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Stephen King: i 5 film peggiori tratti dai suoi romanzi (uno è davvero imperdonabile)

In occasione dell'uscita di The Long Walk al cinema ricordiamo alcuni adattamenti cinematografici dei romanzi di Stephen King che non sono venuti proprio benissimo.

Quando si parla di Stephen King, si pensa subito a film capolavoro dell’horror o del thriller. Eppure, non tutti i film tratti dai suoi romanzi hanno saputo rendere giustizia alle storie originali. Negli anni, tra remake poco riusciti, sceneggiature deboli e regie discutibili, alcuni adattamenti si sono rivelati veri flop, deludendo fan e critica.

Tra l’altro, se si presta attenzione, si noterà che c’è una costante in quasi tutti i film pessimi tratti dai romanzi del leggendario scrittore: lui. La maggior parte dei lungometraggi non riusciti, infatti, vede King come sceneggiatore o anche solo consulente.

In qualche modo diciamo, sono tutti progetti che hanno il suo benestare. Contrariamente, sempre parlando a livello generale, diversi titoli riuscitissimi godono invece di un suo allontanamento, come nel caso forse più emblematico di Shining.

In occasione dunque dell’uscita al cinema di The Long Walk, nuovo film tratto da un’opera dello scrittore, perché non stilare una classifica dei 5 peggiori adattamenti di suoi romanzi?

Firestarter (di Keith Thomas, 2022 – Durata: 96’)

Il film racconta la storia di Charlie, una bambina dotata di poteri pirocinetici che si manifestano soprattutto quando è sotto stress. I genitori, consapevoli del pericolo, cercano di proteggerla e di tenerla nascosta, insegnandole a controllare le sue capacità.

Tuttavia, un’agenzia governativa è sulle sue tracce, intenzionata a sfruttare il suo dono come arma. Quando i poteri di Charlie diventano sempre più instabili e difficili da gestire, un incidente rivela la loro posizione, dando il via a una caccia serrata che costringe la famiglia a fuggire ancora una volta.

Una sceneggiatura debole e poco incisiva delinea personaggi poco sviluppati e una tensione quasi assente. Il confronto poi con il passato è totalmente sfavorevole.

Lo trovate a noleggio sulle principali piattaforme digitali (a vostro rischio e pericolo).

Stephen King nel 2024 al Toronto International Film Festival
Stephen King nel 2024 al Toronto International Film Festival (Foto: Wikimedia Commons/Kevin Payravi) – newscinema.it

Nell’erba alta (di Vincenzo Natali, 2019 – Durata: 101’)

Il film segue due fratelli, Becky e Cal, in viaggio attraverso il Kansas. Becky è incinta e sta raggiungendo i parenti per affrontare la gravidanza. Durante il tragitto, i due sentono le richieste di aiuto di un bambino provenire da un campo di erba altissima e decidono di intervenire.

Entrati nel campo, però, si separano e iniziano a perdere l’orientamento. Presto capiscono che quel luogo nasconde qualcosa di oscuro e inspiegabile, trasformandosi in una trappola da cui sembra impossibile uscire.

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Trama confusa e ripetitiva, ritmo lento e poco coinvolgente, idee interessanti sulla carta ma poco sfruttate. L’effetto “low budget” poi e la messa in scena limitata conducono lo spettatore verso un finale a dir poco deludente.

Lo trovate su Netflix (se ve la sentite davvero).

L’acchiappasogni (di Lawrence Kasdan, 2003 – Durata: 136’)

Il film segue quattro amici legati fin dall’infanzia da un evento straordinario. Da ragazzi, a Derry, salvano un giovane con sindrome di Down, Duddits, che in qualche modo trasmette loro capacità telepatiche. Ormai adulti, continuano a ritrovarsi ogni anno in una baita nei boschi. Durante uno di questi incontri, scoprono che l’area è sotto quarantena per un misterioso virus che colpisce uomini e animali.

Con l’intervento dell’esercito e una minaccia sempre più inquietante, i quattro iniziano a sospettare che l’origine dell’epidemia possa essere collegata proprio ai poteri di Duddits.

Un film dai dialoghi discutibili e una regia molto scarna. Durante il minutaggio si avverte poi un cambio di tono molto brusco, oltre a un tessuto narrativo caotico e incoerente.

Lo trovate a noleggio sulle principali piattaforme digitali (non ci riteniamo responsabili delle conseguenze).

Brivido (di Stephen King, 1986 – Durata: 97’)

Il 19 giugno 1987, durante il passaggio della Terra nella coda di una misteriosa cometa, iniziano a verificarsi eventi inspiegabili: macchine e dispositivi elettronici prendono vita e diventano pericolosi. Tra incidenti assurdi e attacchi improvvisi, un gruppo eterogeneo di persone si ritrova bloccato in un autogrill, assediato da camion impazziti e altre minacce fuori controllo.

Tra loro ci sono viaggiatori, lavoratori e sopravvissuti agli attacchi iniziali. Mentre il caos si diffonde ovunque, cercano un modo per salvarsi, trovando infine una via di fuga nei sotterranei, in attesa che l’effetto della cometa si esaurisca e la situazione torni alla normalità.

Sceneggiato e diretto da King stesso, Brivido è considerato uno dei peggiori adattamenti in assoluto. Da un lato il problema è la regia inesperta, dall’altro i dialoghi banali e le scene “campy”. Oltre a questo, non aiuta il tono incoerente tra horror e comicità involontaria, i personaggi stereotipati, gli eccessi, la “deriva” creativa e infine, gli effetti speciali datati (anche per l’epoca).

Lo trovate a noleggio sulle principali piattaforme digitali (solo per i più coraggiosi).

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Una scena del nuovo film 'The Long Walk'
Una scena del nuovo film ‘The Long Walk’ (Foto: Ufficio stampa Adler Entertainment) – newscinema.it

Cell (di Tod Williams, 2016 – Durata: 98’)

Il film racconta la storia di Clay Riddell, un disegnatore che, dopo aver lasciato moglie e figlio per inseguire il sogno di pubblicare una graphic novel, decide di tornare a casa nel Maine. All’aeroporto di Boston, però, un misterioso segnale trasmesso dai telefoni cellulari trasforma improvvisamente le persone in individui violenti e incontrollabili.

Sopravvissuto al caos iniziale, Clay si unisce a un piccolo gruppo guidato da Tom McCourt e cerca rifugio nei tunnel della metropolitana. In un mondo ormai devastato, l’uomo tenterà disperatamente di raggiungere la sua famiglia prima che sia troppo tardi.

Cell è decisamente il film imperdonabile di questa selezione. L’effetto involontariamente ridicolo, lo spreco di un cast importante e il finale controverso e poco chiaro, lo rendono il vincitore tra i perdenti in questa sorta di gara per il titolo del più brutto tra gli adattamenti di Stephen King.

Lo trovate su Prime Video (ma poi non dite che non vi avevamo avvisati).

Lorenzo Usai
Lorenzo Usaihttps://www.instagram.com/madraine8/
Contraddistinto da una passione cinefila quasi maniacale, cresciuta in me come una vocazione, cerco ogni giorno che passa di scoprire sempre di più, farmi esperienza, parlare e scrivere di questo magico mondo. Fin da piccolo sono sempre rimasto incantato dal cinema, la sala, l’enorme schermo davanti a me e tutte le storie che mi portano dentro ad infiniti mondi, vivendo esperienze come in prima persona. Insomma i film emozionano, insegnano, confortano, incoraggiano, divertono, sono una potenza reale e concreta, per me non sono un passatempo ma un vero stile di vita.

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