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Star Wars, 10 crimini commessi contro la saga originale

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Geroge Lucas non ha resistito alla tentazione di cambiare alcune cose della saga originale. Nel 1983 si concludeva la trilogia di Star Wars, entrando di diritto tra i film più belli della storia del cinema. Ma i progetti di Lucas non finivano lì, infatti egli aveva numerose idee per il futuro cinematografico della saga. Purtroppo i lavori successivi non godono dello stesso apprezzamento dei precedenti. Infatti è stata utilizzata una computer-grafica pessima, ha modificato gli effetti sonori, i dialoghi sono stati aggiunti in fase di post-produzione e diversi altri discutibili cambiamenti. Può sembrare un discorso da puristi, ma è come se George Lucas avesse fatto un dipinto, un capolavoro, e un giorno decidesse di “migliorarlo” schizzando della vernice a caso su di esso.

Eccovi quindi le 10 modifiche peggiori che George Lucas ha fatto alla trilogia di Star Wars:

10. Le urla di Luke ne L’Impero Colpisce Ancora

Anche se non è una cattiva idea quella di fare urlare Luke nel film L’Impero Copisce Ancora (sottolinea che la sua formazione non è completa, e non possiede la sicurezza di un vero Jedi), una cattiva idea è invece quella di far urlare allo stesso modo l’Imperatore nel sequel Il Ritorno dello Jedi, quando viene gettato nel vuoto dal suo discepolo Darth Vader. Non c’è bisogno di un esperto per capire che Luke Skywalker è un ragazzo poco più che ventenne, mentre l’Imperatore un uomo di circa 85 anni e Signore dei Sith, il cui corpo è stato devastato dal lato oscuro; quindi le urla non dovrebbero risuonare allo stesso modo.

9. Modificare l’ingresso di Mos Eisley

Le aggiunte in generale della computer-grafica non si legano con il resto del film e richiamano solo l’attenzione lontano dall’azione principale. È come un irritante bambino di 5 anni che dice: Guardami! Guardami! Per non parlare del dinosauro che attraversa la scena oscurandola, un vero e proprio colpo al cuore. Perché questo? Non aggiunge nulla e non è funzionale…

8. Stormstrooper extra nella Morte Nera

L’unica lamentela riguardo questa scena è che forse si spinge un po’ oltre. Infatti nella versione originale vediamo Han Solo che corre all’interno di un corridoio alle prese con alcuni stormstrooper arrivando all’interno di una stanza con diversi nemici, mentre in quella rimasterizzata nella stanza ci sono centinaia di stormstrooper. Risultato? Mentre Han se la dà a gambe sono davvero pochissimi i colpi di blaster che tentano di colpirlo, non commisurati al numero di stormstrooper presenti nella stanza. La scena originale che comprendeva solo qualche stormstrooper funzionava bene, anche perché un paio di questi sono sufficienti per terrorizzare qualcuno. Ma in presenza di diverse centinaia di loro la questione si complica molto. E comunque è difficile che Han si sia girato solo una volta mentre correva per sparare ai nemici, se avesse avuto reale consapevolezza di quanti fossero erano in realtà.

7. Alterare le musiche di John Williams nella battaglia di Yavin

Ciò non è proprio evidente, ma comunque trattasi di un sacrilegio. Non si alterano le musiche di John Williams, neanche di un solo bit. Questo è particolarmente scioccante, come quando la musica è volutamente soffocata dal rombo dei motori.

6. La scena di Jabba the Hutt in Star Wars IV

Questa scena doveva essere inclusa nel montaggio originale del film. È stata girata con l’attore irlandese Declan Mulhollan nella parte di Jabba. Grazie alla tecnologia Stop-Motion è stata utilizzata l’immagine di un alieno nella scena. Ma Lucas considerò l’effetto non soddisfacente, quindi tagliò tutto. Nel 1997 la scena è stata reintegrata con la versione definitiva di Jabba grazie alla computer-grafica. Questa non è una brutta scena in sé, ma sposta troppo l’attenzione su Han e i suoi problemi personali. La situazione finanziaria dello stesso è già ben chiara dalla scena con Greedo, quindi la scena di Jabba è eccessiva. Inoltre se guardate attentamente vedrete lo stesso Greedo nella scena, nonostante in quella precedente fosse stato ucciso da Han.

