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Star Wars, 10 crimini commessi contro la saga originale

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Geroge Lucas non ha resistito alla tentazione di cambiare alcune cose della saga originale. Nel 1983 si concludeva la trilogia di Star Wars, entrando di diritto tra i film più belli della storia del cinema. Ma i progetti di Lucas non finivano lì, infatti egli aveva numerose idee per il futuro cinematografico della saga. Purtroppo i lavori successivi non godono dello stesso apprezzamento dei precedenti. Infatti è stata utilizzata una computer-grafica pessima, ha modificato gli effetti sonori, i dialoghi sono stati aggiunti in fase di post-produzione e diversi altri discutibili cambiamenti. Può sembrare un discorso da puristi, ma è come se George Lucas avesse fatto un dipinto, un capolavoro, e un giorno decidesse di “migliorarlo” schizzando della vernice a caso su di esso.

Eccovi quindi le 10 modifiche peggiori che George Lucas ha fatto alla trilogia di Star Wars:

10. Le urla di Luke ne L’Impero Colpisce Ancora

Anche se non è una cattiva idea quella di fare urlare Luke nel film L’Impero Copisce Ancora (sottolinea che la sua formazione non è completa, e non possiede la sicurezza di un vero Jedi), una cattiva idea è invece quella di far urlare allo stesso modo l’Imperatore nel sequel Il Ritorno dello Jedi, quando viene gettato nel vuoto dal suo discepolo Darth Vader. Non c’è bisogno di un esperto per capire che Luke Skywalker è un ragazzo poco più che ventenne, mentre l’Imperatore un uomo di circa 85 anni e Signore dei Sith, il cui corpo è stato devastato dal lato oscuro; quindi le urla non dovrebbero risuonare allo stesso modo.

9. Modificare l’ingresso di Mos Eisley

Le aggiunte in generale della computer-grafica non si legano con il resto del film e richiamano solo l’attenzione lontano dall’azione principale. È come un irritante bambino di 5 anni che dice: Guardami! Guardami! Per non parlare del dinosauro che attraversa la scena oscurandola, un vero e proprio colpo al cuore. Perché questo? Non aggiunge nulla e non è funzionale…

8. Stormstrooper extra nella Morte Nera

L’unica lamentela riguardo questa scena è che forse si spinge un po’ oltre. Infatti nella versione originale vediamo Han Solo che corre all’interno di un corridoio alle prese con alcuni stormstrooper arrivando all’interno di una stanza con diversi nemici, mentre in quella rimasterizzata nella stanza ci sono centinaia di stormstrooper. Risultato? Mentre Han se la dà a gambe sono davvero pochissimi i colpi di blaster che tentano di colpirlo, non commisurati al numero di stormstrooper presenti nella stanza. La scena originale che comprendeva solo qualche stormstrooper funzionava bene, anche perché un paio di questi sono sufficienti per terrorizzare qualcuno. Ma in presenza di diverse centinaia di loro la questione si complica molto. E comunque è difficile che Han si sia girato solo una volta mentre correva per sparare ai nemici, se avesse avuto reale consapevolezza di quanti fossero erano in realtà.

7. Alterare le musiche di John Williams nella battaglia di Yavin

Ciò non è proprio evidente, ma comunque trattasi di un sacrilegio. Non si alterano le musiche di John Williams, neanche di un solo bit. Questo è particolarmente scioccante, come quando la musica è volutamente soffocata dal rombo dei motori.

6. La scena di Jabba the Hutt in Star Wars IV

Questa scena doveva essere inclusa nel montaggio originale del film. È stata girata con l’attore irlandese Declan Mulhollan nella parte di Jabba. Grazie alla tecnologia Stop-Motion è stata utilizzata l’immagine di un alieno nella scena. Ma Lucas considerò l’effetto non soddisfacente, quindi tagliò tutto. Nel 1997 la scena è stata reintegrata con la versione definitiva di Jabba grazie alla computer-grafica. Questa non è una brutta scena in sé, ma sposta troppo l’attenzione su Han e i suoi problemi personali. La situazione finanziaria dello stesso è già ben chiara dalla scena con Greedo, quindi la scena di Jabba è eccessiva. Inoltre se guardate attentamente vedrete lo stesso Greedo nella scena, nonostante in quella precedente fosse stato ucciso da Han.

