non raccontato opportunamente può essere distrutto. Spesso sento dire “la storia di Giulia”. Capisco che le persone si riferiscono alle ultime due ore della sua vita, ma la storia di Giulia è quella di una giovane donna di 22 anni. Autodeterminata e che ha fatto una scelta di libertà e che ha pagato la sua scelta con la vita”.

La parola delle attrici del film
L’attrice Sabrina Martina, che interpreta proprio Giulia Cecchettin nel film, ha espresso il suo punto di vista affermando: “Io a novembre 2023, sono andata alla manifestazione a Roma contro la violenza di genere. Ci sono andata tutti gli anni, ma quell’anno è stato diverso. Si sentiva una sensazione collettiva, per questo è vero che la storia di Giulia ha creato uno spartiacque.
Ha continuato il discorso affermando: “Ha creato un apertura dell’informazione, non solo in conferenza stampa, ma anche tra amici. Informarsi su cosa sia il femminicidio e sul fatto che non sia un atto che avviene in un’ora ma è un processo lungo. Se ci scambiamo le informazioni, non diventa più una lotta, ma un lavoro di gruppo, per tutti per capirne di più”.
Collegandosi a queste dichiarazioni, Tecla Bossi che interpreta Elena Cecchettin ha dichiarato: “Per la prima volta in televisione, in un panorama più ampio, si è parlato di femminicidio con il giusto linguaggio. Il fatto che una giovane ragazza ne abbia parlato così apertamente, ha scosso la società. Per me è importante che vengano utilizzate le parole giuste e non stiamo facendo la guerra a nessuno, ma stiamo solo cercando di capire per quale motivo si arriva a una situazione del genere”.
Le parole della regista Paola Randi
La regista ha voluto sottolineare quanto questa storia sia il punto di vista di una famiglia, in cui tutti possono riconoscersi facilmente: “I Cecchettin, a un certo punto, si trova davanti a un’assenza grande e importante. Tuttavia riesce a trasformare questo dolore privato in impegno civile e lo fa per tutti noi. Quello che abbiamo cercato di fare è restituire questo percorso. Grazie a Gino e quelli della nostra generazione, stiamo imparando dalla vostra generazione, perché abbiamo molto da imparare”.
Nel dibattito con i giurati in Sala Truffaut, la regista Paola Randi ha lasciato un consiglio e un monito, a chi si trova o dovesse trovare, in una situazione analoga a quella vissuta da Giulia Cecchettin: “Parlarne in famiglia, con gli amici e gli adulti di riferimento. Non è una cosa di cui vergognarsi ed è importante che si capisca. Le relazioni le abbiamo avute tutti, anche le relazioni tossiche perché sono frutto di una società. Poi se si è particolarmente preoccupati, c’è anche la fondazione Giulia Cecchettin che aiuta chi incappa in una situazione del genere.”