5. Modifica la sequenza del palazzo di Jabba e dei pezzi musicali

Risultano fastidiosi il canto del mostro e la versione digitale di Sy Snootles. I ballerini vanno bene. Soprattutto perché sono reali e si fondono perfettamente con la scena. La versione digitale di Sy Snootles e il mostro cantante tuttavia non si integrano perfettamente. Viene meno la grinta che si voleva dare alla scena, in parte creata dagli altri alieni che in realtà sono interpretati da attori reali. Nonostante ciò è impressionante vedere Femi Taylor ( la ballerina Twi’lek) aver girato la scena 13 anni dopo il film Il Ritorno dello Jedi e non notare alcuna sostanzale differenza. Inoltre la scena extra del mostro Rancor dentro al fosso è davvero superflua. È inquietante e minaccioso sentirlo da fuori con le sue urla che fanno rabbrividire, mentre le scene extra nel fosso non sono condivisibili, quindi non percepiamo la paura di Luke quando entra nella buca, come se già fossimo stati lì e ciò che vediamo non sia qualcosa di completamente nuovo.

4. Inserire i Gungan ne Il Ritorno dello Jedi

George Lucas non era contento di avere i Gungan negli episodi I,II e III, doveva inquinare anche il sesto episodio con i mostri dalle orecchie giganti. Gli Ewok non eran poi così male. Sono fastidiosi ma anche carini come orsacchiotti di peluches, e sono anche utili per sconfiggere l’impero. I Gungan sono inutili, e vedendoli ne Il Ritorno dello Jedi viene da rabbrividire. Niente contribuisce a dare brillantezza alla scena dell’esplosione della seconda Morte Nera più di un Gungan che urla “Siamo liberi” Il discorso può sembrare eccessivo se si pensa che appaiono solo per poche sequenze. Ma il danno è proprio che appaiono, a prescindere dalla durata.

3. Greedo spara per primo

L’alterazione più grave che si potesse mai commettere. La ragione per cui i veri devoti di Star Wars sono indignatissimi per questa scena, non solo perché modifica l’originale, ma anche perché rovina l’essenza di Han Solo. La scena originale mostra cosa può fare un pistolero abile e astuto come Han; approfittare della distrazione di Greedo per mandarlo al tappeto. Ma, facendo sparare Greedo per primo si perde tutta l’essenza. Lucas si è giustificato dicendo che la modifica avrebbe reso meno spregiudicato Han Solo, trasformandolo in quell’eroe che diventa alla fine. Il punto è mettere in mostra un personaggio amorale per trasformarlo in un vero eroe

2. Rifare la scena dell’Imperatore ne L’impero Colpisce Ancora

Anche se venne sostituita l’immagine dell’imperatore Palpatine, poichè nel 1980 ad impersonarlo era una donna incappucciata con chili di trucco e due occhi gialli con la voce dell’attore neozelandese Clive Revill, nella versione del 2004 l’Imperatore era interpretato da Ian McDiarmind. Oggetto di un cambiamento inaccettabile furono i dialoghi creati dagli sceneggiatori Leigh Brackett e Lawrance Kasdan. Cosa aveva in testa Lucas mettendo mano a quello che viene considerato il film più bello della saga? Non c’era nulla di sbagliato con la scena originale, sembra essere modificata per il solo gusto di cambiare. E la cosa ancor più vergognosa è che questa è stata l’ultima opera di Brackett prima di morire. Anche mentre era malato di cancro e in fin di vita, riuscì a partorire una sceneggiatura davvero stellare. Peccato che 20 anni dopo Geroge Lucas abbia avuto la brillante idea di modificarla.