5. Modifica la sequenza del palazzo di Jabba e dei pezzi musicali

Risultano fastidiosi il canto del mostro e la versione digitale di Sy Snootles. I ballerini vanno bene. Soprattutto perché sono reali e si fondono perfettamente con la scena. La versione digitale di Sy Snootles e il mostro cantante tuttavia non si integrano perfettamente. Viene meno la grinta che si voleva dare alla scena, in parte creata dagli altri alieni che in realtà sono interpretati da attori reali. Nonostante ciò è impressionante vedere Femi Taylor ( la ballerina Twi’lek) aver girato la scena 13 anni dopo il film Il Ritorno dello Jedi e non notare alcuna sostanzale differenza. Inoltre la scena extra del mostro Rancor dentro al fosso è davvero superflua. È inquietante e minaccioso sentirlo da fuori con le sue urla che fanno rabbrividire, mentre le scene extra nel fosso non sono condivisibili, quindi non percepiamo la paura di Luke quando entra nella buca, come se già fossimo stati lì e ciò che vediamo non sia qualcosa di completamente nuovo.

4. Inserire i Gungan ne Il Ritorno dello Jedi

George Lucas non era contento di avere i Gungan negli episodi I,II e III, doveva inquinare anche il sesto episodio con i mostri dalle orecchie giganti. Gli Ewok non eran poi così male. Sono fastidiosi ma anche carini come orsacchiotti di peluches, e sono anche utili per sconfiggere l’impero. I Gungan sono inutili, e vedendoli ne Il Ritorno dello Jedi viene da rabbrividire. Niente contribuisce a dare brillantezza alla scena dell’esplosione della seconda Morte Nera più di un Gungan che urla “Siamo liberi” Il discorso può sembrare eccessivo se si pensa che appaiono solo per poche sequenze. Ma il danno è proprio che appaiono, a prescindere dalla durata.

3. Greedo spara per primo

L’alterazione più grave che si potesse mai commettere. La ragione per cui i veri devoti di Star Wars sono indignatissimi per questa scena, non solo perché modifica l’originale, ma anche perché rovina l’essenza di Han Solo. La scena originale mostra cosa può fare un pistolero abile e astuto come Han; approfittare della distrazione di Greedo per mandarlo al tappeto. Ma, facendo sparare Greedo per primo si perde tutta l’essenza. Lucas si è giustificato dicendo che la modifica avrebbe reso meno spregiudicato Han Solo, trasformandolo in quell’eroe che diventa alla fine. Il punto è mettere in mostra un personaggio amorale per trasformarlo in un vero eroe

2. Rifare la scena dell’Imperatore ne L’impero Colpisce Ancora

Anche se venne sostituita l’immagine dell’imperatore Palpatine, poichè nel 1980 ad impersonarlo era una donna incappucciata con chili di trucco e due occhi gialli con la voce dell’attore neozelandese Clive Revill, nella versione del 2004 l’Imperatore era interpretato da Ian McDiarmind. Oggetto di un cambiamento inaccettabile furono i dialoghi creati dagli sceneggiatori Leigh Brackett e Lawrance Kasdan. Cosa aveva in testa Lucas mettendo mano a quello che viene considerato il film più bello della saga? Non c’era nulla di sbagliato con la scena originale, sembra essere modificata per il solo gusto di cambiare. E la cosa ancor più vergognosa è che questa è stata l’ultima opera di Brackett prima di morire. Anche mentre era malato di cancro e in fin di vita, riuscì a partorire una sceneggiatura davvero stellare. Peccato che 20 anni dopo Geroge Lucas abbia avuto la brillante idea di modificarla.

