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Una Mamma Per Amica, la vita privata di Michel nell’ottava stagione

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Entro la fine dell’anno, quando Una Mamma Per Amica tornerà in streaming su Netflix dopo nove anni o giù di lì, senza ombra di dubbio tutta l’ attenzione sarà riservata a Lorelai e Rory Gilmore, che sono il duo che forma, indirettamente, il titolo della serie. Sappiamo anche il revival sarà caratterizzato da molti personaggi, non tutti i nostri cittadini preferiti di Stars Follow torneranno sul piccolo schermo. la star Yanic Truesdale ha rivelato che i fan potranno finalmente dare una’occhiata nella vita privata del sarcastico Michel Gerard:

Noi di solito non abbiamo visto Michel al di fuori del lavoro, davvero. Credo che molto raramente è stato visto al di fuori della locanda. E non sappiamo molto sulla sua vita personale. Ma questa volta è diverso. Sapremo molto di più. Questo è bello per me come attore perché mi offre un retroscena. Riesce a dare spessore al mio personaggio, perché, sai, ho sicuramente molte cose da raccontare sulla mia vita personale che ha influenzato il mio personaggio. I fan possono aspettarsi di scoprire di più su Michel.

Michel, il personaggio creato nella serie Una Mamma Per Amica, lo abbiamo sempre sentito come un collega, come un valido aiuto su cui contare, e le persone che hanno interagito con lui non si sono mai dovute preoccupare di dire cose troppo impegnative durante una conversazione. Ma a differenza della gran parte dei suoi colleghi, Michel è stato qualcuno che in realtà ha sempre incuriosito il pubblico. Che cosa lo ha reso così deliziosamente polemico? Come sono le conversazioni telefoniche tra lui e la madre?

Una Mamma per Amica - Michel & Lorelai

Una Mamma per Amica – Michel & Lorelai

Senza alcun dettaglio da seguire, è difficile indovinare esattamente dove andrà a finire la storia di Michel quando gli spettatori sapranno tutto di lui. Suppongo che qualcuno della sua famiglia potrebbe avere un ruolo, dal momento che questa è una serie che si basa sui legami familiari e su una sua drammaticità. O magari lui avrà un nuovo lavoro che gli darà problemi. O forse ci sarà amore nell’aria…o forse no. Alla domanda su un rapporto potenziale, Yanic Truesdale ha detto questo a US Weekly:  “Non posso rispondere. Ma sicuramente si saprà molto di più circa la sua vita.”

Di sicuro il suo amante dovrebbe essere una persona molto paziente. Adesso dobbiamo solo aspettare che queste nuove puntate su Netflix arrivino nel nostro Paese per saperne di più, magari nel frattempo potete fare una bella maratona di Una Mamma Per Amica, giusto per rinfrescarvi la memoria.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Netflix

I Am Mother, il trailer del film fantascientifico di Netflix con Hilary Swank

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i am mother

Netflix ha rilasciato il trailer ufficiale del prossimo thriller di fantascienza I Am Mother con la vincitrice del premio Oscar Hilary SwankTrust , Million Dollar Baby ), la candidata ai Golden Globe Rose ByrneDamages , Spy ) e la promettente Clara Rugaard. Guarda il trailer nel player in alto.

Il robot è stato creato da  WETA Workshop, noto per il suo lavoro su Avatar e Il  Signore degli AnelliI Am Mother segna il debutto alla regia di Grant Sputore, da una sceneggiatura di Michael Lloyd Green, e basato su un racconto di Sputore e Green. Kelvin Munro produrrà per The Penguin Empire insieme a Timothy White per Southern Light Films. I produttori esecutivi includono Paris Kasidokostas Latsis, Terry Dougas e Jean-Luc De Fanti per Rhea Films, Bryce Menzies, Grant Sputore, Philip Wade e John Wade.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale lo scorso 25 gennaio al Sundance Film Festival. Verrà lanciato su Netflix il 7 giugno.

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Cinema

Murder Mistery, il trailer del film Netflix con Adam Sendler e Jennifer Aniston

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Murder Mistery

Novità firmata Hollywood su Netxflix. Dopo aver lanciato diversi film direttamente sulla piattaforma più nota degli ultimi anni, senza passare per il cinema, ecco aggiungersi un nuovo titolo: Murder Mystery diretto da Kyle Newacheck. Il cast è composto da Adam Sandler, Jennifer Aniston, Luke Evans, Gemma Arterton, Luis Gerardo Mendez e Terence Stamp. Per capire meglio di cosa si tratta, vedete il trailer in alto!