1. Hayden Christensen al posto di Sebastian Shaw

Non poteva che essere questo al primo posto della classifica. La scelta di sostituire l’anziano Sebastian Shaw con una versione più invecchiata di Hayden Christensen…ha fatto veramente molto discutere. Forse perché Shaw insieme a Kenobi e a Yoda formano un trio di venerabili Jedi anziani? Anche perché Christensen non riesce a dare lo stesso effetto di Shaw alla scena, entrando in essa quasi con aria di sufficienza. Lucas non ha voluto neanche fare girare la scena a Christensen, ma ha preso un vecchio video e ha sostituito la testa di Shaw con la sua. Viene meno anche il concetto di redenzione di Anakin, dando importanza solo al jedi giovane e non al processo di cambiamento che investe direttamente la forma più anziana di Anakin Skywalker.

Fonte: Denongeek.com

1 Commento

1 Commento

  1. Riccardo

    18 dicembre 2016 at 00:05

    Occhio che Leigh Brackett era una donna – celebre scrittrice di space opera – e di suo nella sceneggiatura finale de L’Impero Colpisce Ancora ci sono solo alcune linee guida della trama. Lo script è interamente opera di Lawrence Kasdan e il credito alla Brackett fu mantenuto da Lucas solo come omaggio postumo a una scrittrice da lui molto ammirata.

    D’accordo in generale sugli altri punti.

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Cinema

Nicole Kidman, i 10 migliori ruoli della bravissima attrice australiana

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L’estate è il periodo dell’anno in cui i divi di Hollywood scelgono come meta delle loro vacanze il nostro bel Paese. Sia che vengano per puro divertimento (con famiglia annessa) o come ospiti dei più prestigiosi festival cinematografici italiani, ciò che conta è che l’Italia è senza dubbio tra i luoghi più amati. Lo sa bene la bellissima attrice australiana Nicole Kidman, la quale sarà una degli ospiti più attesi della 65esima edizione del Taormina Film Festival. La Kidman insieme a Octavia Spencer, Julia Ormond e Bruce Beresford il prossimo 30 giugno presenteranno il film d’apertura Ladies in Black.

Tra gli ultimi film che hanno visto l’attrice australiana come protagonista, Boy Erased merita una citazione speciale, per diverse ragioni. Per la tematica affrontata, per il modo di imporsi di una donna apparentemente frivola ma in grado di poter salvare il figlio omosessuale da una terapia per farlo “guarire” da questa malattia. Tuttavia a breve la ritroveremo anche sul piccolo schermo per la nuova stagione di Big Little Lies. Intanto ricordiamo dieci suoi ruoli che ci hanno fatto innamorare di lei.

CUORI RIBELLI (1992) di Ron Howard. Una giovanissima Nicole Kidman insieme a un altrettanto giovane Tom Cruise sono due immigranti irlandesi che cercano di trovare fortuna in America nel 1890 prendendo parte alla Corsa alla terra del 1893. Cruise è Joseph Donnelly, un ragazzo che a causa di gravi problemi economici perde la casa in un incendio appiccato proprio dal padrone, per non aver pagato gli affitti arretrati. Il giovane determinato a farsi giustizia incontra Shannon Christie, la figlia del padrone con la quale deciderà di scappare in America. Tra avventure, sentimenti non dichiarati e un amore che fa sempre più fatica a restare segreto, i due ragazzi fuggono in Oklahoma per prendere il loro appezzamento di terra. Quando sembra tutto perduto, l’amore sarà in grado di vincere su tutto e tutti.

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Nicole Kidman e Tom Cruise nel film Eyes wide shut

EYES WIDE SHUT (1999) di Stanley Kubrick. Oltre ad essere l’ultimo film diretto dal grande regista, è anche l’ultima volta – almeno per ora – che Kidman e Cruise condividono il set. I protagonisti del film sono Bill (Cruise) e Alice (Kidman), una coppia sposata che partecipa ad un’ apparentemente festa prenatalizia. Lui è un avvenente medico, il quale viene chiamato da due ragazze per salvare la vita a un giovane in overdose, mentre Alice viene corteggiata in maniera insistente e fastidiosa da un uomo maturo ed ambiguo. I due tornati a casa, iniziando a discutere sotto uso di marijuana, parlano di fiducia, di gelosie e di fantasie con altre persone, come quella di Alice per un giovane ufficiale di marina. Bill, turbato dalle parole della moglie decide di uscire di casa. Bill viene raggiunto telefonicamente dalla figlia di un paziente deceduto. Il medico turbato dalla serata, improvvisamente si troverà in una serata bizzarra in una villa, dove tutti sono nudi ma hanno il volto coperto. Nonostante l’esperienza vissuta al di fuori del matrimonio, i due ritroveranno quella serenità e fiducia che fino a quel momento li aveva abbandonati.

