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Cannes 2026, tutti i vincitori di un’edizione strana e altalenante

La giuria presieduta dal coreano Park Chan-wook ha svelato i vincitori della 79esima edizione del Festival di Cannes.

Si è conclusa la 79esima edizione del Festival di Cannes, con la tradizionale cerimonia di chiusura durante la quale la giuria presieduta dal coreano Park Chan-wook ha rivelato le sue decisioni.

Non deve essere stato facile, considerando l’assenza di quei titoli capaci di mettere d’accordo davvero tutti. Quelli che, una volta visti, ti fanno affermare con sicurezza: “Questo film merita la Palma d’Oro”.

In ogni caso, il premio più prestigioso della serata è stato assegnato a Fjord di Cristian Mungiu, regista rumeno che aveva già vinto la Palma d’oro nel 2007 con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni.

Il film racconta dei Gheorghiu, padre rumeno, madre norvegese e cinque figli, che si trasferiscono da Bucarest nel paesino d’origine della madre, Lisbet, in un fiordo. Ferventi cristiani evangelici e refrattari alla modernità, i loro valori cozzano con quelli progressisti e laici delle istituzioni norvegesi, rappresentati dai vicini di casa, gli Halberg, che culminano in un intervento dei servizi sociali quando una maestra di scuola scopre delle ecchimosi sul corpo dei giovani Gheorghiu.

Cannes 2026, che festival è stato

C’erano aspettative altissime su questa edizione del festival, considerando il livello dei titoli presentati lo scorso anno. Una delle edizioni, quella del 2025, destinate a rimanere nella storia e che ha lanciato nomi di autori di cui sentiremo a lungo parlare in futuro. 

Se l’anno scorso, alla fine del festival, parlavamo di Sirat di Oliver Laxe, o di Sound of a Falling di Mascha Schilinski, o ancora di Resurrection di Bi Gan, titoli decisamente audaci e non convenzionali, tutti riconosciuti nel palmarès finale, quest’anno la competizione ufficiale è stata caratterizzata da una maggiore convenzionalità. Finanche di classicismo. 

Fjord Cannes 2026
Fjord Cannes 2026 (Foto: Ufficio stampa) – Newscinema.it

Opere come La Bola Negra, Notre Salut, o ancora Moulin di László Nemes, sono alcuni degli esempi di un cinema che si riscopre tradizionale e che tenta di capire il presente attraverso il passato più o meno recente. Affreschi storici e ritratti di personalità capaci di raccontare un’epoca (e in questa categoria va citato anche Fatherland di Pawel Pawlikoswki), decisamente più numerosi rispetto a quei pochi titoli capaci di “terremotare” la competizione, come ad esempio il monster movie coreano Hope di Na Hong-Jin o il misterioso e inafferrabile L’Inconnue di Arthur Harari. 

C’erano nomi da cui, alla vigilia del festival, ci si aspettava molto: lo stesso Cristian Mungiu con un film internazionale e un cast di primo livello (Fjord), Rodrigo Sorogoyen finalmente promosso alla competizione principale, il ritorno del russo Andrei Zvjagincev dopo aver rischiato la morte (ci aveva raccontato la sua incredibile storia qui), la riflessione sull’intelligenza artificiale firmata da Kore’eda. Eppure nessuno di loro è riuscito, almeno secondo il nostro parere, a consegnare un film all’altezza della loro vertiginosa filmografia. 

Cannes 2026, tutti i vincitori

I giochi comunque sono ormai chiusi e questa è la lista dei vincitori decisi da Park Chan-wook e dai suoi colleghi in giuria.

  • Palma d’OroFjord di Christian Mungiu
  • Grand Prix – Andrey Zvyagintsev per Minotaur
  • Miglior regia – Javier Calva e Javier Ambrossi per La bola negra e Pawel Pawlikowski per Fatherland
  • Migliore sceneggiatura – Emmanuel Marre per A Man oh His Time
  • Migliore attrice – Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden
  • Miglior attore – Valentin Campagne e Emmanuel Macchia per Coward
  • Premio Speciale della Giuria – Valeska Grisebach per The Dreamed Adventure
  • Camera d’OrBen’Imana di Marie Clémentine Dusabejambo
  • Palma d’oro per il miglior cortometraggioFor the Opponents di Federico Luis
Davide Sette
Davide Sette
Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

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