1. Hayden Christensen al posto di Sebastian Shaw

Non poteva che essere questo al primo posto della classifica. La scelta di sostituire l’anziano Sebastian Shaw con una versione più invecchiata di Hayden Christensen…ha fatto veramente molto discutere. Forse perché Shaw insieme a Kenobi e a Yoda formano un trio di venerabili Jedi anziani? Anche perché Christensen non riesce a dare lo stesso effetto di Shaw alla scena, entrando in essa quasi con aria di sufficienza. Lucas non ha voluto neanche fare girare la scena a Christensen, ma ha preso un vecchio video e ha sostituito la testa di Shaw con la sua. Viene meno anche il concetto di redenzione di Anakin, dando importanza solo al jedi giovane e non al processo di cambiamento che investe direttamente la forma più anziana di Anakin Skywalker.

Fonte: Denongeek.com

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1 Comment

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  1. Riccardo

    18 Dicembre 2016 at 00:05

    Occhio che Leigh Brackett era una donna – celebre scrittrice di space opera – e di suo nella sceneggiatura finale de L’Impero Colpisce Ancora ci sono solo alcune linee guida della trama. Lo script è interamente opera di Lawrence Kasdan e il credito alla Brackett fu mantenuto da Lucas solo come omaggio postumo a una scrittrice da lui molto ammirata.

    D’accordo in generale sugli altri punti.

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Il Signore degli anelli: Il ritorno del fantasy più amato di sempre

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Sono passati poco più di vent’anni da quando il primo film di questa epica trilogia fantasy è stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, trovando un posto nel cuore di tutti gli appassionati di mondi fantastici abitati da creature e razze di ogni tipo. 

Dopo un silenzio che dura da un bel po’ di anni, precisamente dal 2014, data in cui uscì l’ultimo film della trilogia Lo Hobbit, il mondo che J.R.R. Tolkien ha creato torna nuovamente a trasportarci nella magica Arda o Terra di Mezzo che a dir si voglia, ma questa volta non lo farà sui grandi schermi del cinema, bensì sul nostro televisore, computer o cellulare. 

Il nuovo Signore degli Anelli infatti non sarà un lungometraggio, ma una vera e propria serie che verrà inserita nel catalogo di Amazon Prime Video. 

Una serie con un arduo compito 

Come sappiamo bene, l’universo fantasy creato dal noto scrittore è tuttora fonte di ispirazione per numerose storie, basti pensare ai vari film, fumetti e, in particolare, ai videogiochi come Dragon’s Crown e Skyrim. Molti titoli videoludici, alcuni anche molto apprezzati, sono ambientati proprio nella Terra di Mezzo, mentre è possibile scaricare giochi come Throne: Kingdom at War che si ispirano parecchio alle epiche battaglie, alle grandi città e ai fitti boschi verdi, pieni di misteri e creature inimmaginabili. 

Con questa incredibile base, anche un solo passo falso potrebbe essere un enorme problema, quindi ecco cosa bisogna aspettarsi dalla serie in uscita il 2 Settembre di quest’anno. 

Coerenza 

L’universo che Tolkien ha creato è immenso e gestirlo all’interno di un’opera potrebbe rivelarsi un’impresa non da poco. 

La storia del mondo di Arda è piena di eventi particolari avvenuti in una linea temporale veramente lunga, la serie si basa in particolare sugli eventi accaduti nella seconda era. Trovare alcuni dei personaggi della prima trilogia in una serie ambientata nella Terra di Mezzo del passato, potrebbe far (giustamente) infuriare i fan più accaniti.

Source: Pexels 
Fedeltà 

Le caratteristiche delle razze, l’architettura, la fauna e la flora, i personaggi più importanti, tutto deve essere il più possibile fedele all’universo narrativo. Il trailer della serie mostra delle immagini promettenti: grandi ambienti come le città o i boschi sembrano simili a quelli presenti nella prima trilogia di Peter Jackson, così come altri particolari come per esempio le armature.