THE OTHERS (2001) di Alejandro Amenàbar. La Kidman si cimenta nel genere horror con un film ambientato durante la fine della seconda guerra mondiale. Grace Stewart (Kidman) è madre di due figli, Anne e Nicolas e sposata con Charles, imprenditore e soldato volontario. I due bambini affetti da uno xeroderma pigmentoso, non gli permetteva di esporsi al sole e per tanto Grace cercava di imporre loro delle regole per proteggerli. Una delle regole e frasi cardine del film è “Nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”. Strane presenze, disegni dei bambini inquietanti dove vengono rappresentate quattro persone viste dalla piccola Anne. Attraverso la frase “a volete il mondo dei morti si mescola a quello dei vivi” la sottile linea tra realtà e immaginazione non è poi così netta.

MOULIN ROUGE! (2001) di Baz Luhrmann. Chi non ha visto questo meraviglioso concentrato di musica pop, stile bohemien e ricco d’amore? È senza dubbio uno dei film di maggiore successo della Kidman la quale interpreta la ballerina del noto locale parigino. La storia tra la sensuale étoile Satine e lo scrittore squattrinato Christian (Ewan McGregor) fa da sfondo nella bellissima Parigi del 1899, precisamente nel locale notturno del Moulin Rouge, nel quale ogni notte uomini borghesi e nobili di tutte le età prendevano parte agli spettacoli organizzati da Harold Zidler (Jim Broadbent), il capocomico e la sua colombella Satine. Le cose si complicano quando gli occhi del potente e determinato Duca inizia a posarsi sulla ragazza, scatenando la gelosia del povero ma onesto Christian. Ad aggiungere ancora più dramma, c’è la diagnosi di tubercolosi ai danni di Satine. È un film che vi farà cantare ed emozionare dal primo all’ultimo minuto con le canzoni dei Nirvana, dei Queen, Madonna, Elton John e tanti altri.

THE HOURS(2002) di Stephen Daldry. Finalmente per la bella attrice australiana arriva l’ambito Premio Oscar come migliore attrice per aver interpretato il difficile ruolo di Virginia Woolf. La nota scrittrice inglese, a causa di una grave forma di depressione, decide di porre fine alla sua vita annegandosi nel fiume Ouse. Da questo momento, la storia si divide in tre parti. La prima è la storia di un giorno nella vita di Virginia nel 1923, la quale era ormai soffocata dalla vita lontana da Londra motivo che la spingeva a trattare male anche il marito Leonard. Proprio in quei giorni, scrisse uno dei romanzi più noti, La signora Dalloway. Dopo pochi giorni dall’incontro con la sorella Vanessa e i suoi tre figli, la scrittrice riesce a convincere il marito a tornare a Londra, in cambio della sua salvezza.

DOGVILLE (2001) di Lars Von Trier. Dogville è un villaggio sulle Montagne Rocciose che si trova accanto a una miniera d’argento e abitato solo da 15 persone. Lo scrittore Tom Edison Jr. (Paul Bettany) intento a voler convincere gli abitanti ad un riarmamento morale. Il primo incontro fu con Grace Mulligan (Nicole Kidman) una giovane ragazza inseguita da diversi gangster, la quale riesce a trovare aiuto proprio nel ragazzo. Per ringraziarlo decide di rendersi utile, riuscendo a conquistare il rispetto di tutta la piccola comunità. Quando la polizia giunge a Dogville alla ricerca di Grace, colpevole di aver preso parte ad una rapina in banca, tutti gli abitanti sono pronti a difenderla e lasciarla lì, a patto che lavori di più e per un minore salario. La donna accetta per non far dispiacere Tom, portandola però allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. Il ragazzo si rende conto che così non può andare avanti ed attua un piano per farla scappare. Purtroppo la fuga viene interrotta bruscamente, portando la donna ad accettare il suo destino di figlia del boss, decidendo di radere al suolo la cittadina e vendicarsi di chi la aveva sfruttata. Tom colpevole per averla manipolata, non viene risparmiato e anzi proprio Grace porrà fine alla sua vita.