Quando un poliziotto di New York (Adam Sandler) porta finalmente la moglie (Jennifer Aniston) in Europa per una vacanza promessa da tempo, un incontro casuale durante il volo si trasforma in un invito a partecipare a un intimo incontro familiare sul lussuoso yacht dell’attempato miliardario Malcolm Quince. Ma quando Quince viene assassinato, i due coniugi diventano i principali sospetti in questo giallo moderno. Adam Sandler e Jennifer Aniston tornano a recitare insieme in Murder Mystery affiancati da un cast di fama mondiale.

Murder Mystery sarà disponibile dal 14 giugno su Netflix.

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Movie Score

Movie Score, Homecoming: il film Netflix di Beyoncé è un trattato sulla tenacia

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homecoming

Homecoming, il nuovo film Netflix scritto e diretto da Beyoncé Knowles e Ed Burke non è un “film musicale”, nel senso che non racconta in forma romanzata le vicende di un artista, né tantomeno un “film concerto”, che si limita a riproporre i momenti migliori dell’ormai celebre set al Coachella 2018 (rinominato, dopo la straordinaria performance, Beychella) della cantante di Houston, ma ne mostra addirittura la preparazione, l’allestimento, l’origine concettuale. Homecoming infatti si pone come un manifesto artistico nel quale Beyoncémette in scena tutto ciò in cui crede, le cose che l’hanno motivata e che l’hanno convinta a proseguire in una carriera ormai pluriventennale. Eppure il film Netflix, proprio come un moderno film sulla musica e sui musicisti, come Whiplash o La La Land, è soprattutto un film sulla tenacia e sulla dedizione. Sulla necessità di dare il massimo per raggiungere i propri obiettivi, definendo un modo di vivere che si basa prima di tutto sul sacrificio e sull’abnegazione.

Beyoncé si concede allo spettatore parlando francamente di quella tortuosa strada verso il Coachella e della sua gravidanza che nel 2017 la costrinse a rimandare la tanto attesa performance. La ben nota riservatezza della cantante, che nel corso della sua carriera ha sempre centellinato le interviste e le apparizioni pubbliche, rifiutando anche la legge dell’onnipresenza sui social network, in Homecoming sembra aprire uno squarcio per permettere al mezzo cinematografico di compiere una indagine sulla sua intimità e sul suo corpo, nonché sulle modificazioni di cui questo è stato oggetto in seguito al parto gemellare. Già “The Boss” in Springsteen on Broadway (altro prodotto targato Netflix) aveva dimostrato di possedere la capacità dei più grandi narratori, quella di narrare ogni volta la stessa storia, la propria, ma in maniera tale da renderla universale, facendo in modo che tutti quelli che sognano in quella direzione possano rivedersi e riconoscersi. Perciò Homecoming è così importante, perché è in grado di rendere Beyoncé, da sempre un esempio di sicurezza e auto-determinazione nell’immaginario collettivo, una “idea” nella quale credere.

La musica di Homecoming

Beyoncé è da sempre una “classicista”, un’artista che crede fortemente nel rigore delle proprie composizioni, nel fatto che debbano avere una struttura riconoscibile e meticolosa, fatta di cori, ponti, cambi di tonalità. Le sue canzoni “uptempo” come Crazy in Love, Countdown e Love on Top, ad esempio, sono alcuni dei più fantasiosi e brillanti esempi di r&b degli ultimi vent’anni, eppure Beyoncé è innanzitutto una cantante. Alcuni brani di Homecoming mettono in risalto la sua incredibile estensione vocale: la flessibilità di cantare nelle tonalità più alte, la capacità di adattarsi alla musicalità “bassa” delle ballate (come in I Care).

Donne di colore, vere e proprie pioniere del rock’n’roll come Memphis Minnie, Suor Rosetta Tharpe ed Etta James, o ancora regine della “rhythmic music” moderna come Janet Jackson e Missy Elliott, non hanno forse ricevuto il giusto riconoscimento nel corso degli anni per le loro innovazioni. Beyoncé è stata invece la prima donna di colore “headliner” ai festival più importanti, dimostrando di comprendere la responsabilità di quel “ruolo” e lottando per rimanere a lungo in quello spazio che aveva conquistato (per lei, ma soprattutto per le sue colleghe). A distanza di pochi mesi l’una dall’altra, entrambe le sorelle Knowles (Beyoncé e Solange) hanno realizzato progetti che hanno ripensato il concetto di “casa” come utopia sociale e di genere, radicata nel passato ma finalmente pienamente consapevole di se stessa. Homecoming è quindi un meraviglioso tuffo in quella “great pool of black genius” da cui Beyoncé ha pescato a piene mani, mettendo a frutto ciò che è stato fatto nel tempo dai suoi predecessori, dai suoi contemporanei e da lei. Avendo la capacità di portare il pubblico a sé e mai cedendo alla tentazione di tendere furbamente verso il pubblico.

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