Effetti speciali 

Nonostante il peso degli anni si faccia sentire, La Compagnia dell’Anello mostra degli splendidi effetti speciali. Per fare un esempio, il Balrog è tutt’oggi una delle creature più belle realizzate in CGI (Computer-generated imagery). Anche sotto questo aspetto, sembra che la serie mostrerà i suoi muscoli con una computer grafica di tutto rispetto. 

Per quanto riguarda la trama, dovremmo avere una storia fantasy avvincente, anche se bisognerà vedere come verrà raccontata allo spettatore. Il trailer mostra avventura, grandi battaglie e tanti altri elementi che potrebbero tenerci incollati allo schermo. 

Le premesse per un’ottima serie ci sono tutte, quindi possiamo solo attendere il 2 Settembre con ansia, magari leggendo un libro o giocando a un titolo ispirati alle storie della Terra di Mezzo. 

Fonte: Pexels 

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Eduardo Scarpetta | vita e carriera del ‘Golden Boy’ del cinema italiano

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È proprio il caso di dire: E adesso ride lui. Tra gli attori più amati da pubblico e critica, il partenopeo Eduardo Scarpetta, sta raccogliendo un successo dietro l’altro. Diviso tra il mondo del cinema e delle serie tv, questo giovane attore – come l’ho soprannominato io – ‘Golden Boy’, dal nome e cognome assai noto nella storia del teatro italiano è stato tra i protagonisti dell’ultima edizione dei David di Donatello 2022.

Vincitore dell’ambita statuetta come miglior attore non protagonista nel film Qui rido io di Mario Martone, Eduardo è riuscito a conquistare l’Accademia per il ruolo di Vincenzo Scarpetta. Ma dietro questo volto da scugnizzo napoletano, dagli occhi grandi, brillanti e dal sorriso smagliante cosa si nasconde? Continuate a leggere per scoprire alcune curiosità che lo riguardano tra passato, presente e futuro.

Eduardo Scarpetta | Una bigliettino da visita importante

Affermare il proprio nome nel mondo dello spettacolo, teatro o cinema che sia, non è mai un’impresa facile. Discorso valido soprattutto quando si possiede un nome e un cognome che porta alla mente, uno degli uomini più talentuosi del mondo dello spettacolo italiano. Come un’arma a doppio taglio per tutti gli artisti d’arte come in questo caso, affermarsi in campi nei quali padri e nonni hanno lasciato il segno, può rivelarsi più arduo del previsto.

Eduardo Scarpetta per quanto abbia una nome così pesante, ha dimostrato di avere il talento nelle vene, oltre al sangue di uno dei commediografi più popolari, amati e discussi del teatro della metà dell ‘800. A tal proposito vorrei recuperare una dichiarazione rilasciata dall’attore in una recente intervista: «Provenire da una famiglia come gli Scarpetta mi ha dato consapevolezza e senso di responsabilità

Mario Scarpetta e il figlio Eduardo

Chi è Eduardo Scarpetta?

Il giovane Eduardo Scarpetta è nato a Napoli il 14 aprile 1993, figlio dell’attore Mario Scarpetta (figlio di Vincenzo Scarpetta) e dell’attrice Maria Basile. Come accadde per il padre, anche Eduardo debuttò a teatro all’età di 9 anni insieme ai genitori con lo spettacolo Felicello e Felicella. L’occasione furono i 150 anni del trisavolo Eduardo, prendendo parte a 8 repliche, rendendolo il bambino più felice del mondo non solo per aver guadagnato i primi 100€ della sua vita, ma per aver recitato per la prima volta.

Dopo aver frequentato il liceo classico, riuscì ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, alternando le lezioni, al lavoro di barista e ai provini come attore. Nonostante il suo nome, Scarpetta non si risparmiò in nulla, facendo la famosa gavetta, come comparsa per il cinema e la televisione.

Nel 2016 prende parte al film Pericle – il nero diretto da Stefano Mordini, con il ruolo di Ciro, autista di Pericle mandato da Don Luigino e presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Un Certain Regard.