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Nicole Kidman e Jude Law nel film Ritorno a Could Mountain

RITORNO A COLD MOUNTAIN (2003) di Anthony Minghella. Ambientato nel 1861 W.P. Inman Balis (Jude Law) un giovane falegname del villaggio Cold Mountain, durante la costruzione di una chiesa incontra casualmente Ada Monroe (Nicole Kidman) la figlia del reverendo. Un’ improvvisa passione e amore scoppia tra i due giovani fino a quando il ragazzo viene chiamato dall’esercito confederato per prendere parte alla guerra di secessione. La donna dopo trent’anni, rimasta sola, continua a provare un forte sentimento per l’uomo, il quale cerca di tornare a casa evitando di venire ucciso dalla Guardia Nazionale. Dopo vari incontri e peripezie, Inman riesce a tornare a casa e ad incontrare Ada, con la quale trascorre la loro prima notte d’amore. Purtroppo, l’ex falegname viene trovato dai soldati del tenente Bosie, con l’accusa di essere disertore. I due soldati si feriscono mortalmente a vicenda e quando Ada giunge da lui purtroppo è troppo tardi. Dopo sette anni, Ada festeggia la Pasqua con la sua bimba Grace, nata dopo la loro unica notte di passione con Inman.

BIRTH – IO SONO SEAN (2004) di Jonathan Glazer. La bella Anna (Nicole Kidman) dopo 10 anni dalla morte del marito Sean, è finalmente pronta a sposarsi nuovamente con Joseph. Poco prima delle nozze, un ragazzino si reca da Anna, affermando di essere l’incarnazione del marito Sean cercando di convincerla a non sposarsi con il neo fidanzato. Nonostante la situazione surreale e anche scomoda, dato che si tratta di un rapporto tra una donna adulta e un bambino, quest’ultimo sembra essere davvero il marito Sean. Grazie all’intervento di Clara, amante di Sean quando era in vita, riesce a dimostrare che il bambino era riuscito a sapere tutte quelle informazioni, grazie a delle lettere che Anna aveva scritto per il marito, il quale non aveva mai aperto, perché non era mai stato veramente innamorato della moglie. Quando Anna scopre la verità, tenta di suicidarsi ma fortunatamente viene salvata da Joseph.

AUSTRALIA(2008) di Baz Luhrmann. Ambientato nella seconda guerra mondiale, Sarah Ashley (Nicole Kidman) va in Australia a trovare il marito per vedere il bestiame. Quando arriva alla città di Darwin, viene scortata da Drover (Hugh Jackman), il migliore amico del marito. All’arrivo a Faraway Downs, Sarah e Dover trovano il marito della donna privo di vita, ucciso da una lancia. L’accusa di omicidio ricade sullo stregone King George. L’amore tra Sarah e Drover cerca di sopravvivere ai bombardamenti della città di Darwin, con la speranza di non perdere la vita.

THE PAPERBOY (2011) di Lee Daniels. Un film che portò la Kidman ad interpretare Charlotte Bless, una ninfomane che cercò di aiutare con tutte le sue forze, il compagno Hillary Van Wetter (John Cusack), in attesa di essere giustiziato per aver ucciso uno sceriffo e ben 16 persone per ragioni di odio razziale. La donna per richiamare attenzione sul caso scrive al Miami Times. Il giornale capendo il richiamo mediatico di quella storia, incarica Ward Jansen (Matthew McConaughey) e il collega Yardley Acheman di indagare. Al duo viene aggiunto anche il fratello minore di Ward, Jack Jansen (Zac Efron), il quale finisce per innamorarsi di Charlotte.

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Aladdin, il full trailer ufficiale del film Disney

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Dopo molti teaser e spot televisivi, la Walt Disney Pictures ha pubblicato il trailer completo di Aladdin, il prossimo remake live-action di un classico film di animazione Disney.

Il due volte candidato all’Oscar Will Smith (Ali, Men in Black) interpreta il ruolo dell’amato Genio nel nuovo film insieme a Mena Massoud (Amazon’s Jack Ryan) nei panni di Aladdin, lo sfortunato e adorabile ladruncolo di strada che viene colpito dalla figlia del Sultano. Naomi Scott (Power Rangers) interpreta la principessa Jasmine, la bellissima figlia del Sultano che vuole avere voce in capitolo nel modo in cui vive la sua vita con Marwan Kenzari nei panni di Jafar, un malvagio stregone che escogita un nefasto complotto per diventare Sultano e governare Agrabah.

Aladdin è diretto da Guy Ritchie (Sherlock Holmes) da una sceneggiatura di John August (Dark Shadows, Big Fish) basata sul film animato del 1992 Aladdin e le storie da “Mille e una notte”. Il produttore è Dan Lin (The LEGO Movie) con il vincitore del Golden Globe Marc Platt (La La Land), Jonathan Eirich (Death Note) e Kevin De La Noy (The Dark Knight Rises) in veste di produttori esecutivi. Il compositore otto volte vincitore del premio Oscar Alan Menken (La bella e la bestia, La sirenetta) fornisce la colonna sonora, che include nuove registrazioni delle canzoni originali scritte da Menken e parolieri vincitori di Oscar Howard Ashman (Little Shop of Horrors) e Tim Rice (The Lion King) e due nuovi brani scritti da Menken e dai cantautori Oscar e Tony, Benj Pasek e Justin Paul (La La Land, Dear Evan Hansen).

Aladdin è stato candidato a cinque Academy Awards e ne ha vinti due, tra cui Best Original Score e Best Original Song per “A Whole New World.” Basato sul racconto popolare mediorientale Aladdin e la lampada magica, il film animato del 1992 è stato co-diretto da Ron Clements e John Musker, che avevano diretto in precedenza La Sirenetta e avrebbero continuato a realizzare altri classici Disney, tra cui Hercules, Pianeta del tesoro, La principessa e il ranocchio e Oceania. Famosa la partecipazione di Robin Williams come genio del film, insieme a Scott Weinger nei panni di Aladdin, Jonathan Freeman nei panni di Jafar, Linda Larkin nei panni della Principessa Jasmine, Frank Welker nel ruolo del compagno di scimmia Abu, oltre a Douglas Seale nei panni di The Sultan e Gilbert Gottfried nei panni di Iago.

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Cinema

Oscar: gli attori che si sono spinti oltre i limiti per vincere

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La Notte degli Oscar 2019 è vicina. È difficile dire con certezza che cosa spinga alcuni attori ad accettare determinati ruoli. Molto probabilmente la maggior parte degli interpreti decidono di avventurarsi in queste imprese un po’ folli, pensando di poter vincere – almeno una volta nella vita – il Premio Oscar. Spingere il corpo al limite, per assomigliare il più possibile a personaggi sconvenienti e pericolosi, cercando di portarli sul grande schermo nel modo più verosimile possibile, dimostra che questi attori hanno davvero una marcia in più e sono tutti meritevoli della prestigiosa statuetta d’oro.

Daniel-Day Lewis (My Left Foot)

Daniel Day-Lewis è il maestro dei folli sacrifici in nome della recitazione. Lo dimostrano i tre premi Oscar che è riuscito a vincere nel corso della sua carriera. Ha dimostrato di essere un grande attore già alla sua prima performance che gli è valsa un Oscar, nei panni di un malato paralizzato cerebralmente di nome Christy Brown. Sul set l’attore ha rifiutato di lasciare la sedia a rotelle e ha chiesto ai membri dello staff di mangiare con un cucchiaio, mantenendo una posizione che alla fine gli ha procurato la rottura di due costole.