Eduardo Scarpetta | diviso tra il cinema e il calcio

L’amato papà Mario, scomparso prematuramente nel 2004, oltre a sostenere il figlio come attore, amava assecondarlo nella sua seconda passione: il calcio. Tra gli 8 e i 10 anni, il piccolo Eduardo li ha trascorsi sul campo, allenandosi assiduamente a parare i rigori calciati dal padre. La scomparsa di Mario, lo ha portato a riflettere e a portarlo a un passo dal diventare calciatore professionista. Sfortunatamente per lui, all’età di 15 anni a causa di un brutto infortunio, si è reso conto di avere la scogliosi, procurandogli forti dolori alla schiena.

Tuttavia questa rivelazione, lo porterà a praticare nuoto e trekking, dedicando anima e corpo all’arte della recitazione.

Eduardo Scarpetta nei panni di Renato Carosone

Eduardo Scarpetta | i primi ruoli tra cinema e serie tv

Il 2018 è l’anno della sua svolta come attore cinematografico e seriale. Ben presto arriva la prima grande occasione della sua carriera grazie al regista Mario Marton, amico di famiglia, che lo sceglie per il ruolo del capraio nel film Capri – Revolution. Un ruolo che lo portò a dedicare molte ore di studio, non solo del copione ma anche delle abitudini delle capre.

E poi, con il primo ruolo da protagonista nella serie Carosello Carosone, diretta da Lucio Pellegrini trasmessa su Rai Uno. Incentrata sulla vita del celebre cantante napoletano, Renato Carosone, noto al pubblico per successi discografici come Tu vuò fa l’americano, in occasione del centenario dalla sua nascita.

Continua senza sosta il suo percorso nel mondo delle serie tv, con il successo mondiale L’amica geniale, sempre nel 2018 fino all’ultima stagione, andata in onda qualche mese fa. Tratta dal bestseller scritto da Elena Ferrante e diretto da Saverio Costanzo, Scarpetta interpreta il ruolo di Pasquale Peluso, primogenito di Alfredo e Giuseppina, molto amico di Lila e Lenù nelle prime due stagioni. Nella terza serie, il suo personaggio subirà un cambiamento importante, risultando pericoloso a causa dei suoi ideali politici, andando contro i fascisti e la sua amica di infanzia Lenù.

E nel 2020 interpreta il ruolo di un ragazzo punk nel film La tristezza ha il sonno leggero diretto da Marco Mario De Notaris.

Eduardo Scarpetta | il primo grande riconoscimento

Nel 2021, Scarpetta viene scelto nuovamente da Mario Martone per portare sul grande schermo il film diretto Qui rido io. Un lungometraggio molto caro all’attore, visto l’argomento trattato: la storia della sua famiglia. Il capocomico Eduardo Scarpetta (Toni Servillo) è il capofamiglia e padre dell’adolescente Vincenzo Scarpetta (Eduardo Scarpetta) e dei figli illegittimi Eduardo De Filippo, Titina De Filippo e Peppino De Filippo.

Al centro della vicenda il processo mosso dalla SIAE per volere del poeta Gabriele D’Annunzio, per aver portato a teatro la parodia de La Figlia di Iorio. Paradossalmente questa grave accusa, vedrà sancito per la prima volta il ‘Diritto d’Autore’ in Italia, con lo scopo di legittimare tutte le parodie, che andarono ad arricchire la storia del teatro italiano.

Interpretare uno dei membri della sua famiglia di origine, oltre a rappresentare un orgoglio personale, gli è valso anche il primo David di Donatello come miglior attore non protagonista. Il discorso di ringraziamento, tra incredulità e commozione è stato dedicato al regista e alla sua famiglia per averlo sempre sostenuto.

Leggi anche: Le Fate Ignoranti | la recensione dei primi due episodi della serie su Disney+

Eduardo Scarpetta ai David di Donatello 2022

Il discorso di Eduardo Scarpetta ai David di Donatello 2022

«Mario mi disse che tutto nacque perché aveva ritrovato il manoscritto originale di “Qui rido io” che scrisse Eduardo Scarpetta e che mio padre Mario ha consegnato a lui, credo venticinque anni fa. Quindi oltre a essere dedicato a Mario (Martone) è dedicato a un altro Mario, che è mio padre che ho perso a 11 anni e mezzo. A Mario a chi mi ha votato, a mia mamma che è a casa e che mi sta guardando, a mia sorella che è seduta lì. Evviva il cinema, tanta merda a tutti gli altri e grazie ancora

In realtà, come lo stesso Eduardo ha ammesso durante una recente intervista, il manoscritto consegnato dal padre al regista non fu Qui rido io, ma quello de La figlia di Iorio. Una piccola défaillance assolutamente giustificabile vista la grande emozione di ricevere per la prima volta un premio così importante, alla sua prima candidatura.

Leggi anche: Le Fate Ignoranti – La serie | la conferenza stampa con il cast e il regista

Eduardo Scarpetta nei panni di Michele ne Le Fate Ignoranti – la serie

I prossimi lavori di Eduardo Scarpetta

Reduce dal grande successo di pubblico (e di streaming) per Le Fate Ignoranti – La serie diretta da Ferzan Ozpetek per Disney+, l’ attore napoletano è riuscito a conquistare il pubblico nel ruolo di Michele. Amante di Massimo (marito dell’ignara Antonia) e cuore del gruppo delle Fate di Via Ostiense, Scarpetta spera con tutto il cuore che si possa realizzare una seconda stagione, presto o tardi.

Il film La donna per me diretto da Marco Martani, vede nel ruolo di protagonista Andrea (Andrea Arcangeli) alla vigilia del suo matrimonio con la bella Laura (Alessandra Mastronardi). Il futuro sposo incredibilmente, resta bloccato in un loop temporale, che lo vede vivere in diverse realtà, lo stesso giorno. Eduardo Scarpetta interpreta il ruolo di Giulio, colui che metterà la pulce nell’orecchio di Andrea su ciò che sta per compiere nella sua vita.

I protagonisti della serie Lidia Poët

In fase di post produzione per Netflix, c’è la serie Lidia Poët, diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire. Ambientata alla fine dell’Ottocento a Torino, narra la vicenda di Lidia (Matilda De Angelis), una donna che lottò con tutta se stessa per ribaltare un’ ingiusta sentenza della Corte. Una decisione che la riguardava da vicino, visto che le impediva di esercitare la professione di avvocato a causa del suo genere. Grazie al fratello Enrico (Pier Luigi Pasino), impiegato in uno studio legale e Jacopo (Eduardo Scarpetta), giornalista e cognato di Lidia, riusciranno a scoprire alcuni segreti che potrebbero cambiare le carte in tavola.

Al momento è impegnato sul set di un film insieme alla nostra Monica Bellucci e all’attrice australiana Tony Collette, la quale si è congratulata con Eduardo per il David vinto qualche sera fa. Tutti e tre sono i protagonisti di un progetto internazionale, a metà tra una commedia e un action movie.

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Cinema

Il Giorno della Memoria: 10 film da vedere, ma non i soliti

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Oggi è il Giorno della Memoria e, per l’occasione, vogliamo consigliarvi 10 film da vedere, tralasciando i soliti titoli che vengono fuori in questo giorno. La Vita è Bella o Schlinder’s List sicuramente sono dei capolavori indiscussi, però ci sono altri film degni di nota che vale la pena recuperare.

Abbiamo selezionato film di vario genere, dalla commedia al dramma, dall’animazione al film musicale. Nel video qui sotto potete scoprire i film che abbiamo scelto che raccontano il periodo della Seconda Guerra Mondiale, dell’olocausto, degli ebrei, della shoah e di una pagina di storia terribile che è bene ricordare ogni anno.

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