Hilary Swank (Boys Do not Cry)

Per interpretare in modo convincente il trans Brandon Teena, la bellissima Hilary Swank ha trascorso diversi mesi a cercare di modulare la propria voce verso tonalità baritonali, in grado di assomigliare al suono tipico della voce maschile. Dal punto di vista della fisicità si è servita di alcune bende per occultare il seno, presentandosi come suo fratello James.

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Charlize Theron nel film Monster

Charlize Theron (Monster)

Se c’è una persona che è distante anni luce – in primis per l’aspetto esteriore – ad Aileen Wuornos, la protagonista del film Monster, è proprio l’attrice che l’ha interpretata: Charlize Theron. La sua trasformazione è stata tra quelle più incredibili e uniche nella storia del cinema. Grazie all’ausilio di denti protesici, a qualche spericolata rasatura delle sopracciglia e molti sacchetti di patatine per aumentare di peso, la Theron ha effettuato una vera e propria trasformazione.

Adrien Brody (Il pianista)

Per catturare la disperazione del nullatenente Wladyslaw Szpilman, il protagonista del film Il pianista, l’attore Adrien Brody decise di spogliarsi di ogni struttura e confronto per entrare ancora di più nel ruolo. Prima di imbarcarsi su un volo per l’Europa, prese la decisione di lasciare tutte le sue cose e portare con se solo un paio di borse e una tastiera.

Jamie Foxx (Ray)

L’Academy è stata chiaramente impressionata dalla convincente interpretazione di Jamie Foxx in Ray,  nell’aver portato al cinema il musicista non vedente Ray Charles. A quanto pare, Fox non ha dovuto fingere molto perché ha potuto fare affidamento su un paio di palpebre protesiche. La sensazione provata dall’attore è stata indescrivibile, perché doveva avere gli occhi incollati, chiusi, per ben quattordici ore al giorno.

Natalie Portman (Black Swan)

Probabilmente ci sarebbero molti più ballerini al mondo se questa forma d’arte non fosse così estenuante. Natalie Portman lo sa bene che cosa significa essere una ballerina, quando si è preparata per mesi al ruolo da protagonista nel film Black Swan. L’attrice ricorda ancora che la sua dieta e il suo regime di allenamento sono stati così crudeli da farle temere qualche collasso e addirittura ripercussioni nel tempo per la sua salute.

Anne Hathaway (Les Misérables)

Grazie alla collaborazione di un nutrizionista, Anne Hathaway, già magrissima fuori dal set, è riuscita a perdere la bellezza di 25 chili per interpretare l’indifesa Fantine nel film Les Misérables . La parte peggiore? Ha perso più della metà di quel peso durante le riprese, grazie a un digiuno durato 13 giorni.

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Jared Leto nei panni di Rayon

Jared Leto (Dallas Buyers Club)

L’anno seguente il cast del film Dallas Buyers Club sembrava determinato a superare il drastico calo di peso della Hathaway. Per interpretare Rayon, la donna transessuale malata di HIV, il cantante e attore Jared Leto è diventato a dir poco scheletrico, dopo aver perso più di 30 chili.

Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)

Poiché Matthew McConaughey è la stella del Dallas Buyers Club, è giusto che abbia superato Leto in questo record. Secondo l’attore, è riuscito a perdere qualcosa come 47 chili, finendo in uno stato che potremmo paragonare a quello di un uccellino appena nato con la bocca aperta che grida: ‘nutrimi, nutrimi’.

Kate Winslet (The Reader)

Per alcuni mesi bui, nel 2008, Kate Winslet è stata consumata da questo personaggio desolante, tanto che i racconti della buonanotte per i  suoi figli avevano preso una piega davvero deprimente.

Leonardo DiCaprio (The Revenant)

Dopo anni di nomination e di statuette date per certe, Leonardo DiCaprio è riuscito a vincere il suo primo premio Oscar con il film The Revenant. Grazie a questo personaggio è riuscito a spingere se stesso oltre ogni limite, nuotando in acque gelide, dormendo in una carcassa di animali e mangiando fegato di bisonte crudo